Tag: elisa govi

  • Inaugurazione personale di Paolo Rossetto – “Guardami”

    Galleria RILIEVI, Via della Reginella 1a, Roma
    tel. 06.95223340

    GUARDAMI
    Personale di PAOLO ROSSETTO

    Opening sabato 14 maggio, ore 18.30

    14.05.2011 / 28.05.2011

    Abstract – La sorprendente attualità di testi letterari o musiche scritti secoli fa suggerisce che oltre alla sensazione di temporaneità che appartiene all’uomo moderno ci sono inclinazioni, sentimenti, stati che rimangono identici nella storia. A mutare è il modo di recepirli e raccontarli. La percezione di una reciproca corrispondenza tra uomo e natura affonda nella notte dei tempi, evocare la trasformazione da uno stato all’altro è la conseguenza di un modo di pensare l’universo in senso unitario; sin troppo facile il rimando a leggende greche e romane dedicate al motivo comune del mutamento di esseri umani in animali e piante. Esistono, in altre parole, trasformazioni permanenti. In questo senso la produzione di Paolo Rossetto è classica, come la può essere la Divina Commedia di Dante o un brano di Fossati, l’immaginario che affronta è svincolato dalle reti del tempo. A partire dal legno del supporto, costante nei lavori dell’Autore è appunto la metamorfosi di figure umane in vegetali e piante, e viceversa, in un moto perpetuo di fusione ed identità universali.


    Orario apertura, tutti i giorni – 11,00 / 19,00

    Ingresso libero

    Contatti
    www.elisirart.blogspot.com – [email protected][email protected]

    www.rossettopaolo.it – [email protected]


    Curatori : Elisa Govi, Maurizio Lamorgese

    Artista: Paolo Rossetto

  • LA CITTA’ INVISIBILE . personale fotografica di Francesca Bertolini

    Galleria RILIEVI, Via della Reginella 1a, Roma
    tel. 06.95223340

    LA CITTA’ INVISIBILE
    Personale fotografica di FRANCESCA BERTOLINI


    Opening sabato 9 aprile, ore 18.30

    09.04.2011 / 23.04.2011

    Abstract – Il circuito elettronico, il non luogo che sovrintende e sorregge le dinamiche della civiltà contemporanea, è una città altra, uno spazio invisibile eppure dominante, inumano perché privo del più sottile anelito di vita. La visione onirica e sopra la realtà dell’Autrice ci accompagna in una riflessione acuta e tagliente sul tempo e lo spazio dei quali ci illudiamo di essere i protagonisti.


    Orario apertura, tutti i giorni – 11,00 / 19,00

    Ingresso libero

    Contatti
    www.elisirart.blogspot.com [email protected] [email protected]

    www.francescabertolini.it – [email protected]

    Curatori : Elisa Govi, Maurizio Lamorgese

    Artista: Francesca Bertolini

  • METAMORPHOSIS.elogio della trasformazione

    COMUNICATO STAMPA

    Chiostro degli Agostiniani, Piazza del Popolo, Roma

    tel. 388.9419535

    METAMORPHOSIS / elogio della trasformazione”

    Collettiva di Ari Visive

    Opening venerdì 1 aprile, ore 18.00

    01.04.2011 / 16.04.2011

    Abstract

    La Mostra è un breve e avventuroso viaggio tra i risvolti di metamorfosi percettive messe in atto da 25 Autori contemporanei e determinate da trasformazioni aperte di forme e contenuti.

    Orario apertura 10,00 – 19,00

    Ingresso libero

    Contatti

    elisirart.blogspot.com

    [email protected]

    Catalogo disponibile in Mostra, a cura di ELISIRart, pp. 64, euro 10.

    Curatori

    Elisa Govi, Maurizio Lamorgese

    Artisti

    Fernanda Andrea Cabello, Caterina Arcuri, Fabio Massimo Bassan, Francesca Bertolini, Mary Ellen Brown, Massimiliano Camellini, Paolo Camiz, Olimpia Carimini, Francesco Ciavarella, Roberta Demeglio, Giulio De Mitri, Edith Dzieduszycka, Maurizio Lamorgese, Franca Lanni, Daniela Leghissa, Ronnj Medini, Lamberto Melina, Beatrice Palazzetti, Armando Pelliccioni, Renata Petti, Fabio Refosco, Paolo Rossetto, Marco Severini, Sergio Trevisan, Barbara Vistarini

    Nota di presentazione

    Qui si celebra la trasformazione. In quale anfratto delle nostre coscienze deterministiche si è nascosta la farfalla delle meraviglie? Pensiamo di saperlo, la metamorfosi è il silenzioso motore dell’esistenza, I pensieri, le parole, le azioni lavorano come agenti del divenire…

    La metamorfosi è la traiettoria dell’arte, con la scia prima e dopo di lei. il pensiero dell’artista prende forma, cambia di stato, si tras-forma in una creazione attrice di se stessa, la cui materia costitutiva – anche virtuale – porta in calce la firma del tempo. Il punto apposto dall’autore non è la fine dell’opera! E se la trasformazione diventa il tratto tipico del suo dna, il lavoro si fa specchio di ciò che lo ha determinato: la metamorfosi, messa in atto, può essere colta di sorpresa, carpita; poiché ne esiste una sincronica, dei differenti occhi, una diacronica, del tempo, ed una talvolta protagonista dell’opera stessa. Sono tre facce del medesimo diamante metamorfico.

    Ogni segno e gesto lanciati nel mondo non sono né statici né definitivi, il loro significato, e stato, si impregnano degli sguardi e pensieri che li hanno attraversati. Anche la conoscenza della realtà contempla la dinamica dello scorrere, la stasi rarefatta del divenuto è utile al sapere delle macchine. Allora l’arte, nel lasciare libero il guinzaglio che separa formante e forma si fa strumento di conoscenza, vero! L’artista in veste di ricercatore indaga così i lineamenti dei fenomeni del suo tempo e del tempo perenne, non come ci è dato vederli, ma come potrebbero essere, come sono. La conoscenza aperta e in movimento, che l’arte ci insegna, accompagna all’essenza del reale, all’immutabile nell’eterno mutare…e quando sono gli artisti stessi a testimoniare visibilmente la trasformazione, a raccontarla a modo loro, è il caso di dedicarle attenzione!

    L’Evento “METAMORPHOSIS” accolto nel magnifico contesto del Chiostro degli Agostiniani di PIAZZA DEL POPOLO a Roma si propone come occasione di dibattito sulle forze che operano nella produzione del divenire naturale delle cose, in una visione in cui Arte, Filosofia, Scienza e Spiritualità si possono e si devono dinamicamente integrare. Perché se è vero che niente è statico, il modo in cui le cose cambiano dipende da noi. Oppure no? Qui si celebra la trasformazione.” e.g.

  • Personale di MASSIMO BENUCCI . Galleria RILIEVI . ROMA

    Personale di

    Massimo Benucci

    Galleria Rilievi

    Via della Reginella 1a . Roma

    23 febbraio . 1 marzo 2011

    inaugurazione 23 febbrazio, ore 18.30

    [email protected]

    [email protected]

    Massimo Benucci imprime di sé quel che dipinge. Interno verso esterno: l’affronto diretto con la realtà avviene nello spazio sottile che separa autore e superficie, dove la coscienza si scontra con la materia viva del presente. Uno scontro sanguigno, drammatico, violento, esorcizzato sul piano dell’azione. L’esito della partita è sotto i nostri occhi; serve presenza per sostenere l’incontro con questi spettri di comunicazione che reiterano invariato il loro messaggio, nitido e tagliente, quanto è labile il contorno di immagine che li dipinge.

    Massimo è dentro fino al collo al problema della realtà, sente sulla pelle il peso di chi è nella società in una posizione diversa, di alienazione, di diversità, di rifiuto, di chi rompe le fila del conformismo e paga per questo un dazio, come un cristo martire…ma vittorioso. Se questi sono i protagonisti, i suoi lavori sono imprecazioni rivolte all’ipocrisia del pensiero comune ed il messaggio si ferma all’evidenza di una tragica condizione umana, sempre diversa…sempre la stessa.

    Bisogna far giustizia di ogni intellettualismo, sembra urlare Massimo, ritrovare la rudezza e l’impaccio, ma anche la profonda spiritualità del fare su materie naturali e grezze, finché dal loro spessore non emana un barlume, una verità, che diventa flebile ma pura luce. Per accenderla serve il peso fisico di supporti consumati, di colori scivolati ed è necessaria quella miserabilità dell’immagine da cui si libera il ritmo di una trascendenza che non smette di battere. In questo senso, nei lavori di Massimo la tecnica è la metafora della poetica.

    L’arte di questa Mostra materializza una condizione di cosciente ma irrimediabile negatività dell’esistenza moderna, eppure gli spettri non smettono di parlare, è un sottile piacere ascoltarli…come ci ha insegnato G.C.Argan, “se la sublimazione può darsi solo bevendo fino alla feccia il calice della disperazione, l’invettiva è preghiera”.

  • Reportage di MARCO FILIPPOZZI . “Non è come John l’aveva immaginato” . Galleria RILIEVI . ROMA

    Reportage fotografico di Marco Filippozzi

    Non è come John l’aveva immaginato” /

    It’s not like john imagined it would be

    Galleria Rilievi . Via della Reginella 1a . Roma

    11 / 18 . 02 . 2011

    elisirart.blogspot.com

    [email protected]

    L’autore del reportage fotografico qui proposto è testimone oculare di una verità, verità parziale…degli occhi, dei fatti, quella che si vede stando a terra, dove quei dati accadono e sono inevitabilmente uguali a loro stessi. Dura verità. Le immagini di Marco sono registri di sguardi comuni sul mondo, la cronaca di un tempo malato, corrotto, problematico…lì, alle soglie dell’implosione. Una verità. Constatarla significa dare voce ai segni che gridano sui muri urbani, che scivolano tra i rami degli alberi, alle tracce di passagi umani disperati. Ecco la Bulgaria oggi, come la si vede, uno studio di sette immagini ci riporta al concreto sociale, politico, economico, umano, al qui ed ora, a noi, perché non denotano uno specifico paese, quanto uno status comune ad una fetta ampia di tessuto urbano e umano…globale. Il dreamer John non era the only one, oggi forse lo sarebbe di più, oppure il suo sguardo partiva da più in alto: John non guardava, i-m-m-a-g-i-n-a-v-a. “who are you”, intitola una delle foto esposte, un giovane uomo è alle soglie di un bivio, la vecchia e larga strada battuta, o cosa? chi sei tu?: i nuovi pensieri, il modo rinnovato di pensare noi stessi e il mondo, restano la sola possibilità di trasformazione, che è già lì, nella strada che si dirama, scegli ragazzo.

  • PAOLA MINELLO . “JUST MARILYN”

    PAOLA MINELLO

    JUST MARILYN . omaggio a Marilyn Monroe

    a cura di ELISIRart

    Galleria RILIEVI . Via della Reginella 1a . Roma

    26 novembre . 8 dicembre 2010

    inaugurazione venerdì 26 novembre, ore 19.00

    www.paolaminello.it

    www.elisirart.blogspot.com

    Esiste uno spazio, fuori dal tempo di un pensiero storicizzante nel quale le cose, le persone, gli avvenimenti sono estraniati dal loro possibile significato pubblico. Esiste una dimensione in cui segni e gesti assumono accezioni autonome imprevedibili, per questo aborrite dagli schemi ideologici dominanti che, per definizione, necessitano di significati riconoscibili. Esiste, in altre parole, una dimensione privata e spirituale del fare arte che sfugge a congetture predeterminate senza perdere niente della propria dignità costitutiva. E’ in Mostra dal 26 novembre all’8 dicembre a Roma un estratto della ricerca “Omaggio a Marilyn Monroe” di Paola Minello.

    Il segno di Marilyn in arte appartiene all’inconscio della pseudo cultura artistica di massa, che ci riporta con una macchina del tempo estraniante agli anni ’60 della Pop Art, il collage alle componenti dada presenti nelle prime manifestazioni di questa. E ancora, la dinamica dei segni di sfondo ci evoca il gesto informale. Ma Paola Minello è molto lontana da questi frastuoni. Le manifestazioni terrene non sono fatte di sola forma in senso meccanicistico.

    Quella di Paola non è la Marilyn icona commerciale riportata in arte, è proprio l’essenza che resta dopo queste affollate operazioni di riproduzione, forma emotiva di un preciso senso di femminilità. Questi segni visivi sono intimi, non collettivi. Personal Art, verrebbe da dire. Tolti gli impulsi a registrare la civiltà dei consumi, sopiti critica, accusa o impegno nel cambiarla, resta tutto il “di dentro” da indagare. Il mix di Paola Minello è indotto da motivazioni interiori. Lo sfondo non è decorazione, il rituale demiurgico che lo genera ne è testimonianza: è connotazione emozionale dell’icona, la caratterizza, ne esalta una nota espressiva, come fosse la sua ombra remota, un destino che torna a dare conferma di sé. C’è prima di Marilyn, come viene prima il contesto di ogni cosa, agente del soggetto, forma di un pensiero: non è in gioco una scala di valori, il movimento del segno nasce per un corpo, ma solo dopo lo sa. Queste icone sono al centro di un universo in atto, in evoluzione, che le stava aspettando. Quell’ universo parla di loro, in senso quasi espressionistico. La figura è un segno che stravolge l’impressione, ne diviene protagonista: sono gli accenti a fare la differenza. Il gioco della ricerca del soggetto oggettivato si fa strabiliante caratteristica dei lavori di Paola, sfida all’osservatore e firma d’autore. Ci si perde, nel proprio universo, ma solo per ritrovarsi.” e.g.

    Paola Minello (www.paolaminello.it) è prima di tutto musicista. Nasce a Roma, frequenta il conservatorio e da allora sono tante le esperienze artistiche nel settore, e tutte di alto livello: musical, spettacoli e collaborazioni con celebri direttori d’orchestra e artisti internazionali. Da qualche anno c’è anche la pittura, a fianco della musica. Il suo sguardo in arte è accompagnato per un certo periodo dalla mediazione del compagno, indiscusso esponente dell’arte contemporanea. Ma Paola inizia a dipingere e cammina da sola. Nel Marzo 2008, a Cagliari, la prima personale “Infinito Pop”. Da allora, la sua strada d’autore è tutta in divenire.

  • FRAGMENTA – fotocollages di EDITH DZIEDUSZYCKA

    Edith Dzieduszycka, francese di nascita, vive in Italia da molti anni, dal 1979 è a Roma dove è attiva nel campo dell’arte e della poesia, con numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero, e varie pubblicazioni.

    La retrospettiva romana curata da Elisa Govi accoglie una trentina di fotocollages su tavole di formato verticale, eseguite dall’autrice negli ultimi anni. Sono parte di un’ampia raccolta speculativa volta alla ricerca del dettaglio, alla rappresentazione della materia banale, negletta, consunta, per estrarne l’anima nascosta, la bellezza discreta e umile.

    www.edithdz.com

    www.elisirart.blogspot.com

    FRAGMENTA

    fotocollages di EDITH DZIEDUSZYCKA

    Galleria RILIEVI . Via della Reginella 1a . Roma

    dal 13 al 24 ottobre 2010

    vernissage mercoledì 13 ottobre, ore 18,30

    Dal catalogo della Mostra: “…L’attenzione al dettaglio fotografato come ingrandimento della visione d’ìnsieme, quello caro alla scuola olandese e alla “Pencil of nature” di Talbot, non è che il primo passo dell’indagine. Nel lavoro qui presentato i materiali che strutturano la realtà apparente, carta plastica metalli legno tessuti, si addensano come objet trouvé di una raccolta della memoria, geometrie segrete si espandono oltre il visibile. La fotografia diviene collage. Il collage diviene fotografia del non apparente. Non imitazione quindi della natura, ma lacerante ricomposizione di un ordine segreto. La “de-composizione” della materia genera immagini astratte, ricche di effetti plastici e luministici. Improvvisamente, oggetti comprensibili all’occhio, platealmente banali, sembrano farsi ermetiche astrazioni di se stessi. La tecnica del collage si pose a inizio Novecento come strumento di un’autentica rivoluzione, cubismo e dadaismo in particolare la utilizzarono per elevare la consapevolezza di frammentarietà. Oggi Edith comprende che il caos materiale è una forza della natura, ma che l’uomo può ancora elaborare creativamente tali incompiute informazioni. Se il mondo è frammentato, non ci resta che attingervi per cogliere ciò che serve a conferirgli una forma vivibile; e tale forma è interpretazione della realtà, mai invenzione, è così che la caotica materialità, esasperata nel dettaglio, si ricompone in un turbine di armonia. L’attenzione alla composizione di masse e colori è magistrale, testimone di una riuscita rinascita. La materia statica è mossa da un soffio di memoria, il metallo delle lamiere ondulate e la luce intensa sullo squarcio di una carta generano vita. Ma l’atmosfera è densa, concentrata. Labili lingue di fuoco si fanno materia tangibile. Le apparenze temporali prendono corpo, si solidificano in una dimensione assoluta del pieno. (…) Non c’è alcuna concessione al caso in questa ricomposizione del mondo. E’ uno scavare nei valori formali e cromatici dell’immagine per ri-creare un universo autoriale di concreta astrazione. Dal caos del quotidiano, giungiamo con la manipolazione dell’apparente tangibile ad aleborare un’alchimia di Verità: l’entropia della materia lacerata è rinascita nel mondo nell’astrazione.” e.g. /maggio 2010