Tag: Garibaldi

  • Tra Venezia e Venezuela, Storie

    esposizione diffusa: Via Garibaldi VENEZIA

    date: 2 giugno – 30 settembre 2013

    Inaugurazione: 1 giugno 2013 ore 17

    Ogni anno a Venezia si svolgono ENCUENTROS insieme di mostre in cui artisti di tutto il mondo si raccolgono intorno alla figura poliedrica di Wilmer Herrison. Venezia è la prima tappa delle esposizioni che verranno poi portate nei musei Venezuelani per rendere omaggio alle “Storie” sempre originali e creative che nascono e prendono forma “tra Venezia e Venezuela”.

    Wilmer Herrison ricerca le origini del suo essere uomo, del suo essere venezuelano e del suo incontro con l’europa. Ci porta in un viaggio che ci fa riscoprire le nostre stesse origini per andare oltre ed essere travolti da riflessioni ancestrali che ci permettono di scovare significati profondi all’interno di opere pittoriche e fotografiche non più enigmatiche se interpretate con la chiave di lettura che l’artista ci offre.

    Inizia a giugno 2013 una mostra diffusa in luoghi del vivere quotidiano, sono stati scelti luoghi comuni vicini alla gente perché l’arte è della gente comune che spesso non visita la Biennale. In via Garibaldi gli artisti incontrano i veneziani e discutono di temi tra l’eccentrico e il profondamente spirituale per arrivare a scoprire poi un po’ di più noi stessi.

    L’arte, nata da creativi che si sono incontrati ed hanno iniziato una ricerca comune sulle origini, è ora fra la gente per essere viva e per non morire in luoghi d’esposizione vuoti e ontani dalla vita di tutti i giorni.

    Wilmer Herrison ha dimostrato che si possono creare percorsi al di fuori del consueto rivolti a tutti, non ad un pubblico di specialisti. L’arte contemporanea viene vissuta, viene spiegata, viene metabolizzata in spazi semplici e soprattutto non istituzionali, vicina alle “Storie” che l’anno creata.

    Wilmer Herrison ha invitato a partecipare alle esposizioni diffuse

    Claudia Llinas, artista – Rita Pierangelo, artista – Mauro Liotto, pittore – Luigi Bona, artista – Massimo Branca, fotografo – Roman Tcherpak, artista – Andrea Secchia, artista – Silver Jaronsson, pittore –

    Migdali Herrison, cantante lirica – Jennifer Cabrera Fernandez, coreografa –

    Emely Jimenez, fashion designer – Erwin Aguirre, artista

    Curatore:

    Lucien Chevalier,i

    Responsabile della comunicazione:

    Elisa Rodriguez

    Accompagnano la ricerca sulle origini i testi

    Michel Boutier, Lucien Chevalier, Cecilia Ci, Samantha Lenarda, Gerard Xurigera, Raffaella Zanus

    Istituzioni che patrocinano l’iniziativa:

    Ministero della cultura venezuelano

    Governo Bolivariano del Venezuela

    Museo de Arte Contemporàneo – Barquisimeto, Venezuela

    Museo de Arte Contemporàneo MacZul

    Circolo artistico di Venezia

    Organizing for Action

    Sito:

    www.wilmerherrison.com/it/component/content/article/133

  • MOSTRA FOTOGRAFICA DI Maria Francesca Tirelli

    “Solo sui ponti e sui margini (posso amare)”

    Sguardi narrativi sugli spazi dell’umanità e sull’umanità degli spazi

    a cura di Raffaella Tenaglia

    da giovedì 13 a domenica 16 Dicembre 2012

    c/o SPAZIO TEMPORANEO in C.so GARIBALDI, 35 – MILANO

    vernissage: giovedì 13 dicembre dalle ore 18.30 alle 22.00

    Tra la luce e la notte, tra il bianco e il nero, l’ombra smentisce allo sguardo creativo l’esistenza di confini netti e decisi, spalancando la soglia alla possibilità infinita della narrazione. A partire dalla visione sul paesaggio umano – in quanto abitato, attraversato, vissuto dall’individuo – l’occhio fotografico di Maria Francesca Tirelli mette a fuoco e restituisce ombre di umanità in dialogo intimo o aperto con lo spazio, cioè in relazione sentimentale, talvolta ludica, ironica o paradossale, con l’ambiente naturale o architettonico circostante.
    Il filo rosso tra gli istanti, catturati segretamente a distanza dall’artista, è teso da una mano bambina: curiosa, giocosa, immaginifica. Infatti, la parte migliore delle storie di istanti sembra quasi che debba ancora venire agli occhi, e Maria Francesca è stata brava a rubare il punto di inizio dei racconti infiniti appena evocati, brava ad invitare chi contempla a sviluppare l’infinito ad ogni sguardo.
    Infine – sia come accessorio accidentale, sia come “personaggio” che agisce intenzionalmente nella dimensione spaziale – l’umanità in rapporto all’ambiente e ai suoi elementi costitutivi; quindi la relazione tra l’essere umano e ciò che si trova immediatamente al di là della sua stessa pelle, dei suoi margini e confini spaziali e sentimentali, si pone come elemento chiave della natura simbolica, narrativa e affettiva dell’opera d’arte, ma anche interessante condizione di possibilità per “amare” l’opera fotografica di Maria Francesca Tirelli.
    Raffaella Tenaglia

    Titolo liberamente tratto da una citazione della pièce teatrale “La notte poco prima della foresta” di Bernard-Marie Koltès.

    BIOGRAFIA:

    Maria Francesca Tirelli nasce il 3 agosto 1971 a Reggio Emilia, dove trascorre l’infanzia e l’adolescenza. Nel 1991 intraprende gli studi universitari presso la Facoltà di Architettura di Venezia, e all’interno di questa esperienza instaura il rapporto con la fotografia in bianco e nero con il professore Italo Zanier. Compie una serie di viaggi in Europa e nel mondo filtrando l’esperienza diretta della forma del mondo attraverso l’obiettivo. Conseguita la laurea in architettura, si trasferisce a Milano, e dopo qualche anno, fonda un’agenzia creativa che le permette di coltivare la sua passione per le linee, le geometrie, i volumi e i vuoti tipici dell’architettura che trovano la massima espressione nelle sue fotografie. All’interno di geometrie e linee ben definite affiora sempre il tema dell’umano. Coltiva per anni la passione per la pittura, la scultura e in modo particolare per il teatro, indagando i personaggi da portare in scena attraverso lo strumento fotografico.

    ORARI MOSTRA:
    vernissage giovedì 13 dicembre dalle 18.30 alle 22.00 | venerdì e sabato 10.00-13.00 e 16.00-22.00 | domenica 10.30-20.00 | INGRESSO LIBERO

    CONTATTI:

    artista [email protected] +39 345 4606084

    press [email protected] +39 329 6334543

  • Anteprima tricolore per il “Premio Tarquinia Cardarelli 2011”.

    Anteprima tricolore per il “Premio Tarquinia Cardarelli 2011”. Per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia, l’assessorato alla Cultura, in collaborazione con l’associazione La Lestra, proporrà il 29 luglio alle ore 19, all’ex mattatoio, il primo appuntamento di prestigio della nuova edizione del concorso letterario: la presentazione del libro L’epopea infranta. Retorica e antiretorica per Garibaldi, scritto dal professore universitario e saggista Massimo Onofri. Nell’opera, edita da Medusa, Onofri racconta dell’Eroe dei due Mondi e dei Mille attraverso il ricorso alla testimonianza dell’arte, alla sua forza celebrativa ma anche demistificante, alla sua capacità di prendere alle spalle i grandi eventi canonizzati dalla storiografia e i monumenti a essi dedicati. Diviso in periodi storici, il volume s’interroga inoltre sulle liturgie fondative della nuova Italia, con una conclusione amara: quello che viviamo oggi, l’abbiamo già vissuto ieri. «Il “Premio Tarquinia Cardarelli” avrà quest’anno particolare riguardo per i 150 anni dell’unità d’Italia. – afferma l’assessore Angelo Centini – Il programma della manifestazione sarà reso noto nei prossimi mesi».