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  • A Berlino la 20° edizione della Tattoo Covention

    Forse non tutti sanno che (come direbbe la Settimana Enigmistica) la parola tattoo deriva dal polinesiano tatau, ed è stata importata nel mondo occidentale dagli esploratori Bouganville e Cook nel XVIII secolo. I primi occidentali a farsi i tatuaggi sono stati i marinai, in seguito questa pratica si è via via allargata fino ad arrivare, ai giorni nostri, ad essere diffusa tra persone di ogni ceto, ogni professione, ogni età (a differenza dell’Italia, in Germania molti che potremmo definire anziani sono tatuati).

    Si è appena conclusa, a Berlino, la ventesima Tattoo Convention, la più vecchia manifestazione di questo genere in Europa. 160 artisti, europei e non, hanno esposto i loro lavori. I visitatori hanno potuto non solo ammirare immagini di tattoo che possono essere considerati opere d’arte, ma anche farsi tatuare e/o partecipare ad una gara per il migliore tatuaggio.

    Gli stili esposti sono stati molti, sicuramente chi cercava un’ispirazione per il proprio tattoo ha avuto a disposizione molto materiale dal quale trarre spunto. La manifestazione ha attirato non solo professionisti e pubblico tatuato o da tatuare, ma anche stilisti, designer, grafici, fotografi, che qui vengono per trovare nuove idee, nuovi trend, insomma tutto ciò che è ritenuto attualmente cool.

    La Convention si è tenuta a Tempelhof, dove è stato recentemente realizzato un polo fieristico presso l’aeroporto, quindi, essendo gli spazi molto ampi, hanno trovato posto anche numerosi stand gastronomici e negozietti vari: abbigliamento, piercing, bijoux.

    Ci sono stati concerti, sfilate e l’immancabile elezione della reginetta del tatuaggio, la Tattoo Queen 2011.

  • Tatuaggi galeotti in mostra a Londra

    I tatuaggi possono essere portatori di significati diversi, da quelli strettamente personali, noti solo a chi li porta, a quelli di appartenenza. A volte il significato è compreso e condiviso solo dai membri dello stesso gruppo e rimane oscuro agli esterni. È molto interessante, quindi, una sorta di dizionario per la traduzione dei simboli utilizzati dai galeotti russi che è stato pubblicato negli ultimi anni dall’editore inglese Fuel Design & Publishing, nei tre volumi della “Russian Criminal Tattoo Encyclopaedia”.

    L’autore di questo studio, che possiamo definire etnografico, è il russo Danzig Baldaev, che, avendo lavorato dal 1948 al 1981 nelle carceri russe ha avuto modo di studiare, capire e raccogliere i simboli del codice dei carcerati, marchiati sulla loro pelle.

    Si è appena conclusa a Londra una mostra che ha documentato, con 120 disegni e 16 fotografie, le immagini di tattoo che, in codice, raccontavano i crimini commessi, il luogo di nascita, l’orientamento sessuale, opinioni politiche, eccetera. Dati preziosi anche per il KGB, che infatti, quando scoperse il lavoro di Baldaev, non lo punì, perché capì quanto poteva essere importante poter penetrare questo linguaggio segreto, nel quale, ad esempio, il numero di croci tatuate sulle nocche delle dita riporta il numero di volte in cui si è stati in prigione e un teschio indica che colui che lo porta sulla pelle è un’autorità riconosciuta nel mondo del crimine.

  • Farsi un tatuaggio

    Anche se oggi è una moda diffusa e accettata anche in ambienti sociali più raffinati, il tattoo ha un’origine antichissima. Inoltre l’abitudine di farsi segnare la pelle con un tratto indelebile non è soltanto una usanza legata all’estetica, per i popoli antichi aveva un significato sociale legata alla cultura e alla tradizione di ogni popolazione. Troviamo tracce della presenza quotidiana dell’arte dei tatuaggi in ogni epoca storica. Il primo essere umano tatuato di cui abbiamo conoscenza è la mummia del Similaun, chiamata anche “uomo venuto dal ghiaccio”, o più confidenzialmente Ötzi, ritrovata in Italia nel 1991. Sul suo corpo sono stati rinvenuti ben 57 immagini di tatuaggi, realizzati però con una tecnica diversa da quella moderna. E pensare che gli studiosi fanno risalire la morte di Ötzi ad un periodo compreso tra il 3300 e il 3200 a.c..

    Anche nella Roma antica, in Egitto, nel Medioevo questa arte è molto diffusa. Se state cercando ispirazione per realizzare il vostro tatuaggio potete quindi affidarvi non soltanto ai disegni per tatuaggi moderni ma anche sondare le immagini di tattoo realizzati sulla pelle dei nostri antenati. L’importante è scegliere centri specializzati in cui lavorano tatuatori professionisti, che vi informeranno sui rischi, si informeranno sulle vostre reale intenzioni, e vi spiegheranno i metodi di lavorazione adottati dallo studio. Non fidatevi di chi vi accoglie mostrandovi bellissimi disegni per tattoo per poi, durante la lavorazione, non usare guanti, mascherina e camice.