Tag: detenuti

  • “Adotta l’orso”: un concorso letterario dedicato all’autoreclusione

    Cisproject-Leggere Libera-Mente – associazione culturale che si propone di favorire il reinserimento delle persone detenute nella cosiddetta società civile – lancia un concorso letterario dedicato all’autoreclusione, che porta a isolarsi e a limitare pesantemente la propria vita sociale, talvolta per immergersi tutto il giorno solo nella realtà virtuale di un mondo parallelo. Il concorso è aperto a tutti e si articola in due sezioni: una dedicata a prosa e racconto breve a tema inedito, in lingua italiana; un’altra per poesia inedita a tema, in italiano, vernacolo o altra lingua con traduzione. Il fenomeno dell’autoreclusione, noto anche come sindrome di Hikikomori, è stato scoperto in Giappone e ora si è esteso in tutto il mondo. Basti pensare che, secondo le ricerche condotte dalla Fnomceo (Federazione italiana degli ordini dei medici), nel nostro Paese circa 240 mila ragazzi tra gli 11 e i 16 anni trascorrono mediamente più di tre ore al giorno davanti al computer e sono già circa 30mila i casi accertati di sindrome di Hikikomori. “Ci siamo chiesti come incontrare queste persone che di solito non si rivelano come auto-recluse. Alcuni sono connessi su Facebook e hanno migliaia di contatti con cui possono esprimere l’avatar che preferiscono. Altre volte hanno una vita lavorativa normale e poi si chiudono in casa adducendo varie giustificazioni, che solo loro sanno essere scuse. Ognuno di noi, del gruppo di Leggere libera-mente, conosce almeno un auto-recluso, con elementi di auto-reclusione più o meno gravi. Crediamo che un concorso letterario possa essere un buon modo per dar voce e tradurre in parola un fenomeno così fortemente sommerso e che affligge la nostra società – spiega Barbara Rossi di Cisproject-Leggere Libera-MentePuò sembrare un’affermazione forte, ma credo che tutte le ‘malattie’ del nostro tempo ne sono in qualche modo una conseguenza. Basti pensare ai milioni di depressi che si chiudono in casa, alle persone che soffrono di attacchi di panico e giorno dopo giorno si autorecludono sempre di più, ai dipendenti da Internet, che possono arrivare a licenziarsi o a non andare a scuola per vivere in un mondo parallelo”. “Anche in carcere ci si può autorecludere, rinunciando a partecipare alle attività – spiegano alcune delle persone detenute del carcere di Opera – Non crediamo possa essere considerata una colpa autorecludersi, né serve giudicare. Solitudine e isolamento a volte vengono cercate come forme di meditazione e riflessione, ma altre volte sono espressione d’altro. Rabbia, paura, vergogna, il ‘sentirsi orso’, sono alcuni dei sentimenti che si possono provare in questa condizione”. “La biblioterapia e la scrittura possono svolgere un ruolo importante per evitare di rinchiudersi in un mondo diverso, isolato, e offrono una voce per esprimersi – conclude Barbara Rossi – Ecco così che questo bando letterario vuole essere anche l’avvio di una vera e propria campagna di sensibilizzazione per dare voce e sostegno alla vita che è in ognuno di noi e alla sua libera espressione. E durante l’incontro di oggi con il prof. Pietropolli Charmet, il prof Piotti, la compagnia teatrale Mignolli-Piotti, abbiamo iniziato a confrontarci con chi di reclusione è esperto. Ma è solo l’inizio”.

    Per partecipare al concorso – che scade il 31 luglio 2015 – è possibile scrivere all’indirizzo [email protected].

    Ulteriori informazioni, con il bando completo, sono disponibili all’indirizzo www.leggereliberamente.it

  • Solidarietà in carcere: il manager Salvo Nugnes parla del programma di eventi per i detenuti carcerari

    Il manager Salvo Nugnes direttore di Agenzia Promoter e Promoter Arte, nonché agente di importanti personaggi e artisti ha intrapreso un significativo progetto di solidarietà, organizzando un ricco programma di eventi per i detenuti carcerari di San Vittore, a Milano. Gli incontri si svolgono in stile conferenza e coinvolgono esponenti di spicco del panorama contemporaneo, come Padre Enzo Fortunato, Direttore della sala stampa del Sacro Convento di Assisi e noto volto di rai uno e lo psichiatra Alessandro Meluzzi, attualmente tra gli ospiti della trasmissione Mediaset “Quarto grado“.

    L’organizzatore spiega “questi eventi hanno lo scopo di intrattenimento culturale per i detenuti. La presenza degli ospiti prestigiosi è un grande regalo per chi vive in condizioni così particolari. C’è un’accoglienza davvero accorata, direi quasi commossa. I personaggi sono disponibili a rispondere alle domande rivolte dai detenuti. Si instaura un dibattito interattivo molto arricchente, in nome della diffusione di un messaggio da me sempre perorato della cultura come linguaggio universale e libero“.

    Le prossime iniziative solidali si svolgeranno anche presso gli Istituti di Reclusione di Bollate e di Opera, nel contesto degli spazi teatrali delle due strutture.

    Venerdì 31 Maggio alle ore 19.00, nella Sala Teatro della II Casa di Reclusione di Milano Bollate, in Via Cristina Belgioioso 120, a Milano, lo stilista di fama internazionale Alviero Martini, affiancato da Salvo Nugnes, terrà una conferenza sul tema “Un sogno, il mondo in valigia” per raccontarsi in stile autobiografico descrivendo il suo percorso che lo ha reso famoso e apprezzato in tutto il mondo per le esclusive creazioni preziose eccellenze del “made in Italy“.

  • AGENZIA PROMOTER ORGANIZZA A SAN VITTORE LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO “DIECI UOMINI PER MARILYN MONROE” DI MONTI E MONTERMINI

    Grande partecipazione da parte dei detenuti del San Vittore, a Milano, che, grazie all’organizzazione di Salvo Nugnes, relatore dell’evento e Direttore di Agenzia Promoter, hanno assistito alla presentazione del libro “Dieci uomini per Marilyn Monroe” degli autori Morgana Montermini ed Enrico Monti.

    L’incontro si è tenuto durante la mattinata di Giovedì 7 Febbraio 2013, presso il noto carcere, dove i due scrittori, da sempre appassionati della grande Diva, hanno offerto ai reclusi, un momento ricreativo e di svago, raccontando uno spaccato della vita di Marilyn, riflesso nelle storie di dieci uomini che durante la sua straordinaria, quanto breve esistenza, l’hanno amata o semplicemente avuta. Da Joe di Maggio al Presidente John Kennedy, da Frank Sinatra al commediografo Arthur Miller e gli altri, che hanno impresso un sigillo significativo nel suo percorso esistenziale.

    Non solo parole, ma anche musica. Infatti, insieme ad Ermanno Bellucci, Enrico e Morgana, che oltre che scrittrice è pure cantante, hanno dato un assaggio dello spettacolo teatral-musicale omonimo al libro, nel quale vengono descritti aneddoti, episodi e vicende su Marilyn Monroe, come una sorta di diario di bordo, recitando, in accompagnamento con la chitarra acustica, una poesia di Pierpaolo Pasolini a Lei dedicata.

  • Tre mesi di carcere per un filone di pane, la polemica di De Pierro


    Roma – “Rimango sconcertato davanti a notizie di questo tipo.
    Chi ruba oggetti per un valore di uno o due euro, si ritrova in carcere, com’e successo già qualche tempo fa, quando una persona è stata condannata a tre anni di reclusione per avere rubato un pacco di biscotti”. Queste le parole con le quali, Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, ha commentato la notizia di un barbone arrestato, mentre era ricoverato all’ospedale Santo Spirito, per fargli scontare una pena residua di tre mesi perché aveva rubato un filone di pane in un supermercato romano, nel quartiere di Monte Mario.

    “Per fortuna non sono situazioni molto diffuse – continua De Pierro – e trattandosi di notizie eccezionali trovano ampio spazio sulle prime pagine dei quotidiani nazionali. Nulla da eccepire per quanto riguarda il livello giuridico, perché il giudice applica alla lettera il codice, ma sicuramente a livello logico si percepisce chiaramente che c’è qualcosa che non va, se poi chi ruba miliardi, o si sottrae al fisco per cifre molto più consistenti, grazie a sotterfugi, leggi ad hoc e cavilli giudiziari, riesce spesso a farla franca.

    Un’iniquità di trattamento, indubbiamente preoccupante, anche perché spesso per la pena relativa ai reati di poco conto si va a determinare un sovraffollamento delle carceri, che sta portando le strutture al collasso. Se il reo è responsabile di un reato più o meno lieve è lo Stato che poi si trova nella posizione incredibile e imbarazzante di violare la legge. Ad esempio spesso non viene rispettato il principio di territorialità della pena.

    Per ritornare al barbone che sta scontando i tre mesi di reclusione, a quanto pare nel braccio infermeria del penitenziario, ci sono da fare alcune riflessioni.

    Non dimentichiamo che il valore di quel filone di pane viene abbondantemente ripagato al supermarket dai cittadini, con l’imposizione del pagamento della busta, che reca tra l’altro la pubblicità del supermercato stesso, contro cui noi dell’Italia dei Diritti stiamo portando avanti una battaglia da diverso tempo. Secondo i nostri calcoli questo stratagemma farebbe incassare circa 60.000 euro in più all’anno ad ogni esercizio. L’altra faccia della vicenda ha dell’incredibile. Per un furto di una oggetto dal valore inferiore ai due euro lo Stato si ritrova a spendere un cifra molto più sostanziosa per la detenzione del barbone. È probabile che al termine della pena – conclude il presidente del movimento – l’uomo esprima la volontà di rimanere in carcere, con un letto e un pasto caldo assicurato, per non essere di nuovo costretto a rubare un tozzo di pane per mangiare”.

  • Braccialetti ai detenuti, De Pierro condivide le perplessità di Maroni


    Il presidente di Italia dei Diritti: “Un provvedimento assurdo che non porterebbe a risultati concreti”

    La nuova proposta avanzata dal ministro della Giustizia Angelino Alfano in merito ad una soluzione per il sovraffollamento delle carceri continua a fare scalpore e a suscitare polemiche.

    Dopo aver prospettato l’idea di rimandare a scontare la pena nei loro Paesi i detenuti stranieri che si trovano nelle carceri italiane, il ministro conferma le dichiarazioni apparse su un quotidiano in merito al braccialetto per detenuti che “garantirà una maggiore sicurezza nelle nostre città”. La questione però ha sollevato un gran polverone, alimentato successivamente dalle dichiarazioni del ministro dell’Interno Roberto Maroni il quale si è detto a favore del braccialetto elettronico “solo se avrò la garanzia che le evasioni saranno zero”. Mentre si sta studiando ciò che accade in Francia, dove il braccialetto è già contemplato, il ministro Maroni esprime le sue perplessità, tenendo conto dei costosissimi test effettuati dal Governo Prodi nel 2001 che non hanno portato risultati rilevanti. “Sono pienamente d’accordo con la reazione del ministro Maroni- ha dichiarato il presidente del movimento Italia dei Diritti, Antonello De Pierro- il quale attraverso le sue parole ha lasciato trasparire scetticismo e dubbi. Quello del braccialetto elettronico è un provvedimento assurdo che non andrebbe a migliorare la situazione e sono fermamente contrario ad esso. E’ l’ennesima prova di amnistia mascherata. Come lo è l’arresto domiciliare, una sanzione in controtendenza con lo stesso concetto di pena, la quale diventerebbe incerta e facilmente evitabile, e nello stesso tempo il detenuto agli arresti domiciliari potrebbe ancora una volta delinquere. Per quanto riguarda la proposta di far scontare la pena nei propri Paesi agli stranieri condannati in Italia- ha concluso De Pierro- sono ancora una volta contrario, poiché non ci sarà mai la certezza né che la scontino realmente, nè che una volta espulsi essi non ritornino di nuovo in Italia e di nuovo a piede libero. Quello che si cerca di dare con queste proposte è un messaggio sbagliato e io non sono d’accordo”.