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  • IL NEGOZIO DI STRUMENTI MUSICALI MEZZANOTA PARTNER DELL’ESPOSIZIONE “SPOLETO INCONTRA VENEZIA”

    In occasione della prestigiosa mostra di “Spoleto incontra Venezia” che si terrà dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, con la curatela di Vittorio Sgarbi e la direzione del manager Salvo Nugnes, si è creata una positiva collaborazione con il negozio di strumenti Mezzanota di Vicenza. Alla mostra saranno presenti nomi di spicco tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi e Josè Dalí.

    Mezzanota sarà partner importante dell’esposizione che avrà luogo nella magica atmosfera veneziana dello storico Palazzo Falier, sul Canal Grande. L’attività è specializzata nell’allestimento di service audio e tutti quegli eventi che richiedano una fornitura di impianti Audio e di Illuminazione. Per tutto ciò occorre esperienza, professionalità, dinamismo, precisione, e soprattutto ottimi macchinari. Mezzanota lavora con dedizione da anni a tutti questi aspetti e il suo obiettivo è quello di restituire all’evento commerciale, culturale, celebrativo o relazionale, il massimo del coinvolgimento nel rispetto del tipo di comunicazione audiovisiva scelto.

    Mezzanota opera nel settore dello spettacolo e fornisce strutture, attrezzature, personale qualificato e tutto quanto necessario per ogni tipo di manifestazione ed evento spettacolare: rappresentazioni teatrali, concerti, convention, stand fieristici, esposizioni e mostre, sfilate di moda, discoteche, illuminazioni museali ed architettoniche.

    L’assistenza di Fonici e Tecnici specializzati unita ad attrezzature di altissima qualità ed in continuo aggiornamento garantiscono sempre la migliore riuscita in qualsiasi situazione. Mezzanota collabora con partner professionali e affidabili nel campo Backline, organizzazione di eventi e video.

  • A “SPOLETO INCONTRA VENEZIA” ALFREDO PAPA PROPONE LA SUA ARTE DI MATRICE NATURALISTA

    In occasione dello svolgimento di “Spoleto incontra Venezia” curato da Vittorio Sgarbi e diretto dal manager produttore Salvo Nugnes, Alfredo Papa proporrà la sua arte pittorica di matrice naturalista. L’evento con richiamo mediatico internazionale, è previsto dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, nella magica cornice di Venezia, dentro la secolare dimora nobile di Palazzo Falier, posta sulla riva del Canal Grande. Saranno esposte opere di grande pregio appartenenti a personalità importanti, tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì e altri nomi rinomati.

    La tematica principale di Papa è il paesaggio, con immagini che hanno forza espressiva potente, piena di luce, per porre l’accento sulle bellezze della natura, che compongono gli elementi del suo poetico sogno iconografico. Nei dipinti c’è un perfetto equilibrio tra forma, colore e contenuto, delineando un rapporto molto stretto tra l’artista e il fruitore, perché entrambi tentano di immedesimarsi nella ricerca di emozioni intime, racchiuse nell’unico intenso desiderio di trovare e vivere la serenità del proprio cuore e della propria anima.

    È un pittore dall’impronta moderna e dalla visione innovativa, pur avvalendosi delle esperienze tramandate da alcuni illustri maestri francesi. Ci presenta un mondo in dimensione positiva, ecologicamente sano e puro: la bucolica campagna con i cavalli, i boschi lussureggianti, che si perdono nell’orizzonte dei cieli azzurri, i paesaggi rigogliosi, che nascono dalle memoria e contengono le variopinte sfumature cromatiche delle stagioni, i fiori e le nature morte, che spaziano nelle gamma tonali dell’arcobaleno. Non gioca con la tavolozza colorata, ma crea istintivamente un armonioso bilanciamento delle cromie, in una miscela di linee e suggestivi effetti luminosi.

    Riesce a trasmettere una patina di enigmatico misticismo, di misterioso silenzio, che simboleggia il risuono della voce interiore impressa sulle tele, con una velata sensazione di pace e un sentimento di nostalgica solitudine. Gli spunti nascono spesso da fotografie, che scatta con l’intento di catturare il sentimento dell’attimo, il significato profondo di quel particolare istante.

    Parlando del concetto di arte afferma “L’uomo ha bisogno di esprimere i propri sentimenti e le proprie emozioni, il canale più efficiente è l’arte, senza di essa non potremmo esprimere appieno le nostre emozioni. L’uomo senza passione è vuoto. I cinesi chiamavano il vuoto -Wu Wei- termine con il quale si allude all’essenza del -pieno-. Perciò dove vi è il vuoto bisogna colmarlo. Solo così possiamo cogliere l’armonia e l’essenza della vita”.

  • A “Spoleto incontra Venezia” geometrie e colori del noto pittore Rolando Rovati

    Si prospetta un appuntamento cultural artistico imperdibile quello della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” con l’autorevole curatela di Vittorio Sgarbi, prevista dal 28 Settembre al 24 Ottobre nello splendido scenario del capoluogo lagunare, all’interno dello sfarzoso Palazzo Falier, residenza nobile risalente al XV secolo edificata sulla sponda del Canal Grande. Il pittore Rolando Rovati è inserito nell’esclusivo evento diretto dal manager produttore Salvo Nugnes, che riunisce un parterre di opere di esponenti prestigiosi, tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, Josè Dalì.

    Le immagini ricorrenti, che si ritrovano nei quadri di Rovati denotano una pittura ispirata da un forte simbolismo e da speciali giochi cromatici. Attraverso l’utilizzo della tecnica denominata “papier collé” che consiste nell’applicazione di variopinte carte colorate su supporti lignei, egli compone le sue formule rappresentative, usando e miscelando acrilici, legno, pvc e altri svariati materiali. Si ispira a un tipo di arte, che richiama il riferimento a esperienze del secondo Futurismo.

    Rovati realizza delle strutture rigide, delle vere e proprie “celle” dentro le quali esprime la genialità dell’estro e della fantasia creativa discostandosi volutamente dalla tradizione classica del figurativo per trovare, nell’armonia equilibrata della forma e nell’elegante e raffinato accostamento delle tinte e delle sfumature tonali, il suo punto di forza vincente dell’espressione stilistica. Le linee nella gestualità esecutiva non seguono nessun percorso razionale predefinito, ma sono libere di agire lungo la superficie pittorica interagendo con essa.

    Vengono individuate delle nuove e innovative strutture architettoniche, dei veri e propri labirinti intersecati e intrecciati insieme, dove il colore dialoga con la potenza del simbolo e del significato connesso e diventa sferzante e incisivo nella pennellata. Le forme astratte sembrano quasi danzare sulla tavola colorata a smalto, che conferisce all’insieme un intenso bagliore di lucentezza di notevole impatto visivo, in una dimensione di ritmica timbrica scandita virtualmente da una melodia musicale in ottave.

    La sua ricerca è ricca di fermenti emozionali e sollecitazioni emotive. Evidenzia particolari archetipi visivi posti a metà tra immagini d’introspezione e astrazione, che si risolvono in una sintesi scenica davvero originale unica nel suo genere, che riproduce un’iconografia misteriosa rivelatrice dei segreti della mente, in cui i segni si dipanano come nel leggendario labirinto del Minotauro, da cui è possibile uscire seguendo i suggerimenti subliminali forniti dallo stesso Rovati in un intrigante linguaggio codificato, da interpretare con acuta e sensibile capacità intuitiva.

  • Il premio Nobel Dario Fo presto alla “Milano Art Gallery” dopo lo strepitoso successo ottenuto a Spoleto Arte

    L’esimio maestro Dario Fo reduce dal grande successo ottenuto nel contesto delle mostre di “Spoleto Arte” curate dal professor Vittorio Sgarbi, sarà presto alla storica “Milano Art Gallery” in via Alessi 11, in fondo Corso Genova, a Milano, per inaugurare una straordinaria esposizione pittorica di suoi dipinti inediti, organizzata dal manager Salvo Nugnes. L’iniziativa, che vedrà esposte opere, foto, materiale di scena e video, si svolgerà dal 2 al 24 Settembre, con inaugurazione ufficiale in data Martedì 2 Settembre, alle ore 18.30 in presenza di tanti nomi di spicco del panorama attuale, nonché di illustri esponenti istituzionali, TV e giornalisti.

    Descrivendo la sua formazione artistica a Brera, risalente al primo dopoguerra e i rinomati personaggi di cui è stato allievo, rivela “Achille Funi era un insegnante straordinario, Carrà era molto simpatico, Aldo Carpi, il direttore, una personalità di eccezionale apertura mentale. Mi capitava ogni tanto di assistere alle lezioni di Marino Marini. Una volta riuscì a farmi accettare nell’Atelier di Manzù, ad impastare creta. Davvero stavamo vivendo un momento irripetibile per la storia civile e culturale del nostro Paese. Non solo dentro le stanze dell’Accademia, ma anche fuori, nei bar e nelle trattorie di Brera, ci si trovava a discutere e fare progetti”.

    Il suo itinerario creativo è contraddistinto dal rapporto stretto e sinergico tra teatro-pittura, con un continuo gioco di rimandi. Fo è arrivato al disegno per estendere e tradurre il nobile linguaggio del proprio corpo, per dargli forma stabile e nel contempo per mettere e trasportare sulla scena il proprio corpo, esternando il progetto racchiuso nelle sue opere e nel suo peculiare stile espressivo. I soggetti raffigurati appaiono sciolti e svincolati da legami, in assoluta libertà. Fo spiega “Il corpo è fatto per agire, per muoversi. È fatto per raccontare, con ognuna delle proprie parti. Parlerei d’influenza in ambito scenico e no soltanto scenografico. Perché, il disegno, la pittura, mi consentono di predefinire molto di più, che le mere strutture ambientali oppure le entrate e le uscite degli attori”.

  • Acqueforti: il nuovo disco di Nik Comoglio



    COMUNICATO STAMPA

    Acqueforti

    La nuova opera di Nik Comoglio

    (4 brani, 53 minuti)

    La cultura, la natura e la spiritualità sono l’anima di Acqueforti, il nuovo album del compositore Nik Comoglio, che con raffinata leggerezza e un’inclinazione mai sopita verso la fusione di diversi generi, classico e jazz ad esempio, compie un’evoluzione del progressive delle origini, un incontro e un gioco di impegno e lirismo. Non è possibile chiudere Acqueforti in un genere o stile ed è l’autore stesso che ne propone il nome – Mésaillance – per una nuova idea di musica colta, che parte dal presupposto che l’espressione e l’emozione sono il fulcro attorno al quale ruota tutto il lavoro di contaminazione di linguaggi e di esperienze.

    La cultura personale dell’autore gli ha consentito di reinterpretare Maria alla croce, un brano di Dario Fo tratto dal Mistero Buffo, con profondo rispetto e animo commosso, tanto da aver avuto anche l’apprezzamento del Maestro e di Franca Rame, prima e superba interprete. Acqueforti si avvale di professionisti giovani ma affermati e ispirati come Umberto Clerici, che dona al violoncello molteplici colori; Didie Caria e Chiara Taigi, quest’ultima nella difficile e suggestiva interpretazione di Maria. Acqueforti, composto e orchestrato da Nik Comoglio, è stato realizzato con l’Orchestra Filarmonica di Torino, diretta dal M.ro Luciano Condina, e il Trio di Torino (Lamberto, Clerici, Fuga). E’ stato masterizzato da Andy Walter nei celebri studi di Abbey Road a Londra.

    Un disco affascinante, che si ascolta con piacere e agevolezza nonostante la complessa architettura che lo sostiene, e ha il pregio di spingere all’estremo la tradizione e l’innovazione in un unico “ambiente”. Potremmo definire Nik Comoglio un’esploratore della contemporaneità per la sua ampia vena compositiva e per il suo carattere sempre alla ricerca di nuove modalità espressive. Il progressive con i Syndone negli anni ’90, le colonne sonore, il teatro, dopo Tarot – La spirale del Tempo e Anima di legno, due opere dal carattere “esoterico”, segno di una maturazione artistica profonda e continua, Comoglio approda ad Acqueforti con entusiasmo, confronto e impegno.

    Le composizioni di Nik Comoglio sono spesso eseguite nell’ambito di concerti di musica classica e contemporanea, come il 19 dicembre 2008 al Rotary Club di Torino e il 10 giugno 2009 al 36mo Convegno Nazionale dell’Associazione Italiana di Acustica. Si potrà apprezzare la sua vena compositiva il 24 settembre 2009 per il concerto di Umberto Clerici con l’Orchestra Sinfonica di Rivoli presso il Conservatorio di Torino assieme a quelle di Sollima, Mozart e Haydn.

    Info:
    Nik Comoglio

    http://www.nikcomoglio.it