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  • A Fabro debutta un’opera inedita di Cimarosa

    La quarta edizione del Corso di alto perfezionamento per cantanti lirici, pianisti accompagnatori e direttori d’orchestra La bottega dell’opera presenterà a Fabro (Terni) una prima esecuzione operistica in tempi moderni, una vera e propria riscoperta.

    Dopo le audizioni selettive, infatti, tramite le quali i Docenti de La bottega dell’opera hanno scelto gli studenti, provenienti da tutto il mondo, che potranno partecipare come allievi effettivi, la scelta sulla produzione operistica di fine corso è caduta sulla riproposta di un’opera comica di Domenico Cimarosa, La vanità delusa, che il celebre compositore aversano compose nel 1784 su commissione del Teatro della Pergola di Firenze.

    L’opera verrà eseguita dagli allievi del corso, coadiuvati dall’orchestra da camera “Domenico Cimarosa” e con la direzione d’orchestra di Simone Perugini, anche Direttore artistico e musicale dell’Accademia Lirica Toscana “Domenico Cimarosa” promotrice, insieme al Comune di Fabro, dell’iniziativa.

    Perugini è considerato uno dei massimi esperti del compositore aversano e conta al proprio attivo già altre interpretazioni di opere cimarosiane, alcune in prima esecuzione; collabora come Responsabile principale del progetto Centro cimarosiano di Studi che si propone la pubblicazione, in edizione critica, dell’opera omnia cimarosiana sia con l’Accademia Lirica Toscana “Domenico Cimarosa”, che con l’editore Artaria Editions Limited, editore musicale neozelandese appartenente alla maggiore etichetta discografica mondiale, Naxos.

    «La vanità delusa», spiega Perugini, «fu un’opera composta in fretta e furia da Cimarosa su commissione del maggior teatro fiorentino dell’epoca. Nel 1784, anno in cui debuttò, il musicista fu impegnato in altre cinque produzioni operistiche tra Napoli, Milano, Vicenza e Torino e, per questo motivo, fu costretto a comporre sei grandi opere, serie e comiche, nel ristrettissmo periodo di dodici mesi. Il lavoro fu tratto da un precedente libretto di Carlo Goldoni, già musicato agli inizi del secolo da Fischetti e da Giuseppe Scarlatti che venne fortemente tagliato e riadattato per il compositore aversano. Il gusto del pubblico nel 1784 era già fortemente cambiato e la lunga successione di recitativi e arie, nonché la ormai sorpassata suddivisione in tre atti previsti dall’originale goldoniano, non era più percepita dai contemporanei di Cimarosa come attuale. Un anonimo librettista, che, come spiego e dimostro nella prefazione all’edizione critica della partitura da me curata e appena pubblicata dall’Accademia Lirica Toscana “Domenico Cimarosa”, si può identificare, con un margine di incertezza piuttosto esiguo, in Giovan Battista Lorenzi, rielaborò l’originale goldoniano, accorciandone la drammaturgia a due atti, tagliando alcune arie solistiche e introducendo diversi brani concertati non solo al termine degli atti, come era d’uso negli anni ’80 del Settecento, ma anche all’interno degli stessi. La versione di Cimarosa, così, appare molto più snella, divertente e musicalmente moderna rispetto alle precedenti versioni di Scarlatti e Fischietti. La partitura parzialmente autografa dell’opera, come del resto tutte quelle degli altri lavori cimarosiani, è custodita presso la Biblioteca del Conservatorio “San Pietro a Majella” nel fondo dedicato a Cimarosa e che fu costituito dall’imponente dono dei manoscritti del musicista fatto dal figlio del compositore, Paolo, che fu insegnante in quella istituzione. Una seconda tranche di autografi venne venduta dal nipote di Domenico (e figlio di Paolo), Aurelio Cimarosa. Quando il musicista era ancora in vita, aveva regalato tutto il proprio archivio musicale al Cardinal Ercole Consalvi, figura potentissima della curia romana dell’epoca e che fu sincero amico e sommo ammiratore del compositore. Fu proprio il Cardinale che, morto l’amico fraterno Domenico, regalò al figlio Paolo i manoscritti paterni.»

    L’opera verrà rappresentata in prima esecuzione in tempi moderni a Fabro il 20 e 21 settembre 2014 dagli allievi de La bottega dell’opera coadiuvati dall’Orchestra da Camera “Domenico Cimarosa” con la direzione di Simone Perugini e la regia, scene e costumi di Sandra Rucellai.

  • A Fabro il 20 e 21 settembre un’inedita opera di Cimarosa

    La quarta edizione del Corso di alto perfezionamento per cantanti lirici, pianisti accompagnatori e direttori d’orchestra La bottega dell’opera presenterà a Fabro (Terni) una prima esecuzione operistica in tempi moderni, una vera e propria riscoperta.

    Dopo le audizioni selettive, infatti, tramite le quali i Docenti de La bottega dell’opera hanno scelto gli studenti, provenienti da tutto il mondo, che potranno partecipare come allievi effettivi, la scelta sulla produzione operistica di fine corso è caduta sulla riproposta di un’opera comica di Domenico Cimarosa, La vanità delusa, che il celebre compositore aversano compose nel 1784 su commissione del Teatro della Pergola di Firenze.

    L’opera verrà eseguita dagli allievi del corso, coadiuvati dall’orchestra da camera “Domenico Cimarosa” e con la direzione d’orchestra di Simone Perugini, anche Direttore artistico e musicale dell’Accademia Lirica Toscana “Domenico Cimarosa” promotrice, insieme al Comune di Fabro, dell’iniziativa.

    Perugini è considerato uno dei massimi esperti del compositore aversano e conta al proprio attivo già altre interpretazioni di opere cimarosiane, alcune in prima esecuzione; collabora come Responsabile principale del progetto Centro cimarosiano di Studi che si propone la pubblicazione, in edizione critica, dell’opera omnia cimarosiana sia con l’Accademia Lirica Toscana “Domenico Cimarosa”, che con l’editore Artaria Editions Limited, editore musicale neozelandese appartenente alla maggiore etichetta discografica mondiale, Naxos.

    «La vanità delusa», spiega Perugini, «fu un’opera composta in fretta e furia da Cimarosa su commissione del maggior teatro fiorentino dell’epoca. Nel 1784, anno in cui debuttò, il musicista fu impegnato in altre cinque produzioni operistiche tra Napoli, Milano, Vicenza e Torino e, per questo motivo, fu costretto a comporre sei grandi opere, serie e comiche, nel ristrettissmo periodo di dodici mesi. Il lavoro fu tratto da un precedente libretto di Carlo Goldoni, già musicato agli inizi del secolo da Fischetti e da Giuseppe Scarlatti che venne fortemente tagliato e riadattato per il compositore aversano. Il gusto del pubblico nel 1784 era già fortemente cambiato e la lunga successione di recitativi e arie, nonché la ormai sorpassata suddivisione in tre atti previsti dall’originale goldoniano, non era più percepita dai contemporanei di Cimarosa come attuale. Un anonimo librettista, che, come spiego e dimostro nella prefazione all’edizione critica della partitura da me curata e appena pubblicata dall’Accademia Lirica Toscana “Domenico Cimarosa”, si può identificare, con un margine di incertezza piuttosto esiguo, in Giovan Battista Lorenzi, rielaborò l’originale goldoniano, accorciandone la drammaturgia a due atti, tagliando alcune arie solistiche e introducendo diversi brani concertati non solo al termine degli atti, come era d’uso negli anni ’80 del Settecento, ma anche all’interno degli stessi. La versione di Cimarosa, così, appare molto più snella, divertente e musicalmente moderna rispetto alle precedenti versioni di Scarlatti e Fischietti. La partitura parzialmente autografa dell’opera, come del resto tutte quelle degli altri lavori cimarosiani, è custodita presso la Biblioteca del Conservatorio “San Pietro a Majella” nel fondo dedicato a Cimarosa e che fu costituito dall’imponente dono dei manoscritti del musicista fatto dal figlio del compositore, Paolo, che fu insegnate in quella istituzione. Una seconda tranche di autografi venne venduta dal nipote di Domenico (e figlio di Paolo), Aurelio Cimarosa. Quando il musicista era ancora in vita, aveva regalato tutto il proprio archivio musicale al Cardinal Ercole Consalvi, figura potentissima della Chiesa di allora, che fu sincero amico e sommo ammiratore del compositore. Fu proprio il Cardinale che, morto l’amico fraterno Domenico, regalò al figlio Paolo i manoscritti paterni.»

    L’opera verrà rappresentata in prima esecuzione in tempi moderni a Fabro il 20 e 21 settembre 2014 dagli allievi de La bottega dell’opera coadiuvati dall’Orchestra da Camera “Domenico Cimarosa” con la direzione di Simone Perugini e la regia, scene e costumi di Sandra Rucellai.

  • L’opera omnia di Domenico Cimarosa in edizione critica

    L’Accademia Lirica Toscana “Domenico Cimarosa”, fondata nel 2005, prosegue la propria attività di ricerca musicologica con il progetto denominato Centro cimarosiano di studi e curato dal comitato scientifico dell’Accademia.

    Con questo imponente progetto editoriale, nato in collaborazione con l’editore musicale neozelandese Artaria Editions Limited, l’Accademia prevede la pubblicazione dell’opera omnia di Domenico Cimarosa in edizione critica.

    Seguendo i criteri editoriali elaborato dal Comitato scientifico, l’edizione critica prevede la pubblicazione di tutte le partiture teatrali, sacre, profane e strumentali del compositore aversano.

    Il comitato scientifico dell’Accademia, guidato dal fondatore dell’Accademia Lirica Toscana “Domenico Cimarosa”, Simone Perugini, compositore, direttore d’orchestra e musicologo esperto nella prassi esecutiva del teatro musicale del Settecento, studioso e interprete di Cimarosa, è formato da Docenti e Musicologi provenienti da università italiane e straniere.

    La pubblicazione dell’edizione critica cimarosiana è iniziata nel 2011 con L’impresario in angustie, pubblicato da Artaria Editions Limited ed è proseguita negli anni succesivi con la pubblicazione de La vanità delusa, Il convito, Li sposi per accidente. In corso di elaborazione e di futura pubblicazione sono I nemici generosi e la Missa pro defunctis che inaugurerà la sezione dedicata alla musica sacra composta da Cimarosa, rendendo finalmente disponibile a esecutori e pubblico un’edizione affidabile del capolavoro del musicista composto nel 1787 in occasione della morte della Duchessa di Serra Capriola.

    Ogni edizione prevede la pubblicazione della partitura, della riduzione canto e pianoforte e delle parti orchestrali della prima versione dell’opera e delle varianti d’autore fino a oggi conosciute. Ogni opera è corredata da un’ampio introduzione metodologica, storica e da un apparato critico.

    E’ possibile acquista e/o noleggiare i materiali musicali collegandosi al sito ufficiale dell’Accademia Lirica Toscana “Domenico Cimarosa” all’interno della sezione dedicata al Centro cimarosiano di studi.

  • Il diario di Milly-Presto in libreria

    Giovane autore di 15 anni, scrive (E pubblica) il sui primo romanzo! Scopriamolo insieme

    09/06/2013 – Mi è giunta voce che presto, si pensa a fine Giugno, esca il primo romanzo di Domenico Dentici. Fino a qui sembrerebbe una delle tante notizie di autori emergenti che pubblicano e che probabilmente non venderanno troppe copie, quindi perché scriverlo? Se vi dicessi che il giovane autore ha compiuto da qualche giorno 15 anni? Ebbene sì, Domenico Dentici, ha cominciato a scrivere il libro qualche mese fa, lasciandolo in una cartella e quando si è presentata l’occasione, lo ha contattato una casa editrice. Il libro narra le vicende di Joe, un ragazzo di campagna che solo raramente va in paese. Il ragazzo trova un diario tra lo sterco degli animali. Comincia a leggerlo e scopre che esso apparteneva ad una ragazza malata di una malattia sconosciuta. Qualche giorno dopo, la sorella viene rapita e Clarence, il padre adottivo, parte di nascosto per cercarla. Ma viene subito seguito da Joe che incontrerà, durante il suo percorso, tante persone disposto ad aiutarlo e alcune ad ostacolarlo! Che dire? Aspetto con felicità l’uscita del libro e faccio gli auguri a Domenico!

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