La carica rivoluzionaria della Lytro illum, l’innovativa fotocamera progettata da Ren Mg, sta nello scatto. Nel momento in cui il bottone viene premuto l’apparecchio è infatti in grado di memorizzare l’intero campo di luce tramite una fila di diverse decine di lenti che calcolano la posizione di ogni fascio luminoso e ne memorizzano la direzione.
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La Pizza a casa come in pizzeria con i forni a legna per famiglia Valoriani
Preparare una fragrante pizza a regola d’arte non è più appannaggio delle sole pizzerie, la linea di forni a legna per famiglia studiata da Valoriani rappresenta un valido aiuto per una cottura perfetta anche a casa.

TOP, FVR, Valoriani e Hobby sono i quattro forni a legna progettati e realizzati da Refrattari Valoriani per soddisfare le richieste di coloro che vogliono confrontarsi, anche nella cucina casalinga, con uno dei Masterpiece della cucina italiana. La cottura con i forni elettrici ha sempre rappresentato un ostacolo all’ottenimento di una pizza con le stesse qualità di fragranza, consistenza e sapore come quelle che si possono gustare in pizzeria.
Valoriani mette a disposizione della sua clientela dei forni a legna al top delle prestazioni, prodotti con materiali eccellenti, esattamente come accade per quelli professionali. Ogni articolo contrassegnato dalla ormai rinomata V, simbolo dell’azienda toscana in tutto il mondo, è un piccolo gioiello facile da far funzionare e capace di sfornare deliziose pizze e molti altri gustosissimi piatti. Pane, arrosto, verdure, dolci, pesce la fantasia può trovare libero sfogo in un sistema di cottura tradizionale che esalta ogni sapore.
I forni Valoriani per famiglia portano all’interno delle mura domestiche la convivialità del mangiare insieme una pizza e soprattutto una genuinità d’altri tempi. È sufficiente scegliere la dimensione e il modello che maggiormente si presta a soddisfare le proprie esigenze, seguire le scrupolose indicazioni per l’installazione, accendere il fuoco e attendere che la magia si compia.
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11 pittori e un poeta hanno collaborato alla realizzazione di ‘Archetipi. Libro d’artista’
Leo Nilde Carabba, Sergio Dangelo, Rebecca Forster, Ho Kan, Haukur Halldórsson, Giovanni Leombianchi, Marco Magrini, Pino Manos, Vanna Nicolotti, Roberta Rocca e Silvia Venuti hanno rappresentato graficamente il loro Archetipo interpretando il profondo del proprio essere, come alcuni di loro hanno spiegato in un’intervista rilasciata alla presentazione del libro
‘Archetipi. Libro d’artista’ è una pubblicazione di respiro internazionale che raccoglie le opere grafiche di 11 pittori italiani e stranieri e una poesia, “I miei 4 elementi” di Arturo Schwarz. L’ideata è venuta al pittore milanese Leombianchi, che ha chiamato a realizzare questa pubblicazione amici e conoscenti, che hanno interpretato il profondo del proprio sé, come il nome Archetipi indica. Ecco gli artisti che hanno collaborato a ‘Archetipi. Libro d’artista’ e i titoli delle loro opere: Leo Nilde Carabba (“Conjunctio. Gennaio 2012”), Sergio Dangelo (“In giungla”), Rebecca Forster (“Quando la Mandragola scuote le radici”), Ho Kan (“Spirito”), Haukur Halldórsson (“Loki”), Giovanni Leombianchi (“Vortice con foglia”), Marco Magrini (“Wadirum”), Pino Manos (“Luce e Tenebre”), Vanna Nicolotti (“Archè”), Roberta Rocca (“Voci misteriose del vento” ) e Silvia Venuti (“Chakra”).
La presentazione di Archetipi è avvenuta giovedì 18 ottobre 2012 (in contemporanea con l’Islanda, a cura del pittore Haukur Halldórsson) alla libreria Bocca in Galleria Vittorio Emanuele a Milano, locale storico d’Italia, con il patrocinio del Ministero per i Beni Culturali e delle Attività Culturali. “Questo è un locale capace di esprimere l’unica vera continuità non solo culturale e artistica, ma anche umana e spirituale con il passato” ha dichiarato Pino Manos.
L’edizione di “Archetipi. Libro d’artista” si compone di 42 esemplari così stabiliti: 30 in numeri arabi da 1 a 30 e 12 in numeri romani da I a XII, tutti firmati dagli artisti che hanno ritoccato le immagini stampate, intervenendo con varie tecniche in ogni opera. “In questa pubblicazione finalmente il femminile ha preso piede: vi hanno partecipato 5 donne su 11 artisti” ha evidenziato Sergio Dangelo il 18 ottobre. “Come successe negli anni ’40 per un periodo e in Italia e in Francia nell’immediato dopoguerra, i più bravi pittori di oggi sono donne: il femminile in arte sta esplodendo! Le pagine di ‘Archetipi. Libro d’artista’ sono state inoltre tutte affrontate da ogni pittore utilizzando tecniche diverse: io, ad esempio, ho attaccato sul mio disegno alcune farfalline adesive che avevo sul tavolo; qualcun altro ha invece utilizzato la matita copiativa, gli spruzzi o le tinteggiature”.
Gli artisti che hanno collaborato ad Archetipi erano tutti presenti (tranne Halldòrsson) alla presentazione alla libreria Bocca e alcuni di loro hanno spiegato il significato del proprio Archetipo. “Il mio lavoro è stato realizzato tra il 2011 e il 2012, come faccio sempre a cavallo tra un anno e l’altro. L’ho chiamato ‘Conjunctio 2012’ perché da molti anni lavoro sull’incontro e l’alchimia mistica tra il maschile e il femminile. Rappresenta perciò una data della vita di questo incontro e ritengo che ogni volta che ciò accade, nasca dentro di noi un’opera creativa” ha affermato Leo Nilde Carabba. “L’archetipo è un dato fisico molto importante ed è il segnale primo di qualcosa di esistente che viene reso simbolicamente. Il mio Archetipo è solo mentale; mentre gli altri 10 artisti si sono impegnati a trattare il tema, io mi sono limitato (grazie a Leombianchi che l’ha scelto) a proporre un mio disegno. Ha forme verticali e piccole puntellature di colore perchè ho pensato alle luci serali di una giungla urbana; così ho fatto diventare questo disegno archetipicamente e esotericamente la mia pagina” ha invece spiegato Sergio Dangelo.
“Siamo tutti archetipi” ha evidenziato Ho Kan. “L’importante è individuare qualcosa di concentrato e essenziale, di universale e immenso, che per me non si trova soltanto sulla Terra ed è lo spirito… Io cerco questa strada, che è forse la più orientale. Voglio creare qualcosa di moderno e svilupparlo senza fermarmi. Per me infatti oltre l’elemento umano c’è la vita, l’infinito e lo spazio”. Pino Manos ha dichiarato, a proposito della libreria Bocca: “qua si sentono ancora i futuristi che combattevano in Galleria e questo posto mi ricorda il periodo in cui, nel ’51, sono arrivato a Milano dalla Sardegna. All’Accademia di Brera ho incontrato Sergio Dangelo insieme a Roberto Crippa e a Gianni Dova, inseparabili, oltre a Cesare Peverelli e Lucio Fontana. Era un mondo magico; andavamo da Pino La Parete in cantina, a lume di candela, con Giuseppe Ungaretti, Salvatore Quasimodo e altri artisti. Eravamo rivoluzionari anche se la vera rivoluzione è in ciascuno di noi: ‘uomo conosci te stesso’ è ciò che ognuno di noi dovrebbe perseguire…”. Quindi ha raccontato la sua opera in questo modo: “il mio archetipo riguarda la luce e le tenebre, che non sono in contraddizione; la vera luce non è quella solare ma il buio, come è nella dimensione esoterica, che è uno stato di pura consapevolezza. Il buio significa infatti tornare all’origine e a ancora prima della nascita della luce, che è contenuta dentro al buio. Tutta la manifestazione è duale; dobbiamo trovare un archetipo, tornare cioè all’origine dell’essenza e a uno stato di pura consapevolezza, in cui non c’è dualità. Il lavoro che oggi l’uomo deve fare sta infatti nel passare dalla dualità all’essere; quando questo accade, l’essere umano riesce a riscattare la libertà dall’ignoranza, l’unica libertà per cui valga la pena di vivere”. Silvia Venuti ha infine illustrato con queste parole la nascita del suo archetipo Chakra: “sono un’artista figurativa ma, nel momento in cui ho pensato agli Archetipi, mi sono lasciata andare ad una forma liberatoria dell’inconscio e ho lasciato che la mano si muovesse sul foglio… Mi sono resa conto che emergevano disegni di vortici e cerchi che ho riconosciuto come chakra. Una volta rappresentati, li ho ordinati e ho messo i colori che tradizionalmente si danno a queste spirali. Mi ha molto soddisfatto creare questa ascensione che arriva fino al chakra della sommità del capo che è quello dell’illuminazione. Nello stesso tempo ho però voluto inserire questi movimenti a spirale all’interno di un universo di energie che interagiscono con questi chakra: l’uomo non è infatti isolato ma si trova all’interno di un grande complesso di vortici e vibrazioni”.
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Leombianchi presente a due eventi artistici molto importanti: la 54esima Biennale di Venezia e la rassegna di arte contemporanea “For Esta Terra”
Nato a Milano, Giovanni Leombianchi ha frequentato i corsi di Domenico Cantatore a Brera e partecipato alla vita artistica milanese, conoscendo nei loro studi i maestri Ibrahim Kodra, Gianni Dova, Lucio Fontana, Carmelo Cappello e a Rovereto il futurista Fortunato Depero, oltre ai più giovani Pietro Gentili, Marco Magrini e Ho Kan, cogliendo dal vivo, negli anni ‘70, i fermenti artistici milanesi. La sua attività artistica è iniziata a metà degli anni ’50 imprimendo nelle sue tele una forte ispirazione ecologica, acuita dalla distruzione della natura da parte dell’uomo a partire dal secondo Novecento.
Questo è uno dei motivi per cui è stato presente alla rassegna di arte contemporanea che si è tenuta allo STUDIO D’ARS di Milano dal 13 dicembre 2011 al 9 gennaio 2012, “For Esta Terra”. Il 2011 è stato dichiarato dall’ONU anno internazionale delle foreste; i venti artisti invitati a partecipare alla mostra hanno rappresentato altrettante sfumature di armonia e contrasto tra materie grezze e gesto umano. L’opera esposta da Leombianchi è intitolata “L’albero del Mondo”.
Altro evento di grande rilievo in cui Leombianchi è presente è la 54esima Biennale di Venezia dal titolo “L’ARTE NON E’ COSA NOSTRA”, a cura di Vittorio Sgarbi. La Biennale si conclude idealmente a Torino con una mostra (dal 17 dicembre 2011 al 30 Gennaio 2012) che vuole sviluppare un forte senso di democrazia nell’arte, contro la sempre più crescente omologazione dei valori di mercato; secondo questa Esposizione, ciò che vale in un’opera è in primo luogo l’emozione che trasmette. Al Padiglione Italia – Salone Nervi, Giovanni Leombianchi è presente con due opere dal titolo “Sole-Girasole: Macro e Micro Cosmo” e “Ascesa-Migrazione verso l’Alto”.
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Le stufe a legna Valoriani riscaldano l’inverno massimizzando il risparmio
Arredare e contemporaneamente riscaldare la propria abitazione oggi è possibile con un unico oggetto la stufa a legna in maiolica Valoriani. Calore, design ed eleganza per un’atmosfera che invoglia al relax ed un caldo che può finalmente essere “costruito” su misura.
Le stufe a legna in maiolica sono oggetti dalle elevate performance che riscaldano in modo salutare e uniforme garantendo il minimo consumo ed il massimo risparmio, aspetti di notevole importanza in un momento di difficile congiuntura economica in cui i costi di gas e luce lievitano sempre di più e senza sosta.
A questo Valoriani riesce ad associare una qualità indiscutibile dei materiali utilizzati, un processo produttivo che porta alla realizzazione di piccole opere d’arte sia dal look moderno che tradizionale, basta scegliere il modello giusto ai propri gusti e necessità per rendimenti che sfiorano la perfezione.
Molti i motivi che sostengono la scelta di una stufa a legna in maiolica Valoriani per riscaldare l’inverno che ormai è alle porte: la legna è un materiale sostenibile, è molto economica rispetto ad un impianto a metano, inoltre è una soluzione dall’estetica di pregio e distinzione, protagonista indiscusso che aggiunge il fascino e la bellezza del fuoco alla casa e che riesce a creare atmosfere di intimità familiare.
Per tutti coloro che stanno trascorrendo questi ultimi scampoli di bella stagione attendendo l’arrivo dell’inverno vero per prendere una decisione, Valoriani aggiunge la possibilità di acquistare le sue stufe, già pronte e solo da consegnare, sul suo Valoriani Shop, un mino sito che consente di entrare in possesso di uno di questi piccoli gioielli ovviando i tempi di attesa relativi alla produzione.
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Oltre 5mila persone a “Fiori e Luci per l’Arte”.
Grande successo di pubblico e di critica per la 2ª edizione di “Fiori Luci per l’Arte”. In tre giorni la manifestazione organizzata dal Comune di Tarquinia ha visto oltre 5mila presenze, nonostante il cattivo tempo che ha caratterizzato la giornata di domenica 15 maggio. Tra le iniziative più apprezzate lo spettacolo delle fontane danzanti Acqua e Fuoco in un Vortice di Emozioni dell’azienda Viorica, con un pubblico di oltre 1500 persone affascinate dai giochi dei due elementi; Cristallofonia, il concerto per bicchieri musicali con Robert Tiso; il racconto in musica della storia del Paese con Note di Un’Itàlia; e lo spettacolo teatrale L’attesa della compagnia Atmo, con stupefacenti effetti pirotecnici. Notevole l’affluenza di persone ai laboratori artistici di Giovanni Calandrini, Patrizio Zanazzo e Omero Bordo e alla mostra Rocca Scannacavalli, curata da Sharry Ward. «Mai come in questa occasione Tarquinia ha mostrato tutte le potenzialità di città d’arte. – afferma l’assessore ai Lavori Pubblici Anselmo Ranucci – “Fiori e Luci per l’Arte” è stato il frutto di un grande lavoro di squadra, che ha coinvolto gli assessori al Turismo e alla Cultura Sandro Celli e Angelo Centini: il primo ha coordinato in modo egregio le parti promozionale e informativa della kermesse insieme allo staff dell’Infopoint e delle guide turistiche dell’associazione Artetruria; il secondo, in collaborazione con il responsabile degli uffici Giovanni Sartori, ha seguito la parte amministrativa. Un plauso va inoltre al direttore artistico Sirio Rotatori, alle associazioni culturali, agli artisti e agli operai che hanno allestito le scenografie degli spettacoli. Rivolgo poi un ringraziamento agli sponsor, a Bruno De Sanctis che, gratuitamente, ha aperto le porte del parco Felice De Sanctis, e alle aziende Serre Albani, Vivai dell’Argento e Max Fiori, curatrici degli addobbi floreali. Un encomio infine va al gruppo antincendio della Protezione Civile comunale e all’AEOP, che ha garantito il servizio d’ordine». Consensi anche per le esposizioni organizzate dalle associazioni Zinghereria, La Lestra e la Pro Loco, per le visite guidate al torrione detto di “Matilde di Canossa”, alla chiesa di Santa Maria in Castello e a torre Barucci, e per gli spettacoli degli artisti di strada, per le esibizioni di pizzica del gruppo LI UAI e per i concerti dei Tequila’s e di Franco Stefani.
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Tre eventi da non perdere di “Fiori e Luci per l’Arte”.
Pochi giorni ancora e a Tarquinia sarà il weekend (13-14-15 maggio) di “Fiori e Luci per l’Arte”. Una delle manifestazioni più attese della primavera regalerà un fine settimana indimenticabile, grazie anche a tre appuntamenti da non perdere, che si svolgeranno la domenica: Cieli Colorati, Note di Un’Itàlia, Acqua e Fuoco in un Vortice di Emozioni. A campo Cialdi (ore 15.30), con Cieli Colorati, spiccheranno il volo i palloncini e gli aquiloni realizzati dai bambini delle scuole elementari della città, insieme al gruppo Sculture Volanti. A Fontana Nova, (ore 21) omaggio ai 150 anni dell’unità della Nazione con Note di Un’Itàlia, racconto della storia del Paese attraverso canzoni celebri eseguite dalla chitarra di Angelo Rosati, dal contrabbasso di Fabio Caponi, dal pianoforte di Pietro Pacini e introdotte dalla voce di Elena Alfieri con frasi dei personaggi che hanno fatto l’Italia. La piazza antistante alla chiesa di Santa Maria in Castello (ore 22.30) sarà il palcoscenico di Acqua e Fuoco in un Vortice di Emozioni, lo spettacolo delle fontane danzanti dell’azienda Viorica, in cui i due elementi prenderanno vita, giocando con luci e colori, per trasmettere vitalità, forza, calore ed energia.
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Forni Valoriani e Associazione Verace Pizza Napoletana: è nata una nuova collaborazione
A breve la pizza margherita potrà fregiarsi del marchio Verace Pizza Napoletana anche laddove non sia consentito l’uso del forno a legna, elemento fino ad oggi fondamentale per l’ottenimento di tale riconoscimento. Tutto questo sarà possibile grazie alla nuova realizzazione, presto sul mercato, di un forno a gas con firma Valoriani.
È noto che qualunque operatore in qualsiasi parte del mondo sappia produrre una pizza margherita o marinara che rispetti tutte le regole e caratteristiche richieste dalla Disciplinare Internazionale per l’ottenimento del marchio collettivo “Verace Pizza Napoletana” potrà fare richiesta per conseguire l’assegnazione e l’utilizzo di tale marchio.
Suddette caratteristiche non riguardano esclusivamente l’utilizzo dei migliori ingredienti e delle più tradizionali tecniche di impasto, ma coinvolgono anche le attrezzature e gli strumenti da usare nella sua realizzazione e cottura. A tutela della genuinità del prodotto e del rispetto di tali richieste, opera l’Associazione Verace Pizza Napoletana.
Nonostante i controlli per il rispetto di queste regole siano piuttosto rigidi, l’associazione è disposta a concedere, di volta in volta, deroghe che riguardano soprattutto l’uso di alcuni strumenti sulla base di particolari esigenze territoriali e normative, che comunque non devono in alcun modo alterare il risultato finale: una pizza a regola d’arte.
Ecco perché Refrattari Valoriani, azienda di fama internazionale nella produzione di forni a legna professionali e ad uso domestico in cotto refrattario, è stata scelta proprio dall’Associazione per la progettazione di un forno alimentato a gas che sappia però riprodurre tutte le qualità di cottura che da decenni contraddistinguono i forni a legna. Un forno a gas dunque che possa essere garanzia, in tutti quei luoghi dove la cottura a legna non è consentita, per l’ottenimento del marchio “Verace Pizza Napoletana”.
