Tag: emilia romagna

  • Rimini e Bologna le province più care per gli automobilisti

    Vivere nella provincia di Bologna, per gli automobilisti alle prese con l’assicurazione, non è un buon affare: il capoluogo si è rivelato, con Rimini, la provincia con i prezzi più alti. Questo è quanto emerso dal focus sulla RC auto in Emilia Romagna realizzato da Facile.it (www.facile.it), sito leader nella comparazione di polizze assicurative e prodotti finanziari.

    Per ciascuna delle nove province dell’Emilia Romagna, Facile.it ha confrontato le tariffe riservate a tre profili di automobilista*. Ebbene, per due dei profili esaminati i premi assicurativi più alti si concentrano nella provincia di Bologna. Per i neopatentati, ad esempio, che si trovano a dover pagare il premio per la loro automobile trovandosi in quattordicesima classe di merito, la media è di 1.374 euro l’anno. In ogni caso, in nessuna delle nove province si sono rilevati costi per i giovani al di sotto dei 1.000 euro, a eccezion fatta di Modena dove si è registrato il premio medio più contenuto che si ferma a 977 euro.

    Guardando al secondo profilo preso in analisi da Facile.it, Rimini toglie a Bologna il primato di provincia più cara e fa registrare un premio medio per una donna in quarta classe pari a 402 euro. Le più fortunate dell’Emilia Romagna sono, invece, le automobiliste di Parma a cui è richiesto un premio medio di 276 euro, seguite da quelle di Piacenza che ne versano 295.

    Infine, se si parla di automobilisti virtuosi che si sono conquistati con la loro diligenza la prima classe di merito, ancora una volta, sul podio dei costi più alti troviamo Bologna con premi medi annui di 363 euro. Chi beneficia dei migliori prezzi dell’Emilia Romagna sono i cittadini della provincia di Ferrara a cui bastano 235 euro, seguiti da quelli di Modena (253 euro), che si distingue ancora una volta per i premi più bassi della regione.

  • LO STILE MEDITERRANEO ARRIVA A CIBUS

    L’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna porta a Cibus (Fiera di Parma, dal 5 all’8 maggio) il progetto Wines from the south of Europe – Mediterranean Wines.

    Al padiglione 5 – stand B4, uno spazio attiguo a quello di Enoteca Regionale sarà dedicato alla presentazione del programma internazionale di promozione dello stile mediterraneo. Si tratta di un progetto europeo proposto e realizzato da Enoteca Regionale, insieme alla Camera di Commercio del vino della Trakia (Bulgaria) e al Consorzio dei produttori della Grecia.

    Oltre ai vini tipici dell’Emilia Romagna, si potranno così conoscere e degustare le produzioni provenienti da Grecia e Bulgaria. Vini da vitigni autoctoni, come i vini di Naoussa, prodotti con uve Xinomavro nella regione grecia della Macedonia o con uve Vidiano e Kotsifali a Creta. Ma anche internazionali, come Cabernet o Chardonnay che in Bulgaria e Grecia trovano espressioni peculiari.

    La divulgazione delle produzioni tipiche nelle fiere di settore è una delle finalità del progetto“Wines from the south of Europe – Mediterranean Wines” che mira a diffondere un consumo più consapevole del vino. Privilegia il costume mediterraneo, fatto di convivialità quotidiana e moderazione, opponendolo alle abitudini del Nord Europa, dove il consumo di vino è più saltuario ma spesso orientato all’eccesso.

    Uno stile che il progetto identifica come la vera anima del vino. Sotto il nome di Wine soul si può seguire anche sui social network, nei profili attivati su Facebook,

  • ALBANA DEI: DUE GIORNI TRA NUOVI STILI E SAPORI ANTICHI

    Venerdì 2 e Domenica 4 maggio un contest per premiare i migliori Albana secchi. Evento promosso nell’ambito del progetto South of Europe – Mediterranean Wines

    L’Albana, vitigno bianco simbolo della Romagna, sarà il protagonista indiscusso di Albana Dèi, un weekend nel quale vecchi e nuovi stili si confronteranno. Saranno giudicati da una giuria internazionale di esperti (tra cui Fabio Giavedoni di Slow Wine, Alessandro Masnaghetti di Enogea e altri nomi di spicco) e da una giuria popolare che espimerà il proprio giudizio all’Enoteca Regionale di Dozza e in piazza a Brisighella.

    Venerdì 2 maggio, tra le 15 e le 19, la giuria di esperti si riunirà alla Rocca Sforzesca di Dozza, sede dell’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna, per esaminare circa 60 Albana secchi prodotti dalle aziende rappresentative dell’intera produzione della DOCG.

    “Le potenzialità di questo vitigno – spiegano gli organizzzatori – sono enormi e in buona parte ancora inespresse. Con il confronto speriamo di stimolare nuovi riferimenti stilistici e qualitativi per quanto riguarda l’Albana secca”.

    Due le categorie principali previste, per ognuna delle quali la giuria premierà i primi tre classificati: Albana all’antica, per i vini prodotti con tecniche enologiche più rustiche e frutto di macerazioni spinte e Albana moderna, per i vini prodotti con tecniche e metodologie moderne, destinati ai mercati internazionali. La giuria segnalerà inoltre altri tre vini, che pur non rientrando nei canoni delle due categorie, avranno particolarmente colpito i giudici.

    Questi tre vini, insieme ai sei già premiati, concorreranno al titolo di Albana del cuore, premio che sarà attribuito dalla giuria popolare domenica 4 maggio. Dalle ore 15.30 e per tutto il pomeriggio, sarà possibile degustare i nove vini finalisti sia alla Rocca di Dozza che in Piazza Carducci a Brisighella (Ravenna) dove verrà allestito un banco d’assaggio. Sarà quindi il verdetto popolare a stabilire i primi tre classificati nella categoria Albana del cuore.

    L’evento è organizzato nell’ambito di “Wines from the south of Europe – Mediterranean Wines”, programma europeo per la promozione dello “Stile Mediterraneo” nel consumo di vino. Il progetto, promosso dall’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna insieme a partner greci e bulgari, punta a diffondere un consumo più consapevole del vino anche attraverso l’accrescimento culturale del consumatore e l’avvicinamento a varietà autoctone e tipiche del territorio come appunto l’Albana di Romagna. La riscoperta della vera anima del vino, come si può seguire sui profili Wine soul attivati su Facebook,

  • Prestiti personali: in Emilia Romagna cresce del 10,5% l’importo medio richiesto

    Nonostante in Italia sia diminuito il numero di persone che tenta l’accesso al credito, in Emilia Romagna negli ultimi sei mesi l’importo medio delle richieste di prestito è cresciuto del 10,5%, oltre la crescita media nazionale che si è fermata all’8%. L’Osservatorio sul credito al consumo di Facile.it (http://www.facile.it/prestiti.html) e Prestiti.it (www.prestiti.it), ha evidenziato come la richiesta media di prestito in Emilia Romagna si riconfermi come quella più bassa di tutto il Paese, fermandosi a poco più di 10.500 euro, contro la media nazionale pari a 11.000 euro.

    L’indagine, realizzata analizzando le domande presentate dai cittadini dell’Emilia Romagna nel periodo compreso tra ottobre 2013 e marzo 2014, ha messo in luce un grosso divario tra uomini e donne che richiedono un prestito personale: gli uomini rappresentano, nella regione, il 71% di chi cerca di ottenere un finanziamento, contro un dato medio nazionale che arriva al 74%. Parlando, poi, dell’età media del richiedente, questa in Emilia Romagna si riconferma al di sotto della media nazionale (41) e si ferma a 40 anni.

    Con l’importo sono cresciuti anche i tempi di rimborso che, dalle 61 rate mensili di ottobre 2013, sono passati a 63. Questo trova giustificazione nel fatto che la necessità di denaro si fa più ingente ma gli stipendi non aumentano, ed ecco così che per estinguere il debito sono chiaramente necessarie più rate.

    Tra coloro i quali hanno indicato una finalità precisa per il prestito, la motivazione più ricorrente in Emilia Romagna è l’acquisto di un’auto usata (30% del totale), seguita dal bisogno di liquidità (19%).

    Per quanto riguarda le differenze provinciali, gli importi maggiori si richiedono a Ferrara, dove superano anche la media nazionale di 11.000 euro arrivando a 11.500 euro. A Piacenza, gli importi richiesti sono i più bassi della regione e rimangono fermi a 9.600 euro.

  • L’EMILIA ROMAGNA PORTA LO STILE MEDITERRANEO A VINITALY

    Il Padiglione Emilia Romagna ospita uno spazio dedicato ai vini e ai sapori di Grecia e Bulgaria, nell’ambito del progetto Wines from the south of Europe. Padiglione 1 – spazio ristorante/eventi

    I vini e piatti tipici di Grecia e Bulgaria sbarcano a Vinitaly insieme ai sapori dell’Emilia Romagna. L’iniziativa è dell’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna, impegnata insieme alla Camera di Commercio del vino della Trakia (Bulgaria) e al Consorzio dei produttori della Grecia, nel progetto “Wines from the south of Europe – Mediterranean Wines”, un programma internazionale di promozione dello “Stile Mediterraneo” nel consumo di vino.

    All’interno del Padiglione 1 (Emilia Romagna) si potranno così degustare i vini proposti dalla Plovdiv Regional Vine and Wine Chamber (Trakia, Bulgaria) e di cinque produttori greci: Skouras, Vaeni Naoussa Coop, Alpha Aestate, Alexakis Winery, Mediterra Winery.

    Nel ristorante gestito dall’Enoteca Regionale saranno preparati due menu speciali, uno con piatti greci e uno con piatti bulgari, con ricette ogni giorno diverse abbinate ai vini dei due paesi. Si potranno così assaggiare piatti tipici dei due paesi, come Kavarma kempap, uno spezzatino di maiale arrosto tradizionale della Bulgaria; i Galaktoboureko Rolla, dei rotolini di pasta fillo tipici della Grecia, oppure provare la vera insalta greca.

    Il progetto ha già portato i vini Greci e Bulgari insieme a quelli dell’Emilia Romagna al Prowein di Dusseldorf e la promozione continuerà al Cibus di Parma e alla London Wine Fair. Lo scopo è quello di far conoscere attraverso l’abbinamento gastronomico i vini tipici delle tre aree, in particolare quelli da varietà autoctone. Vini strettamente legati al proprio territorio, spesso poco conosciuti dal grande pubblico. Attraverso l’approfondimento di questa conoscenza promuovere uno stile di consumo più attento e consapevole.

    La campagna di sensibilizzazione è inoltre realizzata attraverso pubblicazioni su giornali e riviste e con azioni sui social media, dove sotto il nome di “The Wine Soul” si invita il pubblico a scoprire la vera anima del vino e un modo più intelligente di bere. Su Facebook,

    Altre info su: http://www.southeurope-mediterraneanwines.eu/

    Press info:

    Michele Bertuzzo

    [email protected]

    Claudia Zigliotto

    [email protected]

  • Le bollette dell’Emilia-Romagna superano la media nazionale

    Riuscire a pagare tutte le bollette del 2013 non è stato proprio semplice per i cittadini dell’Emilia-Romagna: luce e gas, insieme, sono costate alla famiglia media 1.630 euro, al di sopra della media nazionale che si è fermata a 1.500. A fare i calcoli è stato Facile.it (http://www.facile.it/energia-luce-gas.html): il comparatore ha analizzato il consumo annuo dichiarato dai clienti del portale, scoprendo che l’Emilia-Romagna è la terza regione più cara in Italia per quanto riguarda i consumi. La provincia che, in assoluto, ha fatto registrare i costi più alti è Parma (1.839 euro all’anno), mentre sorprende Bologna dove, per pagare le bollette, si è speso meno che in ogni altra provincia della regione con 1.473 euro medi annui, perfino di poco al di sotto della media nazionale.

    Quanto costa il gas in Emilia-Romagna

    Nel 2013 è stata la spesa relativa al gas quella ad avere un impatto maggiore sul budget familiare: 1.159 euro la media regionale, a cui i cittadini della regione hanno cercato di far fronte cambiando operatore nel 3,8% dei casi. Rispetto alla media nazionale che si è fermata a 990 euro, la spesa dell’Emilia-Romagna risulta tra le più alte del Paese, insieme a quelle delle altre regioni del Nord dove c’è chiaramente maggiore necessità di riscaldarsi. E questo vale per tutte le nove province: la più cara per il gas è risultata essere Parma con una spesa media pari a 1.325 euro. A decidere di cambiare operatore sono stati maggiormente gli abitanti delle province di Bologna e Reggio Emilia con una media del 4,6%; mentre più restii a stipulare un nuovo contratto si sono dimostrati i cittadini del ferrarese (2,6%).

    Quanto costa la luce in Emilia-Romagna

    Per quanto riguarda le spese sostenute dalle famiglie per l’energia elettrica, la media è pari a 473 euro annui, stavolta inferiore a quella nazionale che è arrivata a 500 euro. Pur pesando questa voce in misura minore, Facile.it registra una volontà di risparmio più decisa: la percentuale di famiglie dell’Emilia-Romagna che hanno cambiato fornitore nel corso dell’anno è stata del 4,2%, che sale fino al 5% nella provincia di Bologna. Anche per l’energia elettrica, sono stati gli abitanti di Parma e provincia a pagare le bollette più alte (514 euro); a Ferrara troviamo invece i costi più ridotti della regione (429 euro annui) e la percentuale più bassa di utenti che hanno cambiato operatore (3,2%), essendo giustamente soddisfatti della loro spesa contenuta.

  • ALLA RISCOPERTA DELLO STILE MEDITERRANEO CON I VINI DELL’EMILIA ROMAGNA

    Esiste uno stile mediterraneo nel consumo di bevande alcoliche e uno stile nordico. Se nell’Europa del sud il vino si produce e si beve da sempre, a nord è una scoperta (e una moda) relativamente recente, che però sta erodendo consensi a birra e superalcolici. Ma se nei paesi che si affacciano sul mare nostrum bere vino è un’abitudine quotidiana e tendenzialmente moderata; a nord delle Alpi il consumo di vino ha spesso assunto le sembianze di quello delle bevande che sta soppiantando: smodato e poco attento, più protagonista delle bevute del fine settimana che ospite sulla tavola di tutti i giorni.

    Si può promuovere lo stile di consumo dei paesi mediterranei insieme ai loro prodotti? Probabilmente sì. O almeno ci crede l’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna che ha elaborato un progetto in collaborazione con la Camera di Commercio del vino della Trakia (Bulgaria) e il Consorzio dei produttori della Grecia. Un piano triennale, unico progetto inter-stato del settore vinicolo finanziato dall’Unione Europea, intitolato “Wines from the south of Europe – Mediterranean Wines”.

    L’azione informativa è rivolta tanto ad un pubblico di addetti ai lavori (giornalisti opinion leaders, professionisti del settore vinicolo, sommeliers, chef) quanto al pubblico finale di consumatori. Lo scopo è quello di far conoscere i prodotti tipici delle tre aree, spesso vini da varietà autoctone considerate – a torto – minori, vini strettamente legati al proprio territorio. Attraverso l’approfondimento di questa conoscenza promuovere uno stile di consumo più attento e consapevole.

    Della durata di tre anni, il progetto partito nel febbraio del 2013, ha già visto i vini dell’Emilia Romagna insieme a quelli di Grecia e Bulgaria, protagonisti in quattro dei principali eventi fieristici di settore (Vinitaly, Prowein, London Wine Fair, Anuga). Degustazioni, seminari e approfondimenti sono stati svolti a Dozza presso la sede di Enoteca Regionale, e in Germania a Francoforte e Colonia; mentre workshop con giornalisti e operatori sono stati organizzati a Verona, Colonia e Londra.

    La campagna di sensibilizzazione è inoltre realizzata attraverso pubblicazioni su giornali e riviste e con azioni sui social media.

    Molto frequentati i profili attivati su Facebook (www.facebook.com/thewinesoul.ita) , Twitter (www.twitter.com/thewinesoul) e Google+ (https://plus.google.com/103193330527810285134/about), dove sotto il nome di “Wine Soul” si invita il pubblico a scoprire la vera anima del vino e un modo più intelligente di bere.

    Attività di promozione che proseguono nel 2014 con la presenza a fiere (Vinitaly, Prowein, London Wine Fair e Cibus), eventi dedicati, workshop e degustazioni, così come continua la campagna informativa su stampa e social media.

    Altre info su: http://www.southeurope-mediterraneanwines.eu/

    Press info:

    Michele Bertuzzo

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  • Estate 2013: giugno in Emilia Romagna, luglio e agosto in Puglia

    Vacanze low cost, vacanze in Italia. È questo il trend che emerge leggendo le prenotazioni per l’estate in arrivo: Casevacanza.it (www.casevacanza.it), portale di Gruppo Immobiliare.it rivolto agli affitti turistici, ha analizzato le prenotazioni effettuate per il periodo estivo, scoprendo che chi è interessato ad una casa vacanza per i prossimi mesi ha già scelto dove andare, in Salento e Romagna in primis.

    «Analizzando la domanda di affitti a breve termine per i mesi di giugno, luglio e agosto – ha dichiarato Francesco Lorenzani, responsabile di Casevacanza.itsono già evidenti le mete scelte da chi ha optato per questa tipologia di struttura ricettiva, sempre più in voga tra gli Italiani: si privilegiano le località marittime, facilmente raggiungibili in auto o treno e con proposte di relax per tutta le età.»

    Puglia, Emilia Romagna, Toscana, Marche e Liguria: sono queste le regioni in cui si concentra la domanda di case vacanza. Offerte turistiche differenti per rispondere a bisogni che cambiano in base al mese in cui si viaggia. Perché chi va in vacanza a giugno cerca cose diverse rispetto a chi si sposta a Ferragosto.

    Nel dettaglio, a giugno è l’Emilia Romagna la Regione che ha ricevuto il maggior numero di prenotazioni: Riccione la località in assoluto più ambita, seguita da Cattolica e Rimini. Porto Cesareo e Gallipoli (entrambe in provincia di Lecce) sono rispettivamente seconda e terza località nella classifica di giugno, ma rappresentano un’eccezione per la Puglia, che brilla di più ad estate inoltrata. Bene la Toscana: fra le trenta località con più prenotazioni troviamo San Vincenzo (Livorno), Follonica e Castiglione della Pescaia (Grosseto), oltre a località della Versilia come Lido di Camaiore, Viareggio e Marina di Pietrasanta (Lucca). Tante le prenotazioni per la Liguria: le città più richieste sono Diano Marina (IM), Loano e Varazze (SV).

    A luglio, invece, si assiste a una sostanziale parità tra Puglia ed Emilia Romagna: Gallipoli è la meta più ricercata, superando Riccione che in questo mese è seconda per numero di prenotazioni. Bene anche le località di Porto Cesareo, Vieste (sul Gargano) e Otranto (LE). Quarta è San Teodoro (OT), una delle località più suggestive della Sardegna. Ancora buoni risultati per Follonica, ma anche cittadine marchigiane come Numana, San Benedetto del Tronto e Senigallia.

    Ad agosto però non c’è partita, è il Salento la meta prediletta dagli italiani e l’analisi di Casevacanza.it lo dimostra: fra le prime trenta località per volumi di prenotazioni sette si trovano a Sud della Puglia. Gallipoli non ha rivali, raccogliendo, da sola, oltre il 6% delle richieste di case vacanza arrivate al sito per tutto il mese. Più di quelle raccolte da Porto Cesareo (seconda) e da San Teodoro (terza) insieme. Ad agosto si pensa anche al mare della Sardegna ed ecco che tra le località con più prenotazioni troviamo anche Villasimius (CA) e Alghero (SS), punti fermi del turismo dell’isola. Bene anche le Marche (San Benedetto del Tronto in primis) e la Romagna (Riccione su tutte).

    Le case vacanza, intanto, piacciono sempre di più: «garantendo prezzi più bassi anche del 50% e offrendo una maggiore autonomia rispetto agli hotel – spiega Lorenzani – sono ormai entrate nelle abitudini degli italiani che in tempi di crisi devono risparmiare su tutto. Per questa struttura ricettiva sembra confermata l’abitudine all’early booking, vale a dire la prenotazione anticipata di parecchie settimane: dopo la moda del last minute, la tendenza a organizzarsi per tempo risulta quella dominante.»

    In ultimo, una curiosità: per i tre mesi considerati le trenta località di volta in volta più prenotate non raccolgono oltre il 35% delle richieste. Segno – oltremodo positivo – che larga parte del territorio nazionale è oggetto di interesse da parte degli italiani in vacanza.

    Di seguito la classifica delle quindici località che hanno raccolto il maggior numero di richieste di prenotazione per l’estate 2013:

    Gallipoli (Lecce)
    Porto Cesareo (Lecce)
    Riccione (Rimini)
    San Teodoro (Olbia-Tempio)
    San Vito Lo capo (Trapani)
    Cattolica (Rimini)
    Follonica (Grosseto)
    Vieste (Foggia)
    San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno)
    Numana (Ancona)
    Senigallia (Ancona)
    Otranto (Lecce)
    Villasimius (Cagliari)
    Castiglione della Pescaia (Grosseto)
    Rimini (Rimini)

  • In Romagna si sperimentano nuovi modelli di collaborazione per rilanciare le PMI e tornare a crescere: già online la piattaforma partecipativa

    Da qualche giorno è online, e costantemente in via d’implementazione anche grazie alla presenza di un blog e di una sezione news, la piattaforma partecipativa del Web Economy Forum (WEF) www.webeconomyforum.it. Si tratta della prima azione concreta di un progetto molto ampio che ha l’obiettivo di rilanciare l’economia dell’area vasta di Romagna, coniugando il potenziale del tessuto imprenditoriale e istituzionale locale con le nuove opportunità offerte dal web per sviluppare scambi commerciali e innovazione. Perché, come recita lo slogan del WEF: “Tornare a crescere” si può! Il web, infatti, è una grande leva di crescita economica non solo per le aziende di tecnologia e servizi digitali, ma anche per le aziende manifatturiere di settori tradizionali che attraverso internet possono innovare, migliorare e, per l’appunto, tornare a crescere dopo sei lunghi anni di crisi strutturale (2008-2013).

    Di questo ne sono convinte anche le Camere di Commercio di Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini, Unioncamere Emilia-Romagna e le maggiori associazioni economiche delle tre province che hanno appoggiato il progetto. Un progetto ideato e coordinato dallo Studio Giaccardi & Associati – Consulenti di Direzione, con la collaborazione tecnica del Gruppo24Ore, a confermare l’interesse e la validità di un modello innovativo – il primo realizzato in Italia su area vasta – che si potrebbe “esportare” anche in altre regioni. Il WEF può inoltre vantare il patrocinio della Regione Emilia-Romagna ed è sostenuto da importanti partner, tra i quali: Lepida SpA, Unipol Assicurazioni – Assicoop Romagna e Unipol Banca.

    Per illustrare dettagliatamente il ricco programma di ricerche, analisi e strumenti del progetto Web Economy Forum a disposizione di imprese, giovani, istituzioni, e l’importanza della piattaforma partecipativa www.webeconomyforum.it, sono stati fissati degli incontri pubblici che si svolgeranno nelle sedi delle Camere di Commercio delle tre province romagnole: il 5 giugno ore 15.30 a Ravenna, il 6 giugno ore 15.30 a Rimini, il 7 giugno ore 9.30 a Forlì.

    La Romagna (oltre 114 mila imprese attive, il 24,2% del PIL Emilia-Romagna, 36 milioni di presenze turistiche – delle quali 21% straniere – e oltre 1 milione e 100 mila residenti) sarà quindi l’apripista di un nuovo modo di fare impresa attraverso modelli e strumenti inediti di collaborazione basati sull’enorme potenzialità, a costi contenuti, fornita da internet. La sfida è dunque quella di costruire insieme un processo di crescita “dal basso”, sviluppato con la partecipazione dei diretti interessati: imprenditori, cittadini, giovani e istituzioni.

    www.webeconomyforum.it sarà un “luogo” disponibile a tutti per entrare in contatto diretto con le imprese e per permettere alle imprese di mettersi in relazione fra loro, per “incontrare” chi sul web sta già lavorando e ha successo, per relazionarsi direttamente con esperti tramite i quali capire e apprendere cosa e come fare, senza perdere tempo, per aiutare l’economia romagnola a tornare a crescere.

    Come è nata lidea del progetto WEF

    «Dal 2008 il nostro sistema economico soffre per una crisi globale e strutturale. Oggi è evidente che a essere in crisi è soprattutto la vecchia economia “top down” (imposta “dall’alto”) ma è altrettanto evidente che non si possono risolvere problemi nuovi con strumenti vecchi – spiega Giuseppe Giaccardi, titolare dello Studio Giaccardi & Associati – In questo scenario sono emerse due grandi novità. La prima è che decine di milioni di imprese e oltre 2,5 miliardi di persone nel mondo (27 milioni in Italia) sono stabilmente connessi a internet. La seconda che le imprese online attive anche in Italia crescono dell’1,2%, contro un calo del 4,5% di quelle offline. Il progetto WEF fa leva su questi due fattori per affermare che il web è la leva-opportunità per reagire, ripartendo dal basso per rimettere in moto l’economia del paese».

    Il web fa bene alle imprese: lo dicono i numeri, si vede nei fatti

    Le PMI che in Italia usano internet attivamente crescono più in fretta, raggiungono una clientela più internazionale, assumono più persone, sono più produttive rispetto alle aziende non attive sul web:

    · crescita media negli ultimi tre anni dell’1,2%, contro un calo del -2,4% di quelle solo online e del -4,5% di quelle offline;

    · incidenza delle vendite estero del 15% rispetto all’8% di quelle solo online e del 4% di quelle offline,

    · +34% crescita del personale;

    · il 65% dichiara di avere avuto vantaggi di produttività, rispetto al 28% di quelle solo online e del 25% di quelle offline.