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  • DUE RUOTE: ECCO GLI ECOINCENTIVI

    Il ministero dell’Ambiente, Confindustria ANCMA (associazione nazionale ciclo motociclo accessori), in collaborazione con l’ADA (associazione demolitori autoveicoli) e la CIVES (commissione italiana veicoli elettrici stradali), hanno sottoscritto un accordo per lo stanziamento di 15 milioni di euro di fondi allo scopo di favorire l’eliminazione dalla circolazione dei motorini piu’ vecchi ed inquinanti.

    Dunque dal 11/6/2007, è possibile usufruire degli ecoincentivi per la rottamazione di tali mezzi e per il riacquisto di motorini non inquinanti, di ultima generazione, nonche’ di biciclette e mezzi elettrici.

    IL TESTO DELL’ACCORDO

    La persona fisica o giuridica residente o avente sede in Italia che demolisce un ciclomotore euro zero (*) -o comunque costruito fino a tutto il 2001, con esclusione degli Euro 2- puo’ ottenere:

    – la demolizione gratuita (presso i demolitori convenzionati, vedi sotto), anche senza riacquisto;
    – un incentivo del 30% sul prezzo di listino fino ad un massimo di 250 euro per acquisto bicicletta (*);
    – un incentivo del 30% sul prezzo di listino fino ad un massimo di 1.000 euro per acquisto motociclo o quadriciclo a trazione elettrica (*);
    – un incentivo del 30% sul prezzo di listino fino ad un massimo di 700 euro per acquisto ciclomotore elettrico o una bicicletta a pedalata assistita (*);
    – un incentivo del 20% sul prezzo di listino fino ad un massimo di 500 euro per acquisto ciclomotore ibrido (*);
    – un incentivo del 15% sul prezzo di listino fino ad un massimo di 300 euro per acquisto ciclomotore Euro 2 a quattro tempi o a basso consumo (fino a 2,3 lt per 100 km) (*);
    – un incentivo dell’8% sul prezzo di listino fino ad un massimo di 150 euro per acquisto ciclomotore Euro 2 a due tempi (*);

    Tali incentivi possono essere goduti fino al 31/12/2007 e sono calcolati -per la parte percentuale- sul prezzo finale di listino comprensivo di IVA.

    (*) Nota sulle definizioni:
    I ciclomotori -in generale- sono definiti dall’art.52 del c.d.s. come “veicoli a motore a due o tre ruote aventi motore di cilindrata non superiore a 50 cc, se termico e capacita’ di sviluppare su strada orizzontale una velocita’ fino a 45 km/h”;
    Per quanto riguarda l’esatta definizione di “quadriciclo elettrico”, “motociclo elettrico”, ciclomotore elettrico”, “ciclomotore ibrido”, “biciclette a pedalata assistita”, etc. si veda il testo dell’accordo all’art.2, riportato nei link in calce alla scheda.

    I ciclomotori da demolire dovranno essere consegnati ad un demolitore autorizzato che abbia aderito all’iniziativa.
    La procedura per la rottamazione è diversa a seconda che si acquisti un nuovo mezzo o meno.
    – Se contestualmente alla rottamazione si acquista un nuovo mezzo, e’ il concessionario-venditore a concedere l’incentivo sotto forma di sconto nonche’ ad anticipare le spese di rottamazione.
    – Se si rottama il mezzo senza riacquisto, la rottamazione e’ gratuita (viene erogata dal ministero direttamente al demolitore), ma la consegna al demolitore autorizzato, la cui lista completa si può consultare sul sito dell’ADA (associazione demolitori autoveicoli), deve avvenire a cura del proprietario del mezzo.

    Va in ogni caso presentata, all’atto dell’acquisto o della semplice demolizione, un’apposita richiesta redatta secondo un modulo predisposto dal ministero e dall’ANCMA da compilarsi a cura del proprietario del mezzo da demolire. Alla stessa vanno allegati:
    – copia del certificato di idoneita’ tecnica del ciclomotore da rottamare;
    – copia del documento di identita’ del richiedente;
    – copia del pagamento del bollo del ciclomotore rottamato relativa all’anno in cui si fa la richiesta o a quello precedente;
    Un fac-simile del modulo puo’ essere trovato nel testo dell’accordo sul sito www.aduc.it/dyn/documenti/allegati/accordo-incentivi-motorini.pdf , all’allegato 4.

    LA PROROGA

    Il 29 febbraio 2008 è entrata in vigore la Legge Milleproroghe che dal 1 marzo fino al 31 dicembre, offre un contributo di 300 euro e l’esenzione dalle tasse automobilistiche per un anno, che si aggiungono alla copertura del costo della rottamazione, fino a 80 euro per gli scooter e a 30 per i motorini: agevolazioni concesse a chi acquista un motociclo nuovo Euro3 e fino a 400 c.c. di cilindrata e, contestualmente, rottama uno scooter o un motorino Euro0.

    Il nuovo incentivo sostituisce quello introdotto dalla Finanziaria 2007, che prevedeva l’esenzione dal bollo per cinque anni e la copertura del costo della rottamazione fino a 80 euro. L’avvicendamento porterà, secondo Confindustria Ancma, alla rottamazione di 130mila veicoli e all’incremento delle vendite del 10-15%.

  • INCENTIVI MOTOCICLI

    Uno stanziamento di 12 milioni di euro, previsto dal Governo per la domanda di moto e scooter nel 2010 Da domani i concessionari potranno inoltrare la richiesta allo Stato per accedere a tale incentivo . 10 milioni saranno destinati ai mezzi a motore classici, mentre 2 milioni sono riservati ai veicoli elettrici e ibridi.

    Gli incentivi, si prevede, sosterranno le vendite dei mesi di aprile e maggio, garantendo uno sconto di 400 euro all’acquisto di circa 30.000 due ruote targate. Esclusi dal bonus i mezzi di 50 centimetri cubici che godranno dello stanziamento partito nell’ottobre del 2009. A disposizione circa 2 milioni di euro.

    I concessionari, chiamando un call center predisposto da Poste Italiane (previa registrazione) potranno richiedere la disponibilità del bonus economico fornendo gli estremi del cliente che usufruisce dell’incentivo.

    Possono usufruire degli incentivi governativi tutti gli scooter Euro 3 e le moto Euro 3 con cilindrata superiore ai 50 cc e potenza massima fino a 70 kilowatt (pari a 95,2 cavalli). Questi veicoli godono di uno sconto del 10%, fino a un tetto massimo di 750 euro.
    I veicoli con alimentazione elettrica o ibrida vedono raddoppiare gli incentivi, che possono arrivare sino al 20% del prezzo di acquisto, con un tetto massimo di 1.500 euro.

  • L’IMPORTANTE SCELTA DEL CASCO OMOLOGATO

    Ormai già dal lontano 30 marzo 2000 tutti i motociclisti, senza differenza tra maggiorenni o minorenni, in sella a un ciclomotore da 50cc o a una maxi moto, sono obbligati ad indossare un casco omologato.

    La novità, rispetto alla normativa precedente, è che anche i maggiorenni alla guida di un 50cc devono indossare il casco. Chi non rispetta la nuova norma va incontro al sequestro del mezzo e al pagamento di una multa che può andare da un minimo di 36€ a un massimo di 148€. Inoltre i caschi che lasciano scoperte le orecchie non sono più considerati come omologati.

    Dunque bisogna fare attenzione al casco che si acquista!

    I caschi si dividono sostanzialmente in tre famiglie: i jet, gli integrali e i trasformabili.

    CASCO JET: La calotta è aperta davanti e lascia scoperto tutto il viso. Senza ombra di dubbio è il casco più comodo, perché anche chi indossa gli occhiali non è costretto a toglierseli per indossarlo e, generalmente, è anche più leggero e più economico. In commercio è possibile trovare diversi modelli di caschi jet, che possono essere più aperti o più chiusi, con la calotta che arriva a proteggere le guance e la mandibola, o dotati anche di visiera trasparente, molto utile quando piove e nella stagione fredda, che si può sollevare quando non serve.
    Il difetto di questo tipo di casco, soprattutto nei modelli più aperti, è che non protegge il viso, la mandibola, gli occhi. In caso di caduta ripara soltanto la testa e il viso è esposto agli oggetti che si possono sollevare dagli altri veicoli.

    CASCO INTEGRALE: Copre completamente testa e viso. È il tipo di casco più sicuro visto che offre la migliore protezione per testa e viso. È indispensabile se si viaggia in autostrada o su strade veloci come tangenziali e superstrade, per proteggersi dall’aria, dal rumore e per assicurarsi la massima protezione in caso di caduta e da oggetti sollevati da altri veicoli. Le visiere sono generalmente realizzate con materiali resistenti come il policarbonato, in grado di resistere agli urti come per esempio un sassolino.
    Il costo è sicuramente più alto di quello di un casco jet, inoltre è più scomodo da indossare ed è fastidioso soprattutto nella stagione calda anche se alcuni modelli sono stati dotati di sofisticati sistemi di ventilazione che funzionano soltanto in velocità.

    CASCO TRASFORMABILE: È uguale ad un integrale ma la parte anteriore, la mentoniera, è sganciabile e sollevabile: così si trasforma in un jet. Questo tipo di casco riesce ad avere i vantaggi del casco jet e del casco integrale visto che si indossa come un jet e si può chiudere come un integrale abbassando la mentoniera.
    Il peso è leggermente superiore di quello del casco integrale a causa dei meccanismi di apertura, stesso discorso vale per il prezzo.

    I materiali per la costruzione dei caschi sono il policarbonato o le fibre composite. La scelta del tipo di materiale utilizzato per realizzare la calotta esterna del casco riguarda soprattutto la leggerezza e il prezzo. Ai fini della sicurezza, tutti i materiali superano i test dell’omologazione. Le fibre composite, in genere kevlar, carbonio, vetro, pesano meno ma costano di più.
    Entrambi i materiali sono molto resistenti e non obbligano il motociclista a una sostituzione ogni tot di tempo. Un casco ben tenuto può durare anni, anche se comunque l’invecchiamento lo può rendere meno sicuro e dopo alcuni anni (3/5) è meglio sostituirlo con uno nuovo. Se il casco ha ricevuto un colpo è meglio verificare se la calotta abbia subito danni: dopo una caduta è meglio sostituire il casco con uno nuovo anche se i segni visibili si limitano a graffi superficiali.

    Durante la scelta del casco è di massima importanza il fattore misura. Un casco che calza bene è anche più comodo: il casco deve fasciare bene la testa, in modo da stringere uniformemente. Se è troppo piccolo stringe e diventa insopportabile e se è troppo largo si appoggia soltanto in alcune parti della testa creando dolori localizzati. Inoltre un casco troppo largo è pericoloso: in caso di urto o di caduta non segue la testa ma un movimento tutto suo, magari ruotando e costringendo la testa a un movimento che può portare a danni seri al collo.
    Per scegliere il casco della misura corretta è sufficiente, una volta indossato, ruotare la testa da un lato all’altro: se il casco si muove appena ruotando con un leggero ritardo rispetto alla testa, la misura è giusta. Attenzione a non acquistare un casco troppo comodo: l’imbottitura tende a schiacciarsi con l’uso e il casco comodo da subito diventa irrimediabilmente troppo grande e quindi scomodo e pericoloso.
    Un altro trucco per vedere se la taglia è giusta sta nell’inclinare in avanti la testa e tentare di scalzare il casco allacciato tirando dalla parte posteriore, quella vicina alla nuca. È la condizione più probabile di scalzamento del casco: spesso un casco che sembra di giusta misura con questa manovra si sfila dalla testa, offrendo quindi protezione nulla in caso di urto. Anzi, rischiando di provocare lesioni alle vertebre cervicali.

    Dal 1986 ad oggi si sono susseguiti in relazione alla normativa europea ECE/ONU gli emendamenti n° 02, 03, 04 e 05 (attualmente in vigore) sull’omologazione dei caschi.

    Ogni casco conforme ad un tipo approvato deve possedere una marcatura chiaramente leggibile ed indelebile come pure il marchio di fabbrica e l’indicazione della dimensione.

    omologazione_casco

    Il segno d’omologazione è composto da un cerchio dentro del quale si trova la lettera E, seguita dal numero distintivo del paese che ha accordato l’omologazione, e del numero d’omologazione. L’etichetta deve essere cucita sul sistema di ritenzione del casco.

    Il segno d’omologazione qui rappresentato segnala che il tipo di questo casco è stato approvato conformemente al regolamento europeo in Italia(E3) sotto il numero 051406/J.

    Le prime due cifre di questo numero segnalano che l’omologazione è stata accordata conformemente alle prescrizioni del regolamento che appartiene alla serie 05 (i caschi commercializzabili oggi sono della versione 04 e 05, ma chi fosse in possesso di un casco con una versione di omologazione antecedente ossia, 01, 02 o 03 potrà continuare a utilizzarlo) e che il numero di serie di produzione è 1406/J. Segue, dopo un trattino, il numero d’omologazione.

    Questi caschi possono naturalmente essere stato approvato conformemente al regolamento n° 22-04 o 22-05 dall’altro paese europeo firmatari, cioè:

    E1 – Germania
    E2 – Francia
    E3 – Italia
    E4 – Paesi Bassi
    E5 – Svezia
    E6 – Belgio
    E7 – Ungheria
    E8 – Cecoslovacchia
    E9 – Spagna
    E10 – Jugoslavia
    E12 – Austria
    E13 – Lussemburgo
    E14 – Svizzera
    E16 – Norvegia
    E17 – Finlandia
    E18 – Danimarca

  • Ducati Monster 796

    Completa la gamma Monster, con motorizzazione intermedia e prestazioni superiori alla 696, la Ducati monster 796. Con look e allestimento sportivi pari al 1100, 8.990 euro e si ha una naked ,brillante sia nello scatto che in ripresa, ma facile da guidare ed esteticamente accattivante. Tre i colori base disponibili, più tre art (arancione, lilla e giallo) e altri sette del programma “Logomania”.

    Il motore “796” è la stessa unità da 803 cc con carter alleggeriti e una fluidodinamica migliorata per ridurre i consumi. La potenza cresce a 87 CV a 8.250 giri. Il Monster 796 rinuncia alla frizione a secco in favore di una più pratica e morbida frizione in bagno d’olio del tipo APTC, caratterizzata da uno sforzo alla leva ridottissimo e dall’azione antisaltellamento, con beneficio anche per la rumorosità meccanica.

    La struttura è composta da telaio misto – in acciaio e alluminio – e monobraccio. Variata l’altezza da terra, aumentata di 30 mm, che rende possibile un angolo di piega di 46° contro i 42° della 696.
    Pneumatici 120/70-17″ e 180/55-17″. Brembo l’impianto frenante, con dischi da 320 mm e 245 mm e pinze anteriori radiali a 4 pistoncini.

    Interessanti le novità riguardanti l‘ergonomia. La sella è più in basso di 10 mm e il manubrio è più in alto di 20 mm, per conferire una postura del busto più eretta. Le leve di freno e frizione sono regolabili su 4 posizioni. Maggiore il comfort di marcia.

    Al pari della 696 e della 1100, il nuovo Monster 796 è una moto leggera: il peso dichiarato è di appena 167 kg, intermedio tra i 169 kg della 1100 e i 161 della 696. Buono il livello delle finiture. Cablaggi e tubazioni sono nascosti e ben fissati e sia gli specchi retrovisori che frecce e portatarga sono solidi e scevri da eccessive vibrazioni. Il gruppo anteriore a tripla luce rimane uno segni distintivi del Monster insieme al doppio scarico conico ai lati del codone. Di gran comodità la strumentazione completamente digitale predisposta per il DDA (Ducati Data Analyzer), funzionante anche come cronometro. Immancabile infine la luce posteriore a led, luminosa e ben inserita nella linea del posteriore.

    Su strada il Monster 796 risulta più dotato sorella 1100 grazie anche al motore di cilindrata inferiore. Fluido nell’erogazione e pronto nella ripresa anche con le marce alte, grazie alla migliore “respirazione” che ha portato alla crescita della potenza fino a 87 CV. La posizione in sella è confortevole.
    Morbidissima la frizione, il Monster 796 si rivela una moto ideale sia per i neofiti che per i conduttori meno alti o di “mano piccola”, con un occhio di riguardo per il pubblico femminile.
    Ottima la frenata. La versione con ABS ha dimostrato tutta la sua validità sui fondi lisci, mentre sui tratti più dissestati può allungare gli spazi di frenata.

    Il prezzo è di 1.000 Euro superiore a quello del Monster 696 e di circa 2.200 Euro inferiore a quello del Monster 1100o. Optionale l’ABS: 9.690 euro per la versione con l’antibloccaggio dei freni.

  • Kawasaki Ninja ZX-10R 2010

    La Kawasaki, per la versione 2010 della sua moto di punta la Ninja ZX-10R, ha proposto un restyling generale rispetto al modello precedente.
    Si parte con la linea, che grazie alla nuova carena anteriore, ad una scocca minimalista e una marmitta ridisegnata, è più leggera e armoniosa nell’aspetto esteriore, senza che ne venga intaccata, però, la guida aggressiva da pista.
    Il serbatoio scolpito e svasato, da un lato dona fluidità alla Ninja e dall’altro è più pratico per chi la guida, sopratutto per quanto riguarda il posizionamento delle gambe, permettendo al pilota di cambiare velocemente posizione a seconda delle situazione.
    Il motore è un quattro cilindri in linea, sedici valvole, raffreddato a liquido da 998 cm cubici, da 188cv, o 200cv in presenza dell’airbox, a 12500 giri.
    Questo è inoltre gestito elettronicamente tramite il Kawasaki Ignition Management System che aiuta il pilota a regolare la potenza del motore e i suoi stessi movimenti, andando a correggere il tiro quando necessario, rendendo così la moto più governabile in uscita di curva, permettendo a chi la guida di aprire e accelerare prima e in maniera più corretta.
    La ZX-10R è dotata per la parte anteriore di una forcella invertita da 43 mm completamente regolabile, mentre la parte posteriore è equipaggiata di un ammortizzatore con smorzamento in compressione separato che aiuta le prestazioni sulla pista.
    Le sospensioni sono state create in modo tale da evitare il saltellamento della moto, con una tenuta di strada sempre ottimale.
    La ZX-10RL ha inoltre di pinze ad attacco radiale Tokico, molto precise, con pistoncini in alluminio estremamente leggeri e monta gomme da 120/70zr17 davanti e 190/55zr17 dietro, con cerchi in lega a razze sdoppiate.
    La versione 2010 della Ninja è disponibile in due colori: la classica verde e bianca con i cerchi neri e nera con i cerchi dorati.
    Dunque ai centauri appassionati della “verdona”, non resta che sgommare verso il concessionario più vicino e provare su strada le meraviglie della nuova Ninja.

  • Honda CBF 1000 2010

    CBF 1000 non è solo sinonimo di sicurezza e garanzia. Il suo aspetto classico e senza fronzoli ne rispecchia l’alta qualità in termini di motorizzazione, guidabilità e comodità. Sempre vivao il forte spirito da “viaggiatore in sella”, nel 2010 la Honda decide di rinnovarne lo stile esteticamente e meccanicamente, presentandosi in una veste nuova e accattivante.

    Un telaio tutto nuovo in alluminio rende la CBF ancora più leggera e maneggevole, mentre per quanto riguarda il motore, viene migliorata la sua usabilità e aumentata la potenza. Il propulsore è il tradizionale 4 in linea, con aumento del rapporto di compressione e potenza massima fino a 9cv.

    La schiena risulta piatta e regolare, a favore di un utilizzo snello e semplice. Una nuova iniezione elettronica PGM-FI riduce i consumi, favorendo l’erogazione fluida del motore.

    Il telaio, affiancato da una ciclistica tradizionale, è tutto nuovo: una forcella anteriore telescopica da 41mm e nel posteriore un forcellone più robusto affiancato ad un mono con regolazione del precarico, per una gestione ottimale dell’assetto a pieno carico e per la guida sportiva. L’interasse, compatto, garantisce maneggevolezza e lstabilità. ABScombinato di serie.

    Esteticamente possiamo cogliere il tocco sportivo tipico delle Honda, affiancato dalle più tradizionali caratteristiche della gamma di moto da pista. Nuovo cupolino e un codino che presenta il gruppo ottico della Hornet. Lo scarico ora è singolo. Le forme rimangono simili, ma le migliorie si notato e ne fanno la differenza.

    Gli accessori in dotazione sono numerosi e per ogni gusto: dalle borse laterali in due dimensioni, all’antifurto a basso consumo, il telo dedicato e le manopole riscaldabili.

    Le colorazioni disponibili sono: Quasar Silver Metallic, Pearl Nightstar Black, Pearl Cool White e Pearl Amber Yellow.

  • Bludis e Watchguard investono sulla formazione del Canale

    Per Bludis e Watchguard la formazione è un elemento indispensabile nel rapporto con i propri rivenditori, perché la competenza tecnica e il costante aggiornamento sono fondamentali per esaltare il valore, la funzionalità e la qualità dei prodotti.

    “Dedicando grande attenzione alla formazione – dice Marco Finocchi , product Manager di Bludis – abbiamo deciso di effettuare dei corsi riservati al canale per certificare le competenze sulla interessantissima offerta di sicurezza di Watchguard. L’iniziativa è nata per offrire ai rivenditori la concreta possibilità di acquisire le competenze necessarie per poter proporre e supportare l’offerta Watchguard, mettendo così il rivenditore nella condizione di sfruttare al meglio le potenzialità delle nuove tecnologie. Visto il periodo di recessione e difficoltà dei rivenditori – continua Marco Finocchi – abbiamo pensato che fosse utile offrire questa possibilità di certificazione a costo zero! Bludis e Watchguard infatti si occuperanno totalmente delle spese del corso”

    Il corso si svolgerà a Roma il 7 e 8 luglio. Per avere maggiori informazioni contattare [email protected]

  • Note su gestionali commerciali vs. open source

    Per comprendere in maniera completa il paragone tra le due filosofie, credo sia opportuno fare una breve analisi dell’impatto e dell’importanza del “gestionale” per l’azienda.

    Il gestionale è l’applicazione principale e di riferimento per la gestione aziendale. In altre parole, si parla del software nel quale “gira” ed è contenuta la vita e la memoria storica dell’azienda, ovvero un pilastro importante e fondamentale del funzionamento dell’azienda moderna nel quale ruotano, in genere, altri software “di servizio” o accessori.

    Nell’immaginario collettivo, per gestionale si intende erroneamente il software di contabilità; si tratta però di una visione riduttiva, poiché la contabilità è una delle funzioni di gestione aziendale che, invece, è da intendersi come processo globale: ciclo attivo, passivo, produzione, commerciale, post-vendita, contabile, ecc.

    Questa definizione vale a prescindere della dimensione o tipologia aziendale.

    Cos’è e cosa significa realmente il concetto di Open Source?

    Parlare di open-source, è come trattare di una filosofia che parte dal presupposto che la conoscenza e il software siano patrimonio dell’umanità e che questi debbano essere liberi e fruibili da parte di tutti. Chi condivide tale visione, può dare il suo contributo mettendo a disposizione della comunità il proprio sapere o il proprio lavoro.

    Questo fenomeno si è sviluppato prevalentemente nell’ambito del software operativo, espandendosi nel tempo anche nei software applicativi di tipo utility, fino ad arrivare ai software di office automation (software di scrittura, foglio ci calcolo, presentazioni, ecc.) e software gestionali.

    Le persone collaborano e si scambiano informazioni quasi esclusivamente attraverso Internet, quindi senza limiti territoriali, di lingua e cultura.

    Gestionali commerciali

    I gestionali commerciali vengono sviluppati da aziende organizzate per la produzione, la distribuzione, l’assistenza e gli aggiornamenti continui del software.

    Di tutte le citate fasi, quelle che nel tempo assumono maggiore rilevanza sono gli aggiornamenti e ed il supporto: è dimostrato che posto come 100% il totale delle operazioni del ciclo di vita del software, la manutenzione può arrivare al 75%! Per manutenzione si intende l’eliminazione di anomalie, l’ottimizzazione delle implementazioni e nuove funzionalità tecnico-funzionali.

    Con questi dati appare evidente l’esigenza di creare un sistema organizzato e continuativo per garantire un aggiornamento costante che è sostenibile dall’azienda produttrice o distributrice del software attraverso un adeguato ricavo di copertura dei costi delle attività.

    L’assistenza, in genere, viene garantita da una rete di rivenditori autorizzati e qualificati dal produttore, così da assicurare un adeguato supporto all’utilizzatore (formazione, assistenza e consulenza) oltre a svolgere l’importante punto di collegamento fra il produttore e gli utenti.

    Molto spesso, la rete di rivenditori è differenziata per livello di competenze, in particolare per quel che riguarda la capacità di poter fornire un servizio a valore aggiunto quale lo sviluppo di personalizzazioni o di moduli aggiuntivi integrati e non nel sistema.

    Modalità di acquisto software gestionale

    In genere, i gestionali sono venduti con licenza d’uso a tempo indeterminato, ovvero senza limiti di tempo. Al costo di licenza seguono i costi di aggiornamento annuale e di assistenza telefonica.

    Il costo degli aggiornamenti deve essere visto come un’assicurazione per avere un software sempre aggiornato, evoluto e migliorato, come se fosse stato acquistato al momento.

    Nel tempo sono nate altre formule di acquisto: il noleggio o l’abbonamento. Nel caso in cui il software non è di proprietà dell’utente, ma del produttore o rivenditore, l’utente può decidere di pagare un canone ricorrente per poter utilizzare il software nel quale sono inclusi i costi di aggiornamento ed assistenza.

    La formula che, in Italia soprattutto, è ancora più utilizzata è l’acquisto della licenza.

    Gestionali open source

    Nel mondo open source, chiunque può scaricare ed installare il software liberamente. Queste operazioni vengono svolte da persone che hanno adeguate competenze e praticità sistemistiche.

    Una volta installato il software, nasce poi l’esigenza di configurarlo adeguatamente e di metterlo in esercizio. La persona opera in totale autonomia, “cercando di capire” come è strutturato il software e come si comporta in determinate situazioni. Nel caso di dubbi o problemi, si possono chiedere informazioni ad altri utenti attraverso i forum o scoprire se qualcuno ha avuto lo stesso problema dai blog. In pratica, l’utente, o consulente, deve avere un ruolo attivo e avere adeguate competenze e molto tempo da dedicare alla gestione del suo sistema, a discapito, probabilmente, di attività più importanti o attinenti alla sua attività.

    Ne consegue che tra i punti da valutare si devono sempre preventivare i costi occulti derivanti dalla “autogestione” del software e dal rischio di non risolvere del tutto i propri problemi.

    Nel caso in cui il software Open Source venga installato e configurato da un consulente, si ha il vantaggio di avere una persona qualificata e sicuramente in grado di gestire la fase di installazione e di configurazione. In genere, questo accade meno nella parte funzionale e/o di sviluppo. Poiché non sono disponibili corsi di formazione o non si dispone di un help-desk del produttore!

    Infine, si cade nella trappola del dipendere da una persona, senza la quale l’azienda rischia di rimanere senza un adeguato supporto e conoscenza del sistema.

    Non vi è certezza di avere gli aggiornamenti necessari (fiscali, contabili o risolutivi di problematiche) costanti a garantire il rispetto delle normative o le esigenze della propria azienda, con la tragica conseguenza di dover sostituire il software ripartendo dall’inizio e spendendo molti più soldi di quelli risparmiati.

    La domanda finale è: vale la pena correre tutti questi rischi per risparmiare poche migliaia di euro per l’acquisto del gestionale e per attivare i canoni di aggiornamento ed assistenza?

    Il consiglio è: scegliere un software gestionale commerciale, venduto da una rete di rivenditori, sul quale è possibile effettuare modifiche, scegliendo un partner a valore aggiunto, ovvero capace di garantire un’ottima assistenza, consulenza, sviluppo e integrazioni, con particolare riguardo al mondo web.

    Con questi ingredienti, l’azienda potrà ottimizzare i processi, ridurre i costi per sprechi e inefficienze, operare al meglio aumentando la soddisfazione dei propri clienti.

  • Rinoplastica gratis o a pagamento?

    Chirurgo-plastico-estetico.it oggi risponde ad una domanda riguardante la modalità di pagamento per l’intervento di rinoplastica, mediante il quesito posto da un utente del sito dedicato alla chirurgia plastica del Dott. Chirurgo Antonio Tambuscio.

    Chirurgo-plastico-estetico.it è un portale che vuole essere uno strumento utile e diretto d’informazione, per capire e conoscere la chirurgia estetica, plastica e ricostruttiva.
    Si tratta di un portale innovativo dove ognuno può raccogliere e chiedere direttamente informazioni e curiosità riguardanti i diversi tipi d’interventi chirurgici (dalla chirurgia ambulatoriale minore alla chirurgia del corpo, passando per la sempre più richiesta mastoplastica additiva, liposuzione o rinoplastica).
    Il Dott. Antonio Tambuscio (Dottore Specialista in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva) risponde regolarmente alle più disparate domande degli utenti pubblicandole poi in forma rigorosamente anonima nel sito. In questo modo Chirurgo-plastico-estetico.it funge da vero e proprio archivio d’informazioni. Una fonte gratuita, utile e funzionale alla quale poter sottoporre i propri dubbi e le proprie perplessità in fatto di chirurgia estetica, plastica e ricostruttiva.

    Qui di seguito riportiamo l’ultima domanda inviata al portale e la conseguente risposta del Dott. Antonio Tambuscio riguardante la modalità di pagamento per l’intervento di rinoplastica.

    L’intervento di rinoplastica è a carico del servizio sanitario o devo pagare un supplemento di ticket?

    L’argomento è già stato affrontato dettagliatamente in un altro post. La rinoplastica, ovvero l’intervento che riguarda esclusivamente la piramide nasale (il naso esterno per intenderci), è una procedura squisitamente estetica e quindi a pagamento, a meno che non vi sia una deformità derivante da un trauma. La settoplastica invece è un intervento generalmente di tipo funzionale, ossia volto a correggere una deformità interna che compromette la qualità della respirazione. Quindi rinoplastica in esito di trauma e settoplastica con disturbi della respirazione sono interventi mutuabili nelle strutture pubbliche e perciò gratuiti. L’unico ticket da pagare è quello della prima visita specialistica.
    Si ricordi che nell’intervento mutuato NON è possibile scegliere il chirurgo operatore e che la tempistica dipende dalle liste d’attesa della struttura cui ci si rivolge.

  • Corso Web Marketing e Revenue management per il settore turistico, Bolzano. Fondo Sociale Europeo per diplomati e laureati in cerca di lavoro

    Il corso in Web Marketing e Revenue Management per il settore turistico, totalmente gratuito per i partecipanti e comprensivo di alloggio e materiale didattico, formerà operatori specializzati nella progettazione e nell’applicazione di attivita? di marketing in rete. Figure esperte, inoltre, nell’applicazione di strategie di yield management volte alla massimizzazione dei ricavi.
    Oltre alla conoscenza del sistema turistico, verranno trasferite agli alunni competenze informatiche specialistiche ed innovative per promuovere e commercializzare prodotti e servizi turistici attraverso la rete internet, e competenze relative alle principali tecniche di revenue management utilizzate nel settore turistico.
    Dal Corso di formazione in Web Marketing e Revenue Management usciranno esperti in Web Marketing e Revenue Management per il Turismo, professionalmente inseribili in tutte le aziende della filiera del turismo sia come dipendenti sia come liberi professionisti. Gli ambiti lavorativi sono: strutture ricettive, palazzi dei congressi, vettori tour operator, agenzie viaggi, enti di promozione turistica pubblici e privati.

    – Sede del corso: Centro di Formazione Professionale “L. Einaudi” per il Commercio Turismo e Servizi, con sede a Bolzano.
    – Durata del corso: 998 ore totali, gennaio 2010 – novembre 2010
    – Destinatari: 15 persone in cerca di occupazione in possesso di diploma di Istituto superiore o Laurea.
    – Servizi Offerti: alloggio, materiale didattico, visite d’esperienza.
    – Termine di presentazione della candidature: 11 gennaio 2010
    – Partner e sostenitori del progetto: Confindustria alberghi, Centro studi sul turismo Università di Perugia, Solmelia Hotel & Resorts, Vortal Consulting srl, Incoming Italia, Hotel Solutions, Azienda di Soggiorno e Turismo di Bolzano, Four Tourism, R&D Hospitality.

    Programma del corso.
    Il percorso formativo di n° 998 ore e? suddiviso nelle seguenti aree:
    Il Sistema Turismo: l’industria del turismo, prodotti e canali distributivi, organizzazione agenzie di viaggio, organizzazione delle imprese ricettive, legislazione del turismo, sistemi informatici ed imprese turistiche.
    Marketing e vendita dei servizi turistici: fondamenti di marketing turistico, marketing relazionale e CRM, l’economia delle esperienze, i sistemi informativi di CRM, packaging e pricing dei servizi turistici.
    Web marketing basis ed e-distribution channel: tecnica di analisi e progettazione di Siti e Portali Internet, Joomla, elementi di tecnica della comunicazione in internet, le caratteristiche della pubblicita? di settore e delle campagne pubblicitarie sul web, sviluppo testi e comunicazione spot, la reportistica, utilizzo di applicativi CMS Free Software in un contesto di aziende turistiche strutturate, le funzioni di web marketing nella politica di prodotto delle imprese turistiche, la valorizzazione del territorio, l’opera di consulenza agli operatori privati, booking engine – channel management e relativo pricing.
    Strumenti per il Web 2.0: realizzazione contenuti, foto e filmati, scrittura creativa per il turismo, allestimento campagne e azioni sfruttando i concetti di distribuzione dei Social Media, ivi compresi scrittura su Blog e creazione dei profili aziendali sui Social Networks.
    Revenue management: introduzione alla disciplina, revenue management nel settore dell’ospitalita? e delle imprese turistiche, laboratorio su strumenti e sistemi.
    Svilippo di Competenze Trasversali: lingua inglese, ECDL, sviluppo dell’autoimprenditorialita?, team building, outdoor training, colloqui di counselling.
    Certificazioni: al termine del percorso formativo ai soli partecipanti che frequenteranno l’85% del percorso e che supereranno il relativo esame verra? rilasciato dalla Provincia Autonoma di Bolzano il “diploma di qualifica professionale di Esperto in Web-Marketing per il settore turistico”. E’ previsto inoltre il conseguimento delle seguenti certificazioni:
    – Lingua inglese CITY&GUILDS PITMAN Qualifications
    – Patente informatica ECDL in ambiente Open Source o Microsoft

    Per informazioni ed iscrizioni:
    Centro di Formazione Professionale “L. Einaudi” per il Commercio Turismo e Servizi
    Via S. Geltrude, 3 39100 – Bolzano
    tel: 0471 / 41.38.16 – fax: 0471 / 41.44.77
    e-mail: [email protected]
    www.cts-einaudi.it
    http://bit.ly/8xHauT