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  • Donne di conoscenza, primo libro di Haria, Rupe Mutevole Edizioni

    Non so chi fosse mia madre. Qualcuno, forse una vecchia del villaggio di fango e sterpi dove crebbi, mi impose il nome di Tara, e per questo io mi dico figlia di Taro, il sacro torrente dei druschi, il mio popolo sconfitto da miseria e sogni infranti.

    Bambina, sguazzavo nei trogoli fra i maiali di cui ero guardiana, più tardi lo fui di cani selvaggi addestrati al combattimento per divertire il tempo irritato di signorotti annoiati, […]

    Una prosa ellittica, essenziale, descrittiva. Haria è un’autrice che in poche parole segmenta un mondo mistico dalle molteplici forme, eppure ogni sua forma è percepibile dal lettore che attento segue il peregrinare della storia. Una storia in continua evoluzione e che non lascia spazio alla domanda: sarà vero? Non parliamo di realtà od irrealtà ma solo di visioni di un mondo confinante con il nostro.

    Donne di conoscenza”, edito nel 2004 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Letteratura di Confine”, è il primo libro di Haria ristampato nel 2009 con la seconda edizione. Le successive pubblicazioni dell’autrice, per la stessa casa editrice, sono “La luce negli occhi”, “Il respiro della bellezza”, “Piante di energia”, “Estensità”, “Anzol”, “La via dell’ignoto”, La mappa delle antiche donne di conoscenza”, “Restare sospese”, “Eventi di bellezza”, “L’altra estensità”, “Rua”, nelle quali Haria conferma il suo talento di donna narrante, donna di conoscenza.

    Ambientato sulle vette dei monti Penna con i suoi castagni e con le sue rupi a sottolineare il particolare rapporto con la natura, con il suo sentire la natura e con il sentirsi, essa stessa, natura. La meraviglia della solitudine, della solitudine manifestata con lo spirito della natura ormai sconosciuta dalla maggior parte delle persone che vivono nelle città o nei paesi. Una solitudine antica che prende avvio dalla consapevolezza, da parte dell’essere umano, di qualcosa che sta oltre il visibile, oltre la coltre sociale che conosciamo.

    L’ignoto è il sorriso della vastità.

    L’ignoto era un’incessante molteplicità di informi eventi di bellezza. Attraversammo luoghi accennati, frammenti di mondi appena nati, dove dettagli di realtà condividevano il sacro ritmo della vita; entrammo in vasti orizzonti, vagammo in pieni e vuoti che si rincorrevano. L’ignoto era come acqua senza nome che non sognava la sorgente e non seguiva il proprio fluire, ma custodiva il mutevole istante di se stessa.

    Un ignoto che non impaurisce ma che affascina. Il modus scribendi di Haria è atipico per una prosa, pare un misto di poesia mistica profetica e poesia descrittiva immaginifica. Ogni sintagma quasi una sentenza senza derivazioni positive o negative ma, l’affermazione di qualcosa che “è” oppure che “è stato”. La bellezza è vista come la più pura energia della natura, una dimensione quasi magica nella quale una giovane donna di conoscenza può interagire e, dopo il percorso di apprendistato, divenire essenza energetica essa stessa conservando la sua parte umana: la consapevolezza di essere umano.

    Le ombre risalirono lente sull’uomo che ora maneggiava a vuoto, e un lamento sibilò fuori dalle sue labbra serrate. Aveva paura.

    E perse. Le ombre lo avvolsero. La gente lo guardò con gli occhi dell’attesa e lui urlò la sua sconfitta, la quarta di seguito, l’ultima. Tutti alzarono lo sguardo sulla vasta ombra che si avvicinava, finché si avventò sull’uomo. Allora tre uomini e una vecchia lo trascinarono verso la sua morte.”

    Giovedì 16 febbraio 2012 ci sarà la presentazione di “Donne di Conoscenza” nel cuore della città dei fiori a Portosole, Media Music Village, durante le giornate del Festival di Sanremo:

    http://oubliettemagazine.wordpress.com/2012/02/11/novita-rupe-mutevole-edizioni-presentera-alcuni-suoi-autori-durante-le-giornate-del-festival-di-sanremo/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.wordpress.com/2012/02/15/donne-di-conoscenza-primo-libro-di-haria-rupe-mutevole-edizioni/

  • Eventi di bellezza, di Haria, Rupe Mutevole Edizioni, 2007

    Nel mondo delle donne di conoscenza le contraddizioni non esistono, perché tutto è possibile, e lo è soprattutto quando ogni via d’uscita sembra preclusa, quando la catastrofe bussa alla porta, ribatté. Con la tua impeccabilità nella sfida di ricompattare la tua energia, benché tu debba mettere in conto il fallimento. Sentirti fuori fase non ti dà il diritto di arrenderti. Al contrario, esser fuori fase è la condizione ideale per la tua sfida. Rifletti. Se ci riesci. E scoppiò a ridere.”

    Le parole di Drusca, maestra di Haria, mettono in luce sia il suo carattere sia l’attaccamento verso la sua promettendo allieva. In questo specifico discorso Haria è alle prese con il suo primo dettaglio di bellezza, infatti dopo ventiquattro tentativi finalmente è riuscita a fermare il dialogo interiore. Haria ci racconta delle problematiche del rientro da questa straordinaria esperienza che apre la strada verso il raggiungimento dell’essere una donna della regola.

    Eventi di bellezza”, edito nel 2007 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Letteratura di confine”, è un altro straordinario viaggio nel mondo di Haria, una scrittrice che raccolta il suo mondo ed il mondo delle donne di conoscenza. Haria ha pubblicato per la stessa casa editrice nel 2004 “La luce negli occhi”, “Piante di energia” e “Donne di conoscenza”; nel 2005 “Il respiro della bellezza”, “La via dell’ignoto” e “Castagni e Trasmutazioni”; nel 2006 “Anzol” e “Restare sospese”; nel 2007 “Estensità” e “La mappa delle antiche Donne di Conoscenza”; “Il magico cammino” e “L’altra estensità”.

    “Eventi di bellezza” consta di 60 pagine suddivise in prefazione a cura dell’autrice, undici capitoli di diversa estensione e l’indice. Il titolo di ogni capitoli racchiude in se una sorta di dizionario in quanto anticipa l’argomentazione trattata nel capitolo: “Le emanazioni”, “In un dettaglio di bellezza”, “Sognare energia”, “La vista dall’esterno La vista dall’interno”, “La traccia dall’interno”, “Lo scenario di bellezza”, “Le Yol”, “Un evento di bellezza”, “Un tuffo nell’ignoto”, “La fonte della tensità”, “La sfida delle sfide”.

    Percepivo dall’interno del mio essere, non solo con gli occhi. Sentivo l’energia del castagno fremere al contatto con la mia energia. Il luogo dell’evento di bellezza era un remoto ricordo, sempre più flebile.

    Ero in profondità, ma in una profondità che era vastità. Allora seppi cosa significava primordialità. E nell’istante in cui lo seppi ne percepii l’immensa, misteriosa, duratura energia; fui sola nella solitudine della primordialità, nella solitudine che avvolge l’infinito.

    Ed in questa pubblicazione Haria ci racconta delle sue ultime sfide per divenire donna di conoscenza e del suo rapporto con la maestra Drusca. Drusca è un personaggio che l’autrice mette spesso in rilievo, un personaggio forte che con sarcasmo ed ironia ha sempre aiutato Haria e si è sempre messa in prima fila contro le difficoltà incontrate. In “Eventi di bellezza” il lettore ha una percezione della natura molto equilibrata, ci sono i castagni, le rocce ed i torrenti che prendono vita e forma altra secondo le regole del mondo delle donne di conoscenza.

    Ogni immagine, ogni dettaglio, ogni presenza qui, nell’estensità, è insieme cristallina realtà del mondo quotidiano delle donne di conoscenza e proiezione dell’energia della bellezza. Solo quando, un giorno, sarai penetrata in un dettaglio di bellezza capirai che il sogno della nostra percezione è proiezione della nostra energia.”

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Rupe Mutevole Edizioni

  • “Restare sospese”, di Haria, Rupe Mutevole Edizioni

    In ère passate le antiche donne di conoscenza solvevano spingere le proprie allieve in una dimensione ‘sospesa’ per provocare in loro uno stato di estrema solitudine. Allora le donne della regola non andavano per il sottile, non perdevano tempo ne con le parole ne con la persuasione; erano terribili e spietate con gli insuccessi delle loro allieve e solo comprensibili amiche quando quelle ottenevano un successo indiscutibile.”

    Nel corso dell’evoluzione umana ogni gruppo gregario ha modificato il suo rapportarsi all’altro e ciò lo si può ben vedere anche nel caso delle donne di conoscenza. Il miglioramento della vita ha prodotto un rasserenamento nei confronti dell’interfacciarsi ed un’attenuazione della sfera cinica e sarcastica.

    Restare sospese”, edito nel 2006 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Mappe di una nuova era”, è giunto alla prima ristampa nel 2009. L’autrice, Haria, ha già pubblicato per la stessa casa editrice nel 2004 “La luce negli occhi”, “Piante di energia” e “Donne di conoscenza”; nel 2005 “Il respiro della bellezza”, “La via dell’ignoto” e “Castagni e Trasmutazioni”; nel 2006 “Anzol”; nel 2007 “Estensità” e “La mappa delle antiche Donne di Conoscenza”; nel 2008 “Eventi di bellezza”, “Il magico cammino” e “L’altra estensità”.

    In “Restare sospese” troviamo un’autrice che parla al lettore come se questo fosse suo allievo. È un discorrere amorevole verso l’altro che ripercorre un insegnamento per il divenire “donna di conoscenza”. Il libro si presenta come un lungo dialogo d’addestramento nel quale non mancano gli aneddoti della personale esperienza della scrittrice e la comparazione con il metodo di Drusca, la maestra di Haria, metodo nel quale prevalgono il cinismo ed il sarcasmo piuttosto di una benevolenza verso la comprensione dell’errore.

    Il suono del vento, ad esempio: nella sua estrema varietà e mutevolezza(la qualità superficiale) si cela – e si insinua – un altro suono, allungato, continuo, persistente(la seconda qualità). Se al vento presti attenzione nello stato di vigile veglia, percettiva e sensoriale, sarà la prima qualità che evidenzierai, ma se gli presti attenzione nello stato di consapevolezza intensa, quando sei ricettiva al massimo, può accadere che la seconda qualità irrompa ‘in primo piano’.”

    La propensione innata di Haria per la poesia si nota palesemente nell’utilizzo di una prosa soave, chiara e semplice ma allo stesso tempo pregna di concetti complessi da capire, concetti che bisogna fare proprio con allenamento e comprensione di ciò che circonda il nostro corpo, una sorta di unione con tutto ciò che esiste al mondo. Avvincente la propensione dell’anticipare, durante la lettura, le domande del fruitore con risposte che dipanano ogni dubbio sull’argomento trattato o che approfondiscono lo stesso. L’io narrante mostra ogni passaggio del divenire donna di conoscenza in modo da strutturare un cammino ben preciso che non lascia il dubbio del bivio.

    Ogni magia, nel nostro mondo, accade sotto i nostri occhi vigili, consapevoli; nessuna emanazione della bellezza, anche la più strabiliante, può sorprendere una donna di conoscenza; al contrario, il suo intento sorprende ogni emanazione. Se così non fosse nessuna trasfigurazione, nessuno sviluppo della consapevolezza silenziosa sarebbero possibili.

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • “Il respiro della bellezza” di Haria, Rupe Mutevole Edizioni

    Lei mi aveva sognata, è vero, come io ho sognato te, ma si era limitata ad aspettare il richiamo del mio intento. L’unica differenza è che lei non si mosse dal luogo dove la trovai, mentre io, variando appena la prassi, ti sono venuta incontro.”

    Un continuo venire incontro al lettore, un voler percepire l’altro mostrando l’interno della propria mente, una comunicazione schietta e sensibile verso lo sconosciuto: è questo che l’autrice cerca di palesare con queste le sue parole, un cambiamento di prassi singolare per la storia millenaria delle “donne di conoscenza”.

    Il respiro della bellezza”, edito nel 2004 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “L’Acqua e la Roccia”, è giunto alla terza edizione nel 2009, con una seconda edizione nel 2006. Un libro che raccoglie la sua fortuna con queste tre date intervallate da pochissimi anni di distanza. L’autrice, Haria, miete in queste pagine l’inizio della sua vita da “donna di conoscenza”, gli ostacoli incontrati, le dure prove superate con dedizione e sicurezza della sua scelta, della sua chiamata all’“oltre il confine”.

    Una biografia che non lascia alcuna interpretazione se non quella voluta dall’autrice. Haria riesce con un stile ellittico ed essenziale a commisurare le sue accezioni del mondo e della storia dell’umanità con quelle dei possibili lettori desiderosi di conoscere e di apprendere. La prosa richiama una sacralità metaforica che trascina nel naturale, nella natura. Una semplicità di narrazione tessuta abilmente dalla gravità del concetto esposto, da quel sottile strato di ricerca sagace della parola imparziale e svuotata da poli negativi e positivi. E saranno anche le preferenze tipografiche a compenetrare una musicalità ancestrale di energico impatto come ad esempio l’utilizzo del corsivo per i così detti vocaboli-astrazioni.

    All’inizio mi accadeva spesso di addormentarmi nei modi più grotteschi e ridicoli dopo immani sforzi di impedire che i pensieri entrassero in scena. L’aspetto singolare del “cadere addormentate” era che precipitavo in una sorta di sonno senza sogni, un vuoto che perdurava ore. Mi risvegliavo sapendo di essermi addormentata, eppure caparbiamente convinta di essermi soltanto deconcentrata per qualche istante.”

    Haria, all’età di 28 anni decise di lasciare il “mondo vuoto” per andare “oltre il confine”, verso un bisogno di solitudine votata a trasformarsi in traboccante pienezza, con un desiderio di esser sola per corteggiare il Nulla. Era autunno e la forte scelta di Haria determinò l’incontro con Drusca, quella che divenne la sua maestra, colei che le avrebbe mostrato il cammino verso la bellezza. Il percorso iniziale di Haria è stato uno smarrirsi nello smarrimento per poter entrare nell’”oltre il confine”.

    Sin dalla prima riga di “Il respiro della bellezza” si percepisce una catena simbolica di insegnamento molto particolare, legata insieme da concetti altri che sono stati tramandati da maestra ad allieva nei corsi dei secoli, tout court una via verso il ricongiungimento spirituale con la natura, nostra creatrice.

    Tutto nel respiro della bellezza è in continua mutazione, poiché questa è la sua natura. Una mutazione che ci fa penetrare direttamente nel “fare” della bellezza.

    Sì, un tempo le donne della nostra stirpe erano streghe, non c’è nulla di male ad ammetterlo. Non tormentate megere, praticone o fattucchiere, ma potenti, pericolose viaggiatrici nel lato oscuro dell’oltre confine, e ci hanno tramandato una conoscenza straordinaria.

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