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  • Imprenditoria femminile. Al via percorso formativo dedicato a tutte le donne presso CentroMarca Banca.

    Partirà il prossimo 05 aprile, al Centro Direzionale di CentroMarca Banca, il percorso formativo gratuito “Capire l’economia essere impresa” dedicato a tutte le donne, imprenditrici e non, che vogliono mettersi in gioco, accrescere la propria formazione, ricollocarsi nel mondo del lavoro.

    Il percorso formativo, realizzato in collaborazione con Soroptimist International e Consigliera di Parità della Provincia di Treviso, si articola in due fasi: una prima, ad aprile, composta da tre seminari (dalle 9.00 alle 12.00 presso il Centro Direzionale di CentroMarca Banca in via Selvatico 2 a Treviso) dedicati al rapporto impresa/banca; una seconda fase, a maggio, con un convegno su economia ed etica; una terza fase, in via di progettazione, in cui Soroptimist adotterà un’azienda femminile affiancandola nell’attività e nella promozione.

    I tre seminari che si terranno presso CentroMarca Banca i primi tre venerdì di aprile verteranno sulle seguenti tematiche:

    • Venerdì 05 aprile 2013. Dialogo banca ed impresa: le nuove regole prudenziali per le banche e l’adeguatezza patrimoniale commisurata ai rischi (Basilea II e Basilea III); la conoscenza dell’impresa e delle proprie esigenze.
    • Venerdì 12 aprile 2013. Accesso al credito e online banking.
    • Venerdì 19 aprile 2013. Finanziamenti destinati all’imprenditoria ed educazione alla globalizzazione ed internazionalizzazione.

    Sostenere l’imprenditoria femminile, per CentroMarca Banca, significa contribuire alla valorizzazione di risorse fondamentali per il nostro territorio. Risorse che guardano verso il futuro con fiducia e che apportano un valore aggiunto enorme al tessuto di piccole e medie imprese del trevigiano.

    Chi volesse partecipare all’iniziativa può chiedere informazioni a CentroMarca Banca contattando via mail l’ufficio marketing all’indirizzo [email protected], oppure Soroptimist International Club di Treviso al numero di telefono 334 6473098 o via mail all’indirizzo [email protected].

  • Premio di laurea “Carla Rossi Balducci”, secondo posto per “Ada Longhi, una sarta di Pistoia a Scicli” di Giovanna Giallongo

    La sarta pistoiese Ada LonghiScicli (RG) – Con la tesi dal titolo “Ada Longhi, una sarta di Pistoia a Scicli”, Giovanna Giallongo ha ottenuto il secondo piazzamento alla quinta edizione del Premio di laurea “Carla Rossi Balducci” , organizzato dal Club Pistoia–Montecatini Terme del Soroptimist International d’Italia e dalla nota azienda calzaturiera Balducci Spa.
    Ad assegnare l’importante riconoscimento, giunto al termine di una rigorosa selezione effettuata su numerose tesi di laurea inerenti i tre ambiti concorsuali (l’industria calzaturiera,
    l’industria manifatturiera italiana e la moda, e l’imprenditoria al femminile), è stata una commissione formata dalla presidente del Club Soroptimist di Pistoia Anna Brancolini, da Marino Alberto Balducci in rappresentanza della Ditta Balducci, da Fabrizio Berti ordinario di Economia aziendale all’università degli studi dell’Aquila e da Maurizio Masi associato di Economia aziendale dell’università degli studi dell’Aquila.

    La tesi, con cui la dottoressa Giallongo ha conseguito la Laurea in Scienze dei Beni culturali all’Università di Catania nell’anno accademico 2010/2011 (relatore professor Salvatore Adorno), è il frutto di un’attenta ricerca documentaria negli Archivi dell’Opera Pia Carpentieri.
    La ricerca ha riportato alla luce la vicenda della sarta pistoiese Ada Longhi, chiamata dall’Opera Pia per istituire a Scicli una scuola di sartoria, aperta sia alle orfanelle del Ricovero sia alle esterne. Una scuola, la sua, che in pochi anni apportò una ventata di grande novità nella moda e nello stile, nella cultura e nella mentalità della provincia iblea agli inizi del Novecento. La vicenda della sarta pistoiese, peraltro, era stata già oggetto di una inedita relazione della Giallongo al convegno “Moda, Musei, Archivi. Per una storia del costume in Sicilia tra Ottocento e Novecento”, organizzato lo scorso aprile a Scicli dal Museo del Costume.
    La tesi, ascrivibile al tema “l’industria manifatturiera italiana e la moda”, lascia intravedere «nell’attività di sartoria introdotta nell’Opera Pia la promozione di quell’attività artigianale di base che ha favorito la crescita di tante apprezzate Piccole e Medie Imprese nel settore della moda in Italia». «Buona l’originalità dell’argomento trattato – si legge nel giudizio della commissione – per quanto il ruolo delle Opere Pie nella storia socioeconomica del nostro Paese sia stato oggetto di diversi studi, peraltro indicati in bibliografia. Sul piano metodologico, il lavoro si caratterizza come ricerca storica e di essa ne riproduce i tratti salienti, a partire dall’accuratezza delle fonti utilizzate adeguatamente riprodotte in appendice al lavoro. La personalità della dottoressa Giallongo traspare da un linguaggio scorrevole e accattivante che invita alla lettura; non mancano, infine, riflessioni proprie dell’Autrice nell’interpretazione dei documenti».

  • finanza agevolata e imprenditoria femminile

    Nell’ultimo periodo molte donne (soprattutto di origine straniera) arrivano nel nostro paese alla ricerca di un lavoro, e nella maggior parte dei casi svolgono mansioni di colf e badanti, per bambini o anziani. Molte di loro tuttavia lavorano in nero e per questo motivo è arrivato il momento di metterle in regola! Naturalmente questo non vale solo per le donne straniere ma anche per le cittadine nate in Italia e che svolgono questo lavoro in modo non del tutto legale. Queste donne, oltre a rappresentare un peso per lo stato, vanno incontro a multe salatissime, che possono essere facilmente evitate attraverso una semplice messa in regola. Quindi donne non aspettate ancora… mettetevi in regola! Un altro argomento riguardante le donne è l’ imprenditoria femminile che secondo una nuova legge prevede notevoli agevolazioni per le così dette aziende “in rosa”. Questo significa, quindi, che solo le imprese gestite prevalentemente da donne possono usufruirne. Queste aziende avranno una finanza agevolata a patto che il 60% del personale sia costituito da sole donne. Quindi donne approfittate e date il via a una vostra impresa mettendovi in gioco: fate conoscere le vostre idee e, se saranno buone, saranno premiate con il passare del tempo. Alla base di un buon funzionamento, naturalmente, vi è la validità tecnica e l’idea imprenditoriale, riconoscendone i possibili ostacoli e impedimenti. Alcune idee imprenditoriali molto vicine alle donne sono: l’apertura di un nido, fare un giornale online, avviare una piccola fabbrica… Quindi donne fatevi avanti: il mondo dell’imprenditoria vi aspetta!