Tag: elettrauto

  • INCENTIVI MOTOCICLI

    Uno stanziamento di 12 milioni di euro, previsto dal Governo per la domanda di moto e scooter nel 2010 Da domani i concessionari potranno inoltrare la richiesta allo Stato per accedere a tale incentivo . 10 milioni saranno destinati ai mezzi a motore classici, mentre 2 milioni sono riservati ai veicoli elettrici e ibridi.

    Gli incentivi, si prevede, sosterranno le vendite dei mesi di aprile e maggio, garantendo uno sconto di 400 euro all’acquisto di circa 30.000 due ruote targate. Esclusi dal bonus i mezzi di 50 centimetri cubici che godranno dello stanziamento partito nell’ottobre del 2009. A disposizione circa 2 milioni di euro.

    I concessionari, chiamando un call center predisposto da Poste Italiane (previa registrazione) potranno richiedere la disponibilità del bonus economico fornendo gli estremi del cliente che usufruisce dell’incentivo.

    Possono usufruire degli incentivi governativi tutti gli scooter Euro 3 e le moto Euro 3 con cilindrata superiore ai 50 cc e potenza massima fino a 70 kilowatt (pari a 95,2 cavalli). Questi veicoli godono di uno sconto del 10%, fino a un tetto massimo di 750 euro.
    I veicoli con alimentazione elettrica o ibrida vedono raddoppiare gli incentivi, che possono arrivare sino al 20% del prezzo di acquisto, con un tetto massimo di 1.500 euro.

  • L’IMPORTANTE SCELTA DEL CASCO OMOLOGATO

    Ormai già dal lontano 30 marzo 2000 tutti i motociclisti, senza differenza tra maggiorenni o minorenni, in sella a un ciclomotore da 50cc o a una maxi moto, sono obbligati ad indossare un casco omologato.

    La novità, rispetto alla normativa precedente, è che anche i maggiorenni alla guida di un 50cc devono indossare il casco. Chi non rispetta la nuova norma va incontro al sequestro del mezzo e al pagamento di una multa che può andare da un minimo di 36€ a un massimo di 148€. Inoltre i caschi che lasciano scoperte le orecchie non sono più considerati come omologati.

    Dunque bisogna fare attenzione al casco che si acquista!

    I caschi si dividono sostanzialmente in tre famiglie: i jet, gli integrali e i trasformabili.

    CASCO JET: La calotta è aperta davanti e lascia scoperto tutto il viso. Senza ombra di dubbio è il casco più comodo, perché anche chi indossa gli occhiali non è costretto a toglierseli per indossarlo e, generalmente, è anche più leggero e più economico. In commercio è possibile trovare diversi modelli di caschi jet, che possono essere più aperti o più chiusi, con la calotta che arriva a proteggere le guance e la mandibola, o dotati anche di visiera trasparente, molto utile quando piove e nella stagione fredda, che si può sollevare quando non serve.
    Il difetto di questo tipo di casco, soprattutto nei modelli più aperti, è che non protegge il viso, la mandibola, gli occhi. In caso di caduta ripara soltanto la testa e il viso è esposto agli oggetti che si possono sollevare dagli altri veicoli.

    CASCO INTEGRALE: Copre completamente testa e viso. È il tipo di casco più sicuro visto che offre la migliore protezione per testa e viso. È indispensabile se si viaggia in autostrada o su strade veloci come tangenziali e superstrade, per proteggersi dall’aria, dal rumore e per assicurarsi la massima protezione in caso di caduta e da oggetti sollevati da altri veicoli. Le visiere sono generalmente realizzate con materiali resistenti come il policarbonato, in grado di resistere agli urti come per esempio un sassolino.
    Il costo è sicuramente più alto di quello di un casco jet, inoltre è più scomodo da indossare ed è fastidioso soprattutto nella stagione calda anche se alcuni modelli sono stati dotati di sofisticati sistemi di ventilazione che funzionano soltanto in velocità.

    CASCO TRASFORMABILE: È uguale ad un integrale ma la parte anteriore, la mentoniera, è sganciabile e sollevabile: così si trasforma in un jet. Questo tipo di casco riesce ad avere i vantaggi del casco jet e del casco integrale visto che si indossa come un jet e si può chiudere come un integrale abbassando la mentoniera.
    Il peso è leggermente superiore di quello del casco integrale a causa dei meccanismi di apertura, stesso discorso vale per il prezzo.

    I materiali per la costruzione dei caschi sono il policarbonato o le fibre composite. La scelta del tipo di materiale utilizzato per realizzare la calotta esterna del casco riguarda soprattutto la leggerezza e il prezzo. Ai fini della sicurezza, tutti i materiali superano i test dell’omologazione. Le fibre composite, in genere kevlar, carbonio, vetro, pesano meno ma costano di più.
    Entrambi i materiali sono molto resistenti e non obbligano il motociclista a una sostituzione ogni tot di tempo. Un casco ben tenuto può durare anni, anche se comunque l’invecchiamento lo può rendere meno sicuro e dopo alcuni anni (3/5) è meglio sostituirlo con uno nuovo. Se il casco ha ricevuto un colpo è meglio verificare se la calotta abbia subito danni: dopo una caduta è meglio sostituire il casco con uno nuovo anche se i segni visibili si limitano a graffi superficiali.

    Durante la scelta del casco è di massima importanza il fattore misura. Un casco che calza bene è anche più comodo: il casco deve fasciare bene la testa, in modo da stringere uniformemente. Se è troppo piccolo stringe e diventa insopportabile e se è troppo largo si appoggia soltanto in alcune parti della testa creando dolori localizzati. Inoltre un casco troppo largo è pericoloso: in caso di urto o di caduta non segue la testa ma un movimento tutto suo, magari ruotando e costringendo la testa a un movimento che può portare a danni seri al collo.
    Per scegliere il casco della misura corretta è sufficiente, una volta indossato, ruotare la testa da un lato all’altro: se il casco si muove appena ruotando con un leggero ritardo rispetto alla testa, la misura è giusta. Attenzione a non acquistare un casco troppo comodo: l’imbottitura tende a schiacciarsi con l’uso e il casco comodo da subito diventa irrimediabilmente troppo grande e quindi scomodo e pericoloso.
    Un altro trucco per vedere se la taglia è giusta sta nell’inclinare in avanti la testa e tentare di scalzare il casco allacciato tirando dalla parte posteriore, quella vicina alla nuca. È la condizione più probabile di scalzamento del casco: spesso un casco che sembra di giusta misura con questa manovra si sfila dalla testa, offrendo quindi protezione nulla in caso di urto. Anzi, rischiando di provocare lesioni alle vertebre cervicali.

    Dal 1986 ad oggi si sono susseguiti in relazione alla normativa europea ECE/ONU gli emendamenti n° 02, 03, 04 e 05 (attualmente in vigore) sull’omologazione dei caschi.

    Ogni casco conforme ad un tipo approvato deve possedere una marcatura chiaramente leggibile ed indelebile come pure il marchio di fabbrica e l’indicazione della dimensione.

    omologazione_casco

    Il segno d’omologazione è composto da un cerchio dentro del quale si trova la lettera E, seguita dal numero distintivo del paese che ha accordato l’omologazione, e del numero d’omologazione. L’etichetta deve essere cucita sul sistema di ritenzione del casco.

    Il segno d’omologazione qui rappresentato segnala che il tipo di questo casco è stato approvato conformemente al regolamento europeo in Italia(E3) sotto il numero 051406/J.

    Le prime due cifre di questo numero segnalano che l’omologazione è stata accordata conformemente alle prescrizioni del regolamento che appartiene alla serie 05 (i caschi commercializzabili oggi sono della versione 04 e 05, ma chi fosse in possesso di un casco con una versione di omologazione antecedente ossia, 01, 02 o 03 potrà continuare a utilizzarlo) e che il numero di serie di produzione è 1406/J. Segue, dopo un trattino, il numero d’omologazione.

    Questi caschi possono naturalmente essere stato approvato conformemente al regolamento n° 22-04 o 22-05 dall’altro paese europeo firmatari, cioè:

    E1 – Germania
    E2 – Francia
    E3 – Italia
    E4 – Paesi Bassi
    E5 – Svezia
    E6 – Belgio
    E7 – Ungheria
    E8 – Cecoslovacchia
    E9 – Spagna
    E10 – Jugoslavia
    E12 – Austria
    E13 – Lussemburgo
    E14 – Svizzera
    E16 – Norvegia
    E17 – Finlandia
    E18 – Danimarca

  • Ducati Monster 796

    Completa la gamma Monster, con motorizzazione intermedia e prestazioni superiori alla 696, la Ducati monster 796. Con look e allestimento sportivi pari al 1100, 8.990 euro e si ha una naked ,brillante sia nello scatto che in ripresa, ma facile da guidare ed esteticamente accattivante. Tre i colori base disponibili, più tre art (arancione, lilla e giallo) e altri sette del programma “Logomania”.

    Il motore “796” è la stessa unità da 803 cc con carter alleggeriti e una fluidodinamica migliorata per ridurre i consumi. La potenza cresce a 87 CV a 8.250 giri. Il Monster 796 rinuncia alla frizione a secco in favore di una più pratica e morbida frizione in bagno d’olio del tipo APTC, caratterizzata da uno sforzo alla leva ridottissimo e dall’azione antisaltellamento, con beneficio anche per la rumorosità meccanica.

    La struttura è composta da telaio misto – in acciaio e alluminio – e monobraccio. Variata l’altezza da terra, aumentata di 30 mm, che rende possibile un angolo di piega di 46° contro i 42° della 696.
    Pneumatici 120/70-17″ e 180/55-17″. Brembo l’impianto frenante, con dischi da 320 mm e 245 mm e pinze anteriori radiali a 4 pistoncini.

    Interessanti le novità riguardanti l‘ergonomia. La sella è più in basso di 10 mm e il manubrio è più in alto di 20 mm, per conferire una postura del busto più eretta. Le leve di freno e frizione sono regolabili su 4 posizioni. Maggiore il comfort di marcia.

    Al pari della 696 e della 1100, il nuovo Monster 796 è una moto leggera: il peso dichiarato è di appena 167 kg, intermedio tra i 169 kg della 1100 e i 161 della 696. Buono il livello delle finiture. Cablaggi e tubazioni sono nascosti e ben fissati e sia gli specchi retrovisori che frecce e portatarga sono solidi e scevri da eccessive vibrazioni. Il gruppo anteriore a tripla luce rimane uno segni distintivi del Monster insieme al doppio scarico conico ai lati del codone. Di gran comodità la strumentazione completamente digitale predisposta per il DDA (Ducati Data Analyzer), funzionante anche come cronometro. Immancabile infine la luce posteriore a led, luminosa e ben inserita nella linea del posteriore.

    Su strada il Monster 796 risulta più dotato sorella 1100 grazie anche al motore di cilindrata inferiore. Fluido nell’erogazione e pronto nella ripresa anche con le marce alte, grazie alla migliore “respirazione” che ha portato alla crescita della potenza fino a 87 CV. La posizione in sella è confortevole.
    Morbidissima la frizione, il Monster 796 si rivela una moto ideale sia per i neofiti che per i conduttori meno alti o di “mano piccola”, con un occhio di riguardo per il pubblico femminile.
    Ottima la frenata. La versione con ABS ha dimostrato tutta la sua validità sui fondi lisci, mentre sui tratti più dissestati può allungare gli spazi di frenata.

    Il prezzo è di 1.000 Euro superiore a quello del Monster 696 e di circa 2.200 Euro inferiore a quello del Monster 1100o. Optionale l’ABS: 9.690 euro per la versione con l’antibloccaggio dei freni.

  • Kawasaki Ninja ZX-10R 2010

    La Kawasaki, per la versione 2010 della sua moto di punta la Ninja ZX-10R, ha proposto un restyling generale rispetto al modello precedente.
    Si parte con la linea, che grazie alla nuova carena anteriore, ad una scocca minimalista e una marmitta ridisegnata, è più leggera e armoniosa nell’aspetto esteriore, senza che ne venga intaccata, però, la guida aggressiva da pista.
    Il serbatoio scolpito e svasato, da un lato dona fluidità alla Ninja e dall’altro è più pratico per chi la guida, sopratutto per quanto riguarda il posizionamento delle gambe, permettendo al pilota di cambiare velocemente posizione a seconda delle situazione.
    Il motore è un quattro cilindri in linea, sedici valvole, raffreddato a liquido da 998 cm cubici, da 188cv, o 200cv in presenza dell’airbox, a 12500 giri.
    Questo è inoltre gestito elettronicamente tramite il Kawasaki Ignition Management System che aiuta il pilota a regolare la potenza del motore e i suoi stessi movimenti, andando a correggere il tiro quando necessario, rendendo così la moto più governabile in uscita di curva, permettendo a chi la guida di aprire e accelerare prima e in maniera più corretta.
    La ZX-10R è dotata per la parte anteriore di una forcella invertita da 43 mm completamente regolabile, mentre la parte posteriore è equipaggiata di un ammortizzatore con smorzamento in compressione separato che aiuta le prestazioni sulla pista.
    Le sospensioni sono state create in modo tale da evitare il saltellamento della moto, con una tenuta di strada sempre ottimale.
    La ZX-10RL ha inoltre di pinze ad attacco radiale Tokico, molto precise, con pistoncini in alluminio estremamente leggeri e monta gomme da 120/70zr17 davanti e 190/55zr17 dietro, con cerchi in lega a razze sdoppiate.
    La versione 2010 della Ninja è disponibile in due colori: la classica verde e bianca con i cerchi neri e nera con i cerchi dorati.
    Dunque ai centauri appassionati della “verdona”, non resta che sgommare verso il concessionario più vicino e provare su strada le meraviglie della nuova Ninja.

  • Honda CBF 1000 2010

    CBF 1000 non è solo sinonimo di sicurezza e garanzia. Il suo aspetto classico e senza fronzoli ne rispecchia l’alta qualità in termini di motorizzazione, guidabilità e comodità. Sempre vivao il forte spirito da “viaggiatore in sella”, nel 2010 la Honda decide di rinnovarne lo stile esteticamente e meccanicamente, presentandosi in una veste nuova e accattivante.

    Un telaio tutto nuovo in alluminio rende la CBF ancora più leggera e maneggevole, mentre per quanto riguarda il motore, viene migliorata la sua usabilità e aumentata la potenza. Il propulsore è il tradizionale 4 in linea, con aumento del rapporto di compressione e potenza massima fino a 9cv.

    La schiena risulta piatta e regolare, a favore di un utilizzo snello e semplice. Una nuova iniezione elettronica PGM-FI riduce i consumi, favorendo l’erogazione fluida del motore.

    Il telaio, affiancato da una ciclistica tradizionale, è tutto nuovo: una forcella anteriore telescopica da 41mm e nel posteriore un forcellone più robusto affiancato ad un mono con regolazione del precarico, per una gestione ottimale dell’assetto a pieno carico e per la guida sportiva. L’interasse, compatto, garantisce maneggevolezza e lstabilità. ABScombinato di serie.

    Esteticamente possiamo cogliere il tocco sportivo tipico delle Honda, affiancato dalle più tradizionali caratteristiche della gamma di moto da pista. Nuovo cupolino e un codino che presenta il gruppo ottico della Hornet. Lo scarico ora è singolo. Le forme rimangono simili, ma le migliorie si notato e ne fanno la differenza.

    Gli accessori in dotazione sono numerosi e per ogni gusto: dalle borse laterali in due dimensioni, all’antifurto a basso consumo, il telo dedicato e le manopole riscaldabili.

    Le colorazioni disponibili sono: Quasar Silver Metallic, Pearl Nightstar Black, Pearl Cool White e Pearl Amber Yellow.