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  • Antonello De Pierro in corsa per l’incarico di capo ufficio stampa dell’Ice

    Roma – In questi giorni si decide l’affidamento dell’incarico di capo ufficio stampa dell’Ice (Istituto nazionale per il Commercio Estero), il posto lasciato libero dall’uscente David Nebiolo e che ancor prima fu del noto blogger Mario Adinolfi. Un ruolo di grande prestigio da assegnare in un momento molto delicato nel settore economico, in particolar modo nei rapporti commerciali con i paesi esteri, e in cui il ruolo della comunicazione acquista un’importanza vitale. Non possono essere commessi errori di valutazione e qualsiasi pecca nella scelta ricadrebbe inevitabilmente in maniera negativa sul fondamentale ruolo di istituto che l’intera struttura svolge nel tessuto dei rapporti commerciali.

    E’ di questi giorni la notizia che nella corsa all’ambita poltrona si è inserito anche l’autorevole figura di Antonello De Pierro, il noto giornalista romano, con un’esperienza ventennale maturata in molteplici comparti lavorativi del settore, dalla carta stampata alla radio e televisione, fino ad arrivare alla comunicazione web, dove è considerato un autentico fuoriclasse. E soprattutto come ufficio stampa è una vera garanzia per gli interessi rappresentati, per la cui diffusione mette in campo la sua inimitabile professionalità estrinsecata nell’applicazione alla comunicazione del metodo aziendale del viral marketing. E’ lo stesso sistema già collaudato in altri incarichi rivestiti, soprattutto in ambito politico, e il medesimo che De Pierro ha utilizzato per la diffusione mediatica del movimento extraparlamentare Italia dei Diritti, da lui fondato e presieduto. L’ente di via Liszt, che ha l’arduo compito di effettuare la scelta, e che da indiscrezioni sembrerebbe proprio orientata sul dinamico professionista, acquisterebbe indubbiamente un valore aggiunto rilevante nella divulgazione dell’intensa attività istituzionale espletata, per raggiungere nell’opinione pubblica anche quella porzione più frettolosa e distratta, e amplificare la consapevolezza del fondamentale ruolo svolto dall’istituto nel panorama della Pubblica Amministrazione.

  • De Pierro su dimissioni Scajola, che non si accorge che qualcuno ha pagato casa per lui

    Roma –“E’una vicenda inquietante, di cui mi auguro vengano delineati al più presto contorni più precisi. Sono troppi i lati oscuri e i legittimi dubbi conseguenti, l’opinione pubblica merita di sapere con certezza il ruolo che ha occupato in tutto questo Claudio Scajola che non è certo il signor Rossi, ma un ministro della Repubblica anche se dimissionario”. E’ questo il primo commento del presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro, alla notizia delle dimissioni di Claudio Scajola travolto dalla vicenda della compravendita, con presunti fondi neri, di una casa a Roma in zona Colosseo. ”Anche se attualmente sembra che questi non risulti indagato, spero che riesca presto a dimostrare la sua estraneità ai fatti, che in ogni caso aprirebbe uno scenario incredibile e preoccupante. Indubbiamente non è facile credere che se qualcuno acquista una casa, tra l’altro a un prezzo di gran lunga inferiore a quello di mercato, non si accorga che il resto lo paghi qualcun altro per lui; in questo caso l’ormai ex ministro Scajola andrebbe come minimo etichettato come alquanto sbadato e quindi le dimissioni sono più che mai sacrosante, in quanto è semplicemente assurdo che una persona sbadata fino a questo punto possa continuare a svolgere l’incarico di Ministro della Repubblica, ruolo che investe il titolare di enormi responsabilità. Mi soffermerei inoltre – continua De Pierro – sulle motivazioni esplicitate per giustificare le dimissioni rassegnate: sembra che Scajola voglia essere più tranquillo per difendersi da questa situazione che lo ha investito e quindi preferisca essere più libero dei numerosi impegni che lo hanno assorbito nei due anni di mandato. A tal proposito mi viene spontaneo chiedermi a quali impegni si riferisca, visto che da una disanima, direi piuttosto attenta, non mi sembra di scorgere risultati cosi evidenti da parte del suo dicastero nei due anni in questione”. Il presidente dell’Italia dei Diritti termina aggiungendo: ”Comunque per la credibilità delle nostre istituzioni, e qual’ora venga accertata la sua completa estraneità ai fatti, anche per stroncare pericolose tendenze di ricatti e rapporti affari-istituzioni, auspico che provvedimenti nei confronti di chi in questa vicenda ha avuto un ruolo di rilevanza penale siano duri ed esemplari”.