Tag: docenti

  • Arte programmata e cinetica – Dietro le quite

    La Galleria nazionale d’Arte moderna e contemporanea chiama docenti e studenti dell’Istituto Quasar a tenere una conferenza sull’esperienza che li ha coinvolti nella progettazione della comunicazione e nell’allestimento della mostra “Arte Programmata e Cinetica”, inaugurata in Galleria lo scorso 22 marzo e che si concluderà il 27 maggio.

    Martedì 15 maggio gli architetti Luca Leonori e Isabella Rességuier de Miremont, coordinatori del progetto, illustreranno la metodologia didattica utilizzata per trasmettere i contenuti della mostra e i metodi di progettazione agli studenti, che a loro volta avranno modo di condividere con il pubblico la loro esperienza presentando le varie soluzioni che hanno condotto a quella definitiva visibile in mostra.

    La collaborazione tra Galleria nazionale e Istituto Quasar ha prodotto una sperimentazione di grande rilievo coinvolgendo nella realizzazione dell’evento quanti lavorano per sperimentare metodologie “sul campo”, fornendo così l’opportunità di dimostrare, in pratica, la validità di quanto è stato elaborato, teoricamente, nelle aule dell’Istituto Quasar.

    Questo evento rientra nel programma di protocolli d’intesa che, da oltre venticinque anni, l’Istituto Quasar stringe con le più importanti realtà istituzionali italiane.

    Gli studenti coinvolti hanno partecipato all’intero ciclo di progettazione, dall’iniziale sopralluogo all’area di intervento fino al cantiere. Esperienza preziosa, fulcro della Scuola-Laboratorio e del metodo didattico dell’Istituto Quasar, per conoscere le problematiche reali del mondo del lavoro e crescere come professionisti colti.

    La partecipazione all’evento, durante il quale sarà possibile visitare gratuitamente la mostra “Arte Programmata e Cinetica. Da Munari a Biasi a Colombo e…”, è libera con prenotazione obbligatoria. Prenotati su www.istitutoquasar.com: i posti sono limitati!

    ARTE PROGRAMMATA E CINETICA.

    DIETRO LE QUINTE

    Pensare, organizzare e allestire una mostra

    MARTEDI’ 15 MAGGIO 2012 h 16

    Sala dell’Ercole, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

    Viale delle Belle Arti 131, Roma

    ingresso libero – prenotazione obbligatoria

    www.istitutoquasar.com tel. 06.8557078

  • QUANDO NARCISO VA’ IN AULA.

    Ho seguito molti corsi di formazione e spesso mi sono posta una domanda molto importante per chi intende operare in questo settore: come si diventa formatori e perché viene scelta questa professione?

    Chi lo fa con VERA passione, chi investe totalmente anima e cuore, chi crede nella forza del trasferimento incondizionato delle conoscenze, ha solitamente un unico focus: aiutare gli altri ad ottenere una marcia in più, ad accrescere il proprio bagaglio di conoscenze e utilizzare nuovi strumenti utili per ampliare le possibilità di scelta della propria vita.

    Nell’affascinante mondo del fine ultimo, dello scopo principe che ci porta ad intraprendere una attività piuttosto che un’altra, ti è mai capitato di inciampare tra le grinfie del Trainer Narciso? Si, proprio lui, colui che ha scelto di svolgere questa attività per compensare le proprie carenze: disistima, timidezza, insicurezza, desiderio di una rivincita, voglia di primeggiare ed apparire per onnubilare tutti i timori e le paure che hanno connotato la sua esistenza nei primi anni di vita.

    Beh, senz’altro un uomo coraggioso che si è posto una bella sfida nella vita!
    Ma, a mio dire, anche abbastanza pericoloso se inserito in un contesto in cui si opera per dare “in primis” e per ricevere solo in seconda istanza.

    Ed ecco che le luci della ribalta si accendono tra quelle quattro mura, in quell’aula dove tutti volgono lo sguardo verso un unico obiettivo: il docente.

    Lo spauracchio dell’insicurezza e della timidezza trova un’abile rivale.
    Finalmente le paure trascorse sfumano via grazie a quegli occhi incuriositi, quelle orecchie interessate e quei plausi di ovazione a volte inaspettati; questo nei migliori casi in cui timori e competenza trovano il corretto sodalizio.

    In questi momenti cruciali, nella fase in cui “lui” è lì per raccontare le sue conoscenze, il suo sapere, le strategie apprese dai libri e dal percorso di vita personale e professionale, a cosa mira la sua attenzione? ad apparire o a dare? ad emergere o a trasferire? ad aiutare gli altri o inneggiare se stesso?

    Ed ecco che il fantomatico “One Man Band”, dopo aver portato la propria persona all’estremo ultimo della performance, congeda tutti con entusiasmo e motivazione. Torna a casa, soddisfatto del conto e compiaciuto di se stesso.

    Nel mentre gli attenti corsisti, felici di aver attinto ad un carico non indifferente di energia, passione e forme di sapere insolite, allo scoccare di tre/quattro giorni si accorgono che quanto accaduto assume magicamente le sembianze di un lontano ricordo, annebbiato e sfumato.

    Fortuna che un elemento reale e concreto li riporta con i piedi per terra: il c/c bancario a volte dilapidato.

    E la formazione? Non questa … parlo di formazione continua e costante, parlo di attivazione di reali cambiamenti nelle persone, parlo di assistenza a lungo raggio, di vicinanza e costanza, di azioni in grado di sostenere ed innescare le risorse potenzianti presenti in ogni persona.

    Parlo di un percorso di miglioramento continuo, reale e concreto.

    Tutto ciò è appannaggio di un coach, un personal coach che all’esigua cifra di 150/200 euro a seduta ti accompagna e ti assiste verso il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

    Oppure se vuoi un’assistenza continua -on line-, ti basta versare un’altra piccola somma di denaro ed il gioco è fatto: entri nella macchina infernale della massificazione. Stessi temi, stesse risposte, stesse domande precostituite, stessi testi, stesso tutto. L’attivazione dell’annullamento dell’individuo e della sua singolarità nella totalità della massa è rapida ed indolore.

    L’aspetto più inebriante è dato dal fatto che lo stesso sedicente formatore nella vita personale risulta assolutamente incoerente rispetto a quanto va predicando in aula. Come si suol dire “predica bene ma razzola male!”.

    Ma per fortuna sono in pochi quelli che incarnano queste caratteristiche.
    Molte società e molti trainer meritano appieno il plauso che li accompagna lungo il loro percorso professionale. Molti altri, ahimè, farebbero bene a cambiare attività e a ricercare qualcosa di più attinente alle loro inclinazioni.

    E tu, qual è il tipo di formatore che prediligi? …

    Francesca M.

    www.quiformazione.it

    Carpe Diem”. Formazione di qualità a costi contenuti.
    Qui Percorsi” Percorsi formativi a ciclo continuo e con assistenza costante.

  • Accordo Didael con Mondadori Education

    Didael e Mondadori hanno raggiunto un accordo grazie al quale alcuni prodotti della prima trovano una vetrina d’eccezione, oltre a un ulteriore canale di vendita.

    In particolare sono quattro i prodotti di punta dell’offerta Didael che entrano nei canali di Mondadori Education (catalogo, sito, newsletter) in cui saranno promossi e da cui, appunto, sarà possibile acquistarli. Si tratta del corso multimediale interattivo “Dentro l’Italiano 4.0”, delle simulazioni “Test PLIDA” e “Test CELI” e, non ultimo, della collana di giochi multimediali e interattivi “Clic&Clil”.

    Questi quattro prodotti multimediali promossi da Mondadori Education si rivolgono, in particolare, agli stranieri – di tutte le età – che vogliono imparare l’italiano, ai docenti/formatori che desiderano avvalersi di soluzioni didattiche complete e flessibili per l’insegnamento della lingua, a tutti i bambini italiani e immigrati della scuola primaria per l’apprendimento integrato di lingua e contenuto (Content and Language Integrated Learning) attraverso unità che trattano di educazione all’immagine, scienze, matematica, storia, interculturalità.

    Ufficio stampa Didael

    02-54.18.09.24

    [email protected]

  • Parte il Concorso letterario Reportage Scuola 2010

    Il concorso è rivolto a docenti, studenti, personale della scuola, genitori ma anche semplici appassionati di scrittura; a tutti quelli che hanno voglia di raccontare fedelmente cosa accade nella propria scuola in questo momento di grandi cambiamenti o di inventarsi un racconto ambientato nella scuola di oggi.

    La casa editrice Ariaperta, con il suo portale dedicato alla scuola scuolamagazine.it , indice un concorso letterario sul tema della Scuola italiana , tema da intendere nella sua accezione più ampia. Il titolo del concorso è Reportage Scuola 2010.

    Il concorso è rivolto a docenti, studenti, personale della scuola, genitori ma anche semplici appassionati di scrittura; a tutti quelli che hanno voglia di raccontare fedelmente cosa accade nella propria scuola in questo momento di grandi cambiamenti o di inventarsi un racconto ambientato nella scuola di oggi.

    Si tratta di raccontare cosa accade nella scuola, il funzionamento, i rapporti all’interno, la quotidianità, il precariato, il futuro. E possibile partecipare con racconti brevi da una a tre cartelle massimo. Si può partecipare inviando più elaborati, non sono posti limiti in questo senso ai partecipanti.

    Gli elaborati più interessanti,saranno via via pubblicati , su scuolamagazine.it .

    Gli autori dei reportage pubblicati su Scuola Magazine riceveranno in premio un pacco contenente: – Cartoline della campagna Salvate il Libro! – Cartolina di “Docenti in mutande” – Libro a sorpresa – Una rivista vintage anni ’60

    Il premio e la a spedizione sarà a cura e a carico della casa editrice Ariaperta.

    A fine concorso (31 marzo 2010) verranno scelti gli elaborati migliori e inseriti in un e-book dal titolo Reportage Scuola 2010, consultabile liberamente in rete.

    E’ possibile visionare il bando di concorso su:

    www.scuolamagazine.it

    Sito Web: http://www.scuolamagazine.it

  • Università, per De Pierro necessario tutelare la formazione professionale


    12/11/2008 – Roma – “L’intervento di Lenzi mi appare solo come un’esternazione e una forzatura propagandistiche per distogliere l’attenzione dagli effetti inesorabilmente deleteri della legge Gelmini”.
    Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, commenta così le dichiarazioni rilasciate a un importante quotidiano da Andrea Lenzi, presidente del Consiglio universitario nazionale.
    Secondo Lenzi, l’università italiana è gravata dall’esistenza di numerosi corsi di laurea che contano un numero esiguo di immatricolati all’anno. Secondo quanto riportato, nel sostenere ciò il presidente del Cun farebbe riferimento ai dati statistici forniti dal ministero dell’Università, secondo cui 40 corsi contano un solo immatricolato, 767 dieci o meno e 1.260 meno di quindici. Inoltre, sarebbero 235 i corsi con un solo iscritto, 1.109 con 10 o meno iscritti e 1.469 con 15 o meno iscritti.
    In relazione a tali dati, De Pierro interviene dicendo: “Di fronte a tutti gli sprechi a cui la macchina istituzionale ci ha abituati, a partire dalle stanze del potere politico, ritengo assurdo sottolineare con tale enfasi situazioni di questo tipo, anche se non nego che il tutto sarebbe da prendere in esame per degli interventi revisionistici”.
    Secondo le rilevazioni del ministero competente, la gran parte dei corsi che presenta un numero esiguo di iscritti riguarderebbe l’area sanitaria. Le professioni relative vanno dall’ostetricia alla dietistica, dall’ortottica alla radiologia medica, dall’igiene dentale alle tecniche di neuro fisiopatologia. A questo proposito, De Pierro afferma: “Di fronte alla necessità di alcune figure professionali di grande importanza, soprattutto nel settore sanitario, tra l’altro fortemente penalizzato e sulle cui inefficienze si è soliti puntare il dito, è inconcepibile pensare a tagli indiscriminati”. E aggiunge: “Non si può azzerare un corso di laurea per ruoli lavorativi di rilievo, solo per il fatto che ci sono poche adesioni”.
    In conclusione il presidente dell’Italia dei Diritti invita Lenzi a riflettere su quanto sostenuto. “Mi auguro che il presidente del Cun valuti quanto detto – specifica – senza sparare a zero su situazioni che, se affrontate in maniera sbagliata, non farebbero altro che acuire la penalizzazione e il disagio dei cittadini, già piuttosto rilevanti”

  • Legge Gelmini, per De Pierro inizia la fine della democrazia


    Roma – Ha provocato forti tensioni il via libera al decreto Gelmini firmato questa mattina a Palazzo Madama.
    A piazza Navona, oltre alle numerose manifestazioni organizzate in tutta Italia, si sono verificati scontri tra studenti di centro-destra e sinistra con il conseguente fermo di 14 militanti di Blocco Studentesco. Il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro ha così commentato l’approvazione della legge del ministro dell’Istruzione: “Da oggi si apre uno dei capitoli più bui della Seconda Repubblica. Forse chi ha mandato al potere questo esecutivo, fortemente condizionato da un battage mediatico-pubblicitario attuato in maniera fortemente demagogica e propagandistica, a mò di promozione aziendale, dovrà per forza cominciare a ricredersi. Questo è l’inizio della fine della democrazia, la morte della scuola pubblica. Una politica simile – prosegue De Pierro – è stata attuata dai Borboni che hanno preferito mantenere la gente nell’ignoranza. Allo stesso modo questo Governo cerca di addormentare le coscienze riducendo ogni capacità di sussulto a puro sussurro. Perciò il vantaggio verrà tratto solo dalla scuola privata, a cui, invece, a nostro avviso, andrebbero tolti completamente i finanziamenti, a favore di quella pubblica. Tra l’altro questa viene chiamata una riforma ma si tratta solo di tagli e di un lungo salto all’indietro nel passato. Il risultato sarà che gli studenti appartenenti ai ceti medio-bassi non potranno più progredire culturalmente mentre l’accesso ai traguardi più importanti dello scibile sarà consentito solo ad alcuni privilegiati delle scuole private, fisiologicamente vicini al centro-destra. Così – conclude il presidente del movimento – si ritornerà alle dinastie professionali con inevitabile sbarramento agli studenti magari più meritevoli ma senza disponibilità di mezzi. Mi auguro solo che dopo i grembiuli non inizino corsi di addestramento per nuovi balilla. Ora non resta che il referendum, però nel frattempo sono fortemente preoccupato per i poveri studenti che, qualora decidessero di ritornare nelle aule, dovranno subire la forte umiliazione di questo provvedimento”.

  • Decreto Gelmini, De Pierro con gli studenti


    “Il movimento Italia dei Diritti appoggia in toto gli studenti nella loro battaglia contro la legge 133”.
    Con questa dichiarazione, il presidente del movimento nazionale Antonello De Pierro intende esprimere la massima solidarietà nei confronti di quanti potrebbero pagare per l’infausto provvedimento che taglia i fondi alle università, prevede il blocco del turnover e la possibilità per gli stessi atenei di trasformarsi in fondazioni, un mix che di fatto dà il colpo di grazia al già malmesso sistema universitario.

    Dopo l’ok di Montecitorio, mercoledì toccherà al Senato votare il decreto Gelmini, ma nel frattempo il tam-tam studentesco di protesta continua a rimbalzare da un ateneo all’altro, da nord a sud, diramandosi persino sul Web.

    “Contro il decreto Gelmini ci eravamo già schierati esprimendoci in maniera contraria in tempi ancora non sospetti – ha dichiarato De Pierro – e per fortuna gli studenti non si sono fatti anestetizzare le coscienze dalla mediaticità berlusconiana. Sono sicuro – conclude il presidente del movimento nazionale – che questa protesta sacrosanta costringerà il ministro Gelmini, che da tutto ciò ricaverà sicuramente una grossa visibilità mediatica ma nient’altro, a fare marcia indietro su questo provvedimento legislativo sconsiderato”.

  • De Pierro, test psicoattitudinali a chi opera nella scuola per tutelare gli studenti


    “Ogni volta che sento notizie di questo tipo si risveglia la voglia del nostro Movimento di potare avanti la proposta di sottoporre gli operatori scolastici, dai docenti, ai supplenti e ai bidelli, a test psicoattitudinali”.
    Questa la riflessione del presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro, sulla vicenda dell’educatrice di 23 anni che avrebbe coinvolto in giochi sessuali cinque ragazzini stranieri, tra i 13 e i 16 anni, durante il doposcuola a Bassano del Grappa.
    “Chi ha contatti con i bambini – continua De Pierro – deve essere psicologicamente sano. Credo che se si procedesse ad una verifica di questo tipo, episodi del genere sarebbero ridotti all’osso. Per questo il Ministro Mariastella Gelmini, invece di condurre riforme reazionarie e conservatrici, dovrebbe occuparsi di situazioni del genere e proporre interventi concreti”.