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  • La Città dei Beni Comuni_Portici (NA), 22-23 Ottobre 2011

    L’evento “La Città dei Beni Comuni”, che si terrà il 22 e 23 Ottobre 2011 a Portici (Napoli), è organizzato da una rete di associazioni locali: il Comitato Beni Comuni di Portici, l’associazione senza fini di lucro Le Storie di Altro, l’associazione culturale BLab la cooperativa sociale Seme di Pace.

    L’iniziativa si inserisce nel percorso “Verso Venezia 2012” – un ricco calendario di eventi preparatori alla III Conferenza Internazionale dislocati a livello nazionale e internazionale – e intende indagare il tema dei beni comuni alla luce della crisi di sistema attuale e del nuovo modello di società che essi veicolano. Una società dei beni comuni, dunque, come punto d’arrivo del percorso di decrescita e come proposta alternativa al modello capitalista.

    Per le due giornate non si adotterà il format “convegnistico”, ma si opterà per una più proficua partecipazione dei presenti attraverso tavole rotonde e gruppi di lavoro, che ragioneranno sulla ridefinizione di concetti quali territorio, democrazia e lavoro.

    Obbiettivo delle due giornate è inoltre quello di promuovere la costituzione di un laboratorio permanente cittadino sui Beni comuni, incoraggiando la partecipazione e tutte le espressioni di cittadinanza attiva.

    Tra i relatori e facilitatori ci saranno anche Paolo Cacciari, Alberto Lucarelli, Renato Briganti, Giuseppe di Marzo, Jacopo Fo.

    L’assunto di partenza della Decrescita è che il nostro pianeta non può sostenere i ritmi e le modalità di “crescita” delle nostre società: le risorse non sono infinite né rigenerabili, e questo vale tanto per il petrolio che bruciamo quanto per l’acqua, l’aria e il suolo che contaminiamo. Così mentre abbracciamo ciecamente un sistema economico autoaccrescitivo, inseguiamo l’impennata del PIL e auspichiamo che la produzione dei beni di consumo si impenni, il sistema si prepara al collasso.

    La Decrescita rappresenta oggi non solo un invito ad abbandonare l’ossessione per la crescita e l’immaginario dello sviluppo illimitato, ma anche lo sforzo più complessivo per misurarsi con la grande fase di discontinuità che la nostra civiltà ha di fronte a sé, affrontando apertamente questioni quali la crisi climatica ed ecologica, il saccheggio delle risorse, la crisi energetica, le lotte per la giustizia sociale ed ambientale.

    Le conferenze internazionali sulla Decrescita rappresentano grandi appuntamenti internazionali con cadenza biennale per tutti coloro che si interessano di Decrescita: la prima edizione parigina è stata seguita, l’anno scorso, da quella di Barcellona, che ha visto una massiccia affluenza di oltre 500 partecipanti. Il prossimo anno, dal 19 al 23 Settembre 2012, la Conferenza si terrà in Italia, a Venezia.

    www.lacittadeibenicomuni.it

  • Il Parco Federico Fellini candidato a Victory Garden, Performed Giuliano Ravazzini


    Giuliano Ravazzini – Contadini a Rimini
    (Migrazioni di Microazioni project)
    [email protected]
    con la partecipazione di Valter Aratri, Emore Bonacchi, Osvaldo Pifferi

    Rimini dal 02/05/2009 al 31/05/2009
    Parco Federico Fellini
    Viale Principe Amedeo 47900 Rimini Italy

    Ancora una meta in Emilia Romagna per le Migrazioni di Microazioni che Giuliano Ravazzini e il suo staff rappresentano in Europa e in Italia dal Dicembre 2006.
    Anche questa volta si tratta di una semina metodica, la semplicità e la assoluta non violenza di questa performance, trasmettono in modo chiaro le intenzioni dell’artista che con insistenza ossessiva pone l’attenzione sulla terra e il rapporto vitale che tutti abbiamo con essa.
    Ravazzini è un contadino che trasforma metaforicamente questo giardino in un orto. La messa a dimora dei semi nel sottosuolo, in un prossimo futuro si manifesterà, e come una preziosa opera d’arte ornerà l’impianto di questo prestigioso giardino. L’azione prevede la crescita, la trasformazione e l’obsolescenza dell’opera, affidata all’azione degli agenti naturali.
    Il desiderio di Ravazzini, non è suggestionare lo spettatore evocando miti archeologici o spettacolari monumenti, ma piuttosto è urgente il desiderio di andare semplicemente all’aperto e recuperare la dimensione rituale e preistorica, l’estetica e la poetica sono il gesto, che trasporta la dimensione mentale umana nel divenire antropico della natura così come stare nel paesaggio e riflettere sull’uomo il tempo e la natura.

    Ilario Baudanza