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  • Domande frequenti al colloquio di lavoro

    Dovete sostenere un colloquio di lavoro e temete le possibili domande che potrebbero porvi? La soluzione è presto detta: preparatevi in anticipo. Colui che vi farà il colloquio, generalmente rappresentato dal responsabile della direzione delle risorse umane, ha il compito di porvi le domande, studiarvi e valutarvi e capire se siete idonei a ricoprire il ruolo che sta per assegnarvi. Ecco alcune delle domande più ricorrenti:

    Cosa sa della nostra azienda?

    È una delle domande più classiche e siate sicuri che vi verrà posta. Anche se non vi ricordate di avere fatto domanda per quell’azienda e per quel posto di lavoro, perché si sa, di curricula se ne inviano tanti, una volta ottenuto il colloquio, andatevela a rivedere. Studiatevi l’azienda, cosa fa, quale prodotto commercializza, in cosa è migliore rispetto ai suoi competitors, in quali paesi esporta e come si differenzia rispetto agli altri. Come? Ogni buona azienda che si rispetti ha sicuramente un sito internet. Leggetelo!

    Mi parli delle sue esperienze lavorative e dei suoi studi

    Non partite dalla terza media, ovviamente. Riportate solo gli studi e i lavori attinenti a quello per cui siete andati a fare domanda. Siate brevi e non vi dilungate troppo. Tenete sempre a mente che chi vi fa le domande ha già letto il vostro curriculum, sa già cosa avete fatto. Se ve lo sta chiedendo, è solo per vedere la vostra capacità di esposizione e di approccio.

    Quali sono i suoi pregi e quali i suoi difetti?

    Rappresenta una delle domande più temute, perché non si sa mai cosa è meglio rispondere. Siate onesti, ma anche buoni con voi stessi. Segnalate dei pregi e dei difetti che possano essere riportati sul luogo del lavoro. Esempio: non dite che siete tirchi o poco sportivi, perché queste caratteristiche non hanno a che fare con la professione. E non esagerate né con gli uni, né con gli altri. Non dite che siete brillanti o il migliore rispetto agli altri. Mostrate buona volontà e capacità nel vostro lavoro, ma anche umiltà e voglia di conoscere.

    Dove si vede fra cinque-dieci anni?

    A saperlo! Anche qui cercate di essere coerenti con la posizione che ambite a ricoprire all’interno di quell’azienda. Dite, ad esempio, che vi piacerebbe fare carriera in quel settore, imparare sempre di più, essere qualcuno in quel reparto. Mostratevi interessati e ben disposti. Nessuno assumerebbe qualcuno che da lì a pochi anni vorrebbe cambiare lavoro o fare una cosa completamente diversa.

    Ha delle domande?

    Preparatevele, sempre. Il candidato che non fa domande è un candidato disinteressato. Studiatevi il sito internet, e se proprio non vi viene in mente nulla da chiedere, chiedete consiglio ai vostri genitori, amici o parenti. Pensate ad una domanda intelligente che si riferisca al tipo di lavoro che andrete a fare o all’azienda in cui state cercando di farvi assumere.

    La cosa più importante di quando sostenete un colloquio di lavoro è di non temere ed essere preparati e, anche se non sapete una risposta, mostratevi sicuri di quello che dite, non gesticolate troppo, guardate negli occhi il vostro interlocutore e parlate. Andrà bene!