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  • In ricordo di Giorgio Gaber… “Le nostre serate”

    6 e 7 Giugno, ore 21.00, presso il Teatro dell’Angelo Via Simone De Saint Bon, 19 a Rome.

    A più di 10 anni di distanza dalla morte di Giorgio Gaber, è nato uno spettacolo-concerto multimediale che intende riproporre, anche se in piccola parte, l’eredità artistica e culturale dell’artista. Un classico moderno che tra ironia, malinconia, istanze civili e comico paradosso si interroga sui destini dell’uomo moderno, in bilico tra utopia, impotenza, razzismo, amore, consumismo, paura e sogno: una persona normale insomma.

    “Le nostre serate” è un’esplorazione nel beffardo, paradossale, buffonesco mondo della maschera di un uomo comune che si interroga, comicamente impotente, sul senso della propria vita, sempre sfiorata dal pericolo dell’imbecillità e del qualunquismo, in un intreccio di monologhi e melologhi, musica e canzoni.

    Regia: Benedetto Cesarini
    direzione artistica: Giorgio M. Stirparo
    direzione musicale: Giampiero Lattanzi
    direzione tecnica: Paolo Bietolini
    scene e costumi: Gaia Cecchini

    INFO E PRENOTAZIONI
    333 94 52 472
    [email protected]

    prezzo biglietti:
    INTERO €18 (+ €2 di prevendita)
    RIDOTTO e GRUPPI €14 (+ €1 di prevendita)

  • Iacchetti celebra Gaber a Roma, De Pierro lo sostiene


    Il presidente dell’Italia dei Diritti è intervenuto presso il teatro capitolino Lo Spazio alla prima dello spettacolo del noto comico, accompagnato dalla giornalista Daniela Miniucchi, per testimoniare la vicinanza del movimento alla cultura teatrale

    Roma – Continua l’impegno del movimento politico Italia dei Diritti a favore della cultura e del teatro in particolare, tramite il sostegno testimoniale del presidente Antonello De Pierro, che con la sua presenza agli spettacoli, soprattutto ai più socialmente impegnati e nelle location dei teatri off, auspica che si levi una voce sempre più forte per incoraggiare quel bene primario rappresentato dalla cultura, specie satirica, che fa parte del patrimonio inossidabile dell’Italia e che, invece, spesso il potere politico tende a bistrattare e relegare ai margini, per paura del pericolo di diffusione di messaggi intrisi di scomode verità, che con la sollecitazione stimolante delle coscienze assopite dai bombardamenti mediatici della tv spazzatura, potrebbe minare le basi e il mantenimento del potere stesso.

    Una concezione borbonico – feudale che mira a favorire le logiche commerciali del profitto, più agevolmente manipolabili e gestibili, a cui, purtroppo, tanti artisti con la schiena molliccia si piegano per mero interesse, ma altri con grande coraggio e più fatica ripudiano e preferiscono essere liberi dai vincoli censori, difendendo a testa alta la loro dignità professionale e ricordando che l’Italia vera è questa e di veri talenti artistici non è mai stata avara.

    A quest’esercito di coraggiosi appartiene il grande Enzo Iacchetti, che l’altra sera ha debuttato nella Capitale con lo spettacolo “Chiedo scusa al signor Gaber”, una celebrazione del compianto Giorgio Gaber, con un viaggio suggestivo nel repertorio dell’anticonformista cantautore milanese, all’insegna della contaminazione lessicale e musicale, senza rinunciare a intermezzi satirici di grande spessore e impegno socio-politico.

    E l’audace scelta di Iacchetti è ricaduta proprio su un teatro minore, Lo Spazio, di quelli fuori dai circuiti ufficiali, ma dove la libertà di espressione e di satira trova compiuta concretizzazione, senza lo spettro deprimente della censura. E d’altronde che senso aveva omaggiare il grande Gaber in un modo diverso da questo? E il successo non è stato da meno, con un parterre ricco di ospiti, che ha fatto scattare il suo applauso spontaneo e scrosciante quasi a ogni battuta pronunciata e a ogni brano eseguito con incommensurabile bravura.

    De Pierro, che oggi si trova al tredicesimo posto assoluto nella classifica dei politici più seguiti sul web http://www.baroncelli.eu/politici_italiani/, è giunto con l’inviata e conduttrice Rai Daniela Miniucchi, uno tra i volti più amati del giornalismo televisivo italiano. Oltre al leader dell’Italia dei Diritti erano presenti l’on. Fausto Bertinotti con la moglie Lella, Enrica Bonaccorti, il comico Andrea Rivera, le attrici Laura Lattuada, Vittoria Belvedere, Adriana Russo e Maria Rosaria Omaggio, Maria Monsè, il maestro Gianni Mazza e l’inviato di “Striscia la notizia” Jimmy Ghione.

  • Vivere in Via Gluck costa più che in Via del Campo

    Sanremo è Sanremo, si sa, ma in tempi di spending review è il caso di fare qualche conto in tasca ai cantanti italiani. Non per le ville di pregio e per il lusso che molti di loro possono permettersi, ma per le vie delle città italiane che hanno raccontato nelle loro mille canzoni. Complice l’inizio della kermesse canora più popolare ed attesa, Immobiliare.it (www.immobiliare.it) ha fatto qualche conto, scoprendo quanto costa vivere oggi nelle case che popolano le strade protagoniste di alcuni dei maggiori successi della musica italiana.

    Prendendo in considerazione un immobile di 80 metri quadri, al secondo piano di un palazzo in buone condizioni, e analizzando i costi al metro quadro in base sia all’offerta presente sul sito, sia ai dati dell’Agenzia del Territorio, si scopre che vivere in Via Gluck – strada della Milano popolare e multietnica resa celebre da Adriano Celentano nel 1966 e dove il cantante stesso viveva da ragazzo – costa più che in Via del Campo, la stradina della Genova narrata da Fabrizio De Andrè nel 1967: 220.000 contro 184.000 euro.

    Ben altre cifre rispetto alle strade più belle di Roma, protagoniste di tante canzoni nazionalpopolari: una casa a Campo de’ Fiori – pezzo di Antonello Venditti contenuto nell’album “Quando verrà Natale” (1974) – e una a Piazza Navona (brano di Luca Barbarossa del 1981) costano all’incirca la stessa cifra, 850.000 euro. Lo stesso Barbarossa, poi, ama descrivere le strade della capitale: una casa nella Via Margutta cantata a Sanremo nel 1986 costa, in media, 800.000 euro. Restando sempre a Roma, in via di Porta Portese, una delle strade in cui si dipana il celebre mercato – cantato da Claudio Baglioni nel 1972 – è possibile acquistare alla cifra media di 588.000 euro.

    Non si può cercare un negozio di antiquariato in Via del Corso/ Ogni acquisto ha il suo luogo giusto/ e non tutte le strade sono un percorso”: così cantava Niccolò Fabi nel 2003, ed effettivamente la via dello shopping romano non è proprio a portata di tutte le tasche. Un appartamento di 80 metri quadri costa all’incirca 760.000 euro: chissà che, però, in tempi di crisi non si riesca ad ottenere uno sconto.

    I prezzi diminuiscono notevolmente passando alle strade di Milano: in corso di Porta Romana, zona celebrata per prima dalla musica popolare meneghina – Porta Romana Bela è stata cantata, in dialetto o in italiano, praticamente da tutti i cantanti simbolo della città fra cui anche Giorgio Gaber e Nanni Svampa – è possibile trovare immobili ad un prezzo medio di 490.000 euro. Il sincopato inseguimento raccontato in “Corso Buenos Aires”, brano di Lucio Dalla del 1977, è l’occasione per scoprire che un appartamento di medie dimensioni nella popolarissima via dello shopping milanese costa circa 420.000 euro.

    Si spende molto meno per un appartamento nella strada narrata da uno degli ultimi vincitori del Festival: Roberto Vecchioni. Nell’album “Parabola” del 1971 (lo stesso in cui troviamo “Luci a San Siro”, altra zona simbolo della città) il Professore canta “Io non devo andare in Via Ferrante Aporti”: si tratta di una via nei pressi della Stazione Centrale di Milano in cui è sufficiente spendere 220.000 per comprare casa.

    A Napoli, invece, una strada ricorrente nella musica partenopea è Via Toledo: “Passe scampanianno pe’ Tuleto” cantava nel 1956 Renato Carosone in “Tu vuó fa l’americano”, mentre solo un anno prima la stessa via era citata da Domenico Modugno in “Io, mammete e tu” (“passiammo pe’ Tuledo/ nuje annanze e mammeta arreto…”). Qui un immobile di 80 metri quadri costa, in media, circa 304.000 euro.

    Anche per Bologna, di cui molti cantautori hanno raccontato le gioie e i dolori della vita quotidiana, è possibile tracciare una mappa delle strade delle canzoni: nella bellissima Via Paolo Fabbri – che dava il titolo all’omonimo album di Francesco Guccini del 1976 – è possibile acquistare ad una cifra media di 260.000 euro. Magari non al civico 43, lì Francesco Guccini non vive più stabilmente ma possiede ancora la casa. Costa di più un immobile nei pressi di Piazza Santo Stefano (canzone di Cesare Cremonini del 2009): non meno di 280.000 euro per un appartamento di medie dimensioni. E che dire, infine di Piazza Grande? La celebre piazza cantata da Lucio Dalla nel 1972, in realtà, non esiste con questo nome. La canzone non si riferisce né a Piazza Maggiore e nemmeno all’omonima Piazza Grande di Modena, bensì a Piazza Cavour, sempre a Bologna, dove il cantautore ha anche abitato; qui un immobile di 80 metri quadri costa 290.000 euro.

    E che strade percorreranno i cantanti nell’edizione 2013? L’unico a citare un indirizzo preciso è Daniele Silvestri, che nel brano “A bocca chiusa” canta “Fatece largo che… passa il corteo, se riempiono le strade/ Via Merulana, così pare un presepe”: comprare casa nel presepe romano di Silvestri costerebbe circa 400.000 euro.

  • Buon Anno Giorgio Gaber

    A 10 anni dalla scomparsa di Giorgio Gaber, il primo gennaio del 2003, la fondazione a lui dedicata, a deciso di omaggiarlo con un triplo cd dal titolo “Io ci sono”, con 50 delle sue canzoni interpretate da altrettanti artisti della musica italiana e non solo. Nomi del calibro di Patty Smith, Battiato, Celentano, Vecchioni, Arbore, Ranieri, Morandi, Dalla, ma anche giovani talenti come Emma, Marco Mengoni, Noemi e Dente.
    Un progetto che ha lo scopo di finanziare le attività della stessa fondazione, e che sta gia avendo un grande riscontro radiofonico.
    In versione standard composta da 3 cd ed in versione deluxe, che contiene il triplo cd e 3 tracce esclusive in aggiunta (di Roberto Cacciapaglia, Mina e Ron) un libro con foto e… continua a leggere http://www.radiostar.it/music-news-2328

  • Che bella gente.

    I 150 anni dell’unità d’Italia nei testi e nelle musiche di Giorgio Gaber. Nella suggestiva cornice del giardino delle Suore Passioniste (via di Porta Tarquinia), il 2 settembre, alle ore 21.15, si svolgerà il recital Che bella gente (ingresso gratuito), con la voce di Fabio Biagiola e l’accompagnamento musicale al pianoforte di Pietro Pacini. L’iniziativa è promossa dal Comune di Tarquinia. Dalle canzoni Torpedo Blu, Una donna, Ipotesi Per Una Maria, Le elezioni, Bar Casblanca, Far finta di essere sani, A mezzogiorno, Come è bella città, La libertà, Barbera e Champagne ai monologhi Secondo me la donna, L’equazione, Wittgenstein, Che bella gente, Il successo, Democrazia, Una nuova coscienza, Io sono un illuso, lo spettacolo fotografa il volto di un’Italia che cambia e con essa il nostro modo di essere, gli affetti e la società. Il tutto visto dagli occhi di un grande artista la cui produzione spazia tra musica, cinema e teatro, lasciando un’impronta indelebile nella cultura italiana.