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  • IN & OUT foto di Candido Baldacchino da phlibero

    Phlibero

    presenta

    IN & OUT fotografie di Candido Baldacchino

    8 – 28 novembre 2013 dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19.30

    Vernissage venerdì 8 novembre dalle 18.30 alle 21.00

    Phlibero via Principessa Clotilde, 85 Torino

    Candido Baldacchino si presenta con una nuova “estrema” produzione.

    L’abbiamo conosciuto attraverso le sue originali prime sperimentazioni fotografiche fatte con “Holga”, la sua fedele “compagna” con cui ha ritratto e rivelato un mondo di sensazioni soffuse espresse in morbidi bianchi e neri. Poi è seguita una coinvolgente fase in cui l’artista ha introdotto note di colore a vivacizzare la sua delicata “penna fotografica”, sempre attento a riprendere le varie manifestazioni della più profonda intimità della condizione umana, in cui ciascuno di noi si può ritrovare. Ancora una volta toni morbidi, contorni sfumati proseguendo così il suo percorso verso una rarefazione dell’immagine fotografica, quasi una non-foto rispetto alla sua origine prettamente documentativa.

    Dunque ci saremmo aspettati di ritrovarlo con un ulteriore approfondimento di questa intima quiete di empatia espressiva con i soggetti ritratti, invece, Candido ci sorprende e, pur fedele alla sua ricerca linguistico-fotografica che lo porta ai limiti estremi nell’ annullare la possibilità di un riconoscimento di una specifica situazione dell’immagine, ci colpisce con folgoranti lampi di luce che squarciano neri compatti, per lasciar intravedere fugaci frammenti di realtà: più o meno antichi paesaggi di architetture, visi o addirittura teschi.

    Foto che “urlano” nella loro quasi inquietante potenza espressiva: solitudine, sofferenza, forse anche rabbia, sentimenti forti e profondi, ma ancora una volta su tutto ciò domina la delicata sintonia emotiva del nostro autore che, tornato al bianco e nero, usa sapientemente l’ampia gradazione dei grigi per “dipingere” tali sofferenti realtà.

    E dunque l’immagine che ne risulta è paradossalmente “accogliente”, perchè i soggetti sono lievemente sfocati, morbidi, ombre senza tempo.

    L’autore vibra all’unisono con l’umanità circostante e pertanto vivendo in una fase storica politico-economica e sociale intrisa di guerre e drammaticamente difficile su scala mondiale, Candido pare usare la sua lama di luce come una spada per spezzare queste ombre profonde che rischiano di chiudere e soffocare doloranti realtà quotidiane.

    Allora una sorta di luce purificatrice?, una possibilità di riscatto da tanta sofferenza?

    In & Out, fuori e dentro tra luce ed ombra, metafora di due dimensioni, l’una più spirituale e l’altra più concreta e strutturale, il bene e il male in eterno conflitto?

    Candido non dà risposte ma sicuramente in alcuni volti, soprattutto in uno, non possiamo non riconoscere la stessa angoscia che ci aggrediva nell’ “Urlo” di Munch, laceranti grida verso una realtà di cui non si riescono a trovare delle coordinate.

    L’artista ci scuote, dunque, ci interroga, forse ci chiede di non avere timore di aprirci alla sofferenza, almeno per un momento. Non per subirla, ma per riconoscerla e, vistala, essere in grado di essere uomini e donne del nostro “tempo”, consapevoli e responsabili nei confronti della vita, capaci di fare ciascuno di noi la propria parte affinché le luci possano brillare danzando attraverso inevitabili neri profondi. Paola Emanuel

    Per info: Maria Barletta – phlibero a.p.s. – info@phlibero – www.phlibero.it – tel. 011 19505351

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    Candido Baldacchino è nato nel 1956, e vive a Torino. Ha all’attivo numerose mostre fotografiche. Portfolio di sue fotografie sono stati pubblicati da Gente di Fotografia, Photo Italia, Reponses Photo, Reflex, Fotoit, Fotografare. Dopo anni di irreprensibile carriera fotografica, le sue foto più recenti sono state prodotte con un cellulare Panasonic GD87 e con una Holga 120S (di colore rosso).

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    Phlibero, associazione di promozione sociale, si occupa di fotografia e crede nel potere delle immagini: il potere di comunicare in maniera immediata, per trasmettere le sfumature o suscitare le emozioni più forti. Oltre a mostre fotografiche phlibero propone corsi e workshop (di fotografia, fotoritocco con Photoshop, ripresa e montaggio video). Gli eventi e le mostre di Phlibero educano alla fotografia come strumento conoscitivo per il fruitore e come mezzo d’indagine interiore e d’espressione personale per l’ideatore.

    I lavori fotografici prodotti dai partecipanti alle attività di Phlibero, oltre a rappresentare un accrescimento professionale o personale, confluiscono in progetti collettivi periodicamente presentati in vari format espositivi, talvolta in sinergia con enti e altre associazioni. www.phlibero.it

  • MOSTRA FOTOGRAFICA DI Maria Francesca Tirelli

    “Solo sui ponti e sui margini (posso amare)”

    Sguardi narrativi sugli spazi dell’umanità e sull’umanità degli spazi

    a cura di Raffaella Tenaglia

    da giovedì 13 a domenica 16 Dicembre 2012

    c/o SPAZIO TEMPORANEO in C.so GARIBALDI, 35 – MILANO

    vernissage: giovedì 13 dicembre dalle ore 18.30 alle 22.00

    Tra la luce e la notte, tra il bianco e il nero, l’ombra smentisce allo sguardo creativo l’esistenza di confini netti e decisi, spalancando la soglia alla possibilità infinita della narrazione. A partire dalla visione sul paesaggio umano – in quanto abitato, attraversato, vissuto dall’individuo – l’occhio fotografico di Maria Francesca Tirelli mette a fuoco e restituisce ombre di umanità in dialogo intimo o aperto con lo spazio, cioè in relazione sentimentale, talvolta ludica, ironica o paradossale, con l’ambiente naturale o architettonico circostante.
    Il filo rosso tra gli istanti, catturati segretamente a distanza dall’artista, è teso da una mano bambina: curiosa, giocosa, immaginifica. Infatti, la parte migliore delle storie di istanti sembra quasi che debba ancora venire agli occhi, e Maria Francesca è stata brava a rubare il punto di inizio dei racconti infiniti appena evocati, brava ad invitare chi contempla a sviluppare l’infinito ad ogni sguardo.
    Infine – sia come accessorio accidentale, sia come “personaggio” che agisce intenzionalmente nella dimensione spaziale – l’umanità in rapporto all’ambiente e ai suoi elementi costitutivi; quindi la relazione tra l’essere umano e ciò che si trova immediatamente al di là della sua stessa pelle, dei suoi margini e confini spaziali e sentimentali, si pone come elemento chiave della natura simbolica, narrativa e affettiva dell’opera d’arte, ma anche interessante condizione di possibilità per “amare” l’opera fotografica di Maria Francesca Tirelli.
    Raffaella Tenaglia

    Titolo liberamente tratto da una citazione della pièce teatrale “La notte poco prima della foresta” di Bernard-Marie Koltès.

    BIOGRAFIA:

    Maria Francesca Tirelli nasce il 3 agosto 1971 a Reggio Emilia, dove trascorre l’infanzia e l’adolescenza. Nel 1991 intraprende gli studi universitari presso la Facoltà di Architettura di Venezia, e all’interno di questa esperienza instaura il rapporto con la fotografia in bianco e nero con il professore Italo Zanier. Compie una serie di viaggi in Europa e nel mondo filtrando l’esperienza diretta della forma del mondo attraverso l’obiettivo. Conseguita la laurea in architettura, si trasferisce a Milano, e dopo qualche anno, fonda un’agenzia creativa che le permette di coltivare la sua passione per le linee, le geometrie, i volumi e i vuoti tipici dell’architettura che trovano la massima espressione nelle sue fotografie. All’interno di geometrie e linee ben definite affiora sempre il tema dell’umano. Coltiva per anni la passione per la pittura, la scultura e in modo particolare per il teatro, indagando i personaggi da portare in scena attraverso lo strumento fotografico.

    ORARI MOSTRA:
    vernissage giovedì 13 dicembre dalle 18.30 alle 22.00 | venerdì e sabato 10.00-13.00 e 16.00-22.00 | domenica 10.30-20.00 | INGRESSO LIBERO

    CONTATTI:

    artista [email protected] +39 345 4606084

    press [email protected] +39 329 6334543

  • L’APERITIVO SOLIDALE PER LA REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO

    La sede regionale di COOPI – Cooperazione Internazionale organizza per domenica 28 marzo un aperitivo solidale a sostegno del progetto di COOPI per la protezione e il reinserimento delle donne vittime di violenza nella Repubblica Democratica del Congo.

    Dichiara Donatella Donato, presidente di COOPI Lazio, che ha organizzato l’evento: “COOPI opera in questo contesto per favorire il recupero psicologico e il reinserimento sociale delle vittime di violenza. Sarà l’occasione per parlare di donne, del loro mondo, della loro forza, delle loro lotte, nei vari contesti socio-culturali. Attraverso la fotografia, la letteratura, le immagini, si parlerà dell’importanza della donna nelle diverse realtà”.

    Il programma della serata prevede la presentazione del ”Portale delle donne: donne ieri, oggi e domani”, da parte della giornalista e scrittrice Marta Ajò in collaborazione con Monica Ottone di CommercialistaDonna e la relazione della studentessa in antropologia Valentina Vitale sulle “Modificazioni dei genitali femminili”
    A seguire ci sarà la proiezione del cortometraggio di Andrea Ruffini, videoreporter sul progetto di COOPI a favore delle donne in Repubblica Democratica Del Congo e la performance delle Persone Libro dell’associazione “Donne di Carta”: lettori e lettrici che imparano a memoria brani e li portano in giro per rilanciare la cultura dell’oralità.

    Durante tutta la serata sarà possibile visitare una mostra fotografica di COOPI sulla Repubblica Democratica del Congo.

    Costo dell’aperitivo con buffet

    10 euro con vino, 13 con cocktail

    Per informazioni e prenotazioni: Donatella Donato – presidente COOPI Lazio

    cell. 348 47 41 876 [email protected].

    Ufficio stampa COOPI – Lara Palmisano tel. 02 30 85 057 int. 226; [email protected]