Tag: diabete

  • Diabete nei bambini: la guida dell’Ospedale Bambino Gesù

    Diabete nei bambini: la guida dell’Ospedale Bambino Gesù


    Diabete nei bambini: la guida dell’Ospedale Bambino Gesù con i consigli utili.

    Il diabete infantile è chiamato anche diabete di tipo 1, per distinguerlo dal diabete di tipo 2 che colpisce gli adulti. Si tratta di una malattia cronica caratterizzata da iperglicemia, ovvero un aumento dello zucchero (glucosio) nel sangue, a sua volta causata da una carenza di insulina nell’organismo umano. L’insulina è un ormone prodotto da alcune cellule del pancreas e consente l’assorbimento del glucosio nel sangue, svolgendo un ruolo fondamentale nel mantenimento del normale il livello di glicemia. Nel bambini con diabete mellito di tipo 1 la carenza di insulina è assoluta.

    Controllo della glicemia
    Il diabete mellito di tipo 1 ha un’incidenza annua media di 8,1 su 100.000 bambini ogni anno, nell’Italia non insulare. Si presenta con maggior frequenza nelle femmine –con un rapporto di 1 a 5- e nell’isola di Sardegna ha un’incidenza annua 4-5 volte più elevata rispetto alla media nazionale, isole escluse.

    Esistono altre forme di diabete che, in misura minore, possono interessare l’età pediatrica:

    • il diabete mellito di tipo 2, tipico dell’età adulta, ma che presenta un’incidenza in aumento anche nei bambini;
    • il MODY (Maturity Onset Diabetes of the Young), forma genetica – familiare;
    • il diabete secondario ad altre patologie (fibrosi cistica, malattie endocrinologiche, etc.) o legato all’assunzione di terapia cortisonica cronica.

    La causa del diabete di tipo 1 a non è ancora nota. Esistono ipotesi su cause genetiche, per via della tendenza all’ereditarietà, e ambientali.

    È invece conosciuto il meccanismo specifico che porta alla carenza di insulina: si tratta di un processo di autodistruzione delle cellule del pancreas che producono insulina. In particolare, alcune cellule del sistema immunitario, i linfociti, iniziano ad aggredire le cellule del pancreas che producono insulina, fino a distruggerle completamente. Con lo stesso meccanismo che normalmente i linfociti impiegano contro i virus e i batteri che causano le comuni malattie infettive. Questo fa sì che dall’organismo vengono prodotti nel sangue alcuni autoanticorpi diretti contro particelle specifiche del proprio organismo, che sono importanti indicatori di malattia o pre-malattia. Per tali motivi il diabete mellito di tipo 1 viene classificato tra le patologie autoimmuni (alterazioni del sistema immunitario che dà origine a risposte immuni anomale o autoimmuni, dirette contro componenti del proprio organismo).

    La carenza assoluta di insulina è incompatibile con la vita. Fondamentali sono la diagnosi precoce e il trattamento insulinico tempestivo.

    I sintomi principali di allarme che richiedono consulto medico sono:

    – la poliuria, aumento della quantità di urine con aumento della frequenza delle minzioni;
    – la polidipsia, sete eccessiva con aumento dell’assunzione di liquidi;
    – la polifagia, fame eccessiva con aumento dell’assunzione di cibo;
    – il dimagrimento;
    – i dolori addominali non riconducibili ad altre patologie.

    Diabete nei bambini: i consigli dell’Ospedale Bambino Gesù

    Nei bambini, come abbiamo detto, il diabete di tipo 1, caratterizzato dalla carenza assoluta di insulina, è la forma più comune.

    Gli esperti del Centro di Diabetologia Pediatrica dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma hanno pubblicato una serie di indicazioni utili sul diabete pediatrico nella guida “A scuola di salute“.

    Gestione del diabete nei bambini:

    • Mantenere un buon controllo glicemico
    • Avere un normale sviluppo psicofisico
    • Avere una buona qualità della vita
    • Evitare le complicanze a breve e lungo termine

    Autocontrollo

    Nei bambini con diabete l’autocontrollo glicemico è fondamentale sia per controllare i livelli di glicemia che per ridurre il rischio di ipo e iperglicemie.

    L’autocontrollo glicemico comprende le seguenti azioni:

    • monitoraggio della glicemia
    • interpretazione dei risultati
    • interventi terapeutici per migliorarli

    L’acquisizione delle competenze per mettere in atto l’autocontrollo avviene attraverso un percorso educativo specifico, con la guida del team curante.

    Con la misurazione della glicemia si regola la dose di insulina. Nei pazienti sottoposti a 4 somministrazioni di insulina al giorno devono controllare la glicemia 5-6 volte al giorno.

    La glicemia si controlla:

    • al risveglio
    • prima e dopo i pasti principali
    • prima e dopo l’attività fisica
    • in caso di malattie ricorrenti il monitoraggio deve essere costante.

    Le glicemie vanno annotate su un diario, per avere un quadro costante della situazione e dell’andamento glicemico. Annotate anche gli eventi insoliti.

    Ogni tre mesi, poi, va ripetuto l’esame della emoglobina glicosilata, ovvero il livello di glucosio trasportato nei globuli rossi. Un valore che va tenuto sotto controllo, perché livelli elevati possono portare complicanze a lungo termine.

    Misurazione dei chetoni:

    Nelle persone con diabete si producono chetoni quando le cellule consumano grassi per avere energia al posto di zuccheri che non riescono ad assorbire a causa della carenza di insulina. L’elevata presenza di chetoni è pericolosa perché produce acidità all’interno del corpo che causa lo scompenso.

    I chetoni si producono in presenza di deficit di insulina o di ipoglicemia.

    Il livello di chetoni si misura nel sangue o nelle urine con apposite strisce. L’esame più comune è quello delle urine, che si effettua bagnando strisce che si colorano seguendo una scala. Più il colore aumenta più è alto il livello di chetoni (chetonuria). Il livello dei chetoni va controllato quando si sta male e si ha febbre e/o vomito, quando il livello di glicemia è alto, sopra 300 mg, quando si hanno forti dolori addominali con respiro rapido.

    È importante che famiglie e pazienti sappiano effettuare l’autocontrollo della glicemia per poi somministrare la dose corretta di insulina, seguendo questi passaggi:

    • Effettuare il controllo e la lettura della glicemia
    • Interpretare i risultati e prendere decisioni
    • Percepire i collegamenti tra determinati comportamenti (dieta, esercizio fisico) e i risultati della misurazione della glicemia
    • Mettere in atto comportamenti correttivi, farmacologici e non, in risposta ai risultati glicemici.
    Materiale per controllo glicemico (A scuola di salute, Bambino Gesù)

    Come effettuare il controllo:

    • Lavare le mani
    • Preparare il materiale
    • Inserire la striscia all’interno del glucometro
    • Disinfettare la cute del dito
    • Pungere il polpastrello del dito
    • Asciugare la prima goccia di sangue
    • Avvicinare il dito alla striscia reattiva (già inserita nel glucometro) e la goccia di sangue verrà aspirata
    • Attendere circa 5 secondi e il risultato verrà visualizzato nel glucmetro
    • Riportare il risultato sul diario

    Conservare bene e tenere puliti gli strumenti per misurare la glicemia.

    Il diario aiuta ad avere un quadro completo dell’andamento della glicemia e dell’insulina somministrata. Vanno annotati non solo i livelli di glicemia, ma anche le dosi di insulina somministrata. Nel diario vanno annotate a che le modifiche allo stato di salute.

    La terapia insulinica si esegue iniettando nel sangue la dose stabilita dal medico con una penna apposita (stiloiniettore). L’insulina va conservata in frigo. L’insulina va iniettata nel sottocutaneo, usando un ago nuovo ad ogni puntura. Le parti del corpo dove effettuare l’iniezione sono: addome, braccia, cosce, glutei. Disinfettare la parte prima di iniettare l’insulina. Cambiare la sede dell’iniezione ad ogni puntura. Su addome e braccia l’assorbimento dell’insulina è più veloce.

    Indispensabile, poi, è seguire una corretta alimentazione. Con l’alimentazione si può tenere sotto controllo i livelli di glicemia e ridurre il fabbisogno di insulina. L’alimentazione del bambino diabetico va seguita da un nutrizionista.

     

    È sconsigliato l’acquisto di prodotti per diabetici perché la differenza in carboidrati con gli altri prodotti è minima. I prodotti per diabetici, poi, contengono più grassi e sono cari.

    Molto importante è l’attività fisica, perché aiuta a migliorare il controllo metabolico. In particolare le attività aerobiche, caratterizzate dalla bassa intensità e dalla durata dello sforzo, aiutando a diminuire la glicemia.

    Come prevenire ipo ed iperglicemie durante l’attività fisica:

    • programmare l’attività fisica 2-3 ore dopo la somministrazione di insulina
    • se non è possibile programmarlo ridurre la dose dell’insulina precedente
    • prima dell’esercizio fisico controllare la glicemia e in caso fare uno spuntino a base di carboidrati
    • se l’esercizio è prolungato consumare spuntini anche durante l’attività
    • avere sempre con sé zucchero e bevande zuccherate.

    Per avere maggiori informazioni rimandiamo alla guida al diabete dei bambini di A scuola di salute.

    FONTE: universomamma.it

  • Diabete: Abbott E Diabete Italia Insieme Per Migliorare La Qualità Di Vita

    Abbott e Diabete Italia sostengono la campagna “Diabete Insieme”, www.abbottdiabetescare.it, che nasce dall’ascolto dei bisogni delle persone con diabete che fanno uso di insulina. Presso le oltre 1.000 farmacie aderenti sarà possibile incontrare uno specialista della nutrizione e scoprire quello che ancora non sappiamo su una corretta alimentazione. Una migliore informazione e un’autogestione consapevole possono ridurre nettamente le principali complicanze di questa malattia e migliorare la qualità di vita.

    Roma, maggio 2013 – Abbott presenta la campagna informativa “Diabete Insieme”, un nuovo modo di affrontare e condividere una malattia che interessa oltre 3 milioni di italiani e che costa ogni anno circa 9 miliardi di euro, in gran parte a causa delle complicanze. Una fitta rete di farmacie in tutta Italia ospiterà le giornate Diabete Insieme, fatte per moltiplicare le occasioni d’incontro e dialogo tra persone con diabete che fanno uso di insulina ed esperti della nutrizione, per ricevere nuovi suggerimenti e consigli utili e per rispondere a domande sui comportamenti da attuare per minimizzare i disagi quotidiani. Perché a una migliore informazione e un’autogestione consapevole corrisponde una netta riduzione delle principali complicanze della malattia e un miglioramento della qualità di vita.

    Diabete Insieme nasce con il contributo delle persone con diabete e di Diabete Italia, l’organizzazione che raccoglie medici, operatori sanitari professionisti e associazioni di persone con diabete. Molti diabetici che fanno uso di insulina avvertono l’esigenza di condividere la propria esperienza con gli altri, oltre che con il proprio medico, per scambiarsi esperienze e consigli. Il confronto con uno specialista della nutrizione può offrire un supporto prezioso in più, in grado di fare la differenza sia dal punto di vista personale che medico. Ad oggi hanno aderito alla campagna Diabete Insieme circa 500 farmacie distribuite sull’intero territorio nazionale, ed entro la fine dell’anno si prevede di coinvolgerne almeno un migliaio.

    Il diabete è una vera e propria epidemia in costante crescita in tutto il mondo ed è destinato a diventare la principale causa di disabilità e di mortalità nei prossimi venti anni. – dichiara il Dott. Salvatore Caputo, Dirigente Medico dell’Unità di Diabetologia del Policlinico A. Gemelli di Roma e prossimo Presidente di Diabete ItaliaUn buon controllo glicemico potrebbe ridurre in maniera sostanziale il numero delle complicanze, limitare i costi della malattia e migliorare la qualità della vita. Diabete Insieme è un programma che contribuisce ad aumentare le informazioni sui comportamenti da attuare per minimizzare i disagi quotidiani nelle persone con diabete in trattamento insulinico. Ha il vantaggio di moltiplicare i punti di incontro con operatori qualificati nel campo della nutrizione per soddisfare i piccoli dubbi o curiosità di chi deve convivere ogni giorno con questa malattia e con la terapia insulinica.

    Sul sito www.abbottdiabetescare.it è possibile trovare la farmacia più vicina che aderisce alla campagna e scaricare l’invito per partecipare alla giornata programmata. Durante la giornata Diabete Insieme si potrà condividere con uno specialista della nutrizione la propria esperienza con il diabete e apprendere suggerimenti utili alla vita di tutti i giorni, per ridurre al minimo i disagi e vivere più serenamente. A cominciare, ad esempio, dalla soddisfazione di un pasto gustoso, in cui il rispetto delle esigenze nutrizionali si coniuga al piacere di mangiare bene.

    E in quest’ottica, le farmacie sono uno dei punti di riferimento per la persona con diabete e possono svolgere un ruolo potenzialmente attivo nell’educazione, informazione e assistenza personalizzata al diabetico.

    A supporto della campagna Diabete Insieme è stato realizzato un sito internet www.abbottdiabetescare.it, uno spot radiofonico e una campagna pubblicitaria sul web e sui social network. Presso le farmacie, oltre alla possibilità di incontrare un operatore qualificato, sarà distribuito nel corso dell’anno materiale informativo sul diabete e sulla nutrizione realizzato da Diabete Italia in collaborazione con le persone con diabete.

    Abbott Diabetes Care Abbott Diabetes Care con sede in Alameda, California, è leader nello sviluppo, produzione e commercializzazione di sistemi per il monitoraggio della glicemia progettati per aiutare le persone con diabete. Per ulteriori approfondimenti si invita a visitare il sito www.abbottdiabetescare.com.

    Abbott Abbott (NYSE: ABT) è tra le principali aziende del settore salute a livello globale. L’azienda persegue il miglioramento della qualità della vita attraverso lo sviluppo di prodotti e tecnologie che abbracciano il settore salute nel suo complesso. Abbott è presente in 150 paesi con oltre 70.000 dipendenti. In Italia Abbott conta circa 900 dipendenti e ha sedi a Campoverde di Aprilia (LT), Roma, e S. Donato Milanese (MI).

    Per informazioni: Abbott http://www.abbott.com/ http://www.abbottitalia.com/ http://www.abbottdiabetescare.com/ https://twitter.com/AbbottNews Media Stefania Bossiner – Abbott in Italia Tel. 06/928929866 Cell: 335/7273209 Diffusione online a cura di Taoeweb, Servizi di Web Marketing – http://www.taoeweb.com

    fonte: http://www.taoeweb.com/comunicati-stampa/diabete-abbott-e-diabete-italia-insieme-migliorare-la-qualit%C3%A0-di-vita

  • Una corretta alimentazione migliora la vita: visite nutrizionistiche a Clinica Privata Villalba

    Un’alimentazione sbagliata può avere molteplici conseguenze sulla nostra salute, oltre a provocere sovrappeso ed obesità. Può infatti dare disturbi gastrointestinali quali gonfiore addominale e reflusso gastroesofageo, alterazione dei valori del sangue come colesterolo e glicemia, sintomi vari come stanchezza cronica e insonnia, ma anche vere e proprie patologie quali diabete ed osteoporosi. Ecco perché è molto importante scegliere una nutrizione corretta. A Clinica Privata Villalba, struttura bolognese appartenente a GVM Care & Research (gruppo fondato e presieduto da Ettore Sansavini), un team di specialisti è a disposizione con la propria professionalità ed esperienza per dare ad ogni persona il consiglio giusto. Già, perché l’errore comune è pensare che la buona alimentazione sia identica per tutti. Naturalmente esistono concetti di base che valgono per chiunque, ma a seconda della composizione corporea, del metabolismo basale, dell’età, del sesso, dei disturbi e delle patologie di quel dato momento, la nutrizione corretta potrebbe essere anche molto differente da soggetto a soggetto. Perciò, per valutare tutte le possibili variabili, occorre affidarsi ad un professionista che indichi un modello nutrizionale personalizzato, in grado di risolvere specifici problemi e prevenire disturbi e patologie.

    Info: Federico Perna, biologo, nutrizionista e dottore in biochimica, tel. 051-6443011.

  • Giornata Mondiale del Diabete: prevenzione e cura attraverso lo sport

    Lo sport è una parte importante della salute, sia fisica che mentale. Rappresenta infatti non solo un momento per mettere alla prova il fisico, ma un vero sfogo in grado di restituire quella piacevole sensazione di benessere ristorando mente e corpo persino dopo una giornata di intenso lavoro.
    Ma come rapportarsi all’attività sportiva quando la malattia ci blocca? In occasione della Giornata mondiale del Diabete, che si terrà come ogni anno il 14 novembre, noi di Melarossa.it abbiamo pensato di proporvi l’intervista al Dott. Gerardo Corigliano, diabetologo presidente dell’A.N.I.A.D., l’Associazione Nazionale Italiana Atleti Diabetici, che ci ha spiegato non solo come lo sport possa aiutare nella prevenzione, ma come il malato possa praticarlo senza incorrere in spiacevoli rischi.

    Lo sport può aiutare a prevenire il diabete?
    L’attività fisica aiuta nella prevenzione, ma anche la semplice attività motoria può essere d’aiuto. Studi recenti effettuati su soggetti a rischio hanno dimostrato che anche solo camminare 30 minuti al giorno con andatura sostenuta, 5 giorni a settimana, porta ad una riduzione del 70% del rischio di ammalarsi.
    È stato inoltre dimostrato che l’esercizio fisico, associato ad una dieta che permetta di perdere il 5% del peso corporeo, è uno strumento di prevenzione più efficace della stessa terapia farmacologica.

    Come si fa a gestire attività sportiva, dieta e diabete?
    Bisogna considerare l’attività fisica parte fondamentale del sistema terapeutico del diabetico come un vero e proprio elemento di trattamento, unito ad un’alimentazione controllata di tipo mediterraneo.
    A queste va sempre unita una terapia farmacologica, che seppur non sia sempre necessaria anche a diabete conclamato, sarà inevitabile con il passare del tempo. Ultimo punto da tener presente è l’educazione terapeutica, ossia quella somma di conoscenze, di formazione e motivazioni che inducono la persona ad uno spontaneo cambiamento di stile di vita.

    Quali sono gli effetti dell’attività fisica sul nostro corpo?
    L’attività fisica migliora il generale quadro clinico della persona. In condizioni di salute l’attività fisica migliora la performance cardiaca e respiratoria, riduce il rischio trombogeno, riduce i livelli di ansia e di depressione (un aspetto psicologico importante), aumenta l’autostima, riduce i livelli di colesterolo cattivo, aumenta quelli di colesterolo buono, riduce i trigliceridi, scioglie il grasso addominale (che predispone al diabete e a malattie cardiovascolari) e aumenta anche la densità ossea (riduce quindi il rischio di fratture). Per altro, è stato dimostrato che almeno negli uomini migliorano anche le performance sessuali.

    Il diabete può migliorare con un’attività sportiva costante?
    Certamente, nei diabetici infatti l’attività sportiva, oltre ai miglioramenti che valgono per tutti, porta ad una riduzione della glicemia (sia a digiuno che postprandiale), un miglioramento dell’insulinoresistenza (condizione che rende difficile la cura con l’insulina), un miglioramento dell’emoglobina glicosilata ed una riduzione generale della mortalità.

    Quale tipo di attività sportiva dovrebbe preferire il diabetico? Quante volte a settimana?
    L’attività fisica nel curare il diabete deve essere più frequente e costante che nella prevenzione, non tanto nell’intensità, ma nel volume di attività fisica, ad esempio 5 ore di cammino alla settimana anziché 3.
    Il segreto quindi sta nel fare da subito un’importante attività fisica, poiché all’inizio della malattia le complicanze non sono presenti e ci si trova nelle condizioni migliori per fare sport.

    In presenza di complicanze croniche del diabete che tipo di attività scegliere?
    Attività di tipo aerobico (ossia di resistenza n.d.r.), evitando attività da scatti brevi e ripetuti, o attività intrinsecamente pericolose, come il pugilato o l’ippica, perché questo potrebbe peggiorare le complicanze a livello degli occhi, dei nervi, del cuore e dei vasi.
    È importante che il paziente che desidera praticare attività fisica faccia inoltre una valutazione del proprio diabete e delle proprie complicanze, in modo che possa scegliere col medico l’attività fisica più adatta.

    Il diabetico deve avere un approccio diverso allo sport? C’è differenza nel modo di rapportarsi allo sport fra diabete di tipo 1 o di tipo 2?
    L’approccio è diverso poiché deve tener conto, oltre che delle sue capacità fisiche, anche delle sue capacità metaboliche, e quindi deve adeguare la dose dell’insulina o dei farmaci, assumere quote aggiuntive dei carboidrati per la prevenzione dell’ipoglicemia, e deve misurare più spesso la glicemia. Ma come approccio allo sport non c’è differenza. Il diabetico può fare tutto.
    Fra tipo uno e tipo due non c’è differenza di approccio allo sport, se non quello legato all’età, o per il fatto che nel diabete di tipo 2 si è meno soggetti a crisi ipoglicemiche.

    Quanto prima e cosa mangiare prima dell’attività sportiva per evitare un calo di glicemia?
    Mediamente è opportuno assumere 15 grammi di carboidrati (1 pacchetto di crackers, 1 bevanda zuccherata, 1 succo di frutta) prima di iniziare l’attività fisica se questa dura non più di 30/40 minuti. Se si supera l’ora di attività fisica si rende necessario un supplemento di 30-40 gr di carboidrati (un piccolo panino) per ogni ora di attività fisica. È necessario assumerle un po’ prima per dare tempo all’organismo di avere quelle energie di pronto impiego che poi verranno consumate durante le attività.

    Ci sono degli alimenti particolari che consiglia di portare con sé in caso di ipoglicemia durante l’attività fisica?
    Alimenti che contengono glucosio di rapido assorbimento, quindi coca cola, succhi di frutta non dietetici, caramelle che contengono sciroppo di glucosio, banane. Merendine e cioccolata sono invece errati perché in questi cibi gli zuccheri sono associati a grassi che rallentano l’assorbimento del glucosio, quindi il recupero dell’ipoglicemia è molto più lento e più pericoloso.

    La prova definitiva che attività fisica e diabete possono, e devono, andare d’accordo? Lo sport a livello agonistico! Ecco il medagliere degli sportivi diabetici!

    www.melarossa.it

    Il sito ufficiale della Giornata Mondiale del Diabete: www.giornatadeldiabete.it
    Il sito ufficiale dell’A.N.I.A.D.: www.aniad.org

  • L’ortopedia sul web.

    L’equilibrio parte dalle basi, nel caso del corpo umano parte dai piedi che ne controllano la postura. Sulla base di questo concetto il Centro Ortopedico Rinascita decide di rinnovare la propria immagine sul web. Ad oggi c’è bisogno di maggior trasparenza nella comunicazione, non ci si deve più limitare a proporre i propri servizi, ma bisogna ascoltare quello che la gente vuole e grazie alle potenzialità offerte dalle nuove tecnologie è possibile. Non basta rinnovare il sito, quello che bisogna fare è inserirsi nella logica conversazionale. Per questo il Cor crea 4 blog tematici in cui fare informazione su argomenti molto importanti e sentiti, legati all’ortopedia, come ad esempio i plantari e il diabete. Non tutti sanno che il diabete porta a delle disfunzioni posturali che possono essere risolte grazie a calzature adeguate. Inoltre, ci sono argomenti come l’antinfortunistica o le protesi di cui se ne parla ancora troppo poco. I blog nascono per informare e dialogare con chi non sa come risolvere questi problemi, un modo per creare soluzioni che siano su misura, ma anche per aiutare chi ne ha bisogno.

    “Anche la nostra presenza su Facebook vuole essere un modo per porci a disposizione degli utenti, per guidarli verso la soluzione che più gli si addice” dice Nicola Perrino, titolare del Centro Ortopedico Rinascita a Cinisello.

  • Sapra Sanità attiva il check up per diabetici: l’imperativo di Smart Card è prevenire

    La giornata del 14 novembre 2010 è stata dedicata a livello mondiale alla lotta contro il diabete, in questa occasione Sapra Sanità ricorda il check up appositamente strutturato per tutti i pazienti afflitti da questa patologia che, se correttamente controllata e gestita, può non degenerare in pericolose complicanze.

    “Il Diabete Mellito è una condizione caratterizzata da un patologico aumento della concentrazione di glucosio nel sangue. Responsabile di questo fenomeno è un difetto assoluto o relativo di insulina, ormone secreto dalle insule di Langherhans del pancreas ed indispensabile per il metabolismo degli zuccheri”. Oggi questa patologia si sta diffondendo in modo sempre più allarmante sia in Italia che nel resto del mondo, inoltre le sue complicanze, nel caso non venga controllato in modo adeguato, sono molto gravi e di costosa gestione per il sistema sanitario mondiale.

    Gli organi bersaglio di questa malattia, nel suo decorso comunque inevitabile, sono l’occhio, il rene, il sistema nervoso e il sistema cardiovascolare ecco dunque che per il paziente diabetico sarebbe opportuno, a livello preventivo, eseguire con regolarità una serie di analisi quali l’Emoglobina glicata che consente il buon controllo metabolico fondamentale per la gestione della malattia, i trigliceridi, il colesterolo per ridurre l’insorgenza di complicanze cardiovascolari, e di esami diagnostici specifici: Ecodoppler TSA e arti inferiori, l’Ecografia cuore, la Visita cardiologica ed ECG, la Visita oculistica per retinopatia diabetica.

    La finalità primaria è quella di ridurre al minimo gli effetti negativi che questa patologia ha sulla salute e proprio per cercare di prevenire queste complicanze Sapra Sanità ricorda il Check Up clinico caricabile anche su Smart Card, che è stato messo a punto in modo da offrire ai pazienti gli strumenti per un controllo mirato della malattia e che andrà associato ad un sano stile di vita, attività fisica, dieta e cura farmacologica. Esso comprende tutti gli esami sopraelencati e molti altri ancora effettuabili nell’arco di 1-2 giorni presso il centro sanitario polispecialistico di Sapra.

  • Diabete: lo Zucchero Accorcia la Vita e Favorisce le Malattie Cardiovascolari

    Il diabete è una malattia del metabolismo glucidico cioè dello zucchero, che comporta un aumento del livello di zucchero (glicemia) nel sangue.? Si distingue di tipo I° (più raro 10% dei casi, indipendente dall’alimentazione) e tipo II° il più frequente che rappresenta il 90 % dei casi, legato per lo più all’alimentazione.

    Il mantenimento del livello costante di glicemia (zucchero) nel sangue dipende fondamentalmente da 3 meccanismi complementari ed in sintonia tra loro:

    * la stimolazione della secrezione di insulina, ormone prodotto del pancreas;
    * l’inibizione della produzione di zucchero (glucosio) da parte del fegato, sempre mediata dall’insulina;
    * la stimolazione dell’utilizzo dello zucchero da parte dei tessuti, sempre mediata dall’insulina.

    Grazie a questi meccanismi i livelli di glicemia circolante restano costantemente nella norma, ma un eccessivo apporto di calorie soprattutto dai carboidrati – zuccheri viene compensato da un aumento della secrezione dell’insulina da parte del pancreas.

    L’insulina immagazzina gli zuccheri nelle cellule adipose e il peso corporeo aumenta. Se questa condizione non viene corretta con un adeguamento della dieta, con la riduzione del peso corporeo, con un aumento dell’attività fisica, la produzione di insulina può gradualmente esaurirsi causando l’aumento della glicemia e quindi il diabete.

    Allo stesso modo un eccesso di colesterolo e acidi grassi nel sangue provoca un effetto tossico sul pancreas che riduce la produzione di insulina, evento precoce nello sviluppo del diabete.

    Il diabete è una malattia metabolica tipica dei paesi occidentali, in continuo aumento che è stimato del 50% negli ultimi 10 anni ed è tuttora in continuo aumento in tutto il mondo.

    Secondo recenti stime entro il 2025 circa il 10 % della popolazione adulta sarà affetto da questa patologia, parliamo di più di 500 milioni di persone!

    E’ un nemico silenzioso che danneggia inesorabilmente e progressivamente i vasi.

    La malattia coronarica e l’infarto sono la principale causa di mortalità nei soggetti diabetici.

    In Italia ci sono circa 4.000.000 diabetici ma il 25% non viene neppure diagnosticato e quindi circa 1.000.000 di persone pur avendo il diabete non viene trattato farmacologicamente con gravissime conseguenze per la salute: per le gravi conseguenze di questa patologia solo in Italia circa 100.000 persone subiscono attacchi cardiaci, 20.000 vanno incontro ad insufficienza renale e circa 6.000 subiscono un’amputazione degli arti; ricordiamo inoltre che il diabete è la prima causa di cecità nell’adulto.

    Nel diabete il livello di zucchero nel sangue (glicemia) è elevato, porta ad un processo di auto ossidazione chiamata glicazione che è l’unione delle proteine con gli zuccheri e in tal modo si formano composti tossici che aumentano la formazione di radicali liberi innescando il processo degenerativo dell’ aterosclerorosi.

    Il meccanismo con il quale la glicemia (quantità di zucchero nel sangue) aumenta è legato alla produzione di insulina da parte del pancreas.

    L’ insulina è un ormone che ha svariate funzioni fondamentali per l’accrescimento corporeo ed è considerato l’ormone dell’ingrassamento.

    Nei soggetti diabetici il pancreas produce insulina ma le cellule grasse adipose diventano sempre più grosse e più avide, meno sensibili all’insulina e quindi insulino resistenti.

    Questo costringe l’organismo a produrre ancora più insulina: più insulina produciamo più abbiamo fame, più mangiamo e più ingrassiamo.

    Questo meccanismo, presente anche nei soggetti obesi è l’iperinsulinismo che fa accumulare grassi all’organismo, di conseguenza si ingrassa anche senza mangiare.

    Con il passare del tempo il pancreas, sottoposto a un super lavoro, riduce le sue capacità di produrre insulina fino ad esaurirsi: in questo caso l’insulina andrà somministrata come terapia, altrimenti la glicemia aumenta ulteriormente, danneggiando organi ed apparati e nei casi più gravi portando al coma diabetico.

    E’ quindi opportuno per la nostra salute iniziare a contenere l’ assunzione di carboidrati, specie zuccheri raffinati, già dalla giovane età, mantenere un peso corporeo ottimale, bruciare le calorie in eccesso con l’attività fisica regolare, e controllare periodicamente la glicemia, il valore di glucosio-zucchero nel sangue.

    Dott. Guidalberto Guidi
    Centro Specialistico Cardiologico Vascolare
    Corso Vittorio Emanuele II° n. 91
    10128 Torino – Italia
    tel. 011.557.4280
    tel. 331.622.750.80
    www.cardioexpert.it