Brandit è la neonata del Gruppo Publimedia: è un’agenzia pubblicitaria specializzata nella realizzazione di tutto ciò che è necessario all’azienda per comunicare all’esterno.I servizi che offre sono gli stessi di tutto l’affollato mondo della comunicazione: creazione loghi, immagine coordinata, realizzazione siti web, brochure e cartelline, campagne su stampa, radio, affissione, pianificazioni media.
A questo punto è legittimo chiedersi: nell’affollata costellazione di Agenzie pubblicitarie romane, riuscirà Brandit a brillare, o il suo destino è quello di diventare l’ennesimo buco nero? La risposta è sempre la stessa, non è questione di fini, ma di mezzi e l’unico modo per sfuggire all’insidiosa nebulosa dell’anonimato è quella di ardere di creatività ed innovazione. Brandit ha colto la sfida, adesso si può solo aspettare guardando la volta celeste della comunicazione d’impresa, chissà non si veda brillare una nuova stella.
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L’alba di Brandit
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Modartech presenta i nuovi corsi di formazione nella Moda, Arte e Tecnologie Applicate
L’Istituto Modartech è un Consorzio nato su iniziativa del Comune di Pontedera e dell’agenzia formativa Urban Valdera, due realtà accomunate dalla volontà di sostenere e sviluppare iniziative formative nei settori del Design Moda e progettazione abbigliamento, Comunicazione e calzatura realizzando, in accordo con le imprese, progetti formativi e
di filiera finalizzati alla crescita dell’occupazione giovanile e di conseguenza al rafforzamento dei settori di intervento.Per l’amministrazione comunale di Pontedera questo rappresenta un passo importante per confermare ancora una volta l’attenzione verso quei comparti produttivi ritenuti strategici per il territorio e per l’occupazione dei giovani, settori economicamente rilevanti che rappresentano prospettive lavorative concrete alternative al commercio, al metalmeccanico e altri comparti radicati nell’area della Valdera.
Per Urban Valdera rappresenta il coronamento di un’esperienza oramai trentennale di lavoro nel settore della formazione di giovani creativi, la formalizzazione di rapporti creati e consolidati con le molte imprese del territorio Regionale e con l’amministrazione comunale. Una collaborazione allargata con l’obiettivo comune di dare ai giovani prospettive professionali concrete di livello sempre più elevato.
Modartech si pone dunque come centro formativo di eccellenza specializzato nei settori Moda e Comunicazione, fortemente legati alle necessità professionali delle aziende, pensati grazie alla collaborazione dei tecnici aziendali e degli imprenditori coinvolti all’interno del Comitato Tecnico Scientifico e realizzati a stretto contatto con le realtà aziendali per garantire un’efficacia formativa di assoluto rilievo ed elevate possibilità occupazionali.
I docenti non sono solamente professori e insegnanti. Sono professionisti, esperti e consulenti. Sono loro che riescono a portare all’Istituto quel clima attivo, dinamico, creativo che permette a ogni allievo di apprendere
simulando l’attività aziendale, per presentarsi nel mondo del lavoro con un bagaglio formativo che è anche ‘esperienza’.FILOSOFIA
La filosofia su cui si fonda l’Istituto Modartech è semplice: mettere assieme tutti quei soggetti, sia pubblici che privati, impegnati a vario titolo nei settori specifici di intervento dell’Istituto in modo da fornire risposte concrete ai giovani che chiedono formazione e alle aziende che cercano nuove professionalità.
Modartech si pone come soggetto aperto, soprattutto verso quelle realtà sia pubbliche che private che possono, a vario titolo, portare all’Istituto un valore aggiunto in termini di esperienze, competenze, tecnologie.
Per questo fin da subito si prevede l’ingresso formale delle aziende più rappresentative oltre ad amministrazioni pubbliche sensibili allo sviluppo e al rafforzamento dei comparti produttivi di intervento del Consorzio.Oltre ai soci, riuniti formalmente nel Corsorzio
Modartech, si prevede il sostegno da parte di altri soggetti che per motivazioni diverse non entrano formalmente all’interno della società consortile ma che hanno tutto l’interesse a far parte delle iniziative promosse dall’Istituto.LABORATORI e TECNOLOGIA
Anticipare le evoluzioni del mercato. Questo per chi opera nella formazione è più un obbligo che una scelta. La formazione richiede i suoi tempi e se ci limitiamo a ‘seguire’ il mercato arriviamo inesorabilmente in ritardo.
Dobbiamo essere in grado di proporre risorse umane in possesso di competenze adeguate quando il mercato le richiede, ma anche far sì che quelle stesse persone che escono dai nostri laboratori si facciano promotori di innovazione portando nelle aziende sia le nuove tecnologie che la capacità di sfruttarne tutte le potenzialità.Per questo sono state sviluppate molteplici alleanze con partner leader nella tecnologia per il fashion e vengono formati i nostri allievi in laboratori dotati delle più avanzate strumentazioni hardware e software.
I PRINCIPALI PUNTI DI FORZA DELL’ISTITUTO
Uno dei principali punti di forza dell’Istituto è la presenza di molte aziende di settore che collaborano alla didattica, alla formazione e all’occupazione degli allievi in considerazione inoltre che tutte le classi sono a numero chiuso, per 10 allievi con selezione in ingresso garantendo così omogeneità dei gruppi e un progresso di competenze
costantemente seguito dai docenti e dai tutor.Il contatto continuo con lo staff di direzione e coordinamento, per un orientamento continuo nel settore, la personalizzazione degli stage, l’informazione sui servizi forniti allo studente sono altri aspetti che caratterizzano
Modartech e il numero ridotto di diplomati ogni anno permette la promozione del lavoro svolto da ogni allievo, anche grazie al vasto network di aziende e partner che favorisce la valorizzazione dei risultati raggiunti da ogni singolo alunno.L’impostazione ‘laboratoriale’ della didattica, incentrata prevalentemente sull’apprendimento di tipo pratico, grazie a docenti provenienti dal mondo del lavoro che simulano in aula le metodologie lavorative aziendali è un altro aspetto che rende Modartech una vera scuola azienda.
L’OFFERTA FORMATIVA DELL’ISTITUTO PER L’ANNO 2008
CORSI POST-DIPLOMA
STILISTA DESIGN DI MODA (1 anno + 1 anno)
PROGETTISTA DELLA COMUNICAZIONE (1 anno + 1 anno)
CORSI ANNUALI E SEMESTRALI
ESPERTO IN SARTORIA ED ALTA SARTORIA (1 anno + 1 anno)
SARTORIA E COSTUMISTICA TEATRALE (1 anno)
SHOE PROJECT MANAGER – CALZATURA (1 anno)
CORSI DI MODELLISTICA (1 anno)
FASHION CAD (Specializzazione per Modellisti)
ROMANS CAD (CAD per modellisti in calzatura)
FASHION BASE (corso base per stilista e modellista)
SUMMER FASHION BASE (edizione estiva – Luglio)
WEB DESIGN & ANIMATION (semestrale)
ALTRI CORSI
DIGITAL DESIGN (Moduli formativi su Software grafici)CORSI PERSONALIZZATI
LA SEDE
Pontedera (PI)
La Città della Vespa, la capitale del Design a 2 ruote. Culturalmente attiva sta diventando un centro artistico sempre più importante in grado di raccogliere e installare sul territorio opere di artisti contemporanei di livello internazionale.
Tra Pisa e Firenze, al centro di quella che oramai è conosciuta come Arno Valley, una concentrazione unica di aziende produttive e innovative nel campo del Design e Moda, Comunicazione ed ‘Information Technology.MODARTECH
Istituto per la Formazione nella Moda, Arte e Tecnologie ApplicateSede legale ed Amministrativa
Viale R. Piaggio, 32 PontederaLaboratori
Via T. Romagnola, 201 Pontedera
Tel. 0587.53764
www.modartech.com -
SENTIERI: personale di VITO BOGGERI
Sabato 10 Novembre alle ore 18.00, si terrà presso il Museo Campano di Capua, la presentazione della mostra pittorica “Sentieri” di Vito Boggeri.
L’evento è organizzato dalla Fondazione Campania in collaborazione con l’archivio Vito Boggeri e col Patrocinio della Provincia di Caserta.Parteciperanno al vernissage il Presidente della Provincia Sandro De Franciscis, l’Assessore provinciale cultura-grandi eventi Tiziana Panella, il presidente della Fondazione Campania Stanislao Femiano e l’artista Vito Boggeri. Moderatore della conferenza d’apertura sarà il giornalista Salvatore Minieri.
Passo dopo passo, i sentieri ci ascoltano
Sentieri come percorsi accidentati, tormentati, impervi. L’impegno nell’arte è così, non ha autostrade, ma solo vie sinuose, dal fondo sconnesso, capaci di portarti per mano ai confini di ogni orizzonte, di portarti ai propri confini.
L’inizio del viaggio qual è? Quando si può dire che si è cominciato a viaggiare? La partenza avviene prima del distacco, è qualcosa che già risiede in sé prima ancora di mettersi in moto.
C’è una categoria di viaggiatori notturni che attraversano mondi di solitudine e territori della conoscenza, per poi tornare sempre a misurarsi con lo spirito della casa, per riconoscersi nelle proprie abitudini, nei propri gesti quotidiani, per essere sempre se stessi, night & day.
Vito Boggeri ha viaggiato su quei sentieri, ma è tuttora un esploratore di immagini e un ricercatore di linguaggi. La sua formazione avviene alla fine degli anni Cinquanta, ma la piena maturità ha inizio negli anni Settanta, i formidabili anni dell’introspezione, del post-assemblearismo ma comunque del sociale, della negazione dell’immagine pittorica. A conclusione di quel decennio la transavanguardia avrebbe ridato di nuovo luce, colore e soprattutto pittura nelle mostre come nelle pagine delle riviste d’arte.
Era una rivoluzione che nasceva dalla reazione all’inaridimento delle forme, era la necessità di dipingere che prendeva il sopravvento sul messaggio, era il trionfo del privato dopo la deflagrazione del collettivo. Gli anni Settanta no, non avevano colore, neanche quello semplice e accattivante della pop, dominavano il bianco e il nero, nei reperti fotografici, nelle sperimentazioni dei media, nelle incursioni degli operatori d’arte, metà artisti metà maestri di un pensiero forte.
Le opere degli anni Settanta, per Boggeri così come per le menti migliori della sua generazione, nascono già come tracce, come reperti della memoria. Si portano dentro il viaggio, perché sono stazioni, tappe della navigazione, fermate d’autobus. C’è sempre un prima e un dopo, ciò che si fotografa è un’istantanea del passaggio, è un comportamento. Qualcosa è già successo e qualcos’altro succederà. Fosse anche un insabbiamento, la storia arriverà a una sua conclusione.
Alcuni dei compagni di strada di Boggeri, che avevano condiviso con lui un percorso linguistico, assurgono nel 1979 all’empireo della Transvanguardia. Saranno famosi! Trovano così un legittimo approdo eccellente, una destinazione internazionale. I sentieri hanno fatto strada, percorreranno le rotte intercontinentali.
Boggeri fa parte di quell’ampia e qualificata schiera di artisti che non ha voluto saltare sul treno quando l’amore è arrivato in città. Lui ha scelto la periferia come identità, periferia geografica e mentale, approccio che non permette di optare per l’itinerario più scorrevole e comodo. Come altri, al momento dello spartiacque alla fine degli anni Settanta, ha scelto di proseguire con coerenza la propria ricerca, ha scelto di procedere sul suo sentiero.
Gli anni Ottanta di Boggeri sono comunque legati alla pittura, ma il suo è un modus operandi scarno, essenziale. La sua pittura si porta dentro di sé la memoria del gesto, è più legata all’atto fisico che produce l’opera piuttosto che al contenuto immaginifico, non si lega al corpo, ma è essa stessa corpo. E in questo è perfettamente riconducibile agli scatti fotografici degli anni Settanta, performance corporee ed extracorporee, umane e post-umane.
Ebbene, sono maturi i tempi affinché una generazione di artisti abbia un pieno e completo riconoscimento da parte della critica storica e del mercato, rivalutando il percorso artistico di chi si è interrogato sull’evoluzione del linguaggio ma non si è consegnato alla tendenza di turno.
In Italia c’è un nutrito gruppo di artisti capace di testimoniare con il proprio lavoro che un’altra pittura è possibile, che si può dipingere senza essere necessariamente condizionati dalla moda e dallo show business.
In questi ultimi anni le opere di Boggeri hanno assunto sempre più la valenza testimoniale in un’epoca come la nostra, sopraffatta dal trionfo dei media. La sua pittura è un attestato di coerenza con quell’immediatezza espressiva che già gli veniva riconosciuta agli inizi della carriera. Le sue immagini sono fantastiche ma non sono mai ridondanti, sono esse stesse sentieri, cioè ferite della terra, solchi determinati dal passo dell’uomo nel bel mezzo della natura. I segni stessi della sua pittura sono sentieri che tracciano il paesaggio vitale.
Le sue recenti carte magiche, popolate di personaggi fantastici, sono espressione di un’umanità in transizione. In realtà c’è la consapevolezza di essere in viaggio, ma non è determinabile la destinazione. È questo il destino del ricercatore: il desiderio di andare sempre e comunque oltre il traguardo, la meta.
Naufraghi… Il naufragio è una condizione del viaggio. Oggi che si naviga sempre più a vista, tra le onde e i flutti di una rete incommensurabile, la perdita del proprio centro è una tensione a regola d’arte. Le zattere seguono i sentieri del mare. Ci sarà poi sempre un porto per l’accoglienza e un nuovo sentiero per rimettersi in strada.
Boggeri è così, nella natura delle cose. Un linguaggio semplice e immediato, un linguaggio convincente. La pittura, la sua pittura, non nasconde le ombre del nostro tempo. Le celebra. Ma non tradisce i desideri, le ragioni del viaggio.
Passo dopo passo, i sentieri ci ascoltano.Enzo Battarra
info:
Salvatore Minieri e Brunella Farina
3348688119 – 3471136911
www.vitoboggeri.it
[email protected]Ingresso libero
Dal martedì alla domenica: 9.00-13.00
Martedì e giovedì: 15.00-18.00