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  • Intervista al Prof. Giuseppe Pellicone

    In occasione della seconda edizione dell’Open Campania Internazionale di Karate di Monterusciello (Na), abbiamo avuto il piacere di intervistare il Prof. Giuseppe Pellicone, Vicepresidente Vicario della Fijlkam, Membro d’Onore della WKF e della EKF e Presidente dell’Unione delle Federazioni del Mediterraneo di Karate.

    Il testo integrale è disponibile sulla rivista Athlon.net n°1/2011 sul sito federale all’indirizzo http://www.fijlkam.it/fileadmin/documenti/news/Athlon.net/1_2011_athlon.net.pdf

  • Pompei, fu ignorato l’allarme dei custodi

    Pompei, fu ignorato l’allarme dei custodi

    Nel brogliaccio dei sorveglianti degli scavi il monito lanciato pochi giorni prima che crollasse la Schola Armaturarum. Ma la segnalazione non fu raccolta

    STELLACERVASIO http://napoli.repubblica.it/cronaca/2010/11/10/news/pompei_fu_ignorato_l_allarme_dei_custodi-8982245/


    POMPEI — L’allarme sui gladiatori c’era stato, ma nessuno l’aveva ascoltato. Documento che scotta nel brogliaccio dei custodi, un atto ufficiale che in soprintendenza non è stato raccolto. Dopo il crollo, invece, la Corte dei conti vuole vederci chiaro e apre un’inchiesta sulla gestione del commissario Fiori. Dalle prime indiscrezioni sarebbero almeno due i casi di lavori dati in appalto a ditte in assenza di contratto.

    Pompei si blinda nel giorno dell’audizione di Bondi in Parlamento e alla vigilia di due appuntamenti importanti: l’arrivo della commissione della Camera oggi in soprintendenza alle 12 e alla stessa ora, a Roma, la denuncia del Pd contro la cattiva gestione del sito. Ieri mattina a tutti i dipendenti della soprintendenza è arrivata una circolare che vieta di parlare ai giornalisti. La reazione a una nottata difficile: martedì era arrivata ai carabinieri di Pompei una telefonata anonima che segnalava nuovi crolli alla Casa di Trebio Valente e a quella del Moralista.

    I tecnici della soprintendenza e l’Arma dopo un sopralluogo avevano smentito la voce e il ministro Bondi ha disposto di denunciare chi ha dato la notizia infondata per “procurato allarme”. A cadere è stato infatti solo un muretto grezzo nel triclinio di Trebio Valente. Nessun crollo neanche per la Casa del Moralista, ha ceduto un muro della bottega adiacente alla domus, quella del vasaio Zosimus, che dà sul vicolo di Ifigenia, ma i tecnici ne avevano già preso atto. La Procura ha disposto di allargare l’area del sequestro: oltre alla zona del crollo, anche l’area di Trebio Valente e della bottega della Domus del Moralista, a monte delle quali sono in corso lavori per convogliare le acque piovane e dei campi coltivati.

    Tutto questo prova che non ci sarebbero altri edifici a rischio. Ma parti di questi, sì. E i più seri li corrono i muri di contenimento, dove manca la manutenzione ordinaria. Tutti indicano anche i solai di copertura di alcune insulae: dalla Casina dell’Aquila, punto più alto degli Scavi, alcuni sono rifatti, altri no. Casi che il monitoraggio quotidiano della sorveglianza ha ben presenti. E che anche nel caso del muro nel vicolo di Ifigenia, di fianco alla Schola Armaturarum, era stato segnalato.

    Proprio a questo proposito c’è una pagina interessante del “Registro delle relazioni dei custodi”, un brogliaccio quotidiano su cui sono scritte le segnalazioni dopo ognuna delle otto ispezioni che i sorveglianti effettuano ogni giorno a Pompei, casa per casa, aprendole con il pesante mazzo di chiavi in possesso di ognuno. Alla data del 3 novembre, tre giorni prima che crollasse lo “showroom” di trofei dei gladiatori, sul registro protocollato che il direttore degli Scavi dovrebbe vedere ogni mattina, è annotato “il crollo di un muro lungo dieci metri nel vicolo di Ifigenia”.

    C’è la firma del custode che ha rilevato il danno. Prima il direttore siglava la segnalazione e affidava ad assistenti la verifica del danno, stabilendo se si poteva ovviare in tempi brevi o era necessaria una perizia. «Da quando i soprintendenti si susseguono a ritmi frenetici, i direttori devono anche sostituirli — spiegano i dipendenti dell’area archeologica — e nell’ufficio su agli Scavi che fu quello di Giuseppe Fiorelli e dei suoi successori, non mettono più piede». Impossibile quindi raccogliere l’appello di chi aveva visto il muro crollato a pochi metri da dove tre giorni dopo avrebbe ceduto l’intero edificio della Schola Armaturarum «restaurata — dicono sempre in soprintendenza — non più tardi di sei mesi fa».

    A testimoniarlo, una foto estiva di Google View in ritardo di qualche mese con l’aggiornamento. Qui, sulla facciata dell’Armeria dei gladiatori, si vede un tabellone di lavori in corso. Lavori che non sono serviti a evitare il disastro. Ed è su questi ed altri interventi che la Corte dei conti indaga, dopo la pronuncia dell’agosto scorso di dubbio sulle emergenze per cui la gestione di Pompei è stata affidata alla Protezione civile.

  • Riducendo i diritti si riducono i costi???

    Dopo l’incidente sul lavoro in provincia di Bergamo che ieri pomeriggio è costato la vita a Enrico Villa, 47 anni, operaio di Bottanuco (Bergamo), i carabinieri hanno segnalato all’autorità giudiziaria il legale rappresentante della ditta di Brembate Sopra (Bergamo) dove è avvenuta la tragedia. Ne dà notizia l’Ansa. I militari, insieme ai tecnici dell’Asl, avrebbero constatato irregolarità all’impianto elettrico da cui è partita la scarica di ottomila volt che ha folgorato l’operaio. Villa è morto mentre stava riparando un macchinario.

    Articolo riproducibile citando autore e fonte (www.rassegna.it)

  • La cognizione sociale a cura di Giuseppe Gendolavigna

    I processi che permettono agli individui di conoscere la realtà sociale sono alla base dell’approccio della “social cognition” o cognizione sociale. Al centro di questo approccio sta il fatto che le persone, fin dai primi momenti della loro esistenza, hanno “bisogno” di conoscere la realtà che le circonda (costituita principalmente da altre persone), al fine di orientare il proprio comportamento in modo adattivo all’ambiente in cui vivono. (A.Polmonari e altri, 2002).

    La concezione di base di questo approccio sottolinea che l’individuo è un organismo pensante, un elaboratore attivo delle informazioni, che riceve dall’ambiente in cui vive, che costruisce conoscenze facendo riferimento per gli autori principalmente o ai processi psicologici “freddi” (cognitivo-razionali), o ai processi psicologici “caldi” (motivazionali, affettivi) o al rapporto tra i due.

    Alla fine degli anni ’50 e per tutti gli anni ’60 il comportamento sociale è stato studiato con il presupposto che l’individuo sia prima di tutto un ricercatore di coerenza, un animale razionale che cerca la coerenza (teoria della dissonanza cognitiva di Festinger 1957).

    Successivamente il modello dell’individuo elaboratore di informazioni ha preso la forma dello scienziato ingenuo, che ha bisogno di catalogare gli oggetti, di prevedere gli eventi, generalizzare e rendere semplice il complesso.

    La necessità di far ricorso a scorciatoie di pensiero o euristiche ha un fine utilitaristico e non intenzionale. Taylor (1981) ha sviluppato un’altro modello dell’uomo elaboratore di informazioni a quello dell’economizzatore di risorse cognitive. (pregiudizi e stereotipi apparterebbero a questo modello di funzionamento e non sarebbero influenzate socialmente, un’economia della mente che spesso si trasforma in avarizia del cuore)

    Tuttavia questa corrente di pensiero deve fare i conti fra le competenze della mente e le sue prestazioni e abbandonare in qualche maniera il concetto che l’uomo funzioni solamente come un elaboratore attivo, ma che a differenza di un elaboratore, viene influenzato dall’ambiente almeno in merito alla motivazione a funzionare.

    Gli studi vengono rivolti, attualmente, non più allo studio del comportamento, ma all’azione e alla natura funzionale della cognizione: “thinking is for doing” W.James.

    IL SOCIO-COSTRUTTIVISMO E LA SCUOLA EUROPEA

    Il socio-costruttivismo si sviluppa nel tentativo di superare l’approccio teorico individualista della social cognition, il nuovo paradigma è centrato sui processi di costruzione sociale della conoscenza all’interno di interazioni e scambi comunicativi tesi a dare significato e senso alla realtà.

    Il processo di categorizzazione, ad esempio, non è inteso solo un processo mentale volto ad organizzare e comprendere la realtà, ma piuttosto un fenomeno sociale prodotto dal rapporto fra gruppi sociali differenti. Le caratteristiche di un individuo vengono in questo modo valutate comparandole a quelle del suo gruppo di appartenenza, così che valutando una persona che non si conosce molto si tende ad attribuirle i tratti personologici della categoria in cui la si colloca, la nostra stessa identità dipende in parte dall’appartenza ad un gruppo sociale secondo la teoria dell’identità sociale di Tajfel (1981).

    La psicologia sociale in Europa, alla fine degli anni sessanta, recupera la dimensione sociale della disciplina, sottolineando di nuovo l’importanza dell’ interdipendenza degli individui e non semplicemente dell’intersoggettività è il livello simbolico dello scambio fra le persone che attribuisce senso all’azione e al comportamento degli individui e dei gruppi.

    Le rappresentazioni sociali di Moscovici e l’identità sociale di Tajfel sono le teorie d riferimento della psicologia sociale europea (1972).

    La persona vista attraverso queste teorie può essere compresa unicamente nel contesto della vita sociale. Siamo pertanto attori nella produzione e nella riproduzione del nostro ambiente sociale e non prodotti passivi della società, la persona si vede qui riconoscere una natura sia sociale sia psicologica (Burr,2004)

    Consideriamo l’importanza che ha nell’uomo la capacità di produrre oggetti e simboli in grado di veicolare significati al di là del contesto spazio-temporale immediato, in riferimento al linguaggio e alle altre forme di espressione della comunicazione umana capaci di trascendere la realtà. Le origini di questa teoria possiamo ritrovarle già nella Voelkerpsichologie di cui W.Wundt (1832-1920) fu un illustre esponente. Lui considerò la studio dei fenomeni collettivi come uno studio separato dalla psicologia dell’individuo; il primo appartiene alle scienze sociali e umane ed il secondo alla scienze naturali e biologiche. Dal momento che i processi mentali superiori non possono essere studiati sperimentalmente l’autore crea questa dicotomia.

    I temi di studio dei fenomeni collettivi erano il linguaggio, le religioni, i miti, i fenomeni magici, cioè la cultura. Per Wundt la cultura non riguarda l’individuo ma la comunità ed è qualcosa che va al di là della consapevolezza degli individui, ma al tempo stesso li ingloba.

    “Il contesto sociale non è altro che il sistema simbolico di una certa cultura continuamente alterato dall’ intervento umano. Il contesto non è riducibile alle relazioni interpersonali, intese ambiente, possibilmente fisico, in cui avviene lo scambio di informazioni. Esso è la pre-condizione del comunicare, un ordine simbolico in cui l’azione diventa significativa e, per questo, significante. Infatti gli attori sociali si scambiano significati, non pezzetti d’informazione.” (G.Mantovani, 1995)

  • Formazione e turismo attraverso lo sport a cura Giuseppe Gendolavigna Addetto stampa Fijlkam Karate Campania

    Con l’organizzazione del Comitato Regionale Fijlkam Karate e la collaborazione della Sportivart, associazione che promuove eventi e manifestazioni sportive, e il patrocinio del Coni Caserta e dell’Università di Napoli Parthenope – facoltà di Scienze Motorie- si è tenuto presso il complesso Holiday Inn Resort di Castelvolturno(Ce), sabato 17 aprile, il Workshop ”Mente e movimento tra Neuroscienze e Psico-pedagogia” rivolto a Studenti universitari, Insegnanti tecnico-sportivi, Docenti Scolastici, Terapisti della Riabilitazione, Medici e Psicologi.

    Il seminario si proponeva di far conoscere i recenti progressi delle Neuroscienze sui temi del controllo motorio e dell’apprendimento così da fornire agli addetti ai lavori un’occasione per migliorare le conoscenze teoriche e stimoli per innovare le metodologie di lavoro, e un occasione per conoscere le bellezze della ns. regione. Gli interventi sono stati tenuti da eminenti docenti, e moderati dal dott. Giuseppe Gendolavigna, esperto in psicologia sociale e del lavoro – responsabile organizzativo Comitato Regionale FIJLKAM settore Karate. I convenuti provenienti da varie regioni d’Italia hanno verificato l’alto livello scientifico dell’iniziativa contribuendo al dibattito tra relatori e uditori mediante precisi e puntuali quesiti a cui lo staff ha dedicato le necessarie chiarificazioni.

    La Tavola rotonda pomeridiana ha visto protagonisti i docenti invitati e i maestri impegnati allo stage tecnico del giorno successivo, tra cui Gennaro Talarico, allenatore Kumite Nazionale Italiana giovanile FIJLKAM, e Roberta Sodero, allenatore Kata Nazionale Italiana seniores, che hanno raccontato le loro esperienze nell’ambito dell’alto livello sportivo e di come gli eccezionali risultati a livello mondiale siano stati raggiunti anche grazie alle ricerche in campo scientifico a cui la Federazione ha dato sempre grande attenzione. Anche l’intervento del consigliere federale nazionale Salvatore Nastro, è stato di rilevante importanza in quanto sono state illustrate le linee guida del Progetto Sport a Scuola ideato dalla Federazione e le modalità con cui esso viene attuato. Infine l’intervento conclusivo del prof Sorrentino ha prospettato la possibilità di una proficua collaborazione tra l’Università e la ns. Federazione, che da anni ormai punta sulla formazione dei quadri tecnici e sulla scuola con il Progetto approvato dal MIUR. Apprezzamenti per il connubio sport-cultura da parte del V. Pres Coni Caserta Prof. Giuseppe Bonacci e dal V.Pres Fijlkam Karate M° Nicola Mirabella. Lo stage tecnico “I giovani, il Karate e l’alta specializzazione” del 18 aprile, che si è svolto nella sala Aries di circa 1000 mq attrezzata con 400 mq di tatami, ha contribuito, inoltre, all’istaurarsi di un clima magico dove i Maestri Roberta Sodero, Salvatore Nastro, Gennaro Talarico, il campione del mondo Lucio Maurino e la Nazionale Femminile di Kata composta da Sara Battaglia, campionessa del mondo individuale, Viviana Bottaro e Michela Pezzetti, hanno illustrato agli oltre 170 intervenuti, i progressi nell’applicazione delle moderne metodologie di allenamento. Gradite le presenze del M° Domenico Maurino docente nazionale Fijlkam,M° Antonio Lallo Responsabile Udg Campania e Il M° Raffaele Andreozzi respons. Promozione e Sviluppo Karate Campania e della Prof.ssa Rosalba Baldini, vedova del compianto M° Cesare Baldini, che già decine di anni fà aveva promosso iniziative di rivalutazione della nostra disciplina in Campania.

    In conclusione, nonostante i capricci del vulcano islandese che ha impedito a tanti amici di altre regioni di intervenire, alla fine di questa 2 giorni, la gioia dello staff della Sportivart era palpabile. Il responsabile dell’associazione di Caserta, dr. Francesco Baldassarre, ringraziando le autorità intervenute e tutto il suo staff, ha dato appuntamento ai prossimi eventi del 16 maggio con il Trofeo Interregionale di Sound Karate al Palazzetto dello Sport di Caserta e con l’International Sportivart Camp Karate, vacanza sportiva multidisciplinare a 4 stelle, che si svolgerà dal 28 Giugno al 4 Luglio sempre all’Holiday Inn di Castel Volturno che per la sua bellezza costituisce un fiore all’occhiello per queste terre che grazie allo sport e alla determinazione di dirigenti oculati vogliono sconfiggere lo stereotipo di un sud fatto di ozi e di vizi.

  • Formae Mentis. Saggio sulla pluralit? dell’intelligenza – Howard Gardner –

    Gardner utilizza il termine intelligenza come sinonimo di talento: egli da` grande importanza all’equivalenza di varie facolta` umane. Comunque uno stato finale adulto di un qualche rilievo implica quasi sempre una combinazione di intelligenze diverse (es. esecutore musicale competente: intelligenza musicale, intelligenza corporea cinestetica, intelligenza interpersonale)

    Cap. I “Lo sfondo”

    Gardner si propone di addurre tutti gli argomenti possibili a sostegno dell’esistenza di intelligenze multiple (I.M.):

    • estendendo l’ambito della psicologia cognitiva e dello sviluppo verso le radici biologiche ed evolutivedella cognizione e verso variazioni culturali nella competenza cognitiva.
    • esaminando le implicazioni pedagogiche di una teoria delle I.M.

    Cap. IV “Che cos’e` un’intelligenza?”

    Un’intelliganza non dipende in alcun caso per intero da un singolo sistema sensoriale. E` utile pensare a un’intelligenza come a un potenziale di un individuo.

    Per distinguere tra capacità e abilità si parla di know-how e di know-that (conoscenza discorsiva dell’insieme reale di procedimenti implicati nell`esecuzione): e` utile pensare alle varie intelligenze come insieme di procedimenti di know-how per fare le cose.

    I capp. 5. 6. 7. 8. 9. 10. sono dedicati rispettivamente alla definizione e descrizione delle intelligenzelinguistica, musicale, logico-matematica, spaziale (capacita` di creare un’immagine mentale, di manipolare tale immagine, eseguendo trasformazioni o modifiche sulle proprie percezioni iniziali; anche una certa abilita` metaforica di discernere somiglianze in campi diversi: Freud e la nozione di inconscio sommerso come un iceberg, John Dalton e la concezione dell’atomo come di un sistema solare in miniatura…) , corporeo-cinestetica (controllo dei propri movimenti corporei e la capacita` di manipolare abilmente oggetti, per fini funzionali o espressivi) e personali (intrapersonale e interpersonale; Gardner concepisce il senso del Sé come un amalgama , emergente da una combinazione o fusione della propria conoscenza intrapersonale e di quella interpersonale, come un equilibrio conseguito da ogni individuo – e da ogni cultura- fra i suggerimenti dei “sentimenti interni” e le pressioni esercitate dagli “altri” )

    Ciascuna intelligenza viene descritta dal punto di vista della psicologia cognitiva e dello sviluppo, dal punto di vista delle conoscenze biologiche relative alle aree di volta in volta implicate nel cervello, dal punto di vista antropologico, dell’importanza data dalle diverse culture a ciascun tipo di intelligenza.

    Gardner concettualizza infine a grandi tratti le sette intelligenze individuate nel modo seguente:

    • forme dell’intelligenza che si riferiscono ad oggetti; sono le intelligenze spaziale, logico-matematica, corporeo-cinestetica: esse sono sottoposte al controllo esercitato dalla struttura e dalle funzioni dei particolari oggetti con cui gli individui entrano in contatto
    • forme dell’intelligenza senza rapporto con gli oggetti: intelligenza linguistica e intelligenza musicale: non plasmate o incanalate dal mondo fisico

    forme dell’intelligenza personale: riflettono costrizioni potenti e contrastanti quali l’esistenza della popria persona, l’esistenza di altre persone, la cultura in cui si è immersi.

    Cap. 12 La socializzazione delle intelligenze umane per mezzo di simboli

    I punti di vista adottati nel libro, afferma Gardner, sono lontani l’uno dall’altro: biologia e antropologia, infrastruttura e sovrastruttura. Trovare un anello di congiunzione è possibile grazie allo studio dei simboli, intesi come “qualsiasi entità che possa denotare o connotare qualsiasi altra entità”. I simboli preparano la via regia del percorso dalle semplici intelligenze naturali (biologia) alle culture compiute (antropologia). Le societa` non sono interessate alle competenze intellettuali “pure” (pochi sono i ruoli occupazionali che possono essere svolti dall‘idiot savant dotato di un’intelligenza escusivamente linguistica, logica e corporea.) In quasi tutti i ruoli socialmente utili si vede all’opera un amalgama di competenze intellettuali e simboliche. Le varie intelligenze e le varie correnti di simbolizzazione si trovano sempre in un contesto culturale , che viene a esercitare un controllo decisivo sul loro corso di sviluppo.[2]

    In una posizione intermedia fra l’insistenza di Chomsky sugli individui, con le loro facolta` mentali separate, si situa la concezione di Piaget dell’organismo che si svilupperebbe passando per una sequenza uniforme di stadi; tramite l’attenzione antropologica agli effetti formativi dell’ambiente culturale, dovrebbe essere possibile costituire un terreno produttivo medio:

    una posizione che consideri seriamente la natura delle propensioni intellettuali innate (le intelligenze multiple), i processi eterogenei di sviluppo nel bambino, e i modi in cui questi processi sono plasmati e trasformati dalle particolari pratiche e dai particolari valori della cultura. E` questo lo sforzo che Gardner ha intrapreso in questo libro

    Cap. 13 L’educazione delle intelligenze

    Nel capitolo 13 H. G. considera i vari modi in cui e` stata trasmessa la conoscenza. Individua i processi educativi applicati in tre contesti culturali rappresentativi:

    • abilita` specializzata in una societa` priva di scrittura (esempi e casi proposti: tecniche tradizionali della navigazione nell’arcipelago Puluwat, poesia orale slava): intelligenze spaziale; linguistica, musicale; corporeo cinestetica; interpersonale.
    • istruzione nella scuola religiosa tradizionale (scuola/ manassa coranica, heder ebraico, gurukula indu`): Intelligenze linguistica, interpersonale, logico-matematica
    • curriculum scientifico nella scuola laica moderna: intelligenze logico-matematica, intrapersonale, linguistica

    Cap. 14 L’applicazione delle intelligenze

    Realizzazione del potenziale umano.

    Considerazioni sul metodo di Suzuki per l’educazione del talento: forte conoscenza interpersonale, usata come mezzo per percorrere un complesso itinerario musicale, nel contesto di una grande quantita` di sostegno culturale per una tale impresa. Non a caso tale metodo puo` aver successo in Giappone, ma risulta difficilmente esportabile.

    Conclude il libro con una raccomandazione: e` importante che gli educatori prestino massima attenzione alle inclinazioni biologiche e psicologiche degli esseri umani e ai particolari contesti storici e culturali delle localita` in cui vivono.

    Bibliografia
    Howard Gardner
    Formae Mentis. Saggio sulla pluralita` dell’intelligenza“, Feltrinelli, Milano, 1987 (Frames of mind. The theory of multiple intelligences, Basic books, Inc, New York, 1983)

    [1] Il genio e` semmai chi non solo apprende velocemente, ma anche apprende in modo tale che sara` in grado di recuperare l`appreso anche dopo tanto tempo. (retrieve)

    [2] Gardner afferma che “Un elenco esaustivo di sistemi simbolici, sarebbe molto utile per gli educatori, in quanto indicherebbe qualcosa dei possibili sitemi di significati che un individuo che cresce in una cultura dovrebbe padroneggiare.” (p. 323) (Possibili correlazione con i nodi concettuali tipici di discipline di cui parla Margiotta) “L’introduzione e la padronanza di sistemi simbolici… potrebbe essere considerara la missione principale dei moderni sitemi educativi” (ibid., corsivo mio)

    Compendia di seguito la storia dello sviluppo sombolico, indicando una via verso l’integrazone di una visione dell’intelligenza fondata sulla biologia, con l’inventario antropologico di vari ruoli culturali.

    Quattro fasi:

    • primo anno di vita: prime esperienze di simbolizzazione
    • infanzia dai 2 ai 5 anni: competenza di base dei vari sistemi simbolici: correnti di simbolizzazione che hanno natura prevalentemente sintattica e che sono particolari di ciascun sistema simbolico(es. progressione linguaggio, musica), onde di simbolizzazione che hanno natura prevalentemente semantica (cominciano entro un ambito simbolico, ma si diffondono rapidamente al di fuori di esso: per es. la strutturazione degli eventi o dei ruoli, in cui il bambino capisce che ci sono degli agenti, delle azioni e degli oggetti, viene simbolizzata col linguaggio in frasi tipo “mamma pappa”, “autocarro va”, viene estesa anche ad altri sistemi simbolici come il disegno, quando, se viene chiesto al balbino di 2 anni di disegnare un autocarro , questi si metta a far scorrere avanti e indietro il pennarello su un foglio borbottando brum brum. La strutturazione degli eventi e` connessa all’intelligenza linguistica, la rappresentazione analogica all’intelligenza spaziale, la rappresentazione numerica all’intelligenza logico-matematica) canali di simbolizzazione
    • eta` scolare: i canali di simbolizzazione culturalmente apprezzati. Sistemi simbolici notazionali di “secondo ordine” ovvero un sistema di simboli che si riferisce a sua volta ad un altro sistema di simboli. Il bambino e` seriamente impegnato a conquistare le abilita` simboliche della sua cultura, e diventa spesso estremamente pignolo a scapito di creativita`, deviazione e sperimentazioni.

  • KATA: PROMESSE CONFERME E ? VELINE

    KATA: PROMESSE CONFERME E … VELINE

    Urbino( PE) 27.28/03/2010-Con la partecipazione di oltre 350 atleti si è conclusa la 2 giorni dedicata al kata che vedeva protagonisti al sabato gli juniores e gli assoluti alla domenica. Questa competizione è considerata un punto di snodo per importanti decisoni anche perché gli stessi migliori Atleti avranno l’occasione di scendere sui quadrati di gara, per verificare il livello di preparazione loro raggiunto, in vista dei prossimi, importanti appuntamenti internazionali come gli “Open d’Italia” in programma a Sesto S. Giovanni (MI) e il 45° Campionato Europeo Seniores di Atene (Grecia). Anche le veline di Striscia la Notizia Federica Nargi e Costanza Caracciolo hanno iniziato a praticare karate a Milano, riconoscendo alla ns. disciplina un elevato valore nella preparazione fisica e mentale. Noi riconosciamo a loro un’ encomiabile bellezza e le aspettiamo qui in campania per omaggiarle con il ns. karate. In evidenza per gli juniores il bronzo di Munno Vincenzo del Martial Arts Recale con Aulicino Davide Kushinkai Maddaloni quinto e Iodice Alessandro e Palmiero Umberto Athlon Maurino settimi classificati anche nei seniores: la potenza della provincia di Caserta si comincia a far sentire anche nella classifica per società. Per le juniores femminili anche se tesserata in Lucania c’è la bellezza di Bellizzi(Sa) Sara Antonacchio figlia d’arte. Negli assoluti questa signorina si classifica al 5° posto dopo nomi come Battaglia,. Bottaro e Di Desiderio un impresa non da poco. Come quella di Alfredo Tocco in forza all’Athlon Maurino che cede il primo posto assoluto al grande Luca Brancaleon: ma l’anno prossimo chissà! La classifica per società vede negli assoluti maschili il primo posto per l’Athlon Maurino su 54 società partecipanti: i migliori auspicio per il ns. Lucio che sarà impegnato con gli inseparabili Luca Valdesi e Vincenzo Figuccio a difendere il tricolore del kata con la nazionale nei prossimi mesi. Per i piazzamenti come sempre vi rimandiamo al sito regionale rammentandovi i prossimi appuntamenti della regione dove ci rivedremo per commentare insieme i nuovi programmi d’esame, intanto beccatevi gli auguri di Buona Pasqua da GG e attenti ai congiuntivi e alle congiuntiviti!

    – 17 Aprile Work Shop: Scienze e Sport “ i Giovani il karate e l’alta specializzazione”

    -18 Aprile Stage Tecnico di Alta specializzazione kata & kumite con lo staff della Nazionale

    -01.02. Maggio XX edizione del “Memorial Bracciante” a Salerno (come annunciato dal ns. D.T. Antonio Bracciante sarà la gara più bella del decennio)

    -09 Maggio Maddaloni, Gran Premio Giovanissimi e Qualificazioni Assoluti a squadre kumite

    -16 maggio Caserta, Trofeo interregionale Karate sound

    -23 Maggio Ponticelli Napoli, Trofeo Colored

  • La comunicazione animale di Giuseppe Gendolavigna

    Quattro criteri forniti da Tinbergen per affrontare questo dominio:
    – L’azione dei meccanismi prossimi e specifici sottesi a un dato comportamento, emersi come effetto della pressione selettiva
    – L’ ontogenesi di una determinata condotta emodello di comportamento in termini di sviluppo individuale
    – La funzione adattativa di un comportamento o di una struttura in base ai suoi effetti sulla sopravvivenza individuale e sulla riproduzione della specie
    – La storia filogenetica di un tratto o di un’attività in riferimento ai suoi passati ancestrali. Nello studio dell’evoluzione della comunicazione ci sono due errori possibili:
    – Errore di omissione (non riconoscere nelle specie animali le capacità che
    effettivamente possiedono per eccesso di prudenza e di conservatorismo)
    – Errore di falsa attribuzione (attribuire alle specie animali capacità che invece appartengono solo alla specie umana per eccesso di assunzioni antropomorfiche)
    Due punti di vista:
    – Antropocentrismo : enfatizza le differenze tra i diversi sistemi di comunicazione, considera l’attività umana privilegiata avendo il linguaggio. Tipico degli studiosi che si servono degli esperimenti di laboratorio.
    – Antropomorfismo :enfatizza le somiglianze nei diversi sistemi di comunicazione, rischia di attribuire alle specie animali competenze umane. Tipico degli studiosi che fanno studi sul campo.
    Gli esseri umani possiedono un sistema di comunicazione che è qualitativamente differente da quello impiegato da altre specie animali. Occorre elaborare una filogenesi dei sistemi di comunicazione che faccia riferimento al linguaggio, alla psicologia comparata, alla neurobiologia, alla linguistica etc.
    Le principali prospettive teoriche sulla comunicazione animale.
    – Etologia tradizionale : Lorenz e Tinbergen -> Comunicazione animale come dispositivo fondamentale per la sopravvivenza della specie. I segnali comunicativi sono ritualizzati e guidati da meccanismi innati di attivazione.
    Anni 70 : Etologia funzionale ->segnali ritualizzati come segnali di copertura per nascondere le reali motivazioni ed emozioni dell’ emittente al fine di massimizzare i benefici.
    – Etologia cognitiva : anni 80-90 -> Premack : I primati non umani sono dotati diuna teoria della mente in grado di leggere la mente e di comprendere gli scopi di un altro organismo
    – Etologia comportamentale : anni 70 -> I segnali comunicativi non sono destinati a mostrare, ma a nascondere le informazioni sugli scopi e servono a manipolare il destinatario. Vale il Principio dell’ handicap  I segnali onesti producono dei costi per l’emittente. I maschi con tratti esagerati sono più danneggiati nella selezione naturale ma favoriti nella selezione sessuale -> Contrasto fra selezione naturale e
    sessuale.
    – Approccio differenziale Ipotesi della discontinuità filogenetica tra comunicazione umana e quella di altre specie. Linguaggio = esclusiva dell’uomo. Chomsky Solo gli esseri umani possiedono l’ organo del linguaggio, frutto di una recente mutazione gentica non finalizzata in grado di generare qualsiasi frase grammaticale in qualsiasi lingua naturale (ipotesi della grammatica universale).
    Lieberman Il tratto vocale sopralaringheale degli umani è fondamentalmente diverso da quello degli altri animali.
    Bickerton In linea con Chomsky Ipotesi per l’ Homo Erectus di un
    protolinguaggio simile al pidgin (linguaggio elementare) senza regole grammaticali: consentirebbe le rappresentazioni di secondo ordine.
    Bara Nell’approccio differenziale, sostiene la discontinuità per il linguaggio e la continuità filogenetica per l’ extralinguistico.
    Punto di vista di questo libro concezione evoluzionistica di Darwin rifiuto di ogni ottimismo evoluzionistico (miglioramento progressivo delle competenze psichiche e comunicative da una specie all’altra un base alla selezione naturale) e dell’ ipotesi della discontinuità filogenetica (ogni specie farebbe storia a sé). Piuttosto lo scopo è di:- Riconoscere la specificità comunicativa di ogni specie animale
    – Riconoscere le somiglianze comunicative fra le diverse specie in termini sia di omologie (somiglianze dovute alla discendenza da un comune antenato) sia di omoplasie (somiglianze per evoluzione parallela o convergente delle varie funzioni comunicative in specie fra loro distanti).
    La comunicazione animale come adattamento cognitivo e sociale.
    La conoscenza del mondo fisico.Capacità cognitive dei primati:
    – Ottima memoria (ricordare dov’è il cibo)
    – Capacità di rappresentarsi gli spostamenti invisibili degli oggetti  possiedono una precisa mappa mentale del territorio per ricordare e fare previsioni – Possiedono una rappresentazione dell’ambiente
    – Riescono a riconoscere l’eguaglianza di stimoli orientati in modo diverso nello spazio (invarianza di orientazione)
    – Ottime capacità di categorizzazione degli oggetti facendo riferimento a indizi- Abili nel risolvere i problemi del diverso (individuare lo stimolo diverso da altri)
    – Abili nel risolvere i problemi di inferenza transitiva e nell’ operare mentalmente secondo il principio della transitività associativa nel disporre qualcosa in un ordine
    (es. crescente) Queste abilità si manifestano nella costruzione e impiego di strumenti. Soprattutto per gli scimpanzé.
    Strumento = oggetto separato dal proprio substrato, opportunatamente modificato, correttamente usato rispetto alla sua funzione e in grado di modificare un altro oggetto.
    Per gli scimpanzé ->Buona connessione “mezzi-fine”, capacità di procedere secondo un piano mentale, di fare previsioni e di anticipare la situazione. In ambito naturale sono in grado di comprendere le relazioni causali in base alle quali la causa produce l’ effetto. I processi di comunicazione si innestano su abilità mentali che consentono di capire,
    ordinare e gestire l’ambiente fisico di riferimento, le cui conoscenza e padronanza cognitiva da parte degli organismi sono indispensabili.
    Accanto a processi cognitivi di base ( nozioni di oggetto, spazio, tempo, quantità,percezione etc.) esistono delle specializzazioni adattive distintive di particolari specie in funzione del loro habitat. No evoluzione come gerarchia lineare perché non c’è un unico modello = comunicazione.
    La conoscenza del mondo sociale.
    Condizioni di base:
    – I primati vivono in gruppo per affrontare le difficoltà ed utilizzare al meglio le risorse dell’ambiente
    – Nella loro vita sociale essi agiscono in modo spontaneo (dirigono autonomamente il loro comportamento)
    Problema della previsione e della predizione sulla loro futura condotta da parte dei compagni. Le abilità cognitive e le modalità interattive dei primati creano un articolato campo sociale, le cui caratteristiche definiscono una rete di interazioni e di rapporti più
    o meno stabili.
    Conoscenza e padronanza del campo sociale.
    – I primati sanno riconoscere gli individui della propria comunità; inoltre
    riconoscono l’identità dei singoli membri del gruppo mediante le loro vocalizzazioni; gli scimpanzé riconoscono individui familiari anche in foto.
    – Le interazioni sociali coordinate dipendono dalla capacità di conoscere e prevedere le azioni che gli altri faranno anche grazie alle esibizioni ritualizzate dei propri compagni; inoltre assume particolare rilevanza la comprensione delle sequenze comportamentali, per poter predire la parte finale di una sequenza. I primati percepiscono che la condotta
    dei propri compagni ha il carattere della spontaneità (azioni varie in funzione del contesto) e della direzionalità (il loro comportamento non è casuale, ma si svolge secondo una certa regolarità seguendo una certa direzione al fine di raggiungere uno scopo).
    – I primati sono in grado di formare, percepire e conoscere le relazioni che intrattengono con i propri simili La parentela assume un ruolo importante nelle azioni di attacco e di difesa . Fra i parenti si svole una maggiore e più frequente attività di grooming (pulizia e toelettatura reciproca), vi è un contatto fisico più stretto; ciò non dipende strettamente dalla loro effettiva parentela, ma dalle azioni della storia passata. Relazione
    di dominanza  i soggetti dominanti manifestano una postura ed una vocalizzazione caratteristiche(tono basso).
    – I primati percepiscono e comprendono le relazioni fra terzi nelle interazioni con gli altri. “Aggressione spostata” che è stato vittima di un attacco spesso reagisce in un altro momento con i parenti o i piccoli dei loro aggressori. “Minaccia protetta” una femmina
    minaccia un’altra femmina dominante mentre si dimostra sessualmente disponibile al maschio dominante rispetto a entrambe. “Grooming” fra i Cercopitechi quando a questo scopo una femmina dominante avvicina due femmine subordinate, l’ individuo di rango più basso si ritira, mentre quello di rango più elevato inizia l’attività richiesta.
    Coalizioni e alleanze, reciprocità e altruismo.
    Nelle interazione cooperative e competitive per il cibo e per l’attività sessuale si sviluppano coalizioni ed alleanze Cooperazione per la competizione integra la dimensione verticale della struttura sociale (dominanza) con quella orizzontale (affiliazione). In ogni conflitto le coalizioni possono assumere una modalità – reattiva Coalizione con il vincitore per ragioni di ricompensa (“sostegno al vincitore”); oppure coalizione verso un individuo attaccato da un altro di rango superiore (“sostegno al perdente”). Quando nel corso del tempo un gruppo di primati si aiuta reciprocamente in maniera relativamente stabile in entrambe le condizioni, si parla di alleanze. – Proattiva un certo gruppo di individui può unire le proprie forze per ottenere un accesso più facile alle risorse o per affermare la propria dominanza. Interazioni competitive -> espressioni accentuate e ben visibili; interazioni cooperative segnali spesso solo accennati o bisbigliati. Coalizioni e alleanze implicano le strategie mentali: occorre innanzitutto selezionare i propri alleati cercandoli tra quelli di rango più elevato; inoltre sono impiegati specifici segnali comunicativi per chiamare a raccolta i compagni; infine i dominanti cercano di impedire il formarsi di alleanze tra i subordinati. Gli scimpanzé registrano nella memoria i debiti e i crediti nei riguardi dei loro compagni. Reciprocità alternanza di favori inerenti il medesimo tipo di attività. Scambio il favore in una certa attività è compensato con un favore in un’altra attività ci sono forme di “negoziazione” strategica. “Reciprocità calcolata” Se il maschio A vuole unirsi alla femmina al posto del maschio B, può chiedere l’aiuto di C per spodestare B C sa che in futuro A lo sosterrà incambio di ciò. Allo stesso modo gli individui di rango superiore aiutano più spesso (ribadire il proprio rango), mentre gli individui subordinati sono indotti a prestare aiuto più spesso a quelli di rango superiore (stabiliscono un legame con alleati forti). Interdipendenza tra grooming e iniziativa di supporto e difesa in caso di attacco e tra grooming e condivisione di cibo. Altruismo reciproco comportamento vantaggioso per i propri simili ma svantaggioso per sé. Esempi:- “Richiami di allarme” Vantaggioso per gli altri ma pericoloso per sé.- “Richiami per il cibo” Finalizzati alla condivisione, che porta al rafforzamento dei legami del gruppo. Nell’ attività di caccia da parte degli scimpanzé, l’inizio è segnato dal “grido da caccia” e la cattura della preda dal “richiamo di cattura” implica una forma elevata di “collaborazione” con ruoli diversi per gli individui riconosciuti dagli stessi scimpanzé “lavoro di squadra” che richiede pianificazione congiunta e finalizzazione delle proprie azioni. Densità dei rapporti sociali, loro complessità, rete delle relazioni e loro gerarchia costituiscono le premesse per parlare di “politica degli scimpanzé”. Comunicazione fondamentale per la sopravvivenza. Le principali competenze comunicative dei primati non umani.
    La comunicazione referenziale.
    Capacità di comunicazione referenziale capacità di scambiarsi precise informazioni su particolari stati del mondo; implica sia l’abilità di formulare il messaggio in modo univoco, sia l’abilità di riconoscere il messaggio. Così il segnale “sta per” l’ oggetto o l’ evento dell’ ambiente alcuni parlano di valore semantico del segnale (significa), altri di
    valore rappresentazionale (rappresenta), altri di valore referenziale (fa riferimento). Attualmente per la maggioranza degli studiosi i richiami e i segnali degli animali non umani sono “funzionalmente referenziali”, perché pur essendo diversi dalle parole del linguaggio umani, svolgono la stessa funzione referenziale.
    Il caso della “danza” delle api.
    Anni 40 -> Von Frisch ricerca su di essa. Le api bottinatrici sono in grado di acquisire e codificare attraverso la danza informazioni sulla distanza e sulla direzione di volo per raggiungere il cibo facendo riferimento al sistema astronomico ed alle energie spese. “Danza del tremito” nel caso di una fonte di cibo particolarmente vantaggiosa. Al pari del linguaggio umano la danza prevede composizionalità (costituita da unità componibili), sistematicità, produttività, arbitrarietà dei segnali, dislocazione temporale e spaziale. Presenza anche di forme dialettali nella comunicazione. Al pari del linguaggio umano ->ridondanza comunicativa (informazioni visive accompagnate da informazioni sonore). Differenze: la comunicazione delle api riguarda solo il cibo, il linguaggio umano no.continua