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  • Proiettili in busta a Di Pietro e Santoro, solidarietà di De Pierro


    Roma – Oggi, presso la sede regionale del Lazio dell’Italia dei Valori, è stata recapitata una busta contenente un proiettile, una foto di Antonio Di Pietro e una scritta composta con ritagli di giornale. Lo stesso plico, indirizzato a Michele Santoro, è stato recapitato mercoledì negli studi Rai. “Esprimo la massima espressione di solidarietà ad Antonio Di Pietro e a Michele Santoro per quanto accaduto”, ha commentato Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti.
    “In genere queste cose capitano a coloro i quali, svolgendo secondo i giusti canoni il proprio lavoro, danno evidentemente fastidio a chi vorrebbe mettere a tacere determinate situazioni. La vicenda di stamattina rappresenta ancora una volta il tema dell’informazione manipolata e censurata in Italia, nell’attuale momento politico. Infatti sono sconcertato dal fatto che un evento così grave è stato scarsamente diffuso dagli organi ufficiali di informazione. Addirittura il tg1, primo telegiornale della tv di stato, ha citato soltanto Michele Santoro ignorando completamente che anche Di Pietro è stato vittima dello stesso tipo di minaccia. Questo è semplicemente scandaloso. Il fatto di essere oggetto di atti intimidatori , sfortunatamente, non ci risulta molto estraneo. Ancora non si è arrivati ai proiettili in busta, ma anche noi dell’Italia dei Diritti, abbiamo subito delle intimidazioni e danneggiamenti. Purtroppo, per il momento, sembra che tutto sia stato sottovalutato da chi è istituzionalmente deputato alla sicurezza dei cittadini. Di una cosa siamo certi – conclude il presidente del movimento – tutto ciò avviene a chi affronta le questioni denunciando la verità storica dei fatti e non certo a chi , genuflesso al potere costituito, tratta gli argomenti con la vocazione alla facile manipolazione”.

  • I contributi allo studio in Europa, una comparazione.


    Per approfondimenti: http://www.ccestudio.it/SpecialiGuide.aspx?Id=101

    La ricerca, unica nel suo genere, mette a confronto le legislazioni dei Pesi europei (Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia) sulla regolamentazione della stampa e sulle modalità di concessione dei contributi pubblici ai giornali. La ricerca è stata svolta attraverso la lettura e la traduzione dei documenti legislativi raccolti nei siti internet istituzionali dei vari Stati membri.
    Le conclusioni mostrano che i contributi pubblici all’editoria non sono una prerogativa italiana.
    Vi è una comunanza di principi e di intenti: ovunque si riconosce alla stampa un ruolo essenziale nelle moderne democrazie, ovunque si sottolinea l’importanza del pluralismo delle opinioni e del diritto fondamentale della persona ad essere informata, ad informarsi ed ad esprimersi liberamente. Ovunque si cerca di salvaguardare, attraverso la diffusione e la pubblicazione di lavori editoriali, le caratteristiche autoctone dei popoli.
    Ma la libertà di stampa e la tutela del pluralismo vengono garantiti con strumenti che hanno diversa matrice culturale e che ripercorrono le caratteristiche storiche, politiche, culturali e giurisprudenziali dei popoli. Si passa dall’impostazione britannica che evita qualsiasi intervento pubblico per non alterare le regole del mercato e per non limitare la libertà d’espressione, alla regolamentazione basata su codici di autoregolamentazione come il caso tedesco e greco, alle leggi puntuali e particolareggiate della Francia e, infine, all’esempio spagnolo, dove i contributi pubblici alla stampa sono un mezzo indispensabile per garantire l’esistenza dei giornali e contribuire alla tutela delle minoranze linguistiche.