Tag: dolore

  • Terapia del dolore nei bambini ustionati, “realtà virtuale” al Mayer di Firenze

    Terapia del dolore. Ambiente glaciale quello dell’ Antartide, con le mani afferra palle da neve e davanti a lui ci sono solo igloo e pinguini da colpire. Il bambino prende la mira e lancia preciso una palla a un abitante dei ghiacci. E’ il nuovo “antidoto” al dolore fisico dei bambini che arriva al Centro ustioni dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze grazie a un sistema di “realtà virtuale”.

    Terapia del dolore

    L’innovativo progetto del Servizio terapia del dolore è diventato realtà grazie alla donazione di Atcrup, l’Associazione Toscana per la cura e la riabilitazione delle ustioni pediatriche, che ha consegnato un casco, un laptop e un software di realtà virtuale.

    Si tratta di un’innovativa tecnica psicologica per il trattamento del dolore con una procedura basata sulla distrazione.

    ”La realtà virtuale – spiega Andrea Messeri, responsabile della terapia del dolore – è attualmente oggetto di uno studio coordinato dal servizio di terapia del dolore e condotto all’interno del Centro ustioni del Meyer dove se ne sta valutando l’efficacia nella riduzione del dolore durante il cambio del bendaggio, una delle procedure più dolorose a cui il paziente ustionato è sottoposto.

    da Ansa 27 Giugno 2013

    FONTE: marcofilippini.it

  • Marco Filippini: Antinfiammatori non steroidei e dolore, attenti all’ uso prolungato

    Marco Filippini, terapia del dolore, un nuovo studio olandese osservazionale recentemente discusso al congresso annuale della European League Against Rheumatism (EULAR) a Madrid, indica che un paziente su otto di quelli a rischio di sviluppare un grave evento avverso da farmaco, prende antinfiammatori non steroidei (FANS) da banco spesso per combattere dolori muscolo-scheletrici.

    Di questi pazienti ad alto rischio che prendono FANS OTC, oltre uno terzo li ha presi per più di 7 giorni e il 3% ha superato la dose massima giornaliera raccomandata.

    La ricerca è stata condotta su 385 pazienti adulti di quattro medici di medicina generale olandesi e aveva l’obiettivo di valutare la prevalenza dell’uso dei FANS OTC nella popolazione generale (120 pazienti) e nei pazienti ad alto rischio di sviluppare eventi avversi gravi (265 pazienti) da FANS.

    Dolore

    I pazienti sono stati considerati ad alto rischio di un evento avverso grave da FANS da banco se avevano una storia di ulcera peptica o un’ulcera come complicanza, oppure avevano avuto un infarto miocardio, un ictus o soffrivano di scompenso cardiaco, se avevano più di 70 anni, una velocità di filtrazione glomerulare inferiore a 30 ml/l o presentavano una combinazione di due o più dei seguenti fattori: l’uso di un anticoagulante, aspirina, corticosteroidi o inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina; età tra i 60 anni e i 70 anni, una storia di artrite reumatoide grave o di diabete mellito.

    I possibili effetti collaterali gravi sono sanguinamenti gastrointestinali, ulcera peptica, ipertensione e peggioramento dell’insufficienza cardiaca. “I FANS tendono ad essere considerati dai pazienti come antidolorifici innocui. Tuttavia, in realtà, anche quelli da banco possono causare una serie di effetti collaterali spiacevoli” ha detto l’autore principale dello studio Aafke Koffeman del Dipartimento di Medicina Generale dell’Erasmus Medical Center di Rotterdam. “Nella maggior parte dei casi, è probabile che ciò sia dovuto a una non conoscenza di questi possibili effetti indesiderati, piuttosto che a un ignorare deliberatamente i rischi e le controindicazioni” ha ipotizzato l’autore. “ Questi nuovi dati evidenziano l’importanza degli operatori sanitari nell’informare i loro pazienti dei rischi insiti nell’assunzione dei FANS OTC, in particolare nei casi in cui una nuova diagnosi o un aumento della prescrizione aumenta il rischio individuale”. E ancora: “ai pazienti ad alto rischio con disturbi muscoloscheletrici dolorosi si dovrebbero consigliare antidolorifici alternativi più sicuri” ha concluso Koffeman.

    Due precedenti studi osservazionali olandesi hanno dimostrato che all’incirca il 5% di tutti i ricoveri ospedalieri non programmati è associato a eventi avversi da farmaci, di cui il 40-46% sono potenzialmente prevenibili.

    Nella popolazione ad alto rischio, oltre il 30% degli utilizzatori di FANS da banco ha preso gli antinfiammatori per più di 7 giorni, così come più del 20% dei pazienti della popolazione generale.

    Inoltre, i FANS OTC sono stati utilizzati a un dosaggio superiore alla dose massima giornaliera raccomandata rispettivamente al 3% e del 9% dei pazienti.

    A. Koffeman, et al. Use Of Over-The-Counter Non-Steroidal Anti-Inflammatory Drugs In The General Population And In Patients With A High Risk Of Adverse Drug Events. EULAR 2013; abstract OP0202-PC.

    FONTE: marcofilippini.it

  • Dolore Post Operatorio e Antidepressivi uno studio francese su Marco Filippini

    Secondo uno studio francese la somministrazione di antidepressivi prima e dopo un intervento di bypass coronarico potrebbe ridurre il dolore post-operatorio. Sul sito di Marco Filippini le ricerche più recenti per raggiungere gli standard medi europei in fatto di terapia del dolore.

    Somministrare un antidepressivo per 2-3 settimane prima di intervento di bypass coronarico e continuarla fino a 6 mesi dopo l’intervento chirurgico potrebbe accelerare il recupero della stato di salute mentale e ridurre il dolore post-operatorio. Queste le conclusioni di uno studio francese chiamato MOTIV-CABG pubblicato su Annals of Thoracic Surgery.

    Dolore

    Sono stati 361 i pazienti con angina stabile, destinati a bypass coronarico ad essere inclusi nello studio. I risultati hanno mostrato che il trattamento con escitalopram non influenzava la mortalità o l’incidenza di complicanze dopo intervento di bypass coronarico, ma era in grado di migliorare la salute mentale del paziente.

    Inoltre, il punteggio relativo alla qualità di vita per quanto riguarda la dimensione “dolore” è risultato essere migliore nel gruppo trattato con l’SSRI rispetto al placebo nei pazienti già depressi prima dell’operazione.

    Chocron S et al. Antidepressant Therapy in Patients Undergoing Coronary Artery …Ann Thorac Surg 2013;95:1609-1618.

    FONTE: marcofilippini.it

  • Terapia del dolore: in ospedale ci vuole più efficacia.

    Negli ospedali italiani quattro pazienti su dieci ricoverati in reparti di Medicina interna lamentano dolore. Il dato emerge da uno studio che ha visto impegnati 26 reparti e ha coinvolto 5200 malati. Sul sito di Marco Filippini, esperienza a difesa del malato per il raggiungimento degli standard europei in fatto di terapia del dolore.

    Marco Filippini Terapia Dolore In Ospedale Maggiore Efficacia

    Quattro pazienti su dieci ricoverati in reparti di Medicina interna, negli ospedali italiani, lamentano dolore, ancora troppo spesso non adeguatamente valutato e curato. Questo dato in parte forse sorprendente è emerso da uno studio recentemente concluso, che ha visto impegnati 26 reparti e ha coinvolto 5200 malati.

    La prima fotografia scattata dal lavoro scientifico ha messo in luce la realtà quotidiana dei pazienti ricoverati in 26 reparti di Medicina interna. «Tra i 2600 malati coinvolti, il 37,5 per cento aveva problematiche di dolore».

    Quasi tutti, ricevevano un trattamento antidolorifico, molto spesso non in linea con l’ intensità lamentata dal paziente. «La popolazione aveva un’età media superiore a 80 anni ed era affetta mediamente da 3-4 malattie croniche». Il dolore era causato da malattie delle articolazioni e delle ossa in una grande percentuale di casi, seguito a distanza, come frequenza, dal dolore addominale. Solo un paziente su quattro aveva dolore legato a un tumore, mentre la valutazione sistematica dell’intensità del dolore mediante apposite scale di misurazione veniva effettuata solo nel 45 per cento dei casi.

    Nelle 26 unità operative coinvolte è stata quindi attivata una formazione specifica sul controllo del dolore: «A quel punto, su un campione di altri 2600 pazienti, si è registrato un importante miglioramento. La valutazione sistematica del loro stato è salita dal 45 al 77 per cento.

    «Da questo lavoro emerge in sintesi un forte bisogno di affrontare un bisogno del paziente e, in questo senso, un’adeguata formazione si è rivelata la giusta strategia. Il tema è molto importante soprattutto nei reparti di Medicina interna, che sono capillari sul territorio, sono presenti negli ospedali grandi e piccoli, curano un gran numero di pazienti, in prevalenza anziani, con patologie multiple e complesse, spesso in condizioni gravi e terminali. Siamo orgogliosi – è la considerazione finale di Civardi, primario dell’ Ospedale di Fiorenzuola – di aver partecipato come protagonisti a questo lavoro, portando una sensibilità emiliano romagnola sul dolore già più radicata rispetto a molte altre realtà nazionali».

    02/02/2013 La Liberta Pag. 15

    FONTE: marcofilippini.it

  • Marco Filippini: nuovo allarme per gli anti-infiammatori

    Nuovo allarme sugli anti-infiammatori. Un gruppo di ricerca internazionale che include anche l’Istituto di Farmacologia di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica di
    Roma ha scoperto che l’uso prolungato di certi farmaci antinfiammatori non steroidei, è associato a un aumento di circa il 30% del rischio di infarto, ictus e morte per eventi cardiovascolari. Sul sito marcofilippini.it, nato per contribuire con informazioni, lavori clinici aggiornati, interviste a leader di opinione e le ricerche più recenti al raggiungimento degli standard medi europei in fatto di terapia del dolore.

    Dolore

    Alcuni dei principi attivi legati a questo rischio sono il diclofenac e l’ibuprofene, mentre il naprossene non aumenta il pericolo. I risultati arrivano da una meta-analisi realizzata da
    ricercatori dell’ University of Oxford diretti dal professor Colin Baigent.

    La ricerca, pubblicata su una delle più importanti riviste scientifiche ‘Lancet’, suggerisce che la
    scelta di una terapia di lunga durata con antinfiammatori debba essere fatta in modo ragionato, scegliendo l’antidolorifico giusto, soprattutto se il paziente è già a rischio cardiovascolare, e informando adeguatamente il paziente circa i potenziali rischi legati a questi farmaci.

    I ricercatori hanno considerato i risultati di 639 trial clinici per un totale di oltre 300.000 persone coinvolte e, analizzando i dati dei singoli pazienti,hanno dimostrato che nei
    pazienti, in cura con alte dosi e per un tempo prolungato è emerso un rischio più elevato di complicanze vascolari, soprattutto a livello cardiaco, e un rischio da 2 a 4 volte superiore
    di emorragia gastrointestinale.

    Tratto da Adnkronos salute 29 Maggio 2013

    FONTE: marcofilippini.it

  • Il Segreto di Cleopatra

    Quella magnetica è un’antica terapia, conosciuta da migliaia di anni, a cui hanno anche fatto ricorso personaggi storici tra i quali la regina Cleopatra conosciuta per l’aneddotico fascino che conquistò anche Giulio Cesare. Questa terapia è stata utilizzata nei secoli per i suoi effetti antidolorifici ed anti-invecchiamento. La terapia magnetica, oggi a nostra, disposizione è avvalorata degli studi e ricerche condotte presso le università di tutto il mondo e può contare sui grandi progressi compiuti nel campo tecnico scientifico che mette a diposizione dispositivi molto più potenti ed efficaci di un tempo.

    La terapia magnetica a campi permanenti viene applicata utilizzando magneti con un’elevata intensità di flusso magnetico (misurato in Gauss): questi magneti sono collocati su punti strategici del corpo. L’efficacia dei dispositivi magnetici è maggiore quanto minore è la distanza dal corpo. La terapia magnetica ha conosciuto un’evoluzione quando si è diffuso l’utilizzo di magneti sotto forma in monili; nella pratica si è unito l’utile al dilettevole associando i benefici del magnetismo alla bellezza delle realizzazioni artistiche che possono essere esibite portandole sul nostro corpo.

    Negli ultimi decenni la terapia magnetica ha subito un’incredibile evoluzione e oggi molti specialisti sono in grado di applicare la magnetoterapia sui numerosi punti corporei individuati dall’agopuntura. La somministrazione magnetica, attraverso piccoli magneti permanenti e con diverse intensità di flusso su uno specifico punto corporeo, può avere benefici influssi sull’organo a cui esso è collegato. Questa tecnica magnetoterapica è chiamata “magnetic acupunture” ed è una tecnica che, da un punto di vista igienico, è sicura perché assolutamente non invasiva in quanto non fa uso degli aghi sterili a cui si ricorre nella pratica dell’agopuntura ma utilizza solo dei minuscoli magneti che possono essere applicati localmente anche senza contatto diretto sulla pelle.

    La tradizionale agopuntura è ormai divenuta un normale approccio terapico alternativo per il trattamento di diverse affezioni quali insonnia lifting facciale, perdita di peso, mal di testa, sollievo dallo stress e anche per smettere di fumare.

    Esistono in commercio diversi tipi di gioielli magnetici come collane, pendagli, braccialetti oltre agli anelli magnetici. Ognuno di questi diversi tipi di gioiello ha diversi effetti proprio perché essi possono essere indossati in punti diversi del corpo ma per ottenere degli effetti terapici certi è opportuno rivolgersi sempre ad un medico abilitato che saprà dare appropriate indicazioni.

    Pur ribadendo la necessità di rivolgersi sempre ad un medico specialista nel caso in cui si volesse ricorrere al magnetismo per problemi inerenti la salute, in generale si può affermare che i gioielli magnetici hanno specifiche peculiarità e che, con il suffragio degli studi e ricerche medico scientifiche, essi possono stimolare la circolazione sanguigna nei vasi periferici e quindi aumentare l’ossigenazione del sangue. Uno degli importanti benefici che può avere la terapia magnetica è quello di alleviare il dolore provocando il rilascio di endorfine che sono considerate gli analgesici naturali del corpo. I gioielli magnetici possono anche causare un’aumento nei livelli di endorfine nel corpo.

    L’aumento della circolazione del sangue può aiutare a rimuovere le tossine accumulate nel sangue. L’incremento della circolazione sanguigna può anche aiutare a rimuovere con gradualità gli agglomerati di calcio che sono dannosi per l’organismo. L’aumento del livello di ossigeno può, a sua volta, fornire una migliore ossigenazione ai muscoli ed ai tessuti e ciò può portare ad un aumento sia dell’energia fisica che della vitalità mentale.

    Un’interessante applicazione della magnetoterapia è quella per ridurre e contrastare lo stato di stress a cui tutti noi siamo ogni giorno sottoposti. Gli studi effettuati dalla NASA sui piloti spaziali hanno accertato che le cellule dell’organismo umano hanno l’assoluta necessità dell’influsso del magnetismo terrestre ben bilanciato. I piloti, pur sottoposti a mesi di intensivo allenamento, al ritorno dai primi lanci spaziali presentavano un’evidente stato di debilitazione fisica un forte stress. Il rimedio utilizzato, sia dagli americani e dai sovietici, è stato l’introduzione della ionizzazione negativa e di un campo magnetico artificiale all’interno delle navette perché in grado di preservare i piloti dallo stress psicofisico.

    Il magnetismo terrestre sembra avere un vitale influsso su tutti esseri viventi e oggi gli studi scientifici confermano la fondatezza delle teorie orientali, in particolare quella del “Fen Shui”, secondo le quali il magnetismo corporeo deve essere in sintonia con il magnetismo terrestre e che la disarmonia crea stati di stress e, conseguentemente, anche possibili patologie. Oggi, senza fare ricorso alle tecnologie spaziali, possiamo trovare in commercio dei originali “Gioielli Magnetici Antistress”, vanto del “Made in Itay” dell’oreficeria di Vicenza il cui utilizzo, senza effetti collaterali, può riequilibrare il magnetismo corporeo, ridurre l’ansia e lo stress.

    L’utilizzo della magnetoterapia può anche avere effetti anti-invecchiamento. Come molti di noi già sanno, le tossine che si accumulano nel nostro corpo, assieme ai radicali liberi, sono la causa principale del processo di invecchiamento delle nostre cellule e, dal momento che queste possono essere gradualmente eliminate, attraverso i benefici effetti della terapia magnetica, il processo di invecchiamento può essere rallentato e con ciò ecco svelato uno dei segreti della mitica regina egiziana che preservava la sua bellezza indossando un gioiello magnetico sulla fronte!

    Per ulteriori informazioni sui gioielli magnetici “Made in Italy” dell’oreficeria di Vicenza visita: http://www.aruna.webnode.com


  • Chirurgico o non chirurgico: l’aumento del seno oggi non ha confini

    Nice Care. Sicuramente belli.

    Mastoplastica additiva e MacrolaneTM

    Chirurgico o non chirurgico: l’aumento del seno oggi non ha confini

    Nice Care è la società di servizi all’avanguardia negli interventi di chirurgia plastica e medicina estetica, creata e gestita direttamente da medici specializzati, senza intermediari commerciali. Comprende una “rete” di professionisti, presente su tutto il territorio nazionale, per garantire eccellenza, avanguardia e sicurezza nei trattamenti a corpo, addome, seno, viso e cute.

    Nice Care è specialista in interventi di aumento del seno, chirurgici e non chirurgici.

    Un risultato definitivo e naturale si ottiene con la tradizionale mastoplastica additiva: è il metodo chirurgico che, grazie alla tecnica Dual-Plane, consente di inserire le protesi sotto il muscolo pettorale, senza lasciare cicatrici visibili.

    Esiste poi l’innovativa tecnica MacrolaneTM, per un effetto reversibile: è il trattamento non chirurgico per il modellamento del corpo, grazie all’iniezione di gel a base di acido ialuronico. E’ indicato per chi desidera modificare le forme, senza ricorrere a procedure invasive, in attesa di valutare un eventuale intervento chirurgico, in un secondo tempo. MacrolaneTM ma non è definitivo: l’effetto dura circa un anno.

    Con Nice Care, ritrovare fascino significa seguire un percorso in sicurezza: l’eccellenza dei risultati è data da alta professionalità dei medici, avanguardia delle competenze, qualità delle strutture sanitarie, assistenza al paziente e rapido ritorno al sociale.

    Per informazioni: http://www.mastoplastica-con-protesi.com