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  • DALL’AMIANTO AL FOTOVOLTAICO: TETTO IN AFFITTO PER PRODURRE ENERGIA DA VENDERE

    Davvero ottimizzati al cento per cento i benefici derivanti dall’energia solare in questo intervento progettato e realizzato da New Light. Si tratta di un intervento di riqualificazione energetica per un edificio ad uso commerciale produttivo. Il committente ha scelto di riqualificare a proprie spese un tetto preso in affitto per i prossimi 20 anni. Sistemate le pratiche del caso con la proprietà, la richiesta fatta dal committente a New Light era quella di smantellare un tetto in eternit e sostituirlo con un impianto fotovoltaico ad integrazione architettonica totale. L’obiettivo era quello di realizzare un impianto ad altissimo rendimento con lo scopo non tanto di coprire la richiesta energetica dello stabile (per altro molto bassa), quanto di produrre quanta più energia possibile per la vendita in rete.

    Un investimento in energia rinnovabile a tutti gli effetti orientato al profitto, a riprova che scegliere il fotovoltaico è un modo reale, redditizio e concreto di fare investimento.

    Grazie alla guida esperta di New Light infatti, è stato possibile ottenere un finanziamento al 100% per la realizzazione dell’impianto, con un piano di rientro dei costi (coperti con i proventi della vendita di parte dell’energia) stimato in 7 anni dopo i quali tutta l’energia prodotta originerà capitale netto, senza che i committente abbia dovuto investire un solo euro di tasca propria.

    Dal punto di vista tecnico per ottimizzare la resa della superficie disponibile, i progettisti hanno scelto di utilizzare due diverse tecnologie per la copertura delle due falde tenendo conto delle diverse condizioni di irraggiamento. Per la falda ad est sud est è sono stati selezionati pannelli in silicio cristallino, capaci di catturare al meglio l’energia derivante da irraggiamento diretto, mentre per la falda ad ovest nord ovest è stato un film sottile in telluro di cadmio, capace di dare ottime prestazioni anche catturando energia da luce diffusa (grazie anche alla scarsa inclinazione della falda).

    Unendo queste due tecnologie è stata stimata per l’impianto una capacità produttiva di circa 100.000 kWh/anno, cui saranno applicate le agevolazioni massime previste dalla Finanziaria, in cui si sommano i benefici della scelta dello smaltimento amianto e dell’integrazione architettonica totale.

    DATI DI IMPIANTO

    Potenza: 99,4 kWp

    Superficie impianto: 950

    Moduli FV falda EST: policristallino CSI 112 moduli da 210 W e 152 da 220 W

    Moduli FV falda OVEST: film sottile al telluro di cadmio First solar 432 da 75 W e 144 da 72,5 W
    Inverter: AURORA POWER ONE 4×10.0 OUTD-IT (per moduli First solar) 4×12.5 OUTD-IT (per moduli CSI)
    Ubicazione: Belluno

    Costi di installazione: € 415.000 + iva rifacimento e smaltimento amianto compresi finanziato al 100%

    Tempi di recupero: 7 anni

  • De Pierro al vetriolo chiede dimissioni Innocenzi


    Roma – “ Ora basta. Non è più tempo di indugi, chi ha fallito nell’espletamento del suo mandato è giusto che ne tragga le opportune conclusioni e si dimetta”.
    Con questa dichiarazione al vetriolo Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, prosegue la sua battaglia contro il degrado della pineta di Castelfusano, area verde in cui pullulano da tempo insediamenti abusivi e discariche a cielo aperto, utilizzate anche per lo sversamento di rifiuti altamente inquinanti.
    “Più giunte si sono succedute – ha rincarato la dose De Pierro – e diversi assessori all’ambiente si sono alternati, ma continua a dominare incontrastato l’immobilismo e il disinteresse. Laddove almeno l’ex assessore Paolo Stellino ha tentato di attivarsi, l’attuale non ha ancora mosso un dito. Noi dell’Italia dei Diritti da tempo immemore denunciamo inascoltati il perdurare di questa situazione. La pineta viene utilizzata da alcune ditte che vi depositano i materiali tossici per risparmiare sullo smaltimento dei rifiuti, in palese disprezzo di un’oasi verde di riconosciuto valore paesaggistico e naturalistico. Più volte abbiamo richiamato l’attenzione delle istituzioni, che hanno sempre fatto orecchie da mercante. Pochi giorni fa è stato rinvenuto dell’amianto. Da un monitoraggio effettuato nel territorio del XIII municipio, è stato rilevato un aumento vertiginoso delle patologie neoplastiche. La tragedia del rogo era di forte impatto emotivo, ma questa è una tragedia lenta che si consuma giorno per giorno, inesorabilmente e silenziosamente.
    Abbiamo denunciato il fenomeno della prostituzione dilagante, abbiamo anche pubblicato le targhe dei clienti sul web, ma nonostante il varo di ordinanze tanto ben propagandate quanto inconsistenti, il fenomeno è ancora lì a portata d’occhio, in tutto il suo squallore e con le sue logiche e naturali conseguenze. In occasione di un nostro incontro con il presidente Giacomo Vizzani ci era stato assicurato che tutto ciò sarebbe terminato entro la fine di ottobre scorso. Ciò non è avvenuto e, alla luce dei fatti più recenti, è palesemente stato disatteso. Ora ci appelliamo al senso istituzionale e alle indubbie capacità gestionali del presidente della giunta, affinché il titolare dell’Assessorato all’Ambiente Giancarlo Innocenzi lasci immediatamente il suo posto: o provvede a dimettersi spontaneamente oppure sia il presidente Vizzani a ritirargli la delega. In questa direzione sono orientati tutti i cittadini che hanno a cuore la sorte della riserva naturale e tutto il mondo dell’associazionismo sano. Su questo terreno siamo pronti ad ingaggiare una dura battaglia, perché il benessere della collettività a noi sta a cuore sul serio, senza demagogie di sorta”.