Tag: fiducia

  • Insegnare la fiducia, l’onestà e il rispetto di sè

    I susseguirsi di casi di assassini, di appropriazione indebita, di infedeltà, di corruzione e via dicendo continuano a ricordarci che la cultura moderna è tormentata da un turbinio di malanni sociali in grado di minare l’esistenza stessa della nostra civiltà.
    A questo proposito i volontari “Amici di L. Ron Hubbard” da lunedì prossimo consegneranno ai titolari delle attività pubbliche di Marotta la rivista gratuita Scientology soluzioni efficaci, Insegnare la fiducia, l’onestà e il rispetto di sé.
    E’ come se la decenza e l’integrità dei nostri antenati siano state dimenticate nel mezzo di un attacco di materialismo, con violenza, crimine e intolleranza che proliferano e pervadono le onde radio e i titoli dei giornali.
    E non si tratta solo di violenza, ma di un degrado strisciante che pervade ed erode le fondamenta della nostra cultura. Quasi nessuna nazione europea sfugge all’occhio del ciclone.
    Non vi è da meravigliarsi che molti si chiedono dove si possa trovare la felicità o se possa essere trovata in primo luogo. Quasi tutti riconoscono che la vera gioia e la felicità sono cose preziose e che è difficile cercare di sopravvivere in un mondo caotico e disonesto. I problemi a cui ci troviamo di fronte, guerra, povertà, crisi economiche, intolleranza, hanno tutti qualcosa in comune. Di fatto, sebbene povertà e conflitti siano causati da fattori economici e politici, il livello di mortalità può contribuire a tali mali sociali, a perpetuarli e anche a predeterminarli. Laddove i principi morali della gentilezza e del rispetto reciproco non hanno alcuna importanza o significato, come ci possiamo aspettare che gli individui, per non parlare di intere nazioni, si trattino in modo dignitoso?
    Esiste un modo per avere una vita più felice e più sicura per l’umanità?
    Si può fare qualcosa per colmare la moderna lacuna morale? Ora esiste un codice di valori basati sul buon senso che offre un mezzo per comprendere se stessi e per capire ciò che è giusto o sbagliato e che, in quanto tale, fornisce una vera possibilità di diffondere pace e tolleranza.
    Per info: Aiudi Renata 335 7864031
    10 ottobre 2014

  • Mercato immobiliare: Sud cauto, ma al Nord (e tra le donne) torna la fiducia

    Il secondo trimestre del 2013 continua a segnare un ritorno di fiducia nei confronti del mercato immobiliare, con il Nord Italia più ottimista; secondo l’analisi di Immobiliare.it, se a livello nazionale la percentuale di chi ritiene che questo sia un buon momento per comprare casa è pari al 56% (era il 51% a luglio 2012), tra le regioni del Nord la percentuale arriva addirittura al 58%. Le regioni del Sud, di contro, sono molto più “tiepide”: lì la percentuale resta ferma al 53%.

    Questo è il dato più significativo ad emergere dall’analisi di Immobiliare.it sull’indice di fiducia dei consumatori (http://www.immobiliare.it/casa/informazioni/indice-fiducia-consumatori.php), uno strumento che monitora trimestralmente come cambia la percezione degli Italiani circa l’andamento del settore; si interpreta il “sentiment” del mercato analizzando le risposte di un campione di oltre 5.000 utenti del sito che, avendo nei tre mesi precedenti effettuato una ricerca o pubblicato un annuncio, hanno mostrato interesse verso il tema mattone.

    «Come per la rilevazione del primo trimestre, anche a metà del 2013 emerge una buona consapevolezza che questo sia un momento interessante per chi punta ad investire nel real estate – dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.ite la differenza di “ottimismo” tra Nord e Sud è diretta conseguenza delle difficoltà che le diverse aree del nostro Paese stanno vivendo in questi anni di crisi. Segnaliamo altresì che resta forte, e costante, l’idea che vendere ciò che già si possiede sia una scelta poco previdente, viste le difficoltà a trovare un acquirente e il rischio di non ricavare quanto auspicato.»

    Se rimane stabile rispetto al 2012 la percentuale degli italiani che pensano non sia un buon momento per vendere casa (74,6% a luglio 2013 vs 74% a luglio 2012), quelli convinti del contrario sono il 12,3% del totale; l’8,7% degli intervistati, invece, preferirebbe attendere un altro anno per vendere.

    Rispetto allo scorso anno, aumentano di ben 7 punti percentuali gli attendisti dal punto di vista dell’acquisto: per il 28,4% sarebbe meglio rimandare l’investimento sul mattone di almeno dodici mesi, per potersi muovere in un contesto economico più sereno.

    Interessante notare che l’opinione delle donne è molto più schierata rispetto a quella del campione maschile: non è il momento per liberarsi di un immobile per ben l’80% del campione (mentre per gli uomini la percentuale è solo del 72%), a pensarla in maniera opposta è solo l’8% dell’universo femminile. Di contro, sul versante dell’acquisto, sono convinte che sia il momento giusto per investire ben il 62% delle donne, contro un più moderato 54% del campione maschile.

    Per quel che concerne, invece, l’idea dell’evoluzione prezzi degli immobili gli italiani sembrano avere le idee chiare: il 57,4% del campione intervistato è convinto che questi caleranno ancora (era 51% dodici mesi fa). Se non si rilevano differenze di percezione dal punto di vista dell’appartenenza territoriale, più interessanti sono le variazioni in base al sesso: per il 59% degli uomini i prezzi caleranno (solo il 53,6% delle donne la pensa allo stesso modo), mentre le donne dimostrano un atteggiamento più cauto, visto che tra loro si fa alta la percentuale di coloro che prefigurano una certa stabilità dei prezzi (quasi il 30%).

    Segnaliamo, in ultimo, che per oltre il 9% del campione la contrazione dei prezzi degli immobili si è già conclusa, le cifre degli immobili torneranno a gonfiarsi.

  • Per 3 Italiani su 4 non è il momento giusto per vendere casa

    Milano, luglio 2012. La consueta indagine di Immobiliare.it su come cambia la percezione dell’andamento del mercato immobiliare registra, nel secondo trimestre 2012, un brusco aumento della percentuale degli italiani che credono che non sia il momento più adatto per vendere casa: il 74% del campione intervistato crede sia meglio tenersi stretto ciò che già possiede, temendo il pericolo di una svendita dei propri immobili.

    «In un contesto di difficoltà del settore, che negli ultimi mesi ha nuovamente registrato una forte contrazione dei volumi delle compravendite immobiliari, – dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.iti piccoli proprietari italiani sono sempre più resistenti a mettere in vendita il proprio immobile, preoccupati del rischio di ricavarne meno del suo valore stimato.»

    Il dato emerge dalla pubblicazione dell’indice di fiducia dei consumatori di Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it/casa/informazioni/indice-fiducia-consumatori.php): uno strumento analitico creato per capire come varia la percezione degli Italiani riguardo all’andamento del mercato immobiliare. Quello che è il “sentiment” nazionale è ricavato dalle risposte di oltre 6.000 utenti, scelti perché hanno dimostrato un interesse nei confronti del tema casa, avendo nei tre mesi precedenti la rilevazione effettuato una ricerca o pubblicato un annuncio immobiliare.

    Una nota positiva, e solo apparentemente in controtendenza con la percezione della vendita nel settore, riguarda la propensione all’acquisto: dopo sei mesi di stallo al 45%, e un salto al 49% registrato ad aprile, adesso arriva al 52% la percentuale degli italiani che pensano che (nonostante la crisi, o forse proprio per questo motivo) sia un buon momento per comprare casa: gli ottimisti sono quindi la maggioranza, anche se il dato resta inferiore ai livelli di luglio 2011 in cui era al 54%.

    «Nonostante la contrazione dei consumi e la sempre maggiore difficoltà ad avere accesso al mutuo – continua Giordanochi guarda al mercato immobiliare sa che questo è un momento in cui è possibile fare investimenti vantaggiosi. Non siamo ancora ai livelli di ottimismo registrati un anno fa, anche per colpa del clima negativo che si è diffuso attorno all’Imu, ma la consapevolezza degli alti livelli di invenduto contribuiscono a far pensare che, per chi può, sia un’opportunità investire in modo mirato oggi nel mercato immobiliare.»

    Scende parimenti, proseguendo il trend avviato l’ultimo trimestre, la percentuale dei pessimisti, vale a dire coloro i quali ritengono sia questo un brutto momento per investire in un immobile: se ad aprile era il 18,6% scende ancora, fino al 16%. Stimiamo che, da un assoluto no, gradualmente si spostino verso gli attendisti, ovvero coloro che pensano sia meglio rimandare l’acquisto al prossimo anno. Quest’ultimi, infatti, risalgono: dal 18,3%, sono ora il 21%.

    Il miglioramento della propensione all’acquisto immobiliare è legato a doppio filo con la mutata percezione, rispetto al trimestre precedente, dell’andamento dei prezzi nel settore. Se nella rilevazione di aprile la percentuale di italiani che prevedeva una diminuzione dei prezzi di vendita era al 39,3%, l’ultima indagine segna il livello più alto mai raggiunto in un anno: per il 51% degli italiani, nei prossimi dodici mesi, comprare casa costerà di meno. Scende, di conseguenza, la quota di chi ipotizza una stabilità dei costi: è al 31,4%, mentre superava il 35% tre mesi fa.

    Le differenze regionali

    Comportamenti e percezioni differiscono anche in base alla regione italiana in cui si risiede. I più restii all’idea di vendere sono i Toscani (78,7%) ed i Veneti (77,5%), mentre i Calabresi (64,6%) e i Sardi (67,4%) si trovano, di contro, in fondo alla classifica. Se l’ultima rilevazione vedeva, invece, lo scettro dell’ottimismo in mano a Emilia Romagna e Toscana, adesso è la Lombardia la Regione in cui il sentiment è migliore: la regione arriva al 56,2%, seguita dalla Toscana che conferma il suo 56% di ottimisti. Resta in fondo alla classifica il Trentino Alto Adige, che nemmeno nel secondo trimestre dell’anno riesce a superare il 40%; d’altro canto, resta la regione in cui è più elevata l’idea che questo sia un buon momento per vendere casa.

    Qui di seguito trovate le classifiche delle Regioni italiane per quel che riguarda l’opportunità di vendere ed acquistare casa, secondo la rilevazione del secondo trimestre 2012:


    È un buon momento per comprare casa

    Lombardia

    56,2%

    Toscana

    56,0%

    Lazio

    55,2%

    Piemonte

    53,9%

    Umbria

    52,1%

    Emilia Romagna

    51,9%

    Calabria

    51,2%

    Marche

    51,1%

    Liguria

    50,2%

    Veneto

    50,1%

    Friuli Venezia Giulia

    49,5%

    Sardegna

    47,8%

    Abruzzo

    47,1%

    Sicilia

    45,7%

    Puglia

    44,8%

    Campania

    44,8%

    Trentino

    38,7%

    Non è un buon momento per vendere casa

    Toscana

    78,7%

    Veneto

    77,5%

    Lombardia

    76,2%

    Umbria

    76,1%

    Puglia

    75,4%

    Marche

    74,8%

    Friuli Venezia Giulia

    74,8%

    Liguria

    74,6%

    Lazio

    74,5%

    Trentino

    74,2%

    Piemonte

    73,9%

    Emilia Romagna

    72,6%

    Campania

    68,9%

    Abruzzo

    67,6%

    Sicilia

    67,4%

    Sardegna

    67,4%

    Calabria

    64,6%

  • Italiani attendisti: tiene la fiducia nel mercato immobiliare,la propensione all’acquisto resta al 45%.

    Nonostante mesi di crisi economica, e un Natale all’insegna dell’austerity, gli Italiani si confermano dei “moderati ottimisti”, perlomeno per quel che riguarda il mercato immobiliare. Secondo Immobliliare.it resta stabile, infatti, la percentuale degli italiani che pensano che questo sia un buon momento per comprare casa: dopo il brusco scivolone degli scorsi mesi (a luglio era al 54%), l’ultimo trimestre dell’anno conferma la percentuale del 45%, la stessa riscontrata nella rilevazione di ottobre.

    Non cambia, quindi, il dato rilevato dall’Indice di Fiducia dei consumatori (www.immobiliare.it/fiducia-consumatori), che monitora la percezione degli Italiani rispetto all’andamento del mercato immobiliare; basandosi sul parere di un campione di oltre 5.000 utenti interessati al tema della ricerca di immobili, avendo negli ultimi tre mesi effettuato una ricerca o pubblicato un annuncio, consente di “tastare il polso” al mercato da una prospettiva privilegiata.

    «È il complesso delle variabili macroeconomiche a determinare questa situazione “attendista”, che frena da sei mesi la propensione all’acquisto – dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it – e il mercato immobiliare non è esente dall’impasse nazionale. Tuttavia, il fatto che la percentuale dei propensi all’acquisto sia rimasta tale negli ultimi sei mesi ci dice che gli Italiani continuano ad affrontare in modo corretto questi tempi difficili. Oltretutto, l’aumentare di coloro che pensano a questo come un momento non buono per vendere è espressione del tentativo di non svendere il proprio patrimonio: si evitano investimenti impegnativi, ma anche la svalutazione di ciò che si possiede.»

    I risultati dell’indagine
    La stabilità della propensione degli italiani all’acquisto immobiliare, emersa nell’analisi, fa il paio con l’aumento degli Italiani che ritengono sia più conveniente rimandare gli investimenti immobiliari all’inizio del 2013 (21,72% vs 19,2%). Stabile attorno al 20% la percentuale dei pessimisti, che non ritengono questo un buon momento per comprare. Se questo è il quadro emergente per quel che concerne l’acquisto, la situazione non cambia sul fronte della vendita: rispetto al 66% registrato tre mesi fa, adesso sale al 71% la percentuale degli italiani che ritengono che non sia un buon momento per vendere. Scende al 9,25% (era l’11% ad ottobre) la percentuale di chi si aspetta tempi migliori tra 12 mesi.

    L’indagine ha poi “tastato il polso” agli italiani anche per quanto riguarda il loro sentiment circa i prezzi degli immobili: per il 47,42% del campione i costi sono destinati a calare, con un aumento di circa dieci punti percentuali in soli tre mesi; di contro, il 29% del campione si aspetta stabilità (era il 32% ad ottobre), e solo il 17,24% teme un aumento (era il 22,5%).

    La fiducia lungo lo stivale
    I dati emersi dall’indagine di Immobiliare.it consentono di leggere la diversa percezione degli Italiani in merito all’evoluzione del mercato immobiliare. Va detto, innanzitutto che l’Umbria, da sei mesi prima in classifica in quanto a percezione positiva circa l’acquisto, perde ben 7 punti percentuali: pur restando prima, si ferma al 55,56%. La segue la Sardegna, che compie in tre mesi un balzo in avanti, aumentando la percentuale dei propensi a comprare di quasi dieci punti percentuali. È interessante notare che mentre nel secondo e nel terzo trimestre del 2011 le regioni che mostravano un sentiment positivo nei confronti del mercato erano soprattutto nelle zone del Nord e del Centro Italia, adesso la classifica mostra una generale alternanza tra tutte le aree della nazione. Nella zona più “pessimista” della classifica, ad ogni modo, troviamo solo regioni del Sud Italia: Abruzzo (29,73%), Sicilia (34,52%) e Calabria (34,88%).

  • Il Nord Italia dà fiducia al mercato immobiliare, il Sud attende

    Dopo anni di difficoltà, il mercato immobiliare italiano potrebbe ripartire dal Nord. Così almeno a leggere i dati dell’indagine condotta da Immobiliare.it, principale sito italiano del settore dove ogni giorno sono attivi più di 3.000.0000 di annunci di compravendita, che ha evidenziato come Lombardi, Emiliano Romagnoli e Toscani siano i più convinti che quello attuale sia un buon momento per investire nel mattone.

    Se è vero che l’ultima edizione dell’Indice Immobiliare.it sulla fiducia dei consumatori (www.immobiliare.it/fiducia-consumatori) ha evidenziato una generale fiducia nella ripresa (il 54% degli Italiani crede sia il momento giusto per comprare casa), nel Nord Italia l’ottimismo è ancora più marcato. Le Regioni che ritengono sia un buon momento per investire nell’immobiliare si collocano quasi tutte nel Nord e nel Centro-Nord. A guidare la classifica è la Lombardia (con il 59% ), seguita da Emilia Romagna e Toscana (a pari merito con il 58%) e dal Piemonte (con il 56%).

    Al Sud, invece, resta una generale perplessità nei confronti del mercato; complice forse la crisi economica, le percentuali di chi ritiene sia un periodo propizio all’investimento scendono: fanalino di coda nella classifica sono Campania (42%), Calabria (43%) e Puglia (47%). Vistosa eccezione è rappresentata dal Trentino-Alto Adige (agli ultimi posti della classifica con la stessa percentuale della Calabria, 43%); dove un abitante su cinque è decisamente titubante: qui il 20% del campione intervistato ritiene sia il caso di attendere almeno un anno prima di pensare ad investire nell’acquisto di un immobile.

    A spiegare, in parte, il ritorno all’ottimismo degli Italiani, e degli Italiani del Nord in particolare, vi è la percezione – sempre rilevata dall’indice di Immobiliare.it – che i prezzi degli immobili non subiranno grosse variazioni: questa è l’idea prevalente, manifestata dal 43% del campione. Secondo Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it, «In una fase di generale ottimismo e vista la diffusa idea che i prezzi si manterranno comunque stabili, si ritiene che sia ora di fare investimenti; non tutti però possono ancora permetterselo.Ovviamente il Nord, caratterizzato da un reddito medio più alto e un maggiore dinamismo economico, è avvantaggiato rispetto al Sud».

    A riprova delle parole di Giordano, sono ancora le regioni del Nord e del Centro a credere maggiormente nella stabilità dei prezzi: in Emilia Romagna e in Veneto la percentuale di chi pensa che i prezzi, nei prossimi 12 mesi, resteranno stabili, arriva al 46%, e resta superiore alla media anche in Lazio (45%) e Piemonte (45%).

    Se Nord e Sud mostrano una diversa percezione del mercato, è interessante notare che, invece, quando si tratta di vendere casa le distinzioni si appannano: se, a livello nazionale, la propensione alla vendita è molto bassa – e crede sia un buon momento per vendere solo il 13% del campione nazionale, contro un 61% di pareri negativi – a livello regionale non si registrano differenze tra Settentrione e Meridione. Guida la classifica di chi non vorrebbe vendere casa l’Umbria (con addirittura il 79%), ma la seguono a ruota Regioni del Nord: la Toscana e il Veneto (con il 68%), l’Emilia Romagna (con il 65%) e la Lombardia (con il 64%).

    L’analisi condotta da Immobiliare.it vuol dare un parametro per misurare la percezione che la nazione ha nei confronti delle compravendite immobiliari. L’indice elaborato permette di capire quello che è il sentiment, vale a dire il percepito degli Italiani nei confronti di un settore che, più di altri, ha subito le ritorsioni della crisi economica. E se non si tratta dell’unico indicatore responsabile dell’andamento delle compravendite immobiliari (visto che intervengono altri fattori e altre variabili economiche) va detto che la percezione di fondo dei consumatori influisce notevolmente nello sviluppo del mercato.

  • MAS factory all’Omnicom Expo 2010

    Always on.
    MAS factory con OmniCom Expo, evento dei servizi globali per la comunicazione, e DM Expo prima fiera in Italia dedicata alla comunicazione diretta.
    Presente dal 12 al 14 maggio in FieraMilanoCity, OmniCom Expo rappresenta l’appuntamento da non perdere per tutte le aziende che lavorano nel settore della comunicazione.
    Con questo evento, si vuole proporre una riflessione sulle moderne professioni della comunicazione e sulle strategie globali che vengono utilizzate per realizzare progetti e servizi di comunicazione e dall’incontro tra le aziende e i professionisti del settore scaturiscono soluzioni in grado di mettere in relazione la creatività italiana con l’attuale cultura globale.

    MAS factory non perde la sua peculiarità storica: analizzare, studiare, vivere in tutti i suoi aspetti il mondo del marketing per continuare ad innovare e stupire i suoi partner ed i suoi clienti.

    Per maggiori informazioni:

    [email protected]

    http://www.masfactory.it

  • Il significato di MAS factory

    Dietro all’acronimo MAS si celano svariate accezioni.

    MAS, come Marketing Advanced Solutions, agenzia di marketing e comunicazione che continua l’avventura di B&B marketing nello sviluppare operazioni di marketing diretto e digitale.

    MAS come acronimo di memento audere semper, “ricordati di osare sempre”, tre parole che ogni giorno spingono i nostri cuori e le nostre menti per sviluppare progetti di comunicazione diretta e digitale.

    “Ogni giorno, da 22 anni, cerchiamo di trasformare in realtà sogni, idee e pensieri dei nostri clienti, attraverso la nostra esperienza, la nostra voglia di fare, la nostra passione e l’amore per il marketing e la comunicazione. – cosi Alessandra Beretta, General Manager di MAS factory – Vogliamo continuare sulla strada tracciata in questi anni, continuando ad investire risorse e tempo alla ricerca delle sempre più avanzate soluzioni di marketing. Innovazione e tradizione, esperienza e know how sono al servizio dei nostri clienti che continuano a darci la loro fiducia.”

    Per informazioni:
    www.masfactory.it
    [email protected]

  • Luca Baldisserotto parla della Fiducia nel web

    Luca Baldisserotto dice: …non se ne può più o meglio non ne posso più di sentire dire stronzate (passatemi il francesismo, tanto il blog lucabaldisserotto.com è mio, personale e ci scrivo quello che mi pare) sulla fiducia nel web!!
    Ma, intanto, chi è il web? Un uomo? Una donna? Un animale? Un pesce?
    E’ uno strumento, porca tr…!!!!!!! Di per sé praticamente innocuo!!!
    E come tale viene usato, da chi? Dalle persone..ecco è di queste che dobbiamo chiederci se dobbiamo fidarci o meno, ma non dello strumento. Luca Baldisserotto continua: Capisco sia uno strumento nuovo, ma se parliamo di un coltello sarebbe la stessa cosa: di per sé è innocuo, ma diventa pericoloso se usato da un cretino, peggio ancora un delinquente!! Oppure può diventare utile per tagliare pane e salame, quindi dipende dall’uso che se ne fa e questo dipende sempre da chi? Dalle persone!!

    Quando mi sono inventato evolution travel, uno dei segreti del modello sta proprio nella personalizzazione del web, grazie all’immagine della persona che si presenta al pubblico, che si fa contattare al volo, grazie alla chat, email, skype, msn, telefono e che, quindi, lancia questo messaggio al pubblico “ehi..sono una persona in carne e ossa, come te, non sono una pagina web, contattami!”
    Luca Baldisserotto continua: Chiediamoci piuttosto come possiamo fare per avere NOI la fiducia degli utenti web, piuttosto che piangersi sempre sulle spalle dando la colpa al web, quando i risultati che otteniamo non sono quelli attesi. Ricordiamocelo, la responsabilità dei nostri risultati, è sempre nostra al 100% e di null’altro, tanto meno di uno strumento!!

    Da tenere ben presente, insiste poi Luca Baldisserotto, un’altra cosa: il fatto che un utente non compri un viaggio dal mio sito, non significa necessariamente che non si fidi!! Infatti, i motivi per i quali una persona non chiude l’acquisto (questo vale per i negozi fisici, web, tv e qualsiasi altra modalità e per qualsiasi altro prodotto) sono 5:
    manca il bisogno
    manca il denaro
    manca la fiducia
    manca il desiderio
    manca la fretta
    Luca Baldisserotto afferma: Prima di comprare le persone devono fidarsi di me e se non sono il tipo giusto, la gente non comprerà i miei beni o servizi…altro che fiducia nel web!!! Lo stesso vale quando ci si trova una persona davanti in negozio o per strada!! E se rappresenti un marchio famoso, questo non ti salva di certo!

    Luca Baldisserotto da 11 suggerimenti utili, soprattutto ai consulenti Evolution Travel, per ispirare fiducia ai potenziali clienti nel web:
    Farsi conoscere, mettendo la propria foto, video, blog
    Usare tutti gli strumenti di contatto veloce, chat, skype, telefono, email, msn,
    RISPONDERE in tempo reale: per l’email da pochi secondi a max qualche ora; per telefono rispondere sempre o impostare un messaggio personalizzato per quando non si è assenti; chat, skype e msn si risponde sempre se si lascia lo stato “disponibile”, altrimenti si cambia.
    ascoltare bene e attentamente il cliente e capire esattamente quali sono i suoi bisogni da soddisfare
    Nel mercato web online italiano si usa il tu, poi sta ad ognuno di noi esprimersi al telefono come meglio si crede, magari partendo da un “lei” in alcuni casi e arrivare al “tu”…dipende (ci sono corsi su corsi di vendita telefonica solo su questo)
    Ragionare come se l’utente fosse fisicamente davanti a noi, quindi è fondamentale visualizzarlo e trattarlo come faremmo dal “vivo”
    Partire dal concetto che vendere vuol dire aiutare le persone ad ottenere ciò che desiderano, quindi bisogna essere molto concentrati sul cliente e non sul prodotto, poi si trova quello più adatto a lui.
    Dare riferimenti certi sul proprio conto e sulla ditta, autorizzazioni varie (scriverlo sulla pagina web e al limite ricordarlo a voce)
    Non aspettare che il cliente si faccia vico lui, ma seguirlo nel tempo, secondo delle modalità e tempi stabiliti col cliente durante il primo contatto.
    Essere professionali, avere perfetta padronanza e conoscenza dei prodotti trattati, essere decisi, calmi, tranquilli (questo avviene con la pratica).
    Portare testimonianza di altri clienti e qui stiamo preparando per il sito tutti gli strumenti del web 2.0, ossia possibilità per il pubblico di mettere commenti, foto, video, giudizi, ecc..,
    Luca Baldisserotto conclude: Insomma, come vedete, sono tutti principi applicati già nel mondo non digitale, basta riportarli nel web ed è la stessa cosa, se si fidano o no, non dipende certo dallo strumento!

    Luca Baldisserotto