Tag: fliselina per ricamo

  • Ago, filo e…vocabolario

    Forse non è la prima considerazione che viene in mente ai neofiti, ma senza dubbio avere a che fare con un lessico sconosciuto quando ci si dedica ad una nuova attività può essere già di per sé un grosso ostacolo da superare. Soprattutto se la comprensione è complicata da termini non propriamente nuovi, ma, in quanto tecnicismi, dotati di significati del tutto altri. Prendendo ad esempio il mondo del cucito, un novello sarto dovrebbe munirsi di un dizionarietto in cui figurano tanto termini italiani quanto parole straniere.

    Si pensi ad esempio all’apporto del francese, che nella haute couture – ossia nell’alta moda – vanta senza dubbio il primato lessicale: si pensi alla scollatura dei vestiti denominata décolleté oppure al tessuto pied de poule (a quadrettini) o plissé, cioè pieghettato. Oppure, in altro ambito geografico, c’è l’Oxford, che non è la sede della prestigiosa università bensì un tipo di tessuto per camicie (che comunque dalla cittadina inglese prende il nome).

    Ma anche i termini italiani andrebbero analizzati per bene, a partire da quelli che sono la base, ossia i filati da ricamo: l’insieme di fibre tessili tenute assieme da una torsione che forma il filo. Ma ci sono anche gli strass adesivi per tessuti, decorazioni che di solito si attaccano al vestito con il ferro da stiro o con l’apposita colla, o le filze, che sono le cuciture a punti radi. Oppure gli stessi punti, che sono gli intervalli tra due passaggi consecutivi del filo. Ma in ogni caso, un glossarietto sarebbe utile per cercare all’occasione, ad esempio, “mussola”, “fliselina per ricamo”, “cimosa” o “puncetto”, parole non consuete per un neofita (sprovveduto) della materia.

  • La macchina da cucire migliore? Ecco alcuni suggerimenti

    Chi ha la passione del cucito e intende raggiungere risultati che oltrepassino il solito rammendare calzini o riattaccare bottoni, non può esimersi dall’acquistare una macchina da cucire. Oramai sono talmente tante che c’è praticamente l’imbarazzo della scelta, ma un buon criterio di selezione è costituito da quel che si cerca in una macchina. Ci sono infatti quelle che assicurano un ottimo utilizzo su tutti i tessuti, quelle iper-tecnologiche con una miriade di funzioni oppure quelle intuitive che assicurano comfort e facilità di utilizzo. Ovviamente, all’aumentare delle funzioni salirà proporzionalmente anche il prezzo; quindi è il caso di riflettere bene sulla propria passione e sull’uso che si intende fare della macchina prima di fare qualsiasi acquisto.

    D’altra parte, anche una spesa minima potrebbe rivelarsi controproducente, considerando che, in ogni caso, una macchina da cucire dovrebbe essere dotata di una serie di caratteristiche assolutamente indispensabili. Motivo per il quale è il caso di non fare acquisti avventati e, soprattutto, farsi consigliare da una persona più esperta di voi. Le marche più note sono Necchi, Pfaff, Singer, Brother mentre i prezzi possono andare da un minimo di 200 euro a macchina professionali che toccano tranquillamente gli 8mila euro.

    Alla spesa iniziale, di qualunque entità sia, vanno poi aggiunti gli accessori indispensabili alle funzioni basilari, ossia orli e riparazioni. Quindi bisogna munirsi di semplici filati da ricamo come di software nel caso delle macchine elettroniche più complesse, passando per strass adesivi per tessuti e paillettes colorate. Ma già con una buona lampada, dei piedini, cerniere e della fliselina per ricamo, un buon lavoro dovrebbe essere fattibile.