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  • Come curare l’agorafobia

    Spesso sentiamo parlare di agorafobia, ma quanti possono dire di aver davvero compreso la natura di questo disturbo? Si tratta di una condizione psicopatologica che si associa non di rado al disturbo di panico e che si caratterizza per l’ansia di trovarsi in luoghi o situazioni dalle quali sarebbe difficile allontanarsi, o comunque nelle quali potrebbe non essere facile trovare aiuto. Sono molte le situazioni in cui possono manifestarsi i timori legati all’agorafobia, dall’essere fuori casa da soli al trovarsi in coda o in mezzo alla folla, fino al trovarsi su un ponte o a bordo di un mezzo pubblico.

    La sua stessa natura rende l’agorafobia un disturbo molto invalidante, perché il soggetto che ne è affetto tende ad evitare le situazioni temute o a viverle con molto disagio, se non addirittura con l’ansia di avere un attacco di panico. In alcuni casi, si cerca di attenuare il problema portando con sé qualcuno che potrebbe fornire aiuto in caso di necessità o anche mettendo in atto alcune strategie, come il controllo del respiro, ma la verità è che soltanto una reale cura, con l’aiuto di uno specialista può realmente portare al superamento di questa condizione. Vediamo insieme come curare l’agorafobia in modo efficace, fermo restando il fatto che il primo passo è un confronto con uno specialista, che saprà diagnosticare il disturbo e trovare il percorso di cura più adatto.

    La cura dell’agorafobia: terapie e farmaci

    La psicoterapia cognitivo-comportamentale ha dimostrato scientificamente di essere molto efficace nel contrastare l’agorafobia: paziente e psicoterapeuta sono impegnati in modo attivo nella comprensione del problema e nella condivisione di obiettivi verificabili e concreti. Il percorso mira a fare prendere consapevolezza al paziente dei circoli viziosi causati dall’agorafobia, per liberarsene quindi in modo graduale, attraverso modalità di pensiero e comportamenti più funzionali. La terapia farmacologica dell’agorafobia, qualora prevista, è generalmente associata al disturbo di panico e prevede l’utilizzo di due classi di farmaci: benzodiazepine ed antidepressivi.