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  • Emergenza neve anche nei supermercati: ritardi e aumenti per frutta e verdura

    Roma, 7 febbraio 2012 – Dopo gli scioperi degli autotrasportatori anche le abbondanti nevicate che si sono abbattute su gran parte della Penisola hanno rischiato di compromettere il rifornimento di molti supermercati e ipermercati italiani, soprattutto per quanto riguarda gli assortimenti di alcuni prodotti di largo consumo come la frutta e la verdura fresca. Al rischio di trovarsi di fronte a dei banconi semivuoti si è, quindi, affiancato un repentino aumento dei prezzi di tutti quei prodotti in via di esaurimento scorte.

    Per verificare la situazione l’Osservatorio di KlikkaPromo.it, principale motore di ricerca gratuito e indipendente delle offerte promozionali dei supermercati e degli ipermercati italiani, si è attivato per valutare direttamente sul campo e in tempo reale gli assortimenti e i prezzi di frutta e verdura.

    La rilevazione è stata svolta lunedì 6 febbraio in 10 grandi punti vendita romani e in 15 importanti supermercati del capoluogo milanese, prendendo in considerazione 8 insegne differenti altamente rappresentative del mercato.

    Dalle rilevazioni effettuate e dalle interviste sostenute emerge che in quasi la metà dei supermercati si sono verificati dei ritardi nelle consegne dovuti al maltempo (6 a Roma e 5 a Milano) ma che, nella maggior parte dei casi, si è trattato di ritardi di massimo 12-24 ore.

    L’emergenza non sembra essere del tutto rientrata in quanto ci sono prodotti che scarseggiano ancora in alcuni punti vendita. Sia a Milano che a Roma i prodotti con i minori assortimenti sono arance, mele e peperoni e, in alcuni casi, nella Capitale, anche melanzane e zucchine. La diminuzione dell’offerta ha portato anche a rincari dei prezzi che variano dal 10-15% per alcuni frutti, in particolare le mele, e arrivano fino al 20% per alcune tipologie di verdura, come le melanzane. Infatti, in alcuni punti vendita di Roma le zucchine sono aumentate da 2,89 a 3,49 €/kg, le melanzane tonde da 2,49 a 2,79 €/kg e le mele Fuji da 1,59 a 1,79 €/kg.

    Nonostante l’aumento dei prezzi l’Osservatorio di KlikkaPromo.it ha, comunque, rilevato la presenza di molti prodotti in promozione ancora disponibili, mediamente, in buone quantità. Oltre a fornire ottime opportunità di risparmio le offerte promozionali sono anche un efficace strumento per risparmiare e per cautelarsi dagli aumenti, dato che i relativi prezzi sono bloccati.

    Nella tabella sottostante vengono riportati alcuni esempi delle più interessanti promozioni in corso nei supermercati visitati e rilevate anche dal motore di ricerca KlikkaPromo.it.


  • Disagi alla stazione di Genova, dure critiche dell’Italia dei Diritti


    Roma – “Il genio italico per far quadrare i conti ha trovato la brillante soluzione di tagliare direttamente i servizi.
    Questa regola, iniziata con gli ospedali, oggi si presenta pure nel comparto ferroviario, nel quale, a onor del vero, si erano già iniziate a tagliare le linee ferroviarie”. Lo afferma il responsabile per la tutela dei consumatori del movimento Italia dei Diritti Vittorio Marinelli commentando l’ennesimo episodio di disservizio pubblico avvenuto alla stazione Piazza Principe di Genova: un piccolo cartello sulla porta avvisa che la sala d’aspetto rimarrà chiusa dall’ 1 aprile ma non fornisce spiegazioni più precise in merito, limitandosi a riportare un numero di telefono con prefisso 892 o a rinviare al sito on line. Trenitalia tace di fronte alle proteste dei pendolari i cui diritti ancora una volta vengono lesi senza motivazione alcuna.
    “La cosa più logica – continua Marinelli – sarebbe invece quella di tagliare gli emolumenti che i vertici delle società, tra cui Ferrovie dello Stato, continuano generosamente ad autocorrispondersi. Solo che, stante ai tanti crack di borsa causati dai vari banchieri che, anziché essere presi a calci nel sedere aumentano i loro benefit, c’è poco da stare allegri. Sembra che – conclude ironicamente – l’unica salvezza possa venire dai numerosi «vucumprà», i quali potrebbero vendere sedioline di plastica agli inferociti viaggiatori nel perfetto stile dell’italico arrangiarsi”.

    Queste affermazioni di Marinelli sono completamente suffragate dal presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, il quale pone l’accento su un altro grave episodio della vicenda: “Resto sconcertato dal fatto che oltre al danno gli utenti, per chiedere informazioni, devono subire anche la beffa di digitare un numero non gratuito, bensì a valore aggiunto che farebbe guadagnare una percentuale a chi lo ha attivato. Ciò significa speculare sul disagio dei viaggiatori. È una cosa vergognosa”. Per inciso, chiamare il numero con prefisso 892 costa 0,54 euro al minuto.

    Sul fatto interviene anche Maurizio Ferraioli, responsabile per la Liguria dell’Italia dei Diritti: “Noi siamo schierati a priori con i pendolari per il grosso disagio subito. Ci preoccupa soprattutto la mancanza di comunicazione verso gli utenti. Speriamo non si tratti delle solite strumentalizzazioni per distrarre l’opinione pubblica da altri problemi come quelli della sicurezza”. Per quanto riguarda l’avviso sul cartello che rinvia a cercare maggiori informazioni nel sito di Trenitalia, Ferraioli precisa: “Invitiamo le Ferrovie dello Stato e la sua società Grandi Stazioni che gestisce anche lo scalo di Genova a non rinviare ai siti on line, dove per altro non ci sono affatto indicazioni in proposito. Auspichiamo in futuro maggiore chiarezza e trasparenza nelle comunicazioni volte ad informare preventivamente i cittadini-utenti”.

  • Meno cortei in centro, De Pierro risponde ad Alemanno


    Roma – Regole per i cortei nel centro di Roma. Le chiede il sindaco di Roma Gianni Alemanno, rilanciando l’idea di una sorta di codice di regolamentazione.
    Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, commenta così la notizia: “Sono assolutamente contrario a un’iniziativa di questo tipo. Si tratta di un attacco diretto alla libertà di espressione, di pensiero e di opinione, sancita in maniera lapalissiana dalla Costituzione. Il sindaco Alemanno farebbe bene a fare un passo indietro, anche se in questi mesi gli riconosco di aver avuto un margine di tolleranza maggiore rispetto alla linea canonica della destra a cui ci ha abituati il governo centrale”.
    Il sindaco di Roma ha riferito di aver scritto al prefetto per rilanciare il protocollo d’intesa firmato nel 2004 dai partiti e dai sindacati per una autodisciplina in tema di manifestazioni. Obiettivo dichiarato, limitarne il numero. “E’ impensabile imporre una limitazione agli atti di protesta – replica De Pierro – perché automaticamente si imbavaglierebbe l’espressione democratica. Ciò avviene in genere all’inizio delle dittature, e sarebbe un percorso che viaggerebbe verso un pericoloso orizzonte sempre più ristretto in tema di libertà”. “Se uno manifesta – spiega il presidente dell’Italia dei Diritti – vuol dire che ha qualcosa per cui protestare. In questo senso l’imposizione di una limitazione sarebbe negativa, qualunque sia l’orientamento politico dell’esecutivo al potere. E’ chiaro che in questo momento particolare di leggi impopolari, a chi governa farebbe comodo, dopo aver cercato di addormentare le coscienze, cucire la bocca e soffocare la voce dei pochi che hanno la capacità e la lucidità necessarie per reagire”.
    Secondo De Pierro, per evitare le manifestazioni che stanno creando disagio ai cittadini romani, ci sarebbe una sola soluzione: “Imparare a legiferare andando incontro alle esigenze del popolo e non bloccando chi esprime in maniera dissenziente il proprio pensiero”.