Roma – “Da parte nostra giunge ai poliziotti in agitazione la massima espressione di solidarietà.” Queste le prime parole del presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro alla notizia della protesta dei poliziotti del reparto Mobile di Roma a poche ore dal G8. Prosegue e attacca De Pierro: “Queste sono le prime conseguenze, e temo che molte ne verranno ancora alla luce, dovute a scelte politiche miopi e sconsiderate adottate dall’esecutivo in carica. Se riflettiamo su ciò che è stato fatto in un anno di quello che essi considerano un buon governo ad una disamina attenta e lontana dall’occhio mistificatore dei media asserviti al regime, emergono numerose contraddizioni che si rincorrono dando vita a un mero spettacolo da circo. Una campagna elettorale condotta su una presunta sicurezza inesistente ma che non è migliorata nonostante i numerosi proclami demagogici inizia a mettere a nudo ora l’incapacità gestionale di questi signori, politicanti e vacanzieri da villeggiatura istituzionale. Da un lato si è sbandierato un pericolo sicurezza e dall’altro contemporaneamente si sono tagliate ingenti risorse al comparto specifico, salvo poi organizzare la carnevalata dei militari per strada. Ancora più grave è l’aver congegnato un’abile campagna per ingenerare paure immotivate nella gente per poi servire il piatto forte della Lega vale a dire le ronde che spesso sono proprio i poliziotti a dover scortare e difendere”. Questo il polemico attacco del presidente dell’Italia dei Diritti a sostegno delle rimostranze della Celere il cui dissenso è ancora più significativo perché viene da un sindacato d’ispirazione di centrodestra di recente costituzione che ha provocatoriamente minacciato lo sciopero, normalmente vietato alle forze dell’ordine, per straordinari non pagati da mesi e turni massacranti. Proprio su questo tema l’affondo di De Pierro: “Siamo al teatrino: il mondo ride di noi ma gli organi mediatici accantonano questi problemi e ci offrono in pasto i gossip del premier. Cerchiamo di essere seri, la politica è una cosa troppo importante per lasciarla gestire a questi individui che si mostrano sul proscenio. La sicurezza dei cittadini deve essere garantita dallo Stato, non da ronde improvvisate che sono l’espediente che rivela l’incapacità gestionale, è ora di legittimare il lavoro delle Forze dell’ordine che sono gli unici apparati preposti e in grado di garantire l’incolumità della gente. Quindi – conclude De Pierro – aboliamo la mascherata dei soldati per strada perché non siamo in Colombia. Soffochiamo la vocazione ludica dei leghisti abolendo le ronde e restituiamo dignità e compensi adeguati agli operatori di polizia stanziando fondi più consistenti e aumentando il personale magari andando ad attingere nella folta schiera di raccomandati parcheggiati negli uffici burocratici. E’ ora che il Ministro Maroni dia una risposta seria alle forze di polizia che rappresenta istituzionalmente oppure dovremmo pensare che la loro sorte non gli stia poi così a cuore visto che sulla sua fedina penale, contraddizione tutta italiana, campeggia la macchia di una condanna per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale? ”.
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Protesta della Celere, l’attacco di De Pierro
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Assessore triestino irascibile, l’Italia dei Diritti ne chiede le dimissioni
Trieste – “Una persona che non rispetta il lavoro degli altri, soprattutto se questa persona ricopre un incarico politico istituzionale, il minimo che dovrebbe fare è dimettersi perché palesa un evidente conflitto con le regole della buona educazione”.
Durissimo il commento di Luigino Smiroldo, responsabile per il Friuli Venezia Giulia dell’Italia dei Diritti, nel commentare la notizia di come Franco Bandelli, assessore ai Lavori pubblici del comune di Trieste, ha reagito di fronte alla multa comminatagli da una vigilessa che gli contestava la sosta vietata per la sua automobile. Giunto immediatamente sul posto l’assessore, appartenente ad Alleanza Nazionale, ha inscenato una plateale lite con l’agente che, per niente intimorita dall’accesso d’ira e dalle urla furiose dell’uomo, ha continuato imperterrita a fare il suo lavoro. L’inquietante siparietto si è protratto per qualche minuto. Alla fine il vulcanico assessore dovrà pagare 74 euro di multa. E forse non solo questo.“Se questa persona non si rende conto del ruolo pubblico che riveste – rincara Smiroldo – e soprattutto degli oneri che tale ruolo comporta, allora non ha capito nulla. Di conseguenza non è più in grado di espletare il mandato affidatogli dai cittadini. La sua reazione scomposta è frutto del mancato rispetto per l’altra persona, e come aggravante di ciò c’è anche la mancanza di riguardi per il lavoro altrui, in questo caso un pubblico ufficiale. Perciò – conclude seccamente Smiroldo – ribadiamo a gran voce la richiesta di dimissioni per Bandelli”.
Ad avvalorare le dichiarazioni del suo rappresentante, interviene sul fatto anche il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro che lapidario afferma: “Invito immediatamente il sindaco a ritirare la delega a questo assessore che, a giudicare da quanto è successo, non sembrerebbe più in grado di assicurare quanto richiestogli dal suo ruolo istituzionale”.