Roma – “Auspichiamo un disegno di legge per punire in maniera esemplare chi si rende colpevole di reati di sciacallaggio.
I recenti fatti avvenuti a seguito del devastante terremoto che ha colpito l’Aquila ce ne dà dimostrazione. In caso di calamità, chi crede di poter approfittare della situazione non può essere perseguito per furto, anche se aggravato. Andrebbe introdotta una fattispecie di reato specifico, che preveda pene molto severe”. Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, si dichiara così favorevole all’introduzione di una norma apposita, per combattere le deplorevoli pratiche purtroppo emerse in questi giorni.
“Con il termine precedentemente usato – continua De Pierro – non mi riferisco solo a furti commessi in zone disastrate, ma anche a quelle pratiche di speculazione sui generi di prima necessità o di particolare utilità. La cronaca, ad esempio, ci ha parlato di benzina venduta a ben cinque euro al litro. Per la repressione di questi fenomeni noi dell’Italia dei Diritti chiediamo l’istituzione di un corpo speciale delle forze dell’ordine. Non vogliamo credere al fatto che crimini di tale portata siano stati commessi anche da chi è giunto nel capoluogo abruzzese per prestare soccorso alla popolazione, come è stato lasciato intendere da qualcuno. In ogni caso si tratta di una questione da affrontare con urgenza e con la massima serietà”.
Tag: gianni chiodi
-
De Pierro chiede introduzione reato sciacallaggio
-
Abruzzo: riammissione della lista di Chiodi, per De Pierro una conclusione felice
Roma – “ E’ una notizia che mi rende felice”.
Con queste parole Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, ha commentato la riammissione, da parte dell ‘Ufficio centrale della Corte d’appello, della lista del Pdl legata al candidato alla presidenza della regione Abruzzo Gianni Chiodi, dopo l’esclusione con riserva pronunciata nei giorni scorsi. “Se un organo così autorevole ha dichiarato questo – ha poi aggiunto De Pierro – è perchè ha ritenuto che ci fossero elementi sufficienti per concorrere. Noi non possiamo non rallegrarci che la questione si sia risolta in questi termini. Da profondi sostenitori dei principi democratici, siamo per le battaglie vinte sul campo e non a tavolino. Questo assicurerà una competizione più in linea con la democrazia e quindi garantirà anche un risultato vero ed autentico, che sarebbe stato falsato dall’esclusione di tale lista.