Tag: giochi per parchi

  • Lezioni di civiltà ai giardini pubblici

    Un’uscita pomeridiana col vostro bambino può essere l’occasione per cominciare a piantare semi di senso civico, nella speranza che col tempo mettano robuste radici.

    Le amministrazioni comunali più progredite hanno installato nei giardini pubblici dei cestini raccolta differenziata, per proseguire anche sul suolo pubblico la differenziazione dei rifiuti che già si fa a casa (purtroppo non ancora dappertutto), ecco che quando il piccolo ha finito di consumare la merenda si può indicargli come suddividere i rifiuti (l’involucro nel cestino per il secco, il boccone caduto a terra nel cestino per l’umido, la bottiglietta vuota nel comparto della plastica) e spiegargli perché lo si deve fare, portando il suo ragionamento sul fatto che ciò che si fa per la collettività è un beneficio anche per l’individuo.

    Se vi capita, come è facile, di trovare i giochi per parchi imbrattati e rovinati, potrete cogliere l’occasione per parlare del rispetto che si deve avere per ciò che è pubblico e del rispetto per il prossimo.

    Anche stando seduti su una panchina si potranno osservare e condannare insieme i comportamenti incivili che molte persone ancora tengono: non raccogliere le deiezioni del proprio cane, strappare i fiori, parcheggiare sul posto riservato ai disabili, svuotare il posacenere dell’auto sulla strada, sputare per terra, eccetera.

    Fondamentale, in ogni caso, per l’educazione civica del bambino, è l’esempio dei genitori, senza il quale anche le argomentazioni migliori sarebbero vane.

  • La trasformazione della città

    Dopo anni nei quali la città e gli interventi dell’amministrazione su di essa erano intesi in un’ottica che si limitava alla fruizione “pratica”, cioè all’agevolazione del traffico veicolare ed allo sfruttamento delle superfici per la realizzazione di edifici commerciali o privati, da un po’ di tempo si è cominciato a considerare, negli interventi sulla città, anche parametri meno funzionali – o perlomeno funzionali non solo agli spostamenti di persone e cose – e più legati a concetti di vivibilità.

    La vivibilità ha a che fare con la qualità della vita, con il benessere delle persone e la città può fare molto in questo senso, intervenendo su diversi aspetti, dalla pianificazione urbanistica allo snellimento del traffico.

    Naturalmente, ai primi posti nella lista delle cose da fare per trasformare la città in un luogo più vivibile ci sono gli interventi sull’ambiente, in modo da ridurre il più possibile l’inquinamento da smog e da radiazioni; anche l’inquinamento acustico ha una parte importante nello stress che affligge gli abitanti di molte località.

    La pulizia di strade, piazze e altri luoghi pubblici è un altro degli aspetti che oggi vengono curati dalle buone amministrazioni con cestini e contenitori raccolta differenziata distribuiti un po’ dappertutto.

    Importantissima poi è la realizzazione e la cura di luoghi d’aggregazione, con piazze e spiazzi verdi e l’installazione di giochi per parchi.

    Con una politica di interventi in questa direzione, le amministrazioni pongono un efficace freno al degrado urbano, terreno fertile per la criminalità.

  • Un modello da seguire per la raccolta differenziata

    Da anni ormai la raccolta differenziata non è più solo un buon proposito limitato a dichiarazioni di facciata; molti comuni in tutta Italia si sono impegnati per diminuire la percentuale dei rifiuti non riciclabili, rafforzando i sistemi di raccolta dell’umido organico, del vetro, della carta, della plastica e di tutti gli altri materiali che possono essere lavorati e nuovamente riutilizzati. Uno di questi comuni è Ponte nelle Alpi, che nei giorni scorsi ha siglato un accordo con un’importante azienda che si occupa della produzione di pannolini. Nel comune del bellunese è presente un centro specializzato proprio nel riciclo di questi prodotti: per ogni tonnellata di pannolini usati portati nel centro vengono prodotti circa 150 chili di plastica e 350 chili di cellulosa, ideale per la realizzazione di imballaggi industriali.

    Secondo l’accordo firmato tra il sindaco del comune di Ponte nelle Alpi e il direttore generale dell’azienda in questione, la plastica ottenuta sarà utilizzata per il miglioramento dell’arredo urbano ed in particolare per la realizzazione di giochi per parchi. Entro la primavera del 2013 infatti sorgerà un parco (chiamato non a caso “Parco del riciclo”) all’interno di una vasta area verde comunale.

    Si spera che gli ottimi numeri fatti registrare dal centro veneto (che nel 2010 ha raggiunto l’invidiabile percentuale dell’88% di raccolta differenziata, abbattendo notevolmente la quantità di indifferenziato e, di conseguenza, anche le spese connesse allo smaltimento) siano un obiettivo e un modello da seguire per tanti altri centri del nostro paese; purtroppo i dati resi noti dall’Istat lo scorso anno ci mostrano che l’Italia è ancora molto lontana dagli obiettivi stabiliti nel 2006 e che sarà quindi necessario un impegno ancora maggiore per rispettare l’ambiente e consegnarlo più pulito alle generazioni che verranno.