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  • Il cotto Il Ferrone per pavimenti a prova di gelo


    Le temperature di questo ultimo mese hanno reso quanto mai attuale un argomento talvolta trascurato alle nostre latitudini, quello concernente la capacità delle pavimentazioni esterne di resistere al freddo intenso e alle intemperie. Il cotto Il Ferrone si caratterizza per un’elevata resistenza al gelo e il suo impiego diventa così utile ed efficace oltre che esteticamente qualificante.

    L’antigelività e la resistenza a piogge e salsedine, come quelli garantiti da Il Ferrone per i suoi pavimenti in cotto, sono aspetti molto importanti da tenere in considerazione nel momento in cui si sceglie la tipologia di rivestimentopiù adatto per arredare i nostri spazi esterni.

    L’acqua che penetra nei pori della piastrella è il primo passo, spesso silente, verso danni maggiori di cui ci si accorge quando è ormai troppo tardi. Una volta che la temperatura scende sotto zero l’acqua si solidifica e il suo volume aumenta. Questo processo provoca inevitabili tensioni all’interno di una pavimentazione e determina fatalmente rotture nei materiali che non resistono al gelo.

    Gli eventi atmosferici che si sono visti in Italia e in tutta Europa in questi ultimi mesi indicano che, anche se non frequentemente, il gelo e la neve si possono verificare a qualsiasi latitudine.

    I rivestimenti Il Ferrone realizzati e messi in opera osservando i più elevati standard qualitativi garantiscono un’elevata resistenza a infiltrazioni e conseguentemente ai danni provocati dal gelo o da sbalzi termici, che possono danneggiare altri tipi di pavimentazioni. Il cotto Il Ferrone è anche un materiale atermico aspetto che fornisce una maggiore capacità di sopportare lo shock dovuto alle brusche variazioni di temperatura.

  • Il Comune di Tarquinia chiede lo stato di calamità naturale per il settore agricolo a causa del gelo.

    Il Comune di Tarquinia chiede il riconoscimento dello stato di calamità naturale per i danni causati alle colture dal gelo. Il notevole abbassamento delle temperature, con forti brinate notturne e diurne, avvenuto il 17 e il 18 dicembre ha provocato nel territorio gravi e diffusi problemi alle coltivazioni in pieno campo e principalmente a finocchi, cavolfiori, carciofi, oltre agli erbai. Tale evento si è tra l’altro verificato dopo abbondanti piogge, che hanno contribuito ad aumentarne gli effetti. «L’Amministrazione ha fatto richiesta agli Enti competenti per il riconoscimento dello stato di calamità naturale, nonché per l’adozione di tutte le iniziative di legge più opportune da parte degli organi tecnici per una stima economica dei danni. – spiega l’assessore all’Agricoltura Giovanni Olivo Serafini – L’ondata di freddo dei giorni scorsi è stata infatti molto intensa, tanto da provocare estese gelate che hanno gravemente compromesso il normale sviluppo delle colture».