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  • Intervista di Alessia Mocci a Fabiola Farina ed al suo “Un’adolescente sulla soglia dei quaranta”, Rupe Mutevole Edizioni

    Un’adolescente sulla soglia dei quaranta”, edito nel 2010 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Trasfigurazioni”, è un racconto basato su un percorso fisico e mentale dell’autrice Fabiola Farina. Fabiola ha pubblicato nel 2009 con Rupe Mutevole la raccolta di poesie e racconti “L’uncino che trafigge l’anima”.

    “Un’adolescente sulla soglia dei quaranta” è un excursus sulla società e sulle regole che mantengono salda la società, un discorso interiore con destinatario, il lettore per l’appunto, che prevede una sorta di congiunzione di pareri e di possibili risposte. La Farina non cerca di attingere dai grandi pensatori per le sue disquisizioni piuttosto inserisce il suo “personale vissuto” all’interno di un flusso mentale lontano dall’autoreferenzialità.

    La faccenda del compromesso comunque non mi ha mai convinto. Siamo sinceri, se si hanno due visioni opposte della stessa questione, uno deve cedere e l’altro matematicamente no.

    Naturalmente, in soccorso alle apparenze arrivano una serie di frasi come: o e via così.”

    Fabiola è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua vita letteraria e sulla sua pubblicazione. Buona lettura!

    A.M.: Quanto è importante l’essere autobiografica ma non autoreferenziale?

    Fabiola Farina: Il libro è autobiografico solo nella prima parte, e lo è nella misura in cui propone domande e perplessità sulle regole e convenzioni sociali senza porsi l’ambizione di analizzarle criticamente o darne una risposta analitica.

    Queste riflessioni credo che siano comuni a molte persone che a vario titolo non danno ad esse un senso di dignità, credendo che siano inutili o devianti un corso prestabilito.

    Il libro, come il viaggio intrapreso per raggiungere le Dolomiti, è uno schizzo veloce e colorato verso la meta di un sollievo fisico e mentale, non vuole quindi cercare la soluzione di alcun dilemma, semmai accorgersi di come si articolano alcune difficoltà della vita. Per questo motivo non credo che il testo sia autoreferenziale dato che non indulge né a qualche mio comportamento né a qualche parte di esso.

    A.M.: Cos’è una regola sociale?

    Fabiola Farina: Il libro non ha lo scopo di definire e trattare in maniera specifica le regole e le convenzioni sociali, tuttavia, per rispondere alla domanda che può porsi anche il lettore, si può indicare la “regola sociale”come una norma esplicita quanto implicita. Per quest’ ultima caratteristica gli individui hanno tentato, a mio parere, di ingabbiare nel corso del tempo attraverso l’etica e la morale.

    Ciò che mi ha spinto a prenderla in considerazione(senza voler assolutamente approfondire )è la prescrittività che denota la regola che è poi l’aspettativa che il gruppo ha rispetto a coloro che ne fanno parte.

    La domanda che mi sono posta è la seguente: “ ma se la mente partorisce idee che tradiscono questa benedetta aspettativa, sono da rigettare? Da accettare con riserva? Da prendere in considerazione ? .

    Domande rivolte sia a me stesa che ai lettori naturalmente.

    A.M.: Pensi sia solamente un fattore di associazione tra le persone la causa della chiusura mentale?

    Fabiola Farina: La società è stratificazione di storie passate e presenti di individui che viaggiano sugli stessi binari.

    Non parlerei tanto di chiusura mentale quanto di utilizzo di “treni” differenti contenuti determinati concetti, idee, comportamenti. Ognuno è libero di scegliere il convoglio che più gli aggrada in base alla propria personalità ed al proprio carattere senza che io venga ad esprimere alcun giudizio in merito.

    A.M.: Negli ultimi capitoli c’è un cambio di registro. Perché questa scelta?

    Fabiola Farina: Ero in un particolare momento del mio viaggio e del mio racconto in analogia a come avviene nella normale conversazione delle persone dove i discorsi si spezzano(apparentemente) mentre il filo logico rimane nell’individuo che parla.

    In questo caso il mio filo logico era portare degli esempi in forma di racconto inventato, relativi a quello che avevo delineato nella prima parte( aspettative, comportamenti stereotipai e non, e relativi effetti) tendenzialmente autobiografica.

    Come scrittore non mi preoccupa la sperimentazione anche se in modalità brusca.

    Quando ho deciso di scrivere come professione (perché è ciò che mi rende davvero felice)non ho mai sentito il bisogno di utilizzare uno stile anziché un altro, di creare un canovaccio o stilare bozze di un racconto o figure di personaggi.

    I miei libri nascono giorno per giorno, tendono a spaziare in base al mio stato d’animo, dal racconto breve a quello lungo, dalla poesia al romanzo, dal parlare di me a creare situazioni di pura fantasia.

    A.M.: Verità e ironia. Quali percentuali in “Un’adolescente sulla soglia dei quaranta”?

    Fabiola Farina: L’unica verità incontrovertibile è che ho fatto un viaggio, che nella mia borsa c’erano una penna ed un quaderno e che passeggiando, la solitudine mi ha portato a ricordare e sezionare parti della mia esistenza riportandole su carta.

    Nel corso di questo viaggio , essendomi istintivamente avventurata nella ricerca delle verità della mia vita, mi sono imbattuta nelle solite domande e lo spettro di tutte le possibili risposte non permette di raggiungere una sola verità. La difesa contro questa perdita di focalizzazione è solo l’ironia, ovvero un’elaborazione individuale, talora leggera talora sferzante, di ciò che uno pensa di capire del mondo.

    A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole? La consiglieresti?

    Fabiola Farina: Questa casa editrice ha creduto in me ed ha permesso che io esprimessi le mie idee senza reticenze. Già la storia del suo nome, che si rifà ad una rupe che cambia colore in base alla luce del sole esprime quanto desiderio abbia di spaziare, attraverso una grande apertura mentale, dalle opere più commerciali a quelle più introspettive, apparentemente più complesse da leggere perché richiedono una partecipazione attiva dell’animo del lettore che non vuole fuggire di fronte a se stesso, ma di forte spessore umano e letterario.

    Inoltre è assolutamente consigliabile per la caratteristica peculiare che ha questa casa editrice: l’onestà.

    A.M.: Per il 2011. Puoi anticiparci qualcosa?

    Fabiola Farina: Sto scrivendo un romanzo ma ho altri progetti di cui non parlo per scaramanzia.

    Vi auguro un felice anno di cuore.

    Grazie Fabiola, anche noi ti auguriamo un felice 2011 ed aspettiamo con curiosità la tua nuova pubblicazione.

    Link recensione “Un’adolescente sulla soglia dei quaranta”:

    http://www.express-news.it/cultura/%E2%80%9Cun%E2%80%99adolescente-sulla-soglia-dei-quaranta%E2%80%9D-di-fabiola-farina-rupe-mutevole-edizioni/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.poesiaevita.com/

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • “Un’adolescente sulla soglia dei quaranta” di Fabiola Farina, Rupe Mutevole Edizioni

    La stazione è una metafora di me. Puoi camminare a piedi e arrivare a casa (se ci arrivi) distrutta, o sederti, usare il mezzo che viaggia per te, col compromesso però (che io definisco sempre obbligo) di pagare il biglietto. E se facessi il viaggetto senza attenermi alle regole e quindi non pagando?”

    La metafora della stazione con la sua semplicità riesce ad impressionare, nella mente del lettore, l’idea di “eliminazione del bivio” per una più semplice di “creare per ogni bivio un nuovo bivio”. Il mutamento improvviso dovrebbe caratterizzare ogni essere umano che segue le proprie inclinazioni, pagare o meno il biglietto, prendere o meno un treno, ogni scelta dovrebbe essere caratterizzata da ciò che si vuole realmente fare e non da ciò che “gli altri farebbero”.

    Un’adolescente sulla soglia dei quaranta”, edito nel 2010 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Trasfigurazioni”, è un breve romanzo autobiografico di Fabiola Farina. Fabiola ha pubblicato nel 2009 con Rupe Mutevole la raccolta di poesie e racconti “L’uncino che trafigge l’anima”. Il libro consta di 80 pagine e vede l’introduzione della stessa autrice, la prefazione del Maestro Vincenzo Bianchi (candidato al Nobel per la Pace), quindici capitoli di diversa estensione ed indice. Nell’introduzione Fabiola descrive il suo racconto lungo come “autobiografico ma non autoreferenziale” donando quindi al lettore un’idea chiara di ciò che sono le pagine successive.

    “Un’adolescente sulla soglia dei quaranta” è un discorso dell’autrice con il lettore, è un flusso di pensieri che si interroga sulle “regole sociali” presenti nella società italiana. Un discorso interiore che inizia con un viaggio fisico, un ripercorrere 800 chilometri in treno per allontanarsi da qualcosa e trovare altro, anche e solo una nuova domanda od una nuova consapevolezza. Fabiola ha 35 anni, e non avendo ne marito ne figli non riesce ad integrarsi nella società, perché la massa non accetta nessuna diversità non accorgendosi che ogni essere umano è sostanzialmente differente alla nascita, un essere unico. La diversità, intrinseca nell’essere umano, viene eliminata con delle costruzioni etiche e delle regole delle quali non si conoscono gli ideatori e che si presentano con un classico “non si fa” che si continua a ripetere con parole e sguardi a coloro che non rientrano nei “giusti” e comuni standard.

    La faccenda del compromesso comunque non mi ha mai convinto. Siamo sinceri, se si hanno due visioni opposte della stessa questione, uno deve cedere e l’altro matematicamente no.

    Naturalmente, in soccorso alle apparenze arrivano una serie di frasi come: o e via così.”

    Lo stile dell’autrice si avvale di una prosa semplice ed ironica per creare una fluidità di discorso che permette al flusso di pensieri di esser seguito ed individuato come realistico. Dal concetto di famiglia si ottiene una disquisizione sulle regole e sulla maturità personale che va oltre la singola risposta in quanto obiettivo di Fabiola non è realizzare un’opera per dei nuovi fedeli ma far riflettere i lettori sulle visibili diversità personali, e sulla inutilità di ricercare il giusto e lo sbagliato. La conclusione di “Un’adolescente sulla soglia dei quaranta” sarà un’ottima sorpresa che non voglio svelare.

    Scatta subito il pregiudizio sociale in automatico dall’inconscio: “è un poco di buono” (se gli va bene!).

    E poi dicono quella stupida frase “l’abito non fa il monaco”. Ma se la riferiamo al lato estetico, da cosa si dovrebbe riconoscere un monaco in prima battuta se non dal suo abito?

    Ecco dimostrato che non si è liberi neanche di decidere che vestiti indossare perché ci sono regole anche per questo.”

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.poesiaevita.com/

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni