Tag: Incidenti stradali

  • Codice della strada e controllo della vista

    Quel che ci aspetta in questo 2012 appena iniziato sono molte novità, sia in campo legislativo- per via delle nuove decisioni del governo tecnico- che certamente di normative per quanto riguarda il codice della strada.

    Sembra infatti che col nuovo anno siano in previsione delle modifiche in tema di lavoro e di infortuni sul lavoro e certamente modifiche al codice della strada, che andrà a farsi più severo nei confronti dei guidatori che non rispettano le norme stradali, che guidano in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe o che non osservano le prescrizioni mediche per loro reputate necessarie per guidare.

    Tra le novità previste per il codice della strada certamente ve ne sono alcune che spiccano sulle altre: ad esempio un paio di modifiche, vanno gradualmente ad equiparare i guidatori delle microcar (auto con motore da triciclo o quadri ciclo e peso molto leggero) ai guidatori delle comuni autovetture. Per questi guidatori si decreta l’obbligo di indossare le cinture di sicurezza, anche per il passeggero e l’obbligo di utilizzare lenti da vista, quando prescritto.

    In seguito poi ai numerosi casi di incidenti stradali che hanno visto coinvolti dei pedoni (spesso minorenni) o dei ciclisti, sono state introdotte delle norme ideate per limitare il più possibile i casi di incidenti di questo tipo e per aumentare la conoscenza del codice delle strada da parte dei ragazzi giovani; verrà infatti inserito l’obbligo di indossare il casco protettivo in bicicletta quando si circola in strade fuori dalla città nelle ore notturne. Inoltre verranno inserite sanzioni pecuniarie anche importanti per chi sporchi le strade pubbliche e verranno istituite nelle scuole pubbliche dei programmi di educazione stradale, in modo che i ragazzi siano più coscienti delle norme che regolano la strada e arrivino già preparati all’appuntamento con il patentino prima, e con la patente poi.

    I dati raccolti dai periti infortunistica stradale,che riguardano i casi di incidenti stradali in tutto il mondo sono allarmanti: ogni anno 1.2 milioni di persone perdono la vita e i feriti sono 50 milioni; secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nell’area Euro le vittime sarebbero 127.000, mentre in Italia ogni giorno si verificano più di 600 incidenti stradali gravi, nei quali trovano la morte in media 14 persone.

    Praticamente dati paragonabili ad uno sterminio, che giustificano gli inasprimenti delle pene per i guidatori scorretti che tengono un comportamento non conforme alle regole della strada, come l’eccessiva velocità, o che guidano sotto l’effetto si sostanze stupefacenti o alcool. Spesso però gli incidenti sono provocati da soggetti che non si attengono alle prescrizioni mediche riguardanti la loro vista: l’analisi dei dati Aci- Istat mostra come il 59% degli incidenti stradali e delle richieste risarcimento danni incidente stradale siano dovute a cause riguardanti la vista/visione. Queste cause vanno dal banale mancato utilizzo di occhiali/lenti o ad una loro non corretta gradazione, all’elaborazione non corretta degli stimoli e delle informazioni raccolte attraverso gli occhi; a questa categoria appartengono le infrazioni segnalate dalle forze dell’ordine come “guida distratta o indecisa”, oppure ai segnali di stop, precedenza o attraversamenti pedonali ignorati.

    Vederci bene è quindi importante per chi guida, sia per sé che per gli, dato che oltre alla nostra mera capacità visiva, ci sono molti altri fattori che influenzano il processo di elaborazione visiva dei dati, da parte del nervo ottico: lo stato psicofisico di chi guida, la luminosità dell’ambiente e l’eventuale presenza di foschie, le caratteristiche dell’oggetto che si osserva.

    Serena Rigato
    Prima Posizione srl- comunicazione aziendale

  • Alcool e droghe al volante

    Anche se le campagne di sensibilizzazione continuano l’opera nel cercare di convincere i guidatori a prestare estrema attenzione quando si trovano alla guida, ad assumere responsabilmente alcool e a non assumere droghe di nessun tipo, i danni causati da persone poco responsabili sono ancora molti.

    Qualsiasi agenzia infortunistica stradale si troverebbe con le mani legate nel difendere un automobilista fermato per sospetto uso di droghe o per presunta guida sotto effetto di alcool. In effetti il limite stabilito per legge è ben chiaro e si esprime infatti nel valore massimo tollerabile di 0.8/°°°, cioè 0.8 gr di etanolo in un litro di sangue, ciò che spesso non si riesce a capire bene è l’effettivo limite di sostanze alcoliche che il nostro organismo può arrivare ad ingerire, senza per questo oltrepassare il limite previsto per legge.

    L’alcool viene assorbito attraverso le pareti dello stomaco per un 20% mentre il resto viene assorbito rapidamente dai tessuti intestinali, con una velocità che varia a seconda della gradazione alcolica che ingeriamo e del contenuto dello stomaco.

    L’alcool assorbito dai tessuti entra quindi nel sangue ed arriva al cervello in quantitativi e tempi che variano a seconda della costituzione fisica, del sesso, dell’età e anche dell’etnia. Nonostante il ministero della salute abbia diffuso delle tabelle che riportano le quantità limite approssimative di alcool, in rapporto al sesso ed al fisico, la scelta più saggia è data soprattutto dall’autocontrollo e dalla responsabilità.

    La consulenza infortunistica stradale, assieme alle campagne di informazione delle Ussl, e dalle forze dell’ordine, possono aiutarci a capire come possiamo arrivare a conciliare il divertimento di una serata fra amici ad una guida responsabile e sicura. Sembra infatti che nell’ultimo periodo i giovani abbiamo iniziato ad organizzarsi per guidare a turno l’auto quando escono in compagnia, in modo che almeno il guidatore sia perfettamente sobrio; altri ragazzi si affidano invece alle ragazze che, generalmente bevono meno.

    Una brutta abitudine che invece sembra resistere alle minacce dei posti di blocco della polizia stradale è invece quella della droga: i soggetti che ne fanno uso spesso lo fanno di nascosto anche dai loro amici e familiari e quindi non esiste per questa sostanza, il fenomeno di condivisione sociale dell’uso della sostanza. Chi fa uso di cocaina, eroina, LDS e sostanze psicoattive è usualmente un utilizzatore solitario della sostanza (unica eccezione è costituita dagli utilizzatori di cannabis, che ne fanno uso perlopiù in gruppo).

    Come le agenzie infortunistica ben sanno, dal punto di vista medico gli effetti delle droghe sono ben più complessi di quelli dell’alcool a causa dell’azione tossica sulle cellule nervose che si manifesta poi in effetti collaterali quali iper-stimolazione, depressione , allucinazioni e compromissione delle capacità di guida.

    I principali effetti collaterali sono considerevole allungamento dei tempi di reazione, alterazione della capacità motoria e della capacità di giudizio, sonnolenza, difficoltà di concentrazione, valutazione alterata di distanze e velocità; la cannabis in particolare provoca una percezione più acuta dei contorni, dei colori e della profondità; la cocaina invece causa stress psicofisico elevato che causa sonnolenze improvvise e viceversa può attenuare il senso di stanchezza, LDS invece causa euforia/depressione e crea allucinazioni.

    Serena Rigato

    Prima Posizione srl- posizionamento google mobile

  • Combattere gli incidenti stradali: una necessità sociale, economica, ambientale

    Una delle questioni più pressanti della nostra epoca è quella degli incidenti stradali e dei morti sulle strade. A causa di diversi motivi, dall’abuso di alcol all’eccessiva velocità, dalle disattenzioni anche più banali al mancato rispetto delle norme stradali, moltissime sono le persone, in tutto il mondo, che rimangono coinvolte in incidenti, incidenti che possono causare ferite, un’invalidità permanente o, nel peggiore dei casi, il decesso delle persone coinvolte.

    Prendere una posizione riguardo a questo problema è più che mai necessario, com’è diventato necessario cercare di trovar nuove misure per contrastare il dilagare di questa piaga. Dallo studio di norme più severe ai controllo più serrati, di giorno in giorno nascono nuove idee per arginare il problema, che però continua a rimanere una priorità nell’agenda di molti stati.

    A tal proposito, il presidente dell’ACI e vicepresidente della Federazione Internazionale dell’Automobile Enrico Gelpi ha recentemente sottolineato proprio la necessità di attuare delle strategie condivise a livello internazionale che si basino essenzialmente “sul rispetto delle regole e sulla consapevolezza alla guida”. È questa l’idea centrale emersa dall’incontro organizzato nel maggio scorso in occasione del lancio in Italia del Decennio di iniziative 2011-2020 indetto dall’ONU per la sicurezza stradale, incontro organizzato dall’ACI in collaborazione con il Ministero della Salute e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e che ha visto la partecipazione di Ferruccio Fazio, ministro delle salute, di Mario Valducci e di Silvia Velo, presidente e vice-presidente della Commissione Trasporti della Camera.

    La necessità primaria ribadita dall’ONU è quella di far sì che venga attuato un piano di interventi riconosciuto a livello mondiale, in modo tale che i singoli Governi siano spinti ad attuare dei provvedimenti che siano davvero in grado di arginare la piaga delle vittime sulla strada. 3.500 sono le persone che perdono la vita ogni giorno in tutto il mondo (senza contare quelle che subiscono un qualche tipo di danno fisico), un dato che fa degli incidenti stradali la nona causa di morte nel mondo. Ma secondo le Nazioni Unite la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente: se non verranno attuati dei provvedimenti mirati, entro il 2030 gli incidenti stradali potrebbero essere addirittura la quinta causa di morte, provocando più vittime di quante ne provocheranno malattie quali l’AIDS e i tumori.

    Oltre ad essere una piaga sociale, gli incidenti stradali hanno anche altre conseguenze negative, andando ad incidere sull’economia dei singoli paesi e mondiale: gli incidenti stradali, oltre a costare più di un milione di vittime e svariati milioni di feriti all’anno, hanno un costo anche monetario (basti pensare ai costi assicurativi, delle perizie e così via), un costo quantificato nel 3% del PIL mondiale, che si traduce in circa 500 miliardi di dollari americani l’anno.

    Ultimo ma non meno importante, rendere le strade più sicure e migliorare la viabilità non significherebbe solo ridurre il numero delle vittime e i costi derivanti dagli incidenti stradali, significherebbe anche una riduzione del traffico e delle congestioni, un elemento da non sottovalutare se si considera che il trasporto stradale è responsabile del 14% delle emissioni globali di gas serra.

    Articolo a cura di Francesca Tessarollo
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  • Sempre più alto i numeri di pirati sulle nostre strade

    L’osservatorio Il Centauro – Asaps (Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale) ha da poco diffuso i dati relativi alla sicurezza sulla strada e agli incidenti stradali nei primi sei mesi del 2011. Dal rapporto emergono sia dei dati positivi che dei dati molto negativi. Cominciamo con le buone notizie: gli incidenti stradali sembra siano in diminuzione. A non diminuire – sono anzi in aumento – sono gli episodi di pirateria, che continuano a macchiare le nostre strade con una frequenza che non sembra affatto diminuire, anzi: nel primo semestre del 2011 gli incresciosi episodi di questo tipo sono aumentati addirittura del 39%, per un totale di 347. Il numero delle vittime, in particolare, ammonta a 55 morti, per un aumento del 44,7% rispetto al periodo precedente. Anche il numero di feriti non lascia adito a dubbi sulla gravità del fenomeno: 418 è infatti il numero dei feriti totali. Per quanto riguarda le regioni meno virtuose, quelle cioè in cui sono stati registrati i più alti numeri di episodi di questo tipo, troviamo al primo posto la Lombardia, con 50 casi, seguita da Lazio ed Emilia Romagna, entrambi con 38 episodi di pirateria registrati, la Campania con 35 episodi, la Toscana con 32 e il Veneto con 31. A salire è anche la percentuale relativa al numero di donne che causano incidenti e poi fuggono.

    Quando l’incidente è provocato da un pirata della strada, la rabbia si unisce al dolore dei parenti e dei vicini della vittima, e ad alimentare ancora di più questi sentimenti è il pericolo di non poter dare un volto al responsabile dell’accaduto, e di non vederlo quindi assicurato alla giustizia. Spesso i parenti delle vittime si avvalgono di una consulenza legale, ma in molti casi, nonostante gli sforzi delle forze dell’ordine e di chi di dovere, non è possibile risalire a chi ha commesso il gesto. In questo primo semestre del 2011 è stato possibile risalire al responsabile nel 66,3% dei casi, dato che segna un calo rispetto ai primi mesi del 2010, quando si era arrivati all’identificazione del colpevole nel 78,3% dei casi.

    Una delle maggiori cause della fuga dei pirati della strada, dopo aver provocato l’incidente, sembra sia l’assunzione di alcol o droga. Tra i pirati che sono stati identificati, infatti, il 20,4% è risultato positivo all’alcoltest, e tra questi alcuni avevano anche assunto delle droghe (l’8% di coloro che erano risultati positivi all’alcoltest sono poi risultati positivi anche al narcotest). Questi dati sono però solo indicativi, e con tutta probabilità non riflettono la situazione reale, che potrebbe essere di gran lunga più grave per quanto riguarda l’uso dell’alcol alla guida: molti pirati della strada vengono scoperti, o si costituiscono, un certo lasso di tempo dopo il fatto, quando l’effetto di alcol o droga non è più riscontrabile.

    Per scongiurare un ulteriore aumento degli incidenti e delle vittime che subiscono un infortunio stradale a causa dei pirati della strada, a settembre si discuterà in parlamento l’introduzione, del Codice della Strada, del reato di omicidio stradale. Tale reato prevedrebbe una pena dagli 8 ai 18 anni, la revoca definitiva della patente in alcuni casi e l’arresto in flagranza di reato.

    Articolo a cura di Francesca Tessarollo
    Prima Posizione Srl – affiliazione web marketing

  • Il risarcimento dei danni dovuto ad un incidente stradale

    Quando avviene un incidente stradale nella maggior parte dei casi c’è sempre un colpevole e una o più vittime. Capita anche delle volte il cosiddetto “concorso di colpa” dove ci sono più colpevoli.

    Tuttavia nella stragrande maggioranza dei casi il colpevole è solo uno, ovvero colui che da vita al sinistro stradale stesso. Il calcolo risarcimento danni dovuti all’incidente stradale è una situazione che viene fatta di conseguenza al sinistro stradale, fatta direttamente dalle Assicurazioni e dai periti del caso.

    Il risarcimento danni assicurazione lo si può dividere in risarcimento per danni biologici come per esempio il risarcimento colpo di frusta, oppure il risarcimento per danni ai mezzi, come le auto, le moto e cose del genere.

    In queste situazioni le Assicurazioni cercano di giocare sempre al ribasso in modo tale da non perderci troppo. Per questo motivo è sempre meglio chiedere il patrocinio gratuito dei professionisti del settore, come Zeta Infortunistica che offre aiuto legale e medico legale, per far valere i tuoi diritti verso le assicurazioni e farti avere il risarcimento che effettivamente meriti!

    by Mattia Cattelan

  • Cosa fare in caso di incidente stradale

    Un incidente stradale, sia che si tratti di un leggero tamponamento o di una situazione più grave, crea sempre dei disagi, non solo nel momento in cui si verifica il sinistro, ma anche nei giorni successivi, rendendo talvolta necessario l’intervento di un consulente in infortunistica stradale. Gli automobilisti più esperti, o quelli che hanno avuto la fortuna di non imbattersi mai in una situazione del genere, davanti al primo sinistro in cui si trovano coinvolti non sanno proprio che fare, e rischiano di essere presi dal panico anche quando la situazione non è poi così grave. Ecco dunque qualche suggerimento per riuscire ad affrontare un sinistro nel migliore dei modi.

    Prima regola: cercate di non perdere la calma. Sicuramente anche la persona più tranquilla e controllata del mondo, se si trova coinvolta in un incidente magari grave, rischia di farsi prendere dall’ansia, ma in questi casi è invece importantissimo rimanere calmi, per valutare la gravità della situazione e riuscire ad agire nel modo migliore. La prima cosa da fare è segnalare l’incidente agli altri automobilisti che sopraggiungono sul luogo del sinistro tramite segnalazioni luminosi o manuali. Se l’incidente ha causato dei feriti, bisogna prestare loro aiuto e chiamare i soccorsi, evitando però di spostare i veicoli, per permettere alle forze dell’ordine la ricostruzione dei sinistri stradali. Nel caso in cui non ci siano feriti, non è sempre necessario chiamare le forze dell’ordine e, se questo è possibile, bisogna spostare i veicoli incidentati dalla strada. Se non riusciamo a spostare le vetture, e se il fondo stradale è stato in qualche modo danneggiato – se per esempio si sono riversate delle sostanze scivolose – , è necessario chiamare il soccorso stradale, dopo aver segnalato l’incidente con gli appositi strumenti.

    Anche senza chiamare le forze dell’ordine, gli automobilisti coinvolti devono scambiarsi i dati. I dati d’interesse sono quelli relativi alla patente dell’autista, della carta di circolazione e dell’assicurazione. In caso ci siano dei testimoni, inoltre, (anche i passeggeri possono fare da testimoni), è possibile richiedere loro una dichiarazione scritta con cui spieghino come si sia svolto l’incidente. I dati possono essere raccolti tramite il modulo di constatazione amichevole standard (il cosiddetto modulo blu), che deve contenere anche indicazioni sul luogo e la data dell’incidente e le firme degli autisti. Il modulo va compilato in quattro copie, due per autista, ognuno dei quali ne consegnerà una copia alla propria assicurazione, accelerando così le operazioni di risarcimento danni incidente. Se tutte le parti coinvolte sono d’accordo e si compila il modulo di constatazione amichevole, infatti, il conducente “non colpevole” verrà rimborsato in tempi brevi dalla propria compagnia di assicurazione, che a sua volta verrà rimborsata dalla compagnia del conducente che ha causato l’incidente. Se nessuno degli automobilisti coinvolti ha a disposizione il modulo blu, è necessario comunque raccogliere i dati riguardanti il luogo, la data e l’ora del sinistro, tipo e targa dei veicoli, compagnia di assicurazione, generalità dei conducenti e del proprietari, se diversi, descrizione dell’incidente, generalità di eventuali feriti e testimoni. Da ricordare che il modulo blu può essere compilato anche in un secondo momento, ma in ogni caso tutte le parti coinvolte devono presentare la denuncia del sinistro alla propria assicurazione entro tre giorni dall’incidente.

    Articolo a cura di Francesca Tessarollo
    Prima Posizione Srl – piano di comunicazione

  • Sicurezza stradale, per De Pierro manca volontà istituzionale


    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Duole constatare che i comportamenti realmente pericolosi per l’incolumità degli utenti della strada vengono sottovalutati. Mi auguro che prima o poi qualcuno si svegli e pensi realmente a risolvere concretamente questo problema”

    Roma – “Per l’ennesima volta abbiamo assistito a iniziative di sensibilizzazione per il triste e grave fenomeno, per altro lungi dall’essere risolto, degli incidenti stradali dovuti a cause legate a responsabilità individuali, che sicuramente potevano essere evitati.

    Mi duole dover constatare che i familiari delle vittime continueranno ancora a protestare e a manifestare il loro dolore per i tragici eventi da cui sono stati colpiti, ma purtroppo tali manifestazioni resteranno inutili se dall’altra parte le istituzioni continueranno a essere sorde agli appelli, trincerate dietro il cinismo e l’egoismo dei propri rappresentanti”. Con queste parole Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, esprime il suo commento sulla “Giornata Mondiale di Memoria per le vittime della strada”, celebratasi il 15 novembre. In Italia ogni anno perdono la vita 7 mila persone a causa di incidenti stradali o perché vittime di pirati della strada, 18 al giorno, 145 mila sono i ricoveri ospedalieri, più di 300 mila i feriti.

    “E’ ora di dire basta alle morti evitabili – tuona categorico De Pierro – Certo, le fatalità non si possono combattere, ma ciò che si può evitare è un sacrosanto dovere di chi governa e un diritto inalienabile per chi subisce le conseguenze di tale negligenza, immobilismo e indifferenza. Noi dell’Italia dei Diritti da sempre avanziamo le nostre proposte, come per esempio l’arresto immediato per chi viene fermato in stato di ebbrezza, magari tenendo presente come parametro di valutazione un tasso alcolemico un po’ più alto di quello che la legge considera sanzionabile. All’arresto dovrebbe essere consequenziale la revoca definitiva della patente. Però se mancano i controlli è chiaro che sarebbero in molti a farla franca lo stesso. Purtroppo, a livello di violazione del codice stradale sembra che l’orientamento istituzionale sia più quello di fare cassa piuttosto che di comminare sanzioni per reprimere, e di conseguenza disciplinare in maniera utile il comportamento degli automobilisti. Lo dimostra per esempio l’accanimento con gli autovelox, ottimo deterrente ci mancherebbe, ma quando si posizionano in punti dove si vuole appositamente far cadere l’automobilista in errore, magari con vecchi limiti di velocità, il trabocchetto è fin troppo evidente. Lo dimostra anche l’accanimento che i vigili urbani mostrano nel sanzionare alcuni divieti di sosta, magari perché una ruota della vettura sfiora il marciapiede”.

    “Purtroppo – conclude preoccupato il leader del movimento nazionale – duole constatare che i comportamenti realmente pericolosi per l’incolumità degli utenti della strada vengono sottovalutati. Come per esempio alcuni passaggi col rosso in incroci tristemente noti. Mi auguro che prima o poi qualcuno si svegli e pensi realmente a risolvere concretamente questo problema e che siano sempre meno le famiglie a piangere vittime della strada, a cui va la nostra assoluta vicinanza. Non esito a ritenere responsabili di molte morti alcuni organi istituzionali, decisionali e di controllo”.

  • Ennesimo incidente per alcool, De Pierro alza la voce


    La cronaca delle ultime ore fa registrare un’altra morte causata da guidatori in stato di ebbrezza.
    Un cittadino romeno di 31 anni è stato investito e ucciso domenica sera mentre camminava lungo il margine della strada provinciale 51/B che dalla Tiberina conduce a Capena. Alla guida dell’auto che lo ha investito c’era un ragazzo italiano di 24 anni risultato positivo al test alcolemico, con tassi di alcool nel sangue superiori a 1,5 g/l, e successivamente anche alla cocaina e ai cannabinoidi.
    “Ancora una volta assistiamo a una vita spezzata dall’abuso di alcool e droghe del conducente di un’autovettura”, ha dichiarato Antonello De Pierro, Presidente dell’Italia dei Diritti. “Evidentemente – continua De Pierro – le misure e i controlli non sono sufficienti a garantire degli standard di sicurezza accettabili”.
    Uno sfogo, quello del Presidente del movimento nazionale, che prende di mira anche la strumentalizzazione che molti media ed esponenti politici portano avanti in materia. “Ormai è molto tempo – spiega De Pierro – che assistiamo a un balletto fortemente strumentale tra opposti schieramenti, mirato a stilare una stupida quanto inutile contabilità su chi provoca determinati eventi tragici snocciolando cifre distribuite più o meno fedelmente tra italiani e stranieri. E’ ora che questo patetico comportamento termini. Il numero di incidenti causati da persone che guidano in stato di ebbrezza o sotto effetto di sostanze stupefacenti indica manifestamente che quanto da noi sostenuto in merito a un inasprimento sanzionatorio efficace si rende più che mai necessario. A noi poco importa la nazionalità o il colore di chi commette l’illecito. Ci interessa, invece, impedire che l’illecito stesso venga perpetrato, e quindi evitare la conseguente consumazione dell’effetto dannoso”.
    Quanto alle soluzioni fin qui proposte dal governo per risolvere il problema degli ubriachi al volante il Presidente dell’Italia dei Diritti aggiunge: “E’ ora di smetterla con le esternazioni propagandistiche quali addirittura quella di abbassare ulteriormente il tasso alcolemico. Come movimento siamo favorevoli anche a un eventuale leggero innalzamento di questo limite, a patto di sanzionare poi decisamente i trasgressori, per i quali noi da tempo chiediamo arresto immediato e revoca della patente. A nostro avviso – conclude il Presidente dell’Italia dei Diritti – chi guida in stato di evidente ebbrezza si trova in una posizione giuridica di chi tenta un omicidio e di conseguenza se un incidente mortale è causato da persone con queste caratteristiche, chiediamo che l’omicidio diventi volontario e che venga garantita l’applicazione degli effetti di legge del reato specifico”.