Tag: Fascismo

  • Antonello De Pierro e Anna Procaccini Foà al Galà delle Margherite


    L’evento benefico si è svolto a Roma presso l’Excelsior e ha visto la consegna del premio Nino Manfredi a Franca Valeri

    Roma – Anche quest’anno, come ormai è consolidata consuetudine, si è rivelata un grande successo la manifestazione benefica “Galà delle Margherite”. L’evento, organizzato impeccabilmente da Bianca Maria Caringi Lucibelli e condotto da Nino Graziano De Luca, si è tenuto a Roma presso l’hotel Excelsior di via Veneto e ha puntato a raccogliere fondi da destinare al reparto di radiologia dell’ospedale italiano “Umberto I” del Cairo, per dotarlo di Tac e risonanza magnetica. Un obiettivo raggiunto grazie alla generosità dei tanti ospiti che hanno risposto puntualmente all’appello dell’organizzatrice e che hanno potuto apprezzare e applaudire il personaggio più atteso della serata, la grande attrice Franca Valeri, a cui quest’anno è stato consegnato il premio Nino Manfredi, riconoscimento da qualche anno legato alla kermesse. E proprio Erminia, vedova del compianto attore ciociaro, figurava tra gli illustri invitati, insieme ad Anna Procaccini Foà, moglie dell’incommensurabile Arnoldo, scomparso da alcuni mesi. Molto legato alla famiglia Foà il giornalista Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti e direttore di Italymedia.it, già direttore e voce storica di Radio Roma, che non ha voluto mancare all’appuntamento benefico e ha raggiunto i prestigiosi saloni dell’Excelsior accompagnato dall’incantevole giornalista Rai Daniela Miniucchi, anche se è dovuto scappare molto presto per un impegno improcrastinabile. Tra gli altri presenti la splendida conduttrice televisiva e attrice Maria Monsè, giunta col marito Salvatore Paravia, la bella e brava attrice Elisabetta Pellini, il marchese Giuseppe Ferrajoli, il conte Andrea Marini Sera con la moglie Michela Paliotta Sera, la marchesa Dani del Secco D’Aragona, Marina Ripa di Meana, Sara Iannone, Fioretta Mari, il maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, l’attore Claudio Bondatti.

    (Foto di Fabrizio Bettinelli)

  • De Pierro chiede le dimissioni dei Responsabili “fascisti” di Scilipoti


    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Non dobbiamo sottovalutare questi pericolosi rigurgiti di un triste passato. Ciò vorrebbe dire che la storia non ci ha insegnato nulla”


    Roma – Il plagio ultimamente va di moda. Chissà se l’ex dipietrista Domenico Scilipoti si sia accorto che il manifesto del Movimento di Responsabilità Nazionale, di cui è segretario, presenta diverse frasi praticamente identiche a quelle del “Manifesto degli intellettuali fascisti” del 1925. Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, dimostra di non avere alcun dubbio sulla vicenda: “Fino a quando non verrà presa in considerazione la nostra proposta di vietare i cambi di casacca nel corso della legislatura, cosa che va manifestamente a tradire l’espressione di voto dell’elettore, potremo assistere ancora a cose del genere e forse anche peggio”.

    “La cosa non mi meraviglia affatto – chiosa il leader dell’organizzazione extraparlamentare – ma, pensando a Scilipoti, mi chiedo quale sia la piattaforma ideale su cui basa la sua attività politica, in questo bailamme di contraddizioni esternate. Il tutto risulterebbe chiaro se a Scilipoti questa linea fosse stata, invece, suggerita da qualcun altro. Ciò mi meraviglierebbe ancora di meno, dal momento che la linea tracciata dall’attuale Esecutivo non lascia spazio a dubbi. Un esempio è dato dalla recente proposta di cancellare il reato di apologia del fascismo quando, in passato, abbiamo visto in Parlamento partiti che, a mio avviso, non avrebbero dovuto assolutamente esserci, in virtù del fatto che riprendevano palesemente la dottrina elaborata da Mussolini e dai suoi adepti”.

    In conclusione, De Pierro non nasconde le sue perplessità sull’attuale Governo: “Non dobbiamo sottovalutare questi pericolosi rigurgiti di un triste passato. Vorrebbe dire che la storia non ci ha insegnato nulla. La nostra lotta è per la democrazia e la legalità e tutto ciò va a scontrarsi con quanto la memoria ci ripropone, ricordando il tragico ventennio. Se ancora oggi in Parlamento c’è chi propugna queste tesi e abbiamo un presidente del Consiglio che si sente al di sopra delle leggi, come il Duce di allora che, però, aveva un senso delle istituzioni indubbiamente più solido, allora dobbiamo pensare che il percorso sarà ancora lungo. A questo punto, forse, dobbiamo muoverci verso un’abolizione per legge di tutte quelle formazioni politiche che propongono modelli attinti dal patrimonio ideologico fascista, cosa che certamente non potrà avvenire con questo Governo dove spesso trapelano, in abbondanza, note comportamentali dittatoriali. Vale a dire che quanto fatto da Scilipoti e dal suo movimento dovrebbe portare, immediatamente, all’abolizione del suo gruppo e alla decadenza immediata dal ruolo di parlamentari di tutti i suoi componenti”.


  • Gelli premiato a Ostia, De Pierro furibondo


    Roma – “Sono esterrefatto di fronte alla notizia della consegna di un premio letterario a Licio Gelli. In questi giorni un esercito di sostenitori sta bersagliando me e il movimento con messaggi di protesta chiedendoci di assumere una posizione decisa”. Questo il primo commento del presidente dell’ Italia dei Diritti Antonello De Pierro alla notizia dell’imminente premiazione di Licio Gelli il prossimo 13 giugno al teatro Nino Manfredi di Ostia. “In una nazione civile e democratica – prosegue sdegnato De Pierro – è assurdo che ci debba essere una protesta contro un evento di questo tipo perché è assurda l’esistenza stessa dell’evento. Da quanto è dato sapere la giunta e il consiglio del XIII Municipio parteciperanno in massa in maniera bipartisan salvo qualche sporadica defezione. Non riesco a comprendere il senso di ciò, posso solo attribuire il fatto a pura ignoranza: probabilmente i signori in questione non conoscono le pagine dolorose, oscure e sinistre scritte da Gelli nella storia d’Italia. Mi auguro che il motivo sia questo – polemizza De Pierro – non voglio neanche credere che questi, purtroppo rappresentanti istituzionali, si riconoscano nel piano di rinascita democratica della loggia P2 o in altre peculiarità della non certo invidiabile carriera criminale di Gelli. D’altronde non dimentichiamoci che elementi presenti nelle liste scoperte nel covo del Venerabile a Castiglion Fibocchi siedono attualmente in Parlamento o addirittura nel Governo o in altri posti di grande importanza strategica”. Amara e incisiva la conclusione del presidente dell’Italia dei Diritti: “Mi auguro che i rappresentanti politici che gestiscono l’amministrazione di Ostia e dintorni rinuncino a presenziare a questa deprecabile iniziativa altrimenti, vista la palese mancanza di senso delle istituzioni, resterebbe un’indelebile macchia sul già ampiamente criticabile governo del territorio. Comprendo che per chi è relegato ai margini della politica centrale in realtà periferiche ha obiettivamente poche occasioni per mettersi in mostra ma questo è di certo il modo e il frangente peggiori per pavoneggiarsi sotto i riflettori”.”

  • Censura Borromeo e Vauro, De Pierro contro Marano


    Roma – “Ancora una volta sono costretto a chiamare questo esecutivo con il suo vero nome, ‘Regime’ ”.
    Questo il lapidario commento di Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, sulla sospensione della messa in onda dell’intervista a Beatrice Borromeo e Vauro Senesi, rilasciata al programma “L’Era Glaciale” di Daria Bignardi. Non sarà possibile assistere alla puntata prima delle elezioni per decisione del direttore di RaiDue Antonio Marano, secondo cui i due ospiti avrebbero affrontato questioni politiche in periodo elettorale senza contraddittorio. “ E non mi si venga a dire – ha continuato De Pierro – che ho usato un termine antiquato e anacronistico, perché il mio non è un parallelismo con il fascismo, frutto di un ideale insano che ormai ha fatto il suo tempo. Questo è un regime mediatico, moderno, ma sempre pronto a marciare con i cingoli sulle fondamenta della democrazia. In genere quando avviene un colpo di Stato, i fautori cercano sempre di impossessarsi del Parlamento e delle televisioni, noi questo pericolo non lo corriamo. Questo Governo le televisioni le possiede già. E non c’è bisogno di manganelli, olio di ricino e squadracce, anche se di tanto in tanto qualche rigurgito reazionario ce le ripresenta nel tessuto sociale con le loro spettrali sembianze. Gli stessi risultati sulla mente dell’ignara popolazione sono ottenuti semplicemente con il bombardamento mediatico che fa leva sull’assoluta stupidità, incapacità critica e memoria corta di un’amplissima fetta di italiani. Quando invece si teme che qualche fervida mente pensante possa risvegliare dal torpore delle coscienze qualcuno un po’ più arguto, allora si mette in atto con abilità la mannaia della censura. Mi fa sorridere che Antonio Marano dichiari di non avervi mai fatto ricorso in vita sua. Certamente gli italiani, ben addomesticati da televisioni manipolate e Tg abusivi, difficilmente ricorderanno la grave epurazione di Massimo Fini e quella ancor più assurda ai danni di Francesco Paolantoni, entrambe su ordine di Marano. In quest’ultimo caso il direttore di Rai Due, quando visionò il programma del comico napoletano prima di essere trasmesso, si accorse di una pericolosa malattia che aveva colpito l’attore fin dalla nascita, cioè quella di essere partenopeo. Sembra proprio che la giustificazione sia stata quella di non poter affidare il programma a un napoletano, perché lo stesso Marano era stato, parole sue, ‘messo lì dalla Lega’. La trasmissione fu poi affidata al padano doc Daniele Bossari e fece un flop colossale negli ascolti. Però almeno la purezza della razza padana era stata preservata. Mi auguro che questa panzana di essere totalmente estraneo a meccanismi censori sia ritirata, perchè alla luce di questi fatti sembra proprio che il direttore sia particolarmente avvezzo a questa pratica. In special modo quando intravede il pericolo che trapeli anche il minimo barlume di autenticità che rischi di far vacillare il potere di una banda di ‘ladri’ di democrazia”.

  • De Pierro contro i fascisti in azione alla Rai di Via Teulada


    Sullo stile del ventennio, nella nottata di lunedì, un drappello di militanti di estrema destra, ha scatenato l’inferno alla sede Rai di via Teulada, per sfogarsi contro la trasmissione, “Chi l’ha visto?”, condotta da Federica Sciarelli.
    “Sono sconvolto da una notizia di questo tipo. È la prima volta che accade una cosa del genere contro la Tv di stato.” Tuona il presidente del movimento dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro,
    il quale prosegue portando alla luce le magagne, che sono all’ordine del giorno dell’attuale esecutivo:
    “Non è un caso che sia avvenuto dopo l’avvento della destra al potere, sia a livello nazionale, sia a livello locale. Ma soprattutto a Roma, subito dopo l’elezione di Gianni Alemanno. E non dimentichiamo, che il giorno del suo insediamento, il gesto del saluto romano era più una consuetudine che un’eccezione. Da allora – prosegue il presidente De Pierro – si sono moltiplicate le aggressioni squadriste di tipo razzista e xenofobo. Con una frequenza che non ha precedenti nelle statistiche della storia capitolina recente.”
    Sentendo parlare ancora di questi fatti la memoria scivola nel passato, per cui anche le parole di Antonello De Pierro, puntano il dito verso quel periodo:
    “Cose di questo tipo proiettano inevitabilmente la memoria, in un periodo storico che tutti noi pensavamo fosse confinato solamente nei libri di storia. Ma invece dobbiamo constatare che le manifestazioni amarcord di quella tragica epoca, talaltro aborrita dalla costituzione, continuano a trovare spazio ancora oggi. Non dimentichiamo – prosegue il presidente dell’Italia dei Diritti – che anche Mussolini condannava gli episodi violenti ufficialmente, ma poi la mente pensante, si trovava sempre nel suo entourage.”
    Il presidente De Pierro conclude i suoi pensieri con un auspicio e una speranza:
    “Mi auguro che le compagini politiche a cui questi elementi si riferiscono ideologicamente, si muovano in modo efficace, per fugare ogni dubbio su eventuali responsabilità e che la magistratura si muova con decisione, sfoderando il pugno di ferro. Perché episodi del genere, da qualunque orientamento politico provengano, non trovano nel modo più assoluto alcun margine di giustificazione. Anche se qualcuno – puntualizza De Pierro – come ad esempio, Alessandra Mussolini, ha avuto addirittura l’ardire, di accampare qualche elemento di difesa.
    Se non si interviene immediatamente, – auspica il presidente – si rischia di tornare se non proprio alla dittatura fascista, certamente agli scontri ideologici, che caratterizzarono la storia degli anni ’70.”

  • Morte Haider, si avvalora la tesi di De Pierro su omicidio


    Roma – “ Mi aspettavo una notizia del genere, infatti anche a caldo avevo fatto dichiarazione che avanzavano ipotesi di omicidio perché vedevo qualcosa di diverso dal solito incidente”.
    Così il presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro, appena appresa la notizia che la moglie del leader austriaco, da poco deceduto in un incidente automobilistico, ha verificato la possibilità di far eseguire all’estero una seconda autopsia sul corpo del marito, forse in Italia dove vive la figlia. “ La vicenda – continua De Pierro – è apparsa subito molto ambigua, e anche i vari pettegolezzi che hanno contornato immediatamente la tragica fine di Haider lasciavano intendere subito che erano un’abile depistaggio. Quanto dichiarato dalla vedova non fa altro che corroborare la mia tesi, e evidentemente se la signora Haider ha sollecitato una svolta delle indagini in tal senso possiede certamente degli elementi probatori pregnanti e significativi”. Notizie ufficiali riportano infatti che la moglie di Haider non solo ha trasportato il corpo in Italia per un’autopsia indipendente ma ha richiesto ulteriori prove su campioni di stoffa i quali saranno portati in Germania. “ Mi auguro – conclude De Pierro – che la magistratura austriaca riesca a far luce sulla vicenda e che il tutto non vada ad infoltire la già nutrita lista dei tanti misteri irrisolti di cui l’Italia purtroppo sa qualcosa”.

  • Scritte antisemite, solidarietà di De Pierro a Marrazzo


    Roma – Ancora scritte antisemite sui muri della Capitale, ancora una volta uno spettacolo indegno agli occhi dei romani.

    Questa volta le offese oltraggiose sono dirette al presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, il quale ha ricevuto immediatamente messaggi di solidarietà da parte di molti esponenti politici tra i quali il sindaco di Roma Gianni Alemanno e dall’on. Enrico Gasbarra. Sull’argomento è intervenuto anche il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, il quale sostiene: “ Sono molto amareggiato e preoccupato per quanto è avvenuto. Esprimo la mia piena solidarietà a Piero Marrazzo attaccato solo per aver espresso delle opinioni e aver fatto delle dichiarazioni su ciò che è stato abbondantemente condannato dalla storia. E’ semplicemente assurdo che in un paese che si definisce civile, soprattutto su una città come Roma che ha pagato un caro prezzo nella battaglia contro il nazi-fascismo, ancora vi siano delle frange di idioti che inneggino a un tragico periodo storico, tra l’altro solo per tendenza e senza avere basi cognitive e culturali su ciò che è espresso dalle loro menti demenziali”. La frase oggetto dell’indignazione da parte di De Pierro e trovata scritta nella mattinata di oggi è stata prontamente cancellata da una squadra del decoro urbano dell’Ama. “ Purtroppo – continua De Pierro – dopo l’ascesa allo scranno di primo cittadino di Gianni Alemanno, pur se il sindaco ha sempre condannato tali atti, il suo passato politico inevitabilmente rigenera il fanatismo e produce pericolosi rigurgiti nazisti. Mi auguro che la magistratura indaghi a fondo, individui i colpevoli e li punisca con pene esemplari affinché si gettino le fondamenta per l’edificazione di una solida società civile che pensavamo di avere costruito, ma che con dolore, purtroppo, dobbiamo prendere atto che c’è ancora molto da fare”.

  • Omaggio di La Russa alla Rsi, De Pierro con Napolitano


    Non si placano le polemiche innescate due giorni fa dalle frasi di Alemanno in merito al regime fascista; al contrario, autorevoli esponenti di AN sembrano avere tutte le intenzioni di rinvigorire la fiammella, soffiandoci sopra a pieni polmoni.
    Solo ieri, infatti, il ministro della Difesa Ignazio La Russa, si rendeva protagonista di un indiretto ‘botta e risposta’ col presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il pomo della discordia, stavolta, era la Repubblica di Salò; mentre Napolitano, infatti, esaltava il ruolo dei militari che rifiutarono di aderire al regime fascista, “tenendo vivo il senso della fedeltà al giuramento..”, La Russa, invece, veniva colto da uno scrupolo di coscienza, dichiarando di non potere, proprio per questo, esimersi dal ricordare che anche i ‘repubblichini’, a loro modo “credevano nella difesa della Patria”.
    Sull’accaduto interviene duramente Antonello De Pierro. “Napolitano ha fatto benissimo a ‘bacchettare’ il ministro della Difesa; è assurdo omaggiare coloro che si opponevano allo sbarco degli Alleati, i quali avrebbero liberato la Nazione dall’oppressione autoritaria e liberticida del fascismo, e proprio nel momento in cui l’Italia era teatro di una sanguinosa guerra civile. D’altronde, in un governo dove figurano personaggi che sono figli di quel regime, ne hanno sempre sostenuto la dottrina, salvo poi ammorbidirla per opportunità politica, è quasi naturale che accadano fatti del genere. E’ una vicenda certamente preoccupante verso la quale bisogna prestare attenzione; io personalmente la interpreto come un pericoloso rigurgito reazionario.”