Tag: femminicidio

  • Femminicidio: Quando a Parlarne è Una Trans

    L’autrice affronta il tema degli assassinii delle donne da parte degli uomini.

    Un approccio particolare dato dalla sua condizione transgender, cioè di donna nata maschio.

    Sulle cause del femminicidio – che l’autrice chiama Donnicidio spiegandone le ragioni -, individua una sorta di tavolo che regge su tre gambe principali: quella antropologica, quella socioculturale (quindi anche psicologico-individuale) ed una terza che è quasi sempre stata ignorata e/o data come un dato di fatto immutabile – probabilmente perché la cultura maschilista nasce insieme all’homo sapiens – e quindi da non approfondire più di tanto.

    Si riferisce cioè alla gamba “biologica e informazionale”, fatta dalle diverse predisposizioni causate, in primis, dagli ormoni sessuali e al diverso sviluppo cerebrale che determinano e che “separano” maschi e femmine.

    Izzo, in questo testo, ha quindi spinto sull’acceleratore nel trattare la “gamba” delle predisposizioni informazionali e cerebrali, che consente al questo suo tavolo delle soluzioni di reggersi in piedi.

    Info

    Titolo: Donnicidio – diagnosi del femminicidio secondo una donna nata maschio

    Il libro, edito da Golena Edizioni, giovane casa editrice romana di contro cultura, è già disponibile on line sul sito dell’editore.

    Prezzo: € 8,00

  • Maltrattamenti sulle donne: “Tu non mi uccidi più”, di Aluna Pacis

    Si parla tanto di femminicidio e di maltrattamenti sulle donne in genere, dicono che bisogna denunciare, testimoniare, scoprire un fenomeno ancora troppo sommerso. Bene, questo è il libro giusto, perché tratta l’argomento con lucidità e realismo, svelando i meccanismi contorti che spingono un uomo a cercare di eliminare “l’oggetto del desiderio”.

    La storia cattura sin dall’incipit e si legge tutta d’un fiato. Scritta in prima persona ed al presente, come se la stesse vivendo in quel momento, l’autrice e protagonista racconta una relazione che già dalle prime battute promette male. Una storia controversa, discutibile se vogliamo, ma che merita ascolto perché è la vittima stessa a mettersi a nudo ed a rivelarci scenari inediti.

    La trama di “Tu non mi uccidi più” scorre veloce e le vicende catapultano presto Aluna e Giulio in una realtà imprevista e fuori dagli schemi. La regia è diretta da una fatale attrazione sessuale. Scene piccanti, alternate a scene dure, piuttosto che romantiche, compongono il ritmo oscillatorio di un romanzo il cui ritornello è un contrastante sentimento di amore-odio. La scrittura è scorrevole, sintetica, senza fronzoli. Le citazioni e gli sfoghi sul word della stessa autrice aggiungono pennellate originali al testo. Come originali e calzanti sono le due poesie che aprono e chiudono lo scritto.

    Questo libro, oltre a sconcertare il lettore, scatena una serie di interrogativi. Quasi giornalmente la cronaca ci riporta episodi di maltrattamenti sulle donne, ma quante di queste riescono a liberarsi in tempo del proprio carnefice? Quante intuiscono il pericolo che stanno veramente correndo? Quante s’illudono di poter correggere il compagno violento fino a rimetterci la vita? Inutile credere di poter curare il carnefice, lo si capisce bene leggendo “Tu non mi uccidi più”. Titolo anch’esso a doppia chiave di lettura che stimola un’ulteriore domanda: si “muore” tante volte quante sono le umiliazioni subite? Probabilmente sì.

    Aluna crede di essere vittima di un incantesimo ordito dal destino. Ma esiste davvero una “mano” invisibile, oppure siamo noi stessi artefici della nostra sorte? E come si spiega, altrimenti, l’accecante, disarmante, irresistibile infatuazione che sconfigge puntualmente la saggia decisione di chiudere definitivamente un rapporto così pericoloso e dannoso? Oppure, la donna addebita al fato le sue inconsce scelte, avendo riconosciuto, voluto e accettato proprio il modello d’uomo che più disprezza? Certo è che i tratti psicologici della protagonista manifestano chiaramente il bisogno di colmare vuoti affettivi, la ricerca spasmodica di vedere riconosciute le sue qualità, i suoi valori. Dimostrazione questa di una totale disistima di sé.

    In un crescendo di situazioni folli, l’innocua avventura estiva degenererà nell’annunciata e scampata tragedia. Il messaggio finale, tuttavia, è costruttivo. Aluna Pacis, nel suo libro “Tu non mi uccidi più”, trasmette speranza: salvarsi è un dovere, salvarsi si può, i maltrattamenti sulle donne devono finire. Certe lezioni, forse, non arrivano mai per caso. Toccando il fondo, Aluna ha finalmente imparato ad amare, prima di tutto, sé stessa.

  • Nuovo singolo di Linda D Crescere

    È uscito il 14.02.2014 “Crescere” il video del nuovo singolo di Linda d cantautrice che lo scorso anno si è classificata tra i finalisti dell’ edizione di Sanremo Giovani 2013 con il brano Anima Rotta che ha riscosso un grande successo ed ha finalizzato una battaglia sociale contro il femminicidio.

    Il 17 Marzo su Prima Musica Italiana Records

    in esclusiva su Itunes il nuovo singolo “Crescere”.

    L’ARTISTA

    Linda d, cantautrice e compositrice, nata e vissuta a Roma, esordisce nel 2009 vincendo il pregiatissimo Premio Alex Baroni che ha preso il nome del suo primo album distribuito Universal Music.

    Forte e determinata, Linda d ha deciso di dedicare la sua ARTE al SOCIALE iniziando una battaglia contro il FEMMINICIDIO, che nel 2013 la vedono protagonista con il singolo “ANIMA ROTTA”, che successivamente va tradotto in spagnolo “ALMA” QUEBRADA” e trasmesso nei paesi dell’America Latina.

    Crescere parla di come sia difficile oggi avere una propria identità costruita su esperienze di vita e non su pregiudizi od opinioni comuni; solo chi si pone verso gli altri e verso le cose nuove in maniera aperta e costruttiva può migiorare. Musicalmente è una ballad molto intensa, che parte da un piano e voce per poi arrivare ad un’atmosfera quasi rock. Il brano realizzato con i testi e la musica di Fabio Vaccaro ed Andrea Amati. Video realizzato da Michele Coratella, Daniele Salodini e Veronica Salvini.

    Contacts:

    www.lindad.it

    [email protected]

    [email protected]

    booking: [email protected]

    http://www.primamusicaitaliana.it

  • Moda: Ladymeryfashionvictim presenta Miry@m, la T-shirt per dire NO al Femminicidio

    Da Spyyes nascono le tee dal messaggio sociale, per la linea Violence vs Violence, infatti nasce Miry@m, frutto della collaborazione del brand con l’artista poliedrico Muriel Buminto, autore delle stampe.

    Stampe provocatorie, sono frutto di lungo viaggio dell’artista nel quale non ha potuto fare a meno di notare che il ruolo considerato secondario della donna, accomuna tutti i luoghi in cui è stato.

    La fashionblogger piacentina Ladymeryfashionvictim, protagonista di uno shooting espressivo, presenta sul suo blog Miry@m:

    http://www.ladymeryfashionvictim.com/2014/03/spyyes-presenta-mirym-la-tee-per-dire.html

  • Agenzia Promoter: Il manager Salvo Nugnes: l’impegno contro il femminicidio e il grandioso “Amo tour” di Renato Zero

    Il manager produttore Salvo Nugnes, agente di importanti personaggi in ambito cultura e spettacolo, rintracciato telefonicamente per un’intervista sui grandi nomi della musica nazionale, ha parlato del trionfale “Amo Tour” di Renato Zero commentando anche il suo impegno attivo nella campagna contro il femminicidio e la violenza sulle donne.

    Nugnes afferma “Renato Zero è un maestro di indiscusso talento e radicata esperienza, un capostipite della tradizione musicale italiana. Ho assistito alle sue coreografiche performance durante alcune tappe del suo travolgente -amo tour- in cui emergono tutta l’energia e la carica vitale, che da sempre lo contraddistinguono.

    Zero ripercorre la lunga carriera con le canzoni di vecchia data e i brani più recenti mentre il pubblico dei suoi adorati -sorcini- lo incalza nell’accompagnamento canoro. Sul palco si scatena affiancato da un folto gruppo di ballerini mentre la grande orchestra crea una suggestiva sonorità”.

    Sulla canzone “Nessuno tocchi l’amore” che ha ispirato il nuovo video dice “Un brano di intenso significato e forte patos emozionale. Davvero lodevole la sua spiccata sensibilità nell’affrontare i temi così delicati e di scottante attualità del femminicidio e della violenza sulle donne, che ne dimostrano il concreto impegno etico sociale“.