Tag: distribuzione alimenti biologici

  • Mettere sui propri scaffali i prodotti biologici

    Se avete un’attività che opera nel settore alimentare e state cercando un modo per scatenare una nuova curiosità nei vostri clienti per aumentare le vendite o per fidelizzare coloro che occasionalmente entrano nel vostro negozio, potete scoprire e cominciare a trattare i prodotti biologici.

    Questo tipo di alimenti sono ottenuti in maniera naturale, seguendo rigide disposizioni elencate in un regolamento europeo. I prodotti sono analizzati da diverse agenzie che soltanto dopo attente verifiche concedono la certificazione di prodotto biologico. Ma in cosa consiste avere un tale riconoscimento e cosa può far propendere un cliente a cambiare le proprie abitudini abbandonando i prodotti tradizionali in favore di questi?

    Gli alimenti biologici nascono su campi che devono essere lontano da fonti di inquinamento e sono ottenuti senza l’ausilio di sostanze chimiche di sintesi, né metodologie che utilizzano prodotti di organismi geneticamente modificati. Quindi per crescere, le piante biologiche, non entreranno in contatto con diserbanti, coloranti, concimi e altre sostanze, a meno che non siano di origine naturale. Questo assicura che i prodotti siano più sani rispetto ad altri prodotti disponibili nei supermercati e che siano anche più nutrienti. Biologici non sono soltanto frutta o verdura, ma anche prodotti derivati come pasta, biscotti, marmellate o birra.

    Per saperne di più contattate i distributori della vostra zona, che troverete con una semplice ricerca su internet digitando le parole “distribuzione alimenti biologici”. I vostri clienti ve ne saranno riconoscenti e porteranno altri clienti tramite il passaparola e grazie alla qualità degli alimenti da voi esposti.

  • Il bio al super

    Negli ultimi tre decenni il mercato dei prodotti biologici in Italia ha avuto un incremento esplosivo: da articolo di nicchia reperibile solamente presso negozi specializzati, è ora presente sugli scaffali di negozi di ogni tipo, dal pizzicagnolo di quartiere fino agli ipermercati.

    Il tema “distribuzione alimenti biologici” è oggetto di non pochi studi, data la diffusione di questo tipo di consumo presso fette sempre più grandi di popolazione. Da questi studi emergono dati sorprendenti, per esempio che, accanto ad uno “zoccolo duro” di consumatori molto informati e molto motivati, fra i primi ad orientarsi verso questo tipo di acquisto, c’è una maggioranza di acquirenti che possiede delle cognizioni molto vaghe sul mondo del bio, generalmente ferme all’assenza dell’uso di pesticidi durante la coltivazione.

    L’inserimento degli alimenti biologici nell’assortimento della grande distribuzione organizzata è un fenomeno che presenta fondamentalmente due aspetti interessanti.

    Innanzitutto, al supermercato il prezzo degli articoli bio è generalmente più basso poiché facilmente comparabile con quello dei prodotti privi di certificazione, che magari si trovano sullo stesso scaffale (infatti spesso, proprio per questo motivo, viene allestita un’area apposita dove esporre gli alimenti bio tutti insieme, dimodoché risulti più complicato mettere i prezzi a confronto).

    Il secondo aspetto degno di nota è che il consumatore poco informato non distingue bene fra prodotti bio, da agricoltura integrata, ogm-free, eccetera, che trova tutti esposti nel grande supermercato, così da effettuare la scelta finale sull’unica base del prezzo.

  • Introdurre il biologico sui propri banchi

    Se avete un’attività che si occupa di alimentare potreste avere l’opportunità di stupire o incuriosire i vostri clienti proponendo sui banchi dei vostri locali i prodotti biologici. Avrete sicuramente sentito parlare di questo tipo di filiera, anche se non vi siete mai avvicinati all’argomento. Il prodotto biologico, quello certificato da una serie di enti preposti, garantisce ai clienti di alimentarsi con un cibo sano e che, in tutta la sua concezione, dal momento della semina fino all’ultima tappa del viaggio, abbia rispettato l’ecosistema. La coltivazione biologica infatti prevede che in tutto il processo di produzione degli alimenti non vengano utilizzate concimi e sostanze chimiche, aromi e coloranti artificiali. Inoltre, seguendo le disposizioni dei regolamenti della comunità europea, alla coltivazione biologica deve essere applicata la rotazione delle colture. Questo vuol dire che, come nei metodi tradizionali, il campo deve variare ogni stagione la pianta che ospita in modo da non impoverire il terreno e da ridurre la possibilità che sia attaccato dai parassiti. La presa di distanza dalle dinamiche massive del mercato attuale e dai metodi della grande distribuzione è applicata anche negli allevamenti. Secondo i regolamenti europei infatti il bestiame allevato per ottenere carne biologica (si considera biologico solo il bestiame nato in condizioni di questo tipo dopo una generazione di conversione) deve pascolare all’aria aperta e alimentarsi con il foraggio prodotto dall’azienda).

    Quindi se siete interessati a rendere disponibile ai vostri clienti questo tipo di prodotti cominciate cercando su internet le parole “distribuzione alimenti biologici” e cercate il contatto più vicino alla vostra azienda.