Tag: depuratori d’acqua

  • Osmosi Inversa, scopriamo questo sistema di depurazione dell’acqua

    Quando si parla della qualità e della salute di ciò che introduciamo nel nostro corpo è importante per fare una valutazione con la propria testa senza farsi fuorviare da messaggi commerciali secondo i quali la salute si misura a colpi di spot, prendere completamente coscienza dell’argomento che si sta trattando.

    Ogni giorno il nostro corpo necessita di liquidi in forma d’acqua e sostanze varie per la propria sopravivenza, a cosa servono quindi gli impianti ad osmosi inversa, in quali casi sono utili?

    Partiamo dalle basi: il termine osmosi indica un processo chimico e fisico in cui tramite il movimento di diffusione di due liquidi mescolabili di diversa concentrazione attraverso una superficie parzialmente impermeabile.

    Dopo aver compreso cos’è l’osmosi, possiamo capire il significato di osmosi inversa, il processo che sta alla base della nostra salute; l’osmosi inversa è invece il fenomeno per cui, quando si applica alla superficie di una membrana semipermeabile separante due soluzioni di concentrazione diversa una differenza di pressione contraria alla pressione osmotica e ad essa superiore, il flusso della soluzione più concentrata va verso quella più diluita, questo processo è esattamente quello utilizzato per rendere potabile l’acqua marina.

    Si dice invece osmosi elettrica l’osmosi ottenuta tramite l’uso di corrente elettrica per aumentare il flusso di ioni e quindi simulare la pressione osmotica.

    Dunque l’osmosi inversa è il processo che forza il passaggio di una soluzione più concentrata in una meno concentrata ottenuto applicando alla soluzione più concentrata una pressione osmotica maggiore, l’osmosi è realizzata come un filtro che cattura il soluto da una parte e rilascia il solvente puro dall’altra, questo processo è usato come anticipato prima nella desanilizzazione dell’acqua marina, ma anche per la rimozione di tracce di fosfato, calcio metalli pesanti ed è in costante aumento nelle città a causa dell’inquinamento il trattamento dell’acqua che arriva ai rubinetti domestici tramite filtri basati su questo principio.

    In ogni modo l’acqua che passa attraverso il processo di osmosi può essere utilizzata nelle nostre case per essere bevuta oppure per usi alimentari, naturalmente per effettuare bagni e docce, nella gastronomia e nei ristoranti sia ad uso alimentare sia per la preparazione dei cibi.

    I depuratori d’acqua Teco Group srl che utilizzano questo processo sono in sempre maggiore crescita in particolare in ambito domestico ma anche industriale.

    Il punto di forza di questa tecnologia è che non richiede l’uso di sostanze chimiche e questo insieme al fatto che è in grado di eliminare la quasi totalità delle sostanze organiche ma anche buona parte delle sostanze minerali la ha resa il sistema di purificazione dell’acqua più diffuso in assoluto, questo, di fatto, rende l’acqua in uscita dai depuratori di osmosi inversa parificabile all’acqua oligominerale, in pratica con un basso residuo fisso (povera di sali). I detrattori di questo metodo puntano il dito proprio contro questa caratteristica che a loro dire impoverirebbe l’acqua e la renderebbe come acqua distillata quindi senza valori nutritivi.

    In realtà, molto spesso, dietro a queste critiche si nasconde più un’esigenza commerciale di vendere depuratori che utilizzano tecniche di filtrazione differenti.

    Non dimentichiamo che l’assimilazione quotidiana di minerali tramite l’acqua è particolarmente modesta, specie per le acque oligominerali. Per gli stessi motivi è comunque sbagliato far leva su una presenza elevata di minerali per vendere depuratori ad osmosi inversa.

    I minerali più comunemente “sfruttati” in questa “battaglia commerciale” sono il sodio e il calcio.

    Va prima di tutto sottolineato che tutte le acque potabili potenzialmente rappresentano una fonte di calco importantissima anche se non è stimabile il loro contributo essendone il loro contenuto estremamente variabile.

    Riguardo al sodio e alla sua relazione con alcuni malesseri come pesantezza, gonfiori e cellulite, ci sono articoli specifici che approfondiscono la questione tuttavia sappiate che questo tipo di problematiche non sono certamente risolvibili con depuratori ad osmosi inversa.

  • Disidratazione, la stagione estiva e il fabbisogno di acqua

    Si parla sempre di quanto sia importante l’acqua per il benessere fisico, ma sappiamo quali sono le reali conseguenze di un’eccessiva assenza di acqua nel corpo? Abbiamo un’idea realistica del fabbisogno ottimale per evitare problematiche importanti come l’aumento della temperatura corporea (anche fino a 40°) e della frequenza cardiaca? Ecco allora che con questo testo si vogliono mettere dei punti fermi per rispondere a queste domande.

    La disidratazione è intimamente legata alla diminuita efficienza nell’eliminazione dei grassi così come tutti i sistemi che durante attività fisiche sostenute ci inducono a produrre più sudore spingendo in modo artificioso il corpo all’aumento della temperatura corporea. Il sudore, al di là di quanto alcuni pensano, non è il grasso che si scioglie ma, semplicemente acqua che è rilasciata da tutti i comparti del nostro corpo insieme a dei sali (ecco perché se lo assaggiamo il sudore al palato risulta salato), in un litro di sudore possiamo trovare 1,5 gr di sali e il 40% di essi è rappresentato dal sodio, il resto è dato da potassio e altri tipi di sali presenti in misura meno importante.

    Bruciare i grassi con l’attività fisica non è così immediato, al contrario è molto facile perdere acqua, è stimato che il peso perso durante l’attività fisica è quasi totalmente dovuto all’acqua rilasciata, per spiegarsi meglio una donna di 60 kg dopo quarantacinque min di attività aerobica brucia solamente 14 grammi di grasso mentre un uomo di 70 kg che corre per circa 5 km brucia solamente 17 grammi di grasso.

    Equilibrio è il termine d’oro quindi, bilanciare tra le uscite e le entrate è la regola aurea per un buon funzionamento del nostro corpo in particolare durante l’attività fisica, una perdita del 2/3% del peso in termini di acqua compromette le prestazioni fisiche e aumenta la percezione della fatica e una perdita maggiore diventa addirittura pericolosa. Perdere acqua significa privare il corpo di liquidi da tutti i comparti compreso il sangue, questo vuol dire che durante un’attività fisica intensa con lo stress a carico del sistema cardiovascolare al massimo e con la temperatura corporea in aumento le nostre cellule che funzionano bene intorno ai trentasette gradi inizierebbero a soffrire e li comincerebbero i guai.

    Nella maggior parte delle persone la percezione di sete e quindi la gestione della disidratazione è gestita dall’ipotalamo, ma attendere lo stimolo di sete è già tardi perché significa che siamo già disidratati il che vuol dire che il recupero è più difficoltoso visto che siamo già in una situazione compromessa sopratutto durante l’attività fisica, ecco perché sarebbe meglio bere a intervalli regolari senza aspettare lo stimolo della sete.

    Mentre durante la classica attività fisica possiamo perdere anche un kilo di liquidi ma pochi grammi di grassi, le calorie bruciate in momenti blanda attività (come il lavoro, lo studio, la lettura, il guidare, ecc.) sono attinte esclusivamente dai grassi, questa quota consumata è data essenzialmente da intensità dello sforzo e dalla massa muscolare, questo per due ragioni, fare sport mantiene i muscoli respiratori e i battiti tonici anche nel post allenamento inoltre il corpo è impegnato nella ricostruzione delle riserve energetiche cui ha prima attinto e tutto ciò richiede a sua volta energia, come seconda cosa avere una massa tonica richiede energia supplementare per il mantenimento questo significa aumentare il dispendio di mantenimento.

    Che cosa dicono gli studiosi riguardo questa delicata questione?

    Quanto si dovrebbe bere come minimo?

    In realtà uno standard quantitativo giornaliero di apporto di acqua sana e pura non è mai stato definito sopratutto per gli sportivi, diciamo però che tendenzialmente per un sedentario mediamente s’indica che bisognerebbe bere una quantità di acqua pari alle calorie spese nella giornata.

    Due litri d’acqua per 2000 calorie consumate, per un uomo medio sedentario, questo è un fabbisogno verosimile, leggermente meno per la donna.

    Ecco che ora dovremmo avere un po’ più chiara la necessità di acqua per il nostro corpo; è sottointeso che questa deve essere rigorosamente acqua qualitativamente sana e pura, non priva di sali e neppure eccessivamente carica di agenti terzi che ne comprometterebbero la qualità.

    In questo l’uso di depuratori d’acqua Teco Group srl, domestici ed aziendali, può essere essenziale per mantenere una corretta idratazione per il nostro corpo.

  • Acqua e Depuratori


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