Tag: esercito

  • Sindacati di Polizia contro rinnovo sistema pensionistico del Governo

    Il sindacato Sap (Sindacato Autonomo Polizia) insieme ai sindacati di polizia Siulp, Sap, Ugl, Consap, le rappresentanze di Polizia Penitenziaria, Corpo Forestale, Vigili del Fuoco, i Cocer-Carabinieri, Guardia di Finanza, Esercito e Marina si dicono pronti “a mettere in atto manifestazioni di protesta, con modalità eclatanti” se le loro richieste non verranno ascoltate a breve dal nuovo Governo Monti.


    “La bozza di Regolamento pensionistico presentata dal Ministro Fornero alle Amministrazioni è – infatti – assolutamente irricevibile”.

    Non è assolutamente possibile pensare di penalizzare chi dopo anni di lavoro sta per andare in quiescenza; questi hanno infatti acquisito dei diritti negli anni che non possono essere portati via.

    Il nuovo regolamento, poi, non tutela in nessun modo i giovani e obbliga anche gli operatori delle Forze dell’Ordine a lavorare fino a 65 anni e oltre, senza tener conto della specificità della loro professione.

    Tutelare la sicurezza dei cittadini, richiede infatti, uno sforzo fisico ben superiore a quello di un semplice impiegato.

    Il Sap lamenta anche la lunga attesa per l’incontro con il ministro Fornero, da tempo promesso; il sindacato non si ritiene però sconfitto e continuerà ad intraprendere ogni forma di mobilitazione utile e necessaria affinchè la bozza del suddetto regolamento venga variata.

    Il Sap insieme a tutti gli altri sindacati della forza dell’ordine, esercito, carabinieri, ecc. sono , infatti, disposti al dialogo e al confronto…a patto che gliene venga data l’opportunità!

    Argomenti interessanti:

    Prestiti Carabinieri

    Finanziamenti on line


  • CESSIONE DEL QUINTO PER DIPENDENTI DELL’ESERCITO

    Da qualche anno, esiste un prestito personale in Italia, e solo in Italia, particolarmente agevolato per i lavoratori dipendenti e i pensionati ed è la cessione del quinto: per questo motivo anche i dipendenti dell’Esercito, come dipendenti statali, possono ottenere il finanziamento in modo semplice e snello.

    La cessione del quinto è un prestito concedibile dalle banche e dagli istituti eroganti certificati, ma anche dagli intermediari finanziari iscritti presso l’Ufficio Italiano Cambi.

    Una delle caratteristiche più agevolate della cessione del quinto per gli appartenenti all’Esercito Italiano e la modalità di rimborso che avviene tramite la trattenuta automatica sullo stipendio mensile del richiedente, e il responsabile addetto a realizzare questi versamenti è il proprio datore di lavoro, in questo caso il dipartimento amministrativo del Ministero della Difesa. Questo fatto fa diventare la cessione del quinto, un prestito sicuro e senza rischio e, in conseguenza, in uno dei prestiti per i dipendenti dell’Esercito, maggiormente richiesti.

    ESERCITO

    I prestiti cessione del quinto includono nel proprio contratto due assicurazioni sulla vita e sull’impiego che tutelano sia la famiglia del richiedente sia la banca erogante in caso di premorienza o perdita del lavoro. Inoltre, nella cessione del quinto per dipendenti statali, la rata di rimborso e il tasso d’interesse sono fissi per tutta la durata del contratto di prestito che può essere di un massimo di 120 mesi.

    Questo finanziamento, riservato ai dipendenti e ai pensionati (cessione del quinto a pensionati) appartiene alla categoria dei prestiti non finalizzati e per questo motivo non sono richiesti documenti per giustificare la finalità del denaro erogato come in altri prestiti come quelli al consumo o i prestiti auto. Nella cessione del quinto infatti, il richiedente ha la possibilità di utilizzare la liquidità erogata come crede conveniente.

    I dipendenti dell’Esercito possono ottenere una cessione del quinto in modo davvero veloce: è consigliabile però farsi fare diversi preventivi, anche attraverso la rete, per scegliere il prestito più favorevole. Dopodiché, nel giro di pochi giorni è possibile avviare la pratica e ottenere l’importo prestabilito nel contratto.

    Lo Staff PrestitoaStatali.it

  • De Pierro commenta accuse del Times ai Servizi italiani

    Roma – “ Auspico che la vicenda sia una montatura, anche se il Times è una testata riconosciuta per autorevolezza e serietà professionale e quindi dubito che possa muovere in modo completamente gratuito accuse così gravi”.

    Con questa frase Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, si è espresso sull’ipotesi formulata dal quotidiano della City che i Servizi Segreti italiani abbiano versato dei soldi alle milizie talebane per scongiurare attacchi ai nostri soldati e pacificare così le aree presidiate dal contingente. “ La gravità del fatto ipotizzato – ha chiosato De Pierro – è tale che il Governo dovrebbe rispondere immediatamente al Parlamento e cercare di produrre davanti al’opinione pubblica una corposa piattaforma probatoria con cui fugare anche il minimo dubbio di veridicità delle accuse rivolte. Qualora l’esecutivo non riuscisse a garantire la da noi sinceramente sperata dimostrazione di infondatezza di quanto affermato dal quotidiano, ci troveremmo di fronte ad un crisi gravissima tanto più perché parrebbe che se fosse confermata la versione, ciò sarebbe all’origine del decesso di dieci soldati francesi. In tal caso un governo responsabile e con il minimo senso istituzionale avrebbe l’obbligo morale di dimettersi solo per il fatto di non riuscire a dimostrare il contrario. Chiaramente se ci fossero delle responsabilità accertate, dovrà essere l’autorità giudiziaria a fare piena luce senza sconti agli eventuali colpevoli che dovrebbero essere allontanati definitivamente da ogni attività istituzionale”.

  • Grazie a Italia dei Diritti Brunetta fa marcia indietro su pubblico impiego


    Roma – “Grazie alle numerosissime proteste portate avanti anche grazie alla copiosa e attiva partecipazione dei nostri simpatizzanti che ci hanno sostenuto, con e-mail, lettere e quant’altro, siamo riusciti a far fare marcia indietro al ministro Brunetta”. Questo l’incipit di Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, nel commentare l’introduzione soft nel decreto anticrisi, all’art. 17, interamente dedicato agli enti pubblici e ai suoi dipendenti di norme che invaliderebbero la linea portata avanti dal ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta. Tra le misure, che con molta probabilità diventeranno legge con la prevedibile conversione, il ripristino delle vecchie fasce orarie di visita per i lavoratori malati, la proroga del processo di stabilizzazione del personale precario fino a tutto il 2010 e l’annullamento della decurtazione sul salario accessorio dei primi 10 giorni di malattia.
    “E’ una grande soddisfazione – dice De Pierro riferendosi alla silenziosa abrogazione delle norme del noto decreto Brunetta – che rende giustizia a una vera e propria vessazione subita dai dipendenti pubblici che non ha fatto altro che aumentare i casi di mobbing all’interno della PA, essendo diventati gli impiegati molto più ricattabili di prima. Non abbiamo, infatti, mai compreso la logica con la quale è stato partorito un simile obbrobrio legislativo ma conosciamo perfettamente quali sono state le conseguenze che esso ha ben presto causato”. Ma evidentemente il senno che ha mosso tale decisione è stato lo stesso col quale l’entourage del ministro si è rapportato ai collaboratori del movimento allorquando questi chiedevano, a nome del presidente dell’Italia dei Diritti, un incontro chiarificatore con il fautore di un provvedimento che in uno Stato dichiarato democratico può essere anche non pienamente condivisibile.
    Tornando a uno dei temi scottanti del dibattito De Pierro continua: “Vorrei ricordare al sig. Brunetta che, in caso di malattia, le fasce orarie previste dalla legge precedente al suo insediamento, non sono da interpretarsi in chiave repressiva ma di semplice accertamento da parte del medico fiscale delle dichiarate patologie del dipendente ammalato. Quindi non sono misure coercitive come possono risultare quelle che erano state imposte dal suo provvedimento, ovvero dalle ore 8 alle 20, con un’unica ‘ora d’aria’ dalle 13 alle 14. Queste sono fasce carcerarie, arresti domiciliari che in alcune particolari malattie possono prolungare il periodo di degenza con grave nocumento per la PA stessa, se pensiamo ad esempio all’elevato numero di persone affette da depressione o altri disturbi psichici”.
    Poi ribadendo l’impegno messo in pratica dall’Italia dei Diritti in questi ultimi tempi il presidente De Pierro afferma: “L’inserimento dell’art.17 nel decreto anticrisi sancisce il fallimento totale della così chiamata ‘cura Brunetta’ tanto sbandierata e pubblicizzata all’inizio ma magistralmente taciuta nel suo annullamento. Siamo orgogliosi di aver ottenuto questo risultato”. “Tuttavia – aggiunge – in un Paese normale il ministro Brunetta, dopo un insuccesso così clamoroso si sarebbe già dimesso , ma in Italia probabilmente resterà al suo posto e continuerà a fare danni”. E ricorda: “Quando avevamo chiesto, tempo fa, un incontro con lui ci è stato rifiutato, con molta probabilità per paura di confrontarsi su un provvedimento fragile e dal cui contraddittorio sarebbe uscito sicuramente perdente. Per noi è una grande vittoria aver costretto il ministro a fare dientrofront e rendere giustizia ai dipendenti pubblici che hanno dovuto subire insulti, ingiurie e vessazioni apostrofati come’fannulloni’ o ‘panzoni’ parlando dei poliziotti”.
    “La nostra battaglia contro il ministro, purtroppo non dimissionario – conclude De Pierro – continuerà ora per il riconoscimento della responsabilità soggettiva a carico dei dirigenti e dei funzionari della PA che attivano procedimenti ingiusti, poi ribaltati dal Tar. Come già ribadito in più occasioni, in questi casi non dovrà pagare l’Amministrazione Pubblica ma i singoli responsabili. Anche su questo tema la lotta che porteremo avanti nei prossimi mesi sarà dura e di certo non faremo sconti”.

  • Allarme sicurezza, poliziotti malati in servizio


    Roma – “E’ una situazione assolutamente e logicamente inaccettabile, sono seriamente preoccupato a livello sociale perché a questo punto ci sono gli estremi per lanciare un concreto allarme sicurezza, anche a seguito di diverse segnalazioni giunteci da appartenenti al corpo della Polizia di Stato”.
    Questa la denuncia di Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, in relazione alla procedura alla quale vengono sottoposti gli appartenenti alla Polizia di Stato che si trovano in stato di malattia. Dopo un certo numero di giorni, la prassi infatti prevede l’obbligo di sottoporsi alla visita da parte di una Commissione Medica Ospedaliera. Successivamente, in base al giudizio, è possibile presentare ricorso avverso alle sue deliberazioni ad una Commissione Medica Ospedaliera di grado superiore, definita “di seconda istanza”. Stando alle risultanze, a partire dall’anno 2005 l’iter procedurale ha subìto una modifica per cui il ricorso non avviene più in un termine di tempo immediato ma entro 10 giorni e attraverso il proprio ufficio di appartenenza e non più la commissione di primo grado. Entro i 5 giorni successivi, questa sorta di “collegio d’appello” deve convocare il soggetto e pronunciarsi nel merito della questione. Secondo gli organi preposti, in questo lasso di tempo compreso tra primo e secondo giudizio e tra una visita e l’altra in sede di seconda istanza, gli agenti avrebbero l’obbligo di rientrare in servizio tranne che non si esibisca un certificato ostativo da parte del medico curante del dipendente. “Abbiamo dunque ragione di credere – ha precisato De Pierro – che ci siano in servizio poliziotti in condizioni precarie di salute, costituendo un pericolo per sé e per gli altri in un tipo di attività professionale che per ovvi motivi impone una perfetta integrità psicofisica oltre che un’estrema lucidità mentale. Se da quanto si apprende la questione perdura dal gennaio del 2005, mi chiedo cosa abbiano fatto finora i numerosi sindacati di polizia per porre fine ad una così grave situazione che vìola anche alcuni diritti fondamentali del lavoratore. A nostro parere verrebbe leso l’articolo 32 della Costituzione che tutela la salute dei cittadini, nonché l’articolo 2087 del Codice Civile e la Legge 626/94 e successive modifiche e integrazioni. Tra l’altro sembrerebbe che questo provvedimento, che farebbe riferimento al decreto 461 del 2001 in cui non è contemplata la fattispecie della convalescenza, venga attuato soltanto dagli uffici della Polizia di Stato e non da altri corpi, come ad esempio la Polizia Penitenziaria. Tra l’altro essendoci anche una disparità di trattamento tra dipendenti, verrebbe violato anche l’articolo 97 della nostra carta fondamentale. Noi come movimento crediamo che non si possa prescindere dall’immediata abolizione di questa fantomatica circolare che oltretutto parrebbe non essere stata diramata agli uffici operativi ma solo a quelli sanitari della Polizia di Stato, esponendo gli agenti al rischio di non presentarsi sul luogo di lavoro, anche se totalmente in buona fede. Auspichiamo che le sigle sindacali, apparentemente assopite, si attivino immediatamente per denunciare questo discutibile modus operandi, in sinergia con gli organi preposti chiamati a porre fine a questa vicenda poco chiara e vergognosa”.

  • Terremoto in Abruzzo, solidarietà dell’Italia dei Diritti


    Roma – “Un evento catastrofico che ci tocca profondamente da vicino tra l’altro in una regione che ci sta particolarmente a cuore dove il nostro movimento si sta adoperando da tempo a favore dei diritti dei cittadini.
    Esprimo a nome di tutto il movimento la più totale solidarietà e vicinanza alle popolazioni colpite e alle istituzioni locali che si trovano in questo frangente a fronteggiare una grossa emergenza.” Queste le dichiarazioni del presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro alla notizia del forte sisma che ha colpito l’Abruzzo. Prosegue De Pierro: “Un ringraziamento va ai volontari della protezione civile, all’esercito, alle forze di polizia, ai sanitari e a quanti si stanno adoperando con grande impegno per affrontare la più grande tragedia avvenuta in Italia dall’inizio di questo millennio.” De Pierro è in queste ore in costante contatto col responsabile abruzzese dell’Italia dei Diritti Emiliano D’Alessandro che si associa esprimendo “Massima solidarietà per i miei corregionali.” Il movimento sarà concretamente partecipe mediante la presenza del suo vicepresidente Roberto Soldà che si recherà sul posto nelle prossime ore.

  • Assocral Europa e TUI.it insieme per viaggi scontati agli associati.


    Assocral Europa associazione leader nella ricerca di convenzioni per oltre 250 CRAL Associazioni e enti, ha siglato un’accordo di convenzione che permetterà, ai soci di ottenere viaggi scontati tramite le prenotazioni on line di TUI.it. L’azienda, leader mondiale nel turismo, opera in 180 paesi in tutto il mondo e fino ad oggi ha fatto viaggiare più di 30 milioni di viaggiatori offrendo un’ampia scelta di soluzioni turistiche. ‘Siamo onorati di avere con noi la TUI.it – dichiara il presidente di Assocral Europa Carlo Tatti – con loro i nostri associati potranno scegliere le vacanze direttamente tramite il portale www.assocral.net con sconti e prezzi trasparenti’. TUI.it entra così a far parte del Circuito Assocral Europa aggiungendo ulteriori potenzialità di scelta ai possessori della tessera Assocard

  • Altre due convenzioni Assocral Europa con Hotel delle Rose*** e B&B Alcova del Doge Relais


    Assocral Europa ha siglato una convenzione con l’Hotel delle Rose*** di San Bartolomeo al Mare in provincia di Imperia e il B&B Alcova del Doge di Mira in provincia di Venezia.

    L’Hotel delle Rose*** e un’albergo con bar fronte mare situato in zona centrale che dispone di, 27 camere con aria condizionata in tutte le camere e nelle sale da pranzo, giardino e terrazza con lettini prendisole. Ideale per famiglie con bambini. Spiaggia convenzionata o spiaggia libera davanti all’albergo con uso gratuito di sedie a sdraio.

    Il B&B Alcova del Doge Relais é situato a Mira Venezia, cuore della Riviera del Brenta, antico luogo di villeggiatura dei nobili veneziani, a 15 km da Venezia ed a 20 km da Padova. Questo palazzetto del 1850, dopo un accurato restauro, offre ai suoi ospiti sei camere con una personalità originale e suggestiva, una sala colazioni calda ed accogliente, un giardino incantato circondato da mura del ’600.

    Assocral Europa
    www.assocral.net

    L’Hotel delle Rose***
    www.hotel-dellerose.it

    Il B&B Alcova del Doge Relais
    www.alcovadeldoge.it