Tag: incidente stradale

  • Cosa fare dopo un incidente stradale

    In base alle ultime statistiche, l’incidente stradale è una delle principali cause di morte traumatiche e accidentali superate solo dagli incidenti domestici, che non sembra, ma sono al primo posto leggendo le statistiche degli ultimi anni.

    Quando avviene un incidente stradale i dati però non dicono cosa succede subito dopo. Logicamente se l’incidente è avvenuto tra persone su mezzi diversi, abbiamo da una parte il colpevole e dall’altra la vittima. In entrambi i casi la vittima e il colpevole possono anche essere al plurale, non solo al singolare.

    Ogni volta che avviene un incidente auto contro auto, auto contro pedone, auto contro altro mezzo, o comunque mezzo contro mezzo in generale, scatta un processo burocratico il cui fine è quello di portare la vittima o le vittime ad avere un risarcimento.

    Due sono le strade da seguire: una più semplice e veloce attraverso una semplice constatazione amichevole consegnata all’assicurazione e una più complessa attraverso una denuncia per incidente stradale fatta scattare dalle forze dell’ordine se sono state interpellate per questa situazione.

    Alla fine di questo iter burocratico fatto di perizie sia tecniche sia biologiche volta a quantificare i danni dell’incidente, scatta il risarcimento da parte dell’assicurazione verso le vittime dell’incidente stradale.

    Sul sito Rete Assicurazioni ulteriori dati e informazioni oltre alla possibilità di richiedere un preventivo online.

    www.reteassicurazioni.com

  • Emergenza – Soccorso stradale


    Emergenza – Soccorso stradale

    Che cosa ci aspettiamo del soccorso stradale? Che cosa sono le caratteristiche più importanti che dovrebbe compiere un fornitore di un tale servizio.

    Pronto soccorso stradale

    Incidenti succedono senza preavviso, ecco perché il soccorso stradale della nostra scelta dovrebbe innanzitutto offrire la reperibilità illimitata, ogni giorni della settimana, anche festivi e durante il finesettimana, 7 ore su 7. Soprattutto nei giorni festivi, quando tutta la famiglia si mette in moto il rischio di incidenti e sinistri stradali aumenta e bisogna potersi fidare del servizio di soccorso stradale.

    Naturalmente non basta la reperibilità telefonica, ma l’avviso deve essere seguito da azioni. Il soccorso stradale perfetto deve offrire anche la disponibilità immediata per diminuire più possibile il tempo di attesa per le vittime dell’incidente.

    Mezzi di soccorso stradale

    Una volta arrivati al luogo dell’incidente lo staff del soccorso stradale deve prima di tutto assicurarsi che non ci sia pericolo per le persone coinvolte nel sinistro stradale per cui ci vuole il personale istruito correttamente con un minimo di esperienza per il comportamento giusto sul luogo del sinistro.

    Solo dopo le procedure di sicurezza il personale incomincia a caricare il veicolo. L’attrezzature del soccorso stradale deve in primo luogo soddisfare le norme di sicurezza per non porre pericolo per gli altri partecipanti del traffico. In secondo luogo l’azienda di soccorso stradale dovrebbe avere un’ampia gamma di carri attrezzi e rimorchi a disposizione per ogni tipo di veicolo. Ci sono carri attrezzi per auto e per moto con gli strumenti di fissaggio adeguati.

    Tariffe del soccorso stradale

    Il prezzo del soccorso stradale varia in dipendenza dal luogo d’incidente e dell’orario di chiamata, ma in ogni caso dovrebbe essere comunicato prima del servizio: Trasparenza delle tariffe di soccorso stradale è un’altra caratteristica che fa parte di un soccorso stradale impeccabile.

    Abbiamo trovato un’azienda che soddisfa tutte queste aspettative: soccorso-stradale.org. Date un’occhiata al sito del soccorso stradale.

  • Ancora vittime sulla strada per alcool, per De Pierro è l’ora della tolleranza zero

    Roma – Tra i vari obiettivi che l’Italia dei Diritti persegue da tempo, c’è quello della sicurezza stradale.

    “Ancora una volta ci troviamo a dover parlare di vite spezzate sulle strade italiane a causa dell’eccesso di alcool o di sostanze stupefacenti da parte di chi guida”, ha commentato così Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, le notizie che la cronaca di questi giorni sta portando alla luce sulle vittime dei pirati della strada. “Ormai siamo talmente abituati a questi eventi che i nomi delle vittime diventano dei numeri che rientrano nella normale contabilità giornaliera.

    Non possiamo e non dobbiamo dimenticarci che dietro a ogni morto c’è una tragedia di vaste proporzioni: famiglie distrutte, conseguenze psicologiche. Nel caso di Anna, la ragazza di 23 anni morta ad Ardea, oltre al tragico evento di una vita così giovane distrutta in pochi attimi si accosta il dramma di un bimbo di 5 anni che resta solo al mondo. Anna, infatti, era una ragazza madre. Non si può più rimanere indifferenti di fronte a questa strage, le istituzioni devono fare il loro dovere prendendo i dovuti provvedimenti. È ora di finirla con la propaganda, le intenzioni sbandierate devono tradursi in atti concreti ed efficaci. Noi da sempre sosteniamo l’introduzione dell’arresto obbligatorio per chi viene fermato alla guida di un automezzo sotto effetto di alcool o droghe. Abbiamo anche proposto di elevare l’attuale limite che magari può sembrare troppo basso. Una volta colti in flagrante i trasgressori però bisogna usare il principio della tolleranza zero – conclude De Pierro – e poco importa se tra le persone coinvolte ci siano indisciplinati rampolli di politici o potenti di turno. Non sarà qui forse la chiave di cotanto permissivismo?”

  • Beppino Englaro scende in campo con il Pd, la critica di De Pierro


    Roma – Tante le reazioni politiche e non suscitate dalla corsa di Beppino Englaro verso la segreteria lombarda del Partito Democratico. Sulla questione ha espresso i propri dubbi anche il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, il cui movimento ha in passato appoggiato la posizione della famiglia e di quanti sostenevano inalienabile il diritto di decidere sul proprio trattamento medico opponendosi ad ogni forma di accanimento terapeutico. “Sulla battaglia di Eluana, durata 17 anni, il nostro è stato un supporto silenzioso e non invadente mentre intorno si scatenava il putiferio di una vergognosa strumentalizzazione della vicenda da parte di molte forze politiche – sostiene De Pierro -. La povera Eluana era diventata involontario simbolo di una battaglia civile che, superati i clamori mediatici del frangente, si è stemperata nelle piccole scaramucce politiche di normale amministrazione”. Il presidente dell’Italia dei Diritti aveva chiesto di spegnere ogni polemica dopo la morte della ragazza ma, alla notizia della candidatura di Beppino Englaro, non si trattiene dall’esprimere i propri dubbi sull’ennesima “speculazione di una vicenda che calpesta i nostri valori morali”. Il movimento di De Pierro, che tutela e difende i diritti dei cittadini, esterna infatti le proprie preoccupazioni per una pratica divenuta consuetudine e che cerca facili consensi speculando sulle disgrazie a forte esposizione mediatica. “Beppino Englaro dovrebbe fare un passo indietro – continua il presidente dell’Italia dei Diritti – per il disgusto provocato dall’ennesima speculazione di una disgrazia usata come passaporto per entrare nelle logiche del potere politico e che si approfitta di confuse aspirazioni esistenziali di soggetti indubbiamente fragili e quindi più facilmente gestibili. Riteniamo – conclude De Pierro – che una consuetudine come questa debba assolutamente essere fermata perché non rappresenta più un eccezione ma un comportamento rituale”.

  • Auto blu De Filippo investe centauro, De Pierro attacca


    Roma – “Di fronte a un episodio di questo genere non ho parole”, questa la reazione di Antonello De Pierro sul tragico incidente avvenuto sulla via Cristoforo Colombo che ha visto come protagonista l’auto blu sulla quale viaggiava il presidente della regione Basilicata Vito De Filippo.

    Vittima della manovra azzardata dell’autovettura un motociclista 21enne, attualmente in prognosi riservata.
    “Innanzitutto – dichiara De Pierro – esprimo la mia solidarietà personale e quella di tutto il movimento al centauro gravemente ferito che, attualmente, si trova a lottare contro la morte e che comunque porterà, suo malgrado, per tutta la vita le conseguenze permanenti di questo avvenimento pur senza averne colpa. In effetti, stando alla presunta dinamica dell’incidente, il danno è sicuramente doppio in quanto causato da un auto istituzionale. Se le responsabilità verranno accertate a carico dell’autista del presidente De Filippo, mi auguro che si usi il pugno duro perché una manovra del genere è gravissima e non posso pensare che una persona che fa l’autista di professione possa commettere un errore di tale portata”.
    “Voglio credere – aggiunge – che il presidente De Filippo non si sia accorto e , se si fosse accorto, non sia riuscito a fermare in tempo il conducente, altrimenti ci troveremo di fronte a un fatto ancora più grave. Ripeto che conoscendo il carattere e l’etica del presidente credo che sia assolutamente estraneo a qualunque responsabilità. Tuttavia mi aspetto una collaborazione piena affinché ogni eventuale colpevolezza del conducente sia sanzionata senza sconti”.
    Poi, facendosi portavoce del movimento che rappresenta, dice: “Come Italia dei Diritti chiediamo naturalmente, dopo gli accertamenti di rito, che l’autista sia estromesso, se imputabile per quanto accaduto, in maniera assoluta dall’espletamento dei servizi di guida e sia perseguito con decisione sia civilmente che penalmente. A tale scopo vigileremo sulle mansioni che verranno assegnate a questa persona in futuro”.
    “Non si può chiedere – conclude De Pierro – ai cittadini di rispettare le regole se proprio chi rappresenta le istituzioni è il primo a trasgredire e per di più in maniera così grave. Penso che tutti o quasi gli automobilisti che transitano su via Cristoforo Colombo non si sognerebbero mai di commettere una così grave e pericolosa infrazione”.

  • Incidente per alcol a Cesano Maderno, la rabbia di De Pierro


    Roma – Ennesimo incidente mortale causato dall’alcol.
    A Cesano Maderno, in provincia di Milano, un ragazzo, con un tasso alcolico di poco superiore al limite consentito, ha travolto una comitiva che stava salendo su un pullman, uccidendo un uomo e ferendo 26 persone: tra queste tre gravi tra cui una bambina di sette anni. Il responsabile è stato arrestato con l’accusa di omicidio colposo aggravato dal fatto di guidare in stato di ebbrezza. Sull’ episodio è intervenuto Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, che ha ribadito la proposta, sostenuta da tempo, che prevede l’arresto obbligatorio e la revoca definitiva della patente per chi guida in stato di ebbrezza nonché l’affidamento dei responsabili ai servizi sociali con attività da svolgere presso un obitorio o una struttura di pronto soccorso. De Pierro rincara la dose: “Provo sempre più rabbia nel commentare incidenti di questo tipo, anche se questa volta c’è scappato il morto, non bisogna però dimenticare – prosegue – i feriti: dopo l’incidente spesso la vita di molte persone cambia radicalmente sia sotto il profilo psicologico, sia fisicamente in seguito alle lesioni riportate che in molti casi causano invalidità permanente. Il mio risentimento deriva dalla mancanza di misure concrete, presto inseriremo nelle nostre battaglie iniziative mirate a sensibilizzare l’opinione pubblica e soprattutto le istituzioni su questo grave problema.” A tal proposito De Pierro menziona un episodio personale: “Ogni volta che succede una cosa del genere la memoria mi riporta dolorosamente, con grande coinvolgimento nelle mie corde emotive, all’estate del 2007 quando fui vittima d’un tentato investimento. Ancora oggi mi chiedo come fu possibile che il conducente in questione, in evidente stato di ebbrezza, non fu sottoposto al test dell’etilometro né ad esami ematici in ospedale, nonostante le mie pressanti richieste, da due ispettrici del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Ostia Lido. Tra l’altro – conclude il presidente – scrissi una lettera riservata personale di diciotto pagine all’allora dirigente del commissariato stesso, il dottor Rosario Vitarelli, e a distanza di più un anno sto ancora attendendo una risposta”.