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  • Antonello De Pierro e Bobby Solo omaggiano Papa Francesco al Piper


    Grande partecipazione per il tributo a Bergoglio, organizzato da Maximo De Marco e Angelo “Ciccio”Nizzo a Roma

    Roma – Si è rivelata un immenso successo la serata dedicata a Papa Francesco, svoltasi l’altra sera presso lo storico Piper di Roma, il tempio della musica beat, che è stato il trampolino di lancio per artisti come Patty Pravo, Rita Pavone e Renato Zero.

    L’evento, denominato “Francisco Ensemble”, è stato organizzato dal poliedrico cantante e regista Maximo De Marco, con la fondamentale e imprescindibile collaborazione del più noto dei p.r. italiani Angelo “Ciccio” Nizzo, è stato un tributo artistico a Papa Bergoglio, intervallato da speranzosi messaggi fede profonda che il rivoluzionario pontefice pronuncia durante i suoi interventi pubblici. Un suggestivo appuntamento a cui non sono voluti mancare tanti personaggi del mondo dello spettacolo, della cultura e della politica, la maggior parte dei quali si è succeduta sul palco, a iniziare dai giovani artisti particolarmente distintisi nei talent show, quali Thomas Grazioso, Luca Napolitano, Manuel Aspidi, Ruben Mendes e Andrea Di Giovanni di “Amici” , Daniele Coletta di “X Factor” , Francesco Guasti di “The Voice”, Maurizio Lipoli di “Ti lascio una canzone” e la trionfatrice di “The Voice of Italy 2013” Elhaida Dani. La conduzione è stata affidata all’attore David Sef e a una ritrovata simpaticissima Flavia Vento, mentre per gestire i momenti più suggestivi è stato lo stesso De Marco ad afferrare le redini dell’evento, regalando momenti emotivi di grande intensità con varie testimonianze di fede. Ed ecco alternarsi sul palco un sempreverde e particolarmente in forma Bobby Solo, accolto da un’esplosione di dilagante entusiasmo e applausi scroscianti, che si è esibito interpretando magistralmente l’arcinoto successo “Una lacrima sul viso”, e Stefano Sani, che ha solleticato le corde amarcord dei presenti modulando la voce sulle note del suo evergreen “Lisa se n’è andata via”. E ancora una sempre conturbante e affascinante Carmen Russo con l’inseparabile Enzo Paolo Turchi, l’étoile Giuseppe Picone e la grande attrice Antonella Ponziani. Particolare interesse e curiosità ha prodotto tra pubblico e addetti ai lavori la presenza del giornalista Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it e presidente del movimento politico Italia dei Diritti, che a oggi figura al 12° posto nella speciale classifica dei politici italiani più amati sul webhttp://www.baroncelli.eu/politici_italiani/, giunto insieme alla brava e bella conduttrice Rai Daniela Miniucchi. De Pierro, ex direttore e voce storica di Radio Roma, era sceso l’ultima volta nel locale di via Tagliamento nel 2008, quando condusse una lunga maratona di spettacolo e premiazioni, in occasione del party organizzato per festeggiare i 10 anni della sua trasmissione radiofonica “La radio dei vip”, un evento passato alla storia della mondanità capitolina per l’altissimo numero di vip presenti, mai visto prima, tra cui figuravano proprio Maximo De Marco, Carmen Russo, Enzo Paolo Turchi e Antonella Ponziani. Ad applaudire all’indimenticabile momento di fede e spettacolo dell’altra sera c’erano anche il bravissimo Agostino Penna, la bellissima ex modella e ora affermata make up artist Sabrina Isidori, la splendida conduttrice Serena Gray, il principe Guglielmo Giovannelli Marconi, Giorgio Ceccarelli, Elisabetta Viaggi e la nota inviata di Gente Vip Giusy Genovese.

    (Foto di Enrico Fianco)

  • De Pierro rende omaggio a Giovanni Paolo II visitando la mostra di Gardini


    Il presidente dell’Italia dei Diritti è intervenuto presso la Casa delle Letterature di Roma congratulandosi con l’amico fotografo per le splendide opere realizzate sul Pontefice santificato

    Roma – La Casa delle Letterature di Roma, in piazza dell’Orologio, a due passi da Piazza Navona, ospita in questi giorni la mostra fotografica “Giovanni Paolo II – Il Grande Uomo”, una raccolta di 45 scatti dell’abile e talentuoso fotoreporter Fazio Gardini, allestita proprio in concomitanza con la canonizzazione di Papa Wojtyla, assieme a Papa Roncalli, con la città invasa da una mole impressionante di pellegrini giunti da ogni parte del pianeta per partecipare a quest’evento epocale per tutto il mondo cattolico. L’esposizione racconta i momenti toccanti, che vanno dalla scomparsa fino ai funerali dell’amato Pontefice, avvenuti sei giorni dopo l’8 Aprile del 2005 a Piazza San Pietro. Frammenti di storia immortalati da un obiettivo guidato dall’occhio esperto di Gardini, capace di cogliere frangenti unici e suggestivi da consegnare al futuro, sotto forma di straordinarie pagine fotografiche, in cui l’arte si mescola con la circostanza temporale, per partorire capolavori di rara maestria.

    La cerimonia fu officiata dal cardinale Joseph Ratzinger in quanto decano del Collegio cardinalizio. Presenti in piazza molti capi di stato e di governo e rappresentanti di tutte le religioni. La salma del Pontefice venne esposta all’interno della Basilica di San Pietro per alcuni giorni e ricevette l’omaggio di una folla di oltre 3 milioni di fedeli, che, durante tutto il giorno e tutta la notte precedente al funerale, attese con pazienza il proprio turno lungo una coda che raggiunse fino a cinque chilometri di lunghezza ed un tempo di attesa che superò le venti ore. Il 28 aprile successivo, Papa Benedetto XVI concesse la dispensa dal tempo di cinque anni di attesa dopo la morte, per l’inizio della causa di beatificazione e canonizzazione di Giovanni Paolo II. La causa fu aperta ufficialmente il 28 giugno 2005 dal cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale per la diocesi di Roma.

    Gardini ha scattato le foto nel momento in cui era appena giunto a Roma da un piccolo paese di Reggio Emilia. Ha fatto sosta a San Pietro per ben 10 giorni consecutivi dal 30 Marzo all’8 Aprile 2005, non separandosi mai dalla sua macchina fotografica, dormendo nel suo sacco a pelo e lavandosi nella fontana del Bernini. Come da lui stesso affermato, per la prima volta nella sua vita ha scattato commuovendosi per via della fortissima emotività che regnava nella piazza. Ha osservato i fedeli e la loro partecipazione nell’abbraccio collettivo che li teneva stretti. Un evento epocale in cui un fiume in piena di pellegrini formava una processione ordinata e silenziosa. Ore ed ore in attesa del proprio turno per poter salutare Pontefice. Giorno e notte non si distinguevano in quell’evento che tutto il mondo seguiva. Ha cercato di cogliere le emozioni di quella gente: devozione, mestizia, speranza.

    Alla mostra ha partecipato anche il presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro, che ha voluto rendere omaggio al Papa santificato e soprattutto congratularsi con l’amico Gardini per le incredibili opere realizzate. Sempre in pole position quando si tratta di sostenere testimonialmente iniziative artistico-culturali De Pierro, che ad oggi figura al 12° posto nella speciale classifica dei politici italiani più amati sul webhttp://www.baroncelli.eu/politici_italiani/, ha dichiarato: “Sono felice e onorato di essere qui oggi per due motivi. Indubbiamente per rendere omaggio alla memoria di un pontefice che, al di là delle opinioni soggettive, ha segnato una svolta epocale nella Chiesa, favorito anche dal lungo pontificato e dallo sviluppo tecnologico, che gli hanno permesso di viaggiare molto e di travalicare frontiere mediatiche fino ad allora impensabili, il tutto a vantaggio di una figura rappresentativa più vicina e tangibile per i fedeli, un percorso che sta giungendo a compiuta concretizzazione grazie all’incredibile opera dell’attuale Papa Francesco. In secondo luogo per sostenere la commendevole iniziativa di Fazio, che ha creduto fortemente in questo progetto espositivo, e infatti me ne aveva parlato più volte, e oggi è riuscito a realizzarlo, permettendo a noi tutti di godere del meraviglioso messaggio che si irradia dalle sue incantevoli opere, di grande valore artistico”

    Tra gli altri ospiti che hanno visitato e apprezzato la mirabolante esposizione, restandone emotivamente rapiti, le attrici Isabel Russinova , Marina Pennafina ed Elisabetta Pellini, il costumista Francesco Crivellini, lo stilista-astrologo Massimo Bomba, Massimo Arsetti, Gaia Maschi Verdi, Elisabetta Viaggi, Antonio Paris, Raffaella Salato, Gian Piero Ventura Mazzuca, Katya Marletta, Gisella Peana, Emilio Sturla Furnò, Gianfilippo Chiarello, Giulia Calenda Tavani, Gabriella Chirarappa e un’indefessa Patrizia Santangelo, che ha apportato un notevole e indispensabile contribuito all’organizzazione della rassegna.

    (Foto di Patrizia Santangelo)

  • Fratello ucciso da Polizia? L’Italia dei Diritti si stringe attorno a Marinelli


    Il presidente del movimento Antonello De Pierro esprime la sua solidarietà al responsabile per il Lazio e per la Tutela dei Consumatori e chiede che sia accertata la verità: “Se ci sono state delle responsabilità auspichiamo che vengano accertate e che chi ha sbagliato paghi in maniera esemplare. Condividiamo con Vittorio il dolore per la grave perdita subita e soprattutto l’impegno affinché, per una vita spezzata troppo presto, sia fatta giustizia”

    Roma – Una gravissima tragedia ha colpito Vittorio Marinelli, responsabile per il Lazio e per la Tuteladei Consumatori dell’Italia dei Diritti. Suo fratello Luigi, 48 anni, è deceduto in circostanze ancora da chiarire, ma che, alla luce di alcuni elementi emersi nell’arco temporale che ha visto il divenire progressivo degli eventi fino al tragico epilogo, allungano pesanti ombre di dubbio sull’operato di qualcuno tra gli agenti di polizia intervenuti. Il germano dell’esponente del movimento extraparlamentare, invalido civile affetto da schizofrenia, si trovava in casa con la madre, un alto dirigente ministeriale in pensione, con cui stava discutendo e sembra che avesse minacciato di usare le mani. La donna, per evitare il peggio, allertava il 113 che inviava sul posto del personale in divisa. A quanto pare sembrerebbe che i primi agenti intervenuti abbiano applicato alla lettera quanto stabilito dal protocollo di intervento e sarebbero riusciti a calmare l’uomo conquistandone la fiducia. La situazione sarebbe poi precipitata quando lo stesso avrebbe chiesto di allontanarsi per raggiungere la sua compagna. Qui, alla presenza del fratello Vittorio, di professione avvocato, giunto da pochi minuti, gli sarebbe stato impedito, giustamente oseremmo dire, in quanto sembra che questi fosse ancora un po’ su di giri. Ma questo rifiuto avrebbe scatenato la sua reazione, che sembra abbia ricominciato ad agitarsi, trattenuto a fatica da tre agenti, che non riuscendo da soli a gestire la situazione, avrebbero chiamato rinforzi. E’ qui il punto da cui inizia il modus operandi contestato dalla famiglia, che parla di analogie col caso Adrovandi, il diciottenne di Ferrara percosso e ucciso da quattro poliziotti poi condannati per i fatti loro contestati. Infatti pare sia giunto sul posto un altro agente di corporatura molto robusta, un vero energumeno, che sarebbe saltato addosso all’uomo ammanettandolo e bloccandolo violentemente contro la porta spingendo con il ginocchio contro la sua schiena. Secondo quanto riferito dal dirigente dell’Italia dei Diritti, suo fratello avrebbe iniziato a sentirsi male, diventando cianotico, con lapalissiane difficoltà respiratorie, e lui avrebbe iniziato a gridare chiedendo di togliere subito le manette, ma pare non ci fossero le chiavi, portate poi da altri agenti. Quando queste sono state rimosse non c’era più nulla da fare, se non un maldestro tentativo di rianimazione che sembra che gli agenti abbiano cercato di fare tramite un massaggio cardiaco. Dulcis in fundo l’arrivo dell’ambulanza, dopo circa un’ora, il decesso del malcapitato, un esame autoptico da cui risulterebbero diverse costole rotte e un’emorragia epatica.

    A testimoniare la vicinanza di tutto il movimento a Vittorio Marinelli e alla sua famiglia è intervenuto il presidente Antonello De Pierro: “Alla luce dei fatti emersi, tutti naturalmente da accertare, parlare di analogie con il caso Aldrovandi mi sembra un po’ azzardato, lì si trattò di violenza gratuita, deprecabile e brutale contro un ragazzo inerme in una congiuntura di grave sottomissione psicologica della vittima, con la capacità di reagire annientata dal terrore del frangente e dal dolore delle percosse, da parte di quattro agenti che purtroppo, per quanto ne sappia, sono ancora in servizio. Qui la situazione è molto diversa, se non nella causa del decesso, che con ogni probabilità è da attribuirsi a ipossia per compressione toracica a causa della postura a cui la vittima è stata costretta suo malgrado. Ciò non toglie che, in base agli elementi testimoniali oculari riferitici da Vittorio, qualcosa nell’applicazione del protocollo procedurale sia stata disattesa. Indubbiamente qualcuno ha superato i limiti concessi dalla codifica normativa. Il tutto, compreso l’inspiegabile ritardo dell’ambulanza, ha causato la morte di una persona. Se ci sono state delle responsabilità auspichiamo che vengano accertate e che chi ha sbagliato paghi in maniera esemplare. Eventi tragici come questo in un paese civile non possiamo accettare che avvengano, è necessaria una maggiore professionalità, perché purtroppo l’approssimazione e la superficialità regnano sovrani. Ci stringiamo attorno a Vittorio Marinelli, che è una delle colonne portanti dell’Italia dei Diritti, e alla sua famiglia, condividendo il dolore per la grave perdita subita e soprattutto l’impegno affinché, per una vita spezzata troppo presto, sia fatta giustizia, dopo aver appurato le eventuali colpe dirette o indirette”.

  • De Pierro su sentenza condanna poliziotti caso Aldrovandi


    Roma – “Finalmente questa triste vicenda ha raggiunto il suo primo punto fermo.
    Una condanna che naturalmente ancora dovrà trovare conferme nei successivi gradi di giudizio, ma che getta una luce su un fatto molto grave in un moderno stato di diritto e rappresenta sicuramente un primo passo verso la legittima richiesta di giustizia e verità da parte dei genitori che portano su di sé ferite morali profonde che non vedranno mai una cicatrizzazione”. Con questa frase Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, ha commentato la sentenza del tribunale di Ferrara che ha condannato a una pena di 3 anni e 6 mesi i poliziotti che la notte del 25 settembre fermarono il giovane Federico Aldrovandi. Eccesso colposo secondo il collegio giudicante, perché gli agenti ingaggiarono con il ragazzo una colluttazione con successivo ammanetta mento in posizione prona che lo condusse a morte per asfissia posturale. “ Se si è arrivati ad una sostanziale conferma del quadro accusatorio – ha precisato il presidente De Pierro – si è fatta emergere una tragica verità. Quella di 4 poliziotti che avrebbero dovuto tutelare l’ordine e la sicurezza dei cittadini e che invece si sono resi colpevoli di un atto così efferato. Tra l’altro se la verità scritta negli atti processuali corrisponde al reale svolgersi dei fatti, francamente mi sembra piuttosto blanda la formulazione di una condanna per eccesso colposo. A mio avviso le risultanze potrebbero portare a configurare l’omicidio preterintenzionale. In ogni caso, indipendentemente da quella che è la pena applicata che non potrà certo riportare Federico in vita, l’importante è che sempre se il tutto verrà confermato, queste persone non dovranno più indossare la divisa per rispetto a quanti svolgono il loro stesso lavoro con abnegazione, professionalità e umanità. Già ci pensa lo Stato a svilire i compiti istituzionali delle forze di polizia a colpi di ronde, perciò quando pecore nere e deviate gettano fango con la loro condotta sul prestigio del corpo, bisogna usare il pugno duro per rimuoverle prima che si allarghino inesorabilmente in propaggini metastatiche. E’ importante perciò che giustizia venga fatta per non scalfire l’imprescindibile fiducia che i cittadini devono riporre in chi è preposto alla loro sicurezza”.