ROMA – Immigrazione. Alla ricerca del lavoro che c’è: soluzioni e percorsi lavorativi. Questo è il titolo del convegno curato e promosso dal SEI UGL e in collaborazione con www.myworker.it, un sito curato da un’organizzazione composta da giovani laureati stranieri ed italiani, desiderosi di impegnarsi in un’attività di utilità sociale: mettere in contatto delle persone che hanno davanti le due facce della stessa medaglia: l’offerta e la ricerca di un lavoro.
Su questo tema si snoderà il dibattito e il confronto presso Radio Vaticana – Piazza Pia 3 – dalle ore 16.00 alle ore 18.00. Il convegno prevede l’intervento di Padre Federico Lombardi (Direttore Radio Vaticana); Luciano Lagamba (Presidente SEI Ugl); Mons. Enrico Feroci (Direttore Caritas Diocesana di Roma); Natale Forlani (D. G. Immigrazione Ministero del Lavoro e Politiche Sociali); Giovanni Centrella (Segretario Generale UGL); Intervengono: Filippo Maria Capitanio e Lana Kaplanovic (Responsabili progetto MyWorker); Franco Pittau (Coord. Dossier Statistico Caritas/Migrantes).
Durante il Convegno sarà presentato il video del Progetto MYWorker. Il servizio offerto da questo portale, che sarà progressivamente implementato con l’introduzione di altri elementi – quali le normative per la sicurezza sul lavoro, assistenza all’infortunistica, formazione e altro – si rivelerà molto utile e apprezzato sia dai lavoratori che dagli stessi datori di lavoro.
Sul portale si incontrano chi cerca un lavoro con chi un lavoro lo offre. Non si tratta propriamente di intermediazione, che è regolata dalla legge in maniera particolarmente rigida; bensì dall’apertura di uno spazio virtuale, dove possono incontrarsi in maniera proficua e gratuita datori di lavoro e persone in cerca di una nuova o migliore occupazione.
A differenza di altri portali simili, almeno negli obiettivi, www.myworker.it ha il pregio di poter personalizzare la ricerca. Da subito il potenziale datore di lavoro ha un quadro chiaro di quelli che sono i candidati al posto di lavoro che offre; ne conosce il curriculum, ma anche la professionalità e l’affidabilità attraverso il giudizio dei precedenti datori di lavoro e lo screening operato dai curatori del sito mediante sistemi informatici appositamente progettati. La fiducia, fondamentale soprattutto quando si tratta di lavoro svolti in ambito familiare, nasce e si conquista proprio partendo dalle pagine di myworker.it.
Il SEI UGL, consapevole dell’importanza di ciò, e delle problematiche che scaturiscono dagli aspetti burocratici e normativi, che troppo spesso fungono da deterrente all’incontro tra domanda e offerta di lavoro in questo campo, ha condiviso gli obiettivi programmatici del gruppo di lavoro che ha curato il portale, contribuendo alla definizione di alcune delle categorie nelle quali è più intensa la presenza di lavoratori stranieri come badanti, domestiche, baby-sitter, camerieri, cuochi.
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PROGETTO MYWORKER. DIBATTITO E CONFRONTO SUL TEMA DELLA RICERCA DEL LAVORO E SUI SUOI PERCORSI POSSIBILI
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Ho visto Mineo!
di Lolita Timofeeva
In Sicilia vi sono più strade per arrivare allo stesso punto. E per via di scarsa segnaletica ci si perde spesso, ma sempre ben volentieri. Specialmente in aprile, quando la terra esplode di verde, ti inebria di suoi profumi e colori. Quando le piantagioni di arance fiorite e appesantite da frutti ti invitano a fermarsi e ad entrare nella loro ombra per soddisfare brama di rubare… un arancia.
Così, percorrendo una delle strade che da Catania portano a Caltagirone, ammirando un paesaggio nuovo, all’improvviso mi sono trovata in una dimensione quasi svizzera: il prati verdi ben delineati, alberi curati, pulizia straordinaria: nulla fuori posto. Un gruppetto di case sulla mia sinistra. Tutte uguali. Filo spinato. Strano. Silenzio. Nessun’anima viva… No, ci sono tre militari e un cane. Ma certo! È Mineo! Ed è proprio così come lo vedi in TV. O quasi. Mancano gli emigrati, i clandestini che dovrebbero fuggire, attraversare i campi e camminare sfiniti sotto il sole.
I clandestini mancano. Se lo chiedi ai siciliani, i clandestini non esistono. I problemi non ci sono. Paura? Preoccupazione? Il popolo che vive sopra un vulcano non ha paura di niente. L’Etna è la mamma. I problemi non esistano, esistono solo le soluzioni.
In dieci giorni di mia permanenza in Sicilia solo un operatore turistico si è lamentato (moderatamente) di qualche disdetta da parte dei turisti russi a causa dell’impossibilità di visitare Lampedusa.
È sorprendente come lo stesso fenomeno può essere inteso in modo diverso da chi lo vede attraverso la televisione e da chi lo vive direttamente.
Ah, Sicilia! Qui il giorno sembra essere più giorno, la notte è più notte, i sapori sono più pieni, gli odori più fragranti. Che suono mite: la “Residence degli Aranci”.
10 aprile 2011, Lentini