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  • Il mercato dell’auto italiano attraverso l’occhio delle Top 50

    Lo studio pubblicato da Quintegia Top 50 Dealer, presentato a Verona nel corso dell’International Top Dealer Forum, fornisce preziose informazioni sulle 50 concessionarie più importanti d’Italia e, di conseguenza, sull’andamento del mercato dell’auto nel nostro paese.

    In un mercato rappresentato da circa 3750 concessionarie le Top 50, da sole, occupano una fetta pari al 17,5%.

    Rispetto al 2009 si registra un lieve calo (allora la quota era del 18%), ma il 2010, il previsto annus horribilis del mercato dell’auto, ha causato una contrazione del 17% del fatturato, che si è attestato sulla cifra di 9,15 miliardi di euro totali (185 mila euro di media per azienda, dato rilevante ma pur sempre al di sotto della media europea).

    Le cifre delle Top 50, presenti nel paese attraverso 540 sedi, confermano quanto accaduto a livello nazionale; l’anno dell’auto si è chiuso con un calo del 9,2% per le nuove immatricolazioni, con 199.182 automobili vendute in meno rispetto al 2009.

    Diverso il discorso per quanto riguarda il mercato dell’usato, che vede crescere le proprie quote di vendita nelle Top 50 dell’8%, un dato che risente positivamente degli investimenti fatti nel settore.

    Rimane invece ancora carente l’attenzione nei confronti del web; poche concessionarie si dotano di programmi di mail marketing all’avanguardia e software newsletter capaci di operare nella gestione mail. In generale si riscontra la mancanza di un’adeguata politica di promozione attraverso il direct marketing.

    L’investimento medio delle Top 50 nel web è pari allo 0,37% del fatturato; una cifra che deve necessariamente crescere se si vuole rimanere al passo coi tempi ed evitare, anche in futuro, di essere rimandati in informatica.

  • Gestione mail: open source può essere risposta?

    Quando si parla di gestione mail, è importante porsi un interrogativo, specialmente se si è imprenditori alle prime armi ed i mezzi sono limitati dal punto di vista economico: è consigliabile l’utilizzo di un software newsletter di tipo gratuito? Badate bene, in questo caso il tema va visto e discusso dal punto di vista dell’open source. Ci sono delle controindicazioni? In molti sicuramente vi diranno che rinunciare a Windows o ad una particolare comodità ad esso legata valgono bene i soldi di un eventuale programma specifico. E su questo siamo d’accordo. Ma da qui a denigrare un programma gratuito a prescindere, ce ne passa.

    Il consiglio, quando si da il via ad un’attività, è si quello di limitare i costi inutili, ma è anche quello di avvalersi di specialisti. Ed il punto sta che non si può rigettare una strategia, se funzionante, solo perché basata sull’open source. Anche nel caso siate dei programmatori freelance, in grado di gestire da soli questo aspetto del marketing della vostra attività, una scelta in tal senso, specialmente se si parla di newsletter e di rapporti con il cliente, deve essere ben ponderata.

    Riassumendo: via libera a ciò che si trova gratuitamente in rete? No, a meno che non dimostri una certa capacità gestionale adatta alla attività che deve servire. Acquisto di programmi di gestione email e newsletter costosi? Sarebbe il massimo al quale si potrebbe auspicare. Ma non sempre è possibile. Open Source? Si, ma a patto che si sia in grado di lavorarci sopra rendendolo perfettamente operativo e funzionale.