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  • Kelly Patricia O’Meara: Il mese della consapevolezza sull’ADHD, una campagna di marketing

    L’associazione “Bambini e adulti con ADHD deficit di attenzione/iperattività”

    (CHADD), uno dei tanti sponsor attivi nel promuovere il “Mese di

    Consapevolezza dell’ADHD”, anche quest’anno non perde l’occasione per

    diffondere informazioni fuorvianti, non verificabili e a-scientifiche, sulla

    presunta, ma mai dimostrata, “malattia del cervello” nota come ADHD: una

    campagna di marketing che non serve il pubblico interesse, ma gli interessi

    finanziari delle case farmaceutiche. Negli Stati Uniti si consumano più

    farmaci per ADHD rispetto al resto del mondo, e la tendenza è all’aumento, ma

    anche in Italia il fenomeno è in preoccupante crescita.

    Il CHADD a lungo è stato criticato per aver appoggiato gli utili delle case

    farmaceutiche anziché gli interessi pubblici: al termine di due inchieste da

    parte dell’International Narcotics Board e la DEA (Drug Enforcement

    Administration (DEA), anche il Congresso degli Stati Uniti ha espresso la

    propria preoccupazione per l’ingombrante presenza di finanziamenti

    farmaceutici in un gruppo per la difesa dei diritti del paziente. Ad esempio,

    nel 2009 il CHADD ha ricevuto 1,6 milioni di dollari, il 36% del suo fatturato

    totale proveniva dalle case farmaceutiche.

    Anche in Italia, i sedicenti gruppi di difesa dei Pazienti ADHD contano sul

    supporto economico di Big Pharma, come se le sette sorelle finanziassero una

    campagna per la difesa dei diritti degli automobilisti!

    E così, pur senza lo straccio di una prova scientifica a supporto di qualsiasi

    anomalia cerebrale riguardo l’ADHD, il CHADD con “ADHD Awareness Month”

    persiste nel continuare il fuorviante mantra:

    Già da lungo tempo quasi tutte le correnti principali mediche, psicologiche,

    educative e le organizzazione negli STATI UNITI hanno concluso che l’ADHD è un

    vero disturbo medico del cervello.

    Suona bene, ma non è basato su fatti. Contrarie a tale affermazione, molte

    comunità all’interno. Tra questi lo psichiatra, Dr. Stefan Kruszewski:

    Virtualmente chiunque in qualsiasi momento può soddisfare i criteri di

    disturbo bipolare o ADHD – chiunque. E la diagnosi attiva il distributore

    automatico di pillole.

    Anche Il Dr. Peter Breggin, uno psichiatra addestrato ad Harvard, è critico a

    riguardo:

    C’è una grande quantità di prove scientifiche sui danni cerebrali causati da

    un uso prolungato di stimolanti anfetaminici (i farmaci utilizzati per

    “trattare” l’ADHD), ma non ci sono prove che dimostrino l’esistenza di

    malattie mentali come L’ADHD.

    Persino Allen J. Frances, l’ex presidente della task force incaricata di

    redigere la quarta edizione della IV edizione del Manuale Diagnostico e

    Statistico dei Disturbi Mentali (DSM, il testo sacro della psichiatria, edito

    dall’American Psychiatric Association) scrive:

    La diagnosi psichiatrica si basa esclusivamente su fallibili giudizi

    soggettivi anziché test biologici oggettivi – aggiungendo, riguardo l’ADHD –

    Penso che abbiamo raggiunto il punto di svolta, e mi auguro che la moda ADHD

    inizi presto a svanire: le diagnosi di esuberanza hanno comportato l’erronea

    classificazione dell’immaturità, fenomeno tipico dell’età giovanile, come

    disturbo psichiatrico. Abbiamo somministrato pillole invece di consentire ai

    ragazzi di crescere. L’industria farmaceutica ringrazia.

    Dal canto loro, nemmeno le istituzioni di controllo medico e farmaceutico sono

    in grado di avvalorare il concetto di “disturbo medico del cervello”. I Centri

    per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (autorità USA che svolge

    alcune funzioni simili al nostro Istituto Superiore di Sanità) lo ammettono:

    Gli scienziati stanno studiando le cause …” e” non esiste una prova

    specifica per diagnosticare L’ADHD…

    Il fatto è – non c’è nessuna prova medica – specifica o no – per la diagnosi

    di ADHD.

    Molto più diretto l’Istituto Nazionale per la Salute Mentale (NIMH):

    Gli scienziati non sono sicuri di cosa provochi l’ADHD.

    Se le massime autorità mediche non sono in grado di fornire alcuna prova

    scientifica a supporto della teoria cerebrale dell’ADHD, non è irragionevole

    concludere che le informazioni fornite dal CHADD e dalle associazioni italiane

    a lei assimilabili, è semplicemente inesatto e pseudoscientifico.

    Non si può fare a meno di chiedersi se (o quanto) questo annuale rigurgito di

    informazioni inesatte circa il presunto “disturbo medico del cervello”, stia

    contribuendo al crescente numero di bambini che vengono diagnosticati e

    trattati con stimolanti anfetaminici.

    Di: Kelly Patricia O’Meara

    Fonte articolo: http://www.cchrint.org/2014/10/16/adhd-awareness-month-a-

    pharmaceutical-marketing-campaign-to-get-more-kids-on-drugs/

    Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani esorta l’uso di “altre forme di

    gestione e trattamento” per indirizzarsi alle difficoltà comportamentali dei

    bambini.

    Non si tratta di negare aiuto a chi soffre, ma ogni bambino ha diritto alle

    soluzioni appropriate piuttosto che diagnosi affrettate e senza fondamento

    scientifico con somministrazione di psicofarmaci che cercano di annullare i

    sintomi e che impediscono di scoprire ciò che realmente non va nel bambino,

    sopprimendo in molti casi la vera causa dei suoi disagi.

    Kelly Patricia O’Meara

    https://www.ccdu.org/comunicati/mese-della-consapevolezza-adhd