Tag: emissioni co2

  • Le emissioni di CO2 dei vecchi modelli di automobili e le normative europee

    Uno dei principali problemi che devono affrontare le grandi città è rappresentato dall’inquinamento prodotto dai veicoli a combustione. Numerosi studi scientifici hanno infatti rilevato un aumento dell’incidenza delle patologie polmonari nelle aree in cui si riscontrano i più alti livelli di inquinamento. Per questo motivo, l’UE ha stabilito che tutte le auto nuove immesse sul mercato devono contribuire a ridurre le emissioni di CO2 verso l’atmosfera. Questa legge è entrata in vigore nel 1993 e ha dato luogo al famoso Euro 1.

    Le norme attuali

    Attualmente il regolamento europeo che disciplina le emissioni di CO2 degli autoveicoli ha stabilito un nuovo limite: l’Euro 5. Questo programma prevede una riduzione dell’80% delle particelle nocive emesse nell’aria attraverso la combustione che si realizza nei veicoli circolanti per le strade. In modo specifico, la quantità di monossido di carbonio emessa nell’atmosfera non deve superare i 500 mg/km per i motori diesel e i 1000 mg/km per i motori a benzina.

    Questa legge è entrata in vigore nel 2009 e prevede che tutti gli Stati membri dell’UE siano obbligati a vietare l’immatricolazione, l’omologazione e la vendita di tutte le auto che non rispondono ai limiti di emissione. D’altra parte, sono sempre più numerose le autorità locali che, prendendo coscienza dell’importanza di questo problema, impediscono la circolazione nei loro centri storici dei vecchi modelli di auto altamente inquinanti.

    La crisi economica: un fattore sfavorevole

    È noto che un’elevata percentuale della CO2 prodotta nei centri urbani proviene dalle auto circolanti. Inoltre è stato stimato che, attraverso l’eliminazione di tutti i vecchi modelli di autoveicoli, tali emissioni si ridurrebbero di almeno la metà. Per questo motivo quasi tutti gli Stati membri dell’UE offrono incentivi per aiutare le persone a sostituire la propria auto con modelli che consumano e inquinano molto meno.

    Tuttavia a causa della crisi economica alcuni preferiscono acquistare auto usate che, pur essendo molto più economiche, non sono conformi alle nuove normative europee. In questo senso, vale la pena ricordare che alcuni governi stanno pensando seriamente di stabilire delle penalità sotto forma di imposte per le auto le cui emissioni di CO2 e NO2 superano i limiti ammessi. Di conseguenza, l’acquisto di auto nuove rappresenta un investimento molto più intelligente, poiché non solo consente di aver cura per l’ambiente, ma è anche in grado di evitarci futuri grattacapi.

  • Siemens presenta la nuova turbina eolica senza moltiplicatore di giri per velocità di vento moderato-basse

    La nuova turbina SWT-2.3-113 è caratterizzata da un innovativo concept a presa diretta che utilizza un generatore compatto con tecnologia a magneti permanenti, i cui maggiori vantaggi sono rappresentati da un design semplice ed estremamente efficiente facendo a meno del moltiplicatore di giri e avendo il 50% in meno di componenti rotanti. Il risultato è un’elevata efficienza anche a carichi ridotti. Con una capacità di 2.3 megawatt (MW) e un diametro del rotore di 113 metri, la nuova turbina eolica è progettata per massimizzare la produzione di energia nei siti in cui la velocità di vento è moderato-bassa. La turbina SWT-2.3-113 è equipaggiata con le nuove pale Siemens B55 Quantum che incrementano l’efficienza e ottimizzano le performance. Un prototipo di questa nuova macchina è stato installato in Olanda a Marzo.

    La SWT-2.3-113 è la seconda turbina eolica senza moltiplicatore di giri prodotta da Siemens. Così come la SWT-3.0-101 e la turbina eolica Direct Drive 3-MW lanciate sul mercato nell’aprile del 2010, la nuova SWT-2.3-113 è dotata della metà dei componenti richiesti da una convenzionale turbina eolica, e da un minor numero di parti mobili. “I primi prototipi della nostra turbina SWT-3.0-101 sono in funzione da più di un anno e stanno superando con successo tutte le aspettative in termini di affidabilità e performance”, ha affermato Henrik Stiesdal CTO della Business Unit Wind Power di Siemens. “Il design della nuova SWT-2.3-113 si basa sulla stessa piattaforma della rivoluzionaria turbina eolica SWT-3.0-101 che abbiamo presentato l’anno scorso. La nuova SWT-2.3-113 beneficia dell’esperienza accumulata sino ad ora”, ha aggiunto Stiedsal. “Con la sua comprovata struttura leggera è un investimento sicuro e proficuo. Inoltre, grazie a questa innovativa tecnologia non solo la necessità di manutenzione è minore, ma la profittabilità per i nostri clienti aumenta”.

    Siemens ha presentato inoltre Quantum Blade, una nuova generazione di pale rotore, più leggere e con una prestazione maggiore dei precedenti modelli. La nuova pale B55 Quantum utilizzata per la turbina SWT-2.3-113, misura 55 metri di lunghezza e dispone di riprogettate sezioni di radice e di punta che utilizzano profili “flat-back” disegnati da Siemens per fornire una maggiore portanza minimizzando gli effetti scia. L’estremità della pala è stata ridisegnata per limitare il carico e ridurre i livelli di rumore, che – stimato ad un valore di soli 105 decibels (dB) – rende la SWT-2.3-113 una delle più silenziose turbine eoliche in commercio.

    Ad oggi, Siemens ha installato e messo in servizio un totale di cinque turbine eoliche senza moltiplicatore di giri SWT-3.0-101 in Danimarca e Norvegia. Ulteriori progetti per turbine eoliche Direct Drive sono stati pianificati negli Stati Uniti, in Danimarca e in Germania. Oltre a queste due nuove turbine di, rispettivamente, 3 MW e 2,3 MW di potenza, ulteriori turbine sono già in fase progettuale. “Quest’anno presenteremo la nostra turbina eolica Direct Drive 6-MW, progettata principalmente per le grandi centrali eoliche offshore”, ha dichiarato Stiesdal.

    Le turbine eoliche fanno parte del portfolio ambientale di Siemens. Nell’anno fiscale 2010, il fatturato derivante da tale portfolio ha registrato un totale di circa 28 miliardi di euro, attestando Siemens quale primo fornitore al mondo nell’offerta di tecnologie ecofriendly. Considerando lo stesso periodo, i prodotti e le soluzioni Siemens hanno permesso ai clienti di ridurre le proprie emissioni di CO2 di 270 milioni di tonnellate, una cifra che corrisponde alla somma delle emissioni annuali di Hong Kong, Londra, New York, Tokyo, Delhi e Singapore.

    # # #

    Siemens rappresenta una delle più importanti multinazionali operanti a livello mondiale. Presente in oltre 190 paesi con circa 405.000 collaboratori, un fatturato 2009/10 di 76 miliardi di Euro e un utile netto di 4,1 miliardi di Euro, Siemens opera nei settori industria, energia e sanità, e si distingue da oltre 160 anni per innovazione, qualità, affidabilità, eccellenza delle proprie soluzioni e per l’importante presenza sul mercato internazionale. Siemens è il più importante fornitore a livello globale di tecnologie ecosostenibili, grazie alle quali ha generato un fatturato di circa 28 miliardi di Euro, più di un terzo del proprio fatturato totale. In Italia Siemens possiede cinque stabilimenti produttivi e sei centri di ricerca e sviluppo, alcuni dei quali sono centri di eccellenza mondiale. Siemens in Italia, che ha chiuso l’esercizio 2009/10 con un fatturato di 2,5 miliardi di Euro e ordini per 2,6 miliardi di Euro, costituisce una delle maggiori realtà industriali attive nel nostro Paese.
    www.siemens.it

    Tra i principali fornitori mondiali di prodotti, soluzioni e servizi per la generazione, la trasmissione e distribuzione di energia e di apparecchiature e sistemi per l’industria dell’Oil&Gas, il Settore Energy di Siemens offre soluzioni specifiche orientate a migliorare l’efficienza e aumentare la produttività degli impianti. Il Settore investe, in particolare, nello sviluppo di tecnologie capaci di valorizzare le fonti di energia rinnovabili e ridurre le emissioni di CO2. Con circa 88.000 collaboratori nel mondo, il Settore Energy di Siemens ha chiuso l’anno fiscale 2010 con un fatturato di circa 25,5 miliardi di Euro, ha ricevuto nuovi ordini pari a circa 30 miliardi di euro, con un guadagno di 3,6 miliardi di euro.
    www.siemens.it/energy

  • Da Indica l’innovativo sistema di gestione dei progetti di forestazione urbana delle aziende

    Le aziende che intendono avvicinarsi ad un percorso di sostenibilità ambientale e contribuire alla riduzione della CO2 con interventi gestionali ad hoc, dalla dematerializzazione alla compensazione delle emissioni residue con progetti di forestazione urbana, hanno da oggi a disposizione un nuovo strumento per la gestione sia amministrativa che ambientale dell’intero processo, in modo da riuscire a quantificare oggettivamente i risultati di queste azioni e, di conseguenza, l’efficacia finale.

    Quello della piantumazione anche se molto in voga, è un processo difficile da valutare perché ogni albero ha diverse capacità di assorbimento e in relazione all’età e alla area geografica possono essere anche difficili le condizioni di piantumazione e manutenzione

    A mettere a punto quello che, di fatto, può considerarsi il primo sistema sperimentale per la gestione completa dei progetti di piantumazione promossi direttamente dalle imprese, è Indica srl, una società di Ferrara che si occupa da anni di consulenza strategica nel campo della sostenibilità ambientale e specializzata in contabilità ambientale e sistemi di green management.

    Certificato da Bureau Veritas Italia e testato per un grande gruppo assicurativo e bancario che ha sottoscritto oltre 20 protocolli di intesa con enti locali per piantare nuovi alberi per i loro assicurati, questo nuovo sistema è stato applicato ad una polizza completamente “de-materializzata”, in quanto tutta la documentazione viene scambiata via mail e non più inviata in forma cartacea.

    La sua innovazione risiede, infatti, nella trasparenza e nella tracciabilità di tutti le fasi del processo di de-materializzazione e piantumazione. Le aziende si impegnano così a ridurre l’utilizzo di carta all’interno dei proprio processi generando un risparmio in termini di risorse sia ambientali che economiche, queste ultime vengono poi investite per finanziare nuove aree verdi nelle città italiane. In questo modo si ottengono due risultati importantissimi, la riduzione dell’utilizzo di carta con conseguente riduzione della CO2 emessa e l’assorbimento derivante dalle nuove piantumazioni.

    L’innovativa metodologia per il calcolo dell’assorbimento della CO2, sviluppata con la collaborazione di istituti di ricerca nazionali, considera specificamente differenti specie arboree e le loro capacità di assorbimento in contesti urbani e può quindi essere adattato a tutto il territorio nazionale.

    Per info www.indicanet.it

  • Terna e Lifegate: 4.000 m2 di verde per compensare le emissioni di 42mila kg di CO2

    Con più di 200 alberi piantati per un totale di 4 mila m² di verde in più nella Riserva Naturale dell’Aniene di Roma e la creazione di oltre 14 mila m² di aree verdi in Madagascar parte la collaborazione tra il principale proprietario della Rete di Trasmissione Nazionale di energia elettrica ad alta tensione e Impatto Zero® di LifeGate, primo progetto italiano per la ‘iduzione e compensazione delle emissioni di CO2. L’obiettivo è compensare le emissioni di anidride carbonica generate dagli strumenti delle attività di comunicazione interna dell’azienda stampate su carta: il periodico di informazione interna “Terna News”; il Bilancio Finanziario e il Rapporto di Sostenibilità.

    L’intervento di riforestazione, coadiuvato dal progetto Impatto Zero®, si articola su due aree. Il primo intervento consentirà di ripristinare una fascia di vegetazione all’interno del Parco della Valle dell’Aniene, riqualificando il quartiere romano adiacente all’area da dove si potrà accedere alla Riserva, prima irraggiungibile.

    Saranno circa 200 le specie di alberi piantati (essenze autoctone e funzionali all’ecosistema locale come pioppi, olmi, salici e biancospini) che contribuiranno all’assorbimento della CO2 in un’area urbana densamente popolata e trafficata, migliorandone il valore paesaggistico, estetico e ricreativo e rendendola utilizzabile anche per fini didattico-educativi.

    È la città di Roma la prima beneficiaria di questa iniziativa. L’area interessata da questo primo intervento di riforestazione, ha riguardato una superficie di 4.000 m², che si estende in una zona pianeggiante tra Via Nomentana e Via Tiburtina. Il secondo intervento, invece, ha riguardato una superficie di oltre 14.000 m² di nuove foreste in crescita in Madagascar, un’isola che, grazie alla posizione geografica e alle differenti caratteristiche ecologiche distribuite attraverso una vasta area, dispone di una delle diversità biologiche più elevate del pianeta con un altissimo grado di endemismo. La collaborazione di Terna con il progetto Impatto Zero® di LifeGate conferma uno dei pilastri ambientali della Società, quello della sostenibilità ambientale.

    Terna, pur essendo un’utility che non possiede impianti di generazione, una delle principali fonti di emissione di gas serra e non è quindi soggetta ai vincoli derivanti dal Protocollo di Kyoto né a schemi di emission trading, ha mostrato sempre sensibilità al tema della riduzione delle emissioni, indirizzando, attraverso il proprio piano di sviluppo, anche la riduzione delle perdite di rete a compensare questo tipo di impatto. L’obiettivo di monitorare e contenere le proprie emissioni ha il significato dunque di un contributo volontario alla soluzione del problema del cambiamento climatico.