Tag: emissione zero

  • IPM Aquatec: rivestimenti in resina ecocompatibili

    IPM Italia, dal 1981 nel mercato delle pavimentazioni industriali in calcestruzzo e dei rivestimenti in resina, prosegue la sua ricerca di innovazione tecnologica iniziata con l’acquisizione della tecnica di pavimentazione in calcestruzzo fibroarmate, con il progetto IPM AQUATEC.

    La divisione Ricerca & Sviluppo IPM Italia, tutta dedicata alla sperimentazione e all’innovazione nel campo edile, lancia il progetto, destinato ad avere seguito non solo nel campo dell’edilizia industriale ma anche del design e dell’architettura, di formulati resinosi epossidici idrodispersi dalle eccellenti caratteristiche di traspirabilità e a zero emissione V.O.C. (Volatile Organic Compound).

    Questi formulati, oltre ad avere la caratteristica di essere a emissione zero, sono resistenti ad alti tassi d’umidità e a forti controspinte osmotiche, ma soprattutto sono ideali per essere applicati sulla generalità dei supporti molto umidi e su calcestruzzo non ancora maturato.

    Traspirabilità e capacità di adesione sono due aspetti che portano questi formulati ad essere ottimi non solo per i sistemi di rivestimento industriali, ma anche per l’arredo urbano e per uno scopo estetico-decorativo.

    IPM AQUATEC è una tecnologia di terza generazione che sostituisce quella precedente dei formulati epossidici o epossicementizi, ben più resistenti all’ingiallimento e all’usura della pulizia, e viene soprattutto incontro alla necessità di progettare rivestimenti per industria e arredo urbano che sappiano rispondere ai requisiti di ecocompatibilità ed ecosostenibilità.

    Per saperne di più su attività e prodotti di IPM Italia: pavimenti resina, pavimenti industriali calcestruzzo

  • Calcio ed ecologia: Roma “giallorossa e verde”, Torino e Verona stadi ecosostenibili.

    Tecnologie avanzate e risparmio energetico caratterizzeranno il nuovo stadio della AS Roma, intitolato a Franco Sensi. Lo stadio, il cui progetto è stato presentato in questi giorni, sarà energeticamente autosufficiente grazie all’utilizzo di un impianto fotovoltaico e della microgenerazione.

    I progettisti stimano di produrre 5 milioni di kWh/anno, eliminando del tutto le emissioni di gas-serra, vale a dire circa 3.000 tonnellate l’anno. I sistemi di cogenerazione, collegati in rete – si legge su Rinnovabili.it – saranno alimentati con idrogeno ricavato da un impianto fotovoltaico ad accumulo di ghiaccio per la produzione del freddo in ore notturne (con il 50% di risparmio). Realizzato con materiali eco-sostenibili e innovativi garantirà anche la massima efficienza energetica.

    Non c’è solo lo stadio della Capitale a fare scelte ecocompatibili: al Nord Verona e Torino hanno già dato una svolta “verde”. Il tetto del Bentegodi di Verona diventerà un grande impianto fotovoltaico grazie al rifacimento della copertura che ospiterà 12.456 pannelli voltaici per una superficie di 9.645 metri quadrati, con un produzione annua di 935 mila kWh. Il nuovo Stadio delle Alpi di Torino, invece, ha trovato un modo ancora più originale di essere ecosostenibile: sarà realizzato in parte con i materiali riciclati della vecchia struttura.

    I gradoni, 50.000 tonnellate di cemento armato, saranno frantumati e usati per i nuovi basamenti. Anche i metalli della copertura saranno fusi e riutilizzati: parliamo di 300 tonnellate di alluminio, 6.000 tonnellate di acciaio e 100 tonnellate di rame. “Il principio è quello della raccolta differenziata”- dice Francesco Ossola uno dei progettisti. “Neanche un grammo del vecchio materiale viene gettato via”.

    La parte trasparente della copertura non sarà in vetro, ma in plastica, legno e ceramica, materiali più economici e con un ciclo produttivo a ridotto consumo di petrolio.

    La notizia è stata segnalata da Notizie tra le linee, il web magazine sull’energia di Terna

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