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  • Regione Veneto chiude alle prenotazioni CUP nelle parafarmacie – La denuncia della Fnpi

    Regione Veneto chiude alle prenotazioni CUP nelle parafarmacie – La denuncia della Fnpi

    Regione Veneto chiude alle prenotazioni CUP nelle parafarmacie – La denuncia della Fnpi

    Fnpi: “Cup in parafarmacia, Veneto lo chiude dopo 10 anni, Speranza faccia chiarezza”
    Roma, 28 gennaio – Macchine indietro tutta per la Regione Veneto, compresa nel novero di quelle che avevano aperto l’erogazione del servizio Cup anche alle parafarmacie. Una possibilità che ora sarebbe però inopinatamente venuta meno, almeno secondo quanto denuncia Davide Gullotta (nella foto), presidente della Federazione nazionale parafarmacie italiane.

    Davide Gullotta - Federazione nazionale parafarmacie Italiane-fnpi
    “Da 10 anni nelle parfarmacie venete era possibile erogare il servizio di Cup
    ” spiega in un comunicato stampa il presidente di Fnpi. “Il servizio era erogato gratuitamente da decine e decine di parafarmacie sul territorio veneto, senza nessun aggravio per le casse regionali. Dopo l’accorpamento delle Ulss Venete è stato comunicato senza dare chiarimenti di sorta ai colleghi delle parafarmacie e non per iscritto, ma con semplici telefonate, che non sarebbe stato più possibile erogare il servizio Cup in parafarmacia”.

    Un atteggiamento, quello delle Ulss venete, che Gullotta non esita  a definire “assurdo e palesemente pilotato, dato che oltre a diminuire la copertura del servizio sul territorio (venendo a mancare le parafarmacie) si ha anche un aumento dei costi per le casse dello Stato“. L’aggravio, spiega il presidente Fnpi, sarà l’inevitabile conseguenza del fatto che le prenotazioni usualmente effettuate in parafarmacia gratis (sia per le casse dello stato sia per i clienti) “ora saranno fatte in farmacia con una remunerazione che le Ulss riconosceranno alle farmacie per ogni prenotazione effettuata”.

    “Come Federazione segnaleremo l’accaduto all’Antitrust annuncia Gullotta “perchè oltre al danno alla copertura del servizio e alle casse statali riteniamo che una tale decisione sia lesiva della concorrenza e del lavoro dei farmacisti in parafarmacia”.  Al riguardo, non sarà inutile ricordare che, in un parere pubblicato nel marzo del 2016, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato aveva affermato che l’esclusione delle parafarmacie dal Cup e dall’esercizio delle attività  di prenotazione di servizi e prestazioni e ritiro dei referti rappresenta  “un comportamento idoneo a determinare per queste ultime un ingiustificato svantaggio concorrenziale rispetto alle farmacie. Tale esclusione è idonea ad avere ricadute negative anche sui consumatori i quali vengono privati di un potenziale ulteriore canale di accesso ai suddetti servizi”.

    Rivolgendosi al ministro della Salute Roberto Speranza, Gullotta afferma che la “situazione di limbo e incertezza che i farmacisti di parafarmacia subiscono non è più tollerabile” e sollecita  “un provvedimento chiarificatore che permetta ai farmacisti in parafarmacia di effettuare tutti quei servizi (Cup, autonalisi del sangue, ritiro referti) che il farmacista di vicinato è votato a effettuare ed è capace di fornire al cliente/paziente”.

    “Più volte il ministro Speranza si è espresso sul valorizzare i farmacisti che presidiano il territorio” conclude il presidente Fnpi“Ebbene i farmacisti di parafarmacia ormai da più di 10 anni sono sul territorio italiano al contatto quotidianamente con i cittadini. Siamo stanchi e di lottare continuamente con scelte illogiche e atteggiamenti preconcetti che nei fatti danneggiano il decoro di tutta la categoria dei farmacisti”.

    FONTE:  rifday.it
    IMMAGINE: 
    socialfarma.it

  • La richiesta del CUP – Nuove disposizioni

    A partire dal 12/5/2014 è obbligatorio indicare, contestualmente al CIG, il CUP, ossia il Codice Identificativo dell’intervento di sviluppo o dell’investimento pubblico.

    È obbligatorio richiedere il CUP per gli appalti di:

    • Lavori diversi da quelli di manutenzione ordinaria;
    • Servizi finalizzati alla realizzazione di un progetto di investimento pubblico;
    • Forniture finalizzati alla realizzazione di un progetto di investimento pubblico;
    • Servizi o forniture che sebbene non rientrino nelle fattispecie di cui ai punti c) e d), sianocofinanziati da fondi comunitari.

    La mancata indicazione di un CUP determinerà l’impossibilità di acquisire il CIG.

    È previsto, inoltre, che:

    • Per tutti i CIG creati anteriormente al 12/05/2014 per i quali non sia stata ancora trasmessa la FASE DI AGGIUDICAZIONE, al momento della compilazione della stessa sarà obbligatorio indicare uno o più CUP qualora l’appalto rientri in una delle fattispecie sopra citate.

    • Per tutti i contratti per i quali alla data del 12 maggio 2014 risultino già trasmesse le relative schede di aggiudicazione, il RUP dovrà verificare che per le fattispecie per le quali è necessaria l’acquisizione del CUP, quest’ultimo risulti associato al CIG cui si riferisce.

    • A partire dal 14/07/2014 il SIMOG metterà a disposizione di tutti i RUP una nuovafunzionalità che consentirà di verificare e visualizzare tutti i CIG di propria competenza concernenti appalti oggetto di monitoraggio ai sensi del DM 26/2/2013 e s.m.i., con indicazione degli eventuali CUP già presenti.

    Sarà compito di ogni RUP verificare che, in tutti i casi di obbligatorietà del CUP, questo sia stato correttamente inserito procedendo, laddove necessario, ad una modifica/integrazione dei codici CUP.

    Si precisa che tale attività dovrà essere svolta da tutti i RUP sul sistema SIMOG, anche per i contratti i cui dati vengono trasmessi all’Osservatorio per il tramite delle Sezioni Regionali, e dovrà essere completata entro il 30/08/2014.

    Mediagraphic, da sempre a fianco dei RUP su tutto il territorio nazionale, è in grado di supportarla in tali attività.

    MediaGraphic S.r.l.

    http://www.mediagraphic.it/contatti.php

    tel. +39.0883.52.71.71; +39.0883.51.94.45

    email: [email protected]

  • Nel Lazio 8 mesi di attesa per ecografia, l’Italia dei Diritti si mobilita


    Carmine Celardo, viceresponsabile regionale del movimento nazionale : “Al fine di tagliare i buchi dovuti a malcostume, attività truffaldine e corruzione, si è staccato uno dei bilanci negativi peggiori per la sanità. Con lo scopo di tappare le falle chiudono interi ospedali e ambulatori”

    Roma – Un cittadino romano che necessita di effettuare una ecografia al gomito in una struttura pubblica deve aspettare 8 mesi. Tra le varie denunce arrivate all’Italia dei Diritti questa ci ha colpiti profondamente, un episodio gravissimo che si disperde tra le varie lungaggini per prestazioni cliniche, così frequenti nella nostra regione da non fare quasi più scandalo.


    Sui fatti è netto l’intervento di Carmine Celardo, viceresponsabile per il Lazio del movimento presieduto da Antonello de Pierro: “I numeri sono allarmanti. Si parla di 340 giorni per un’ecografia addominale, come da denuncia al Tribunale per diritti del malato. Le liste di attesa sono da record, non si può pensare di renderle più corte dal momento che hanno ridotto le strutture anziché aumentarle. Nel Lazio al fine di tagliare i buchi dovuti a malcostume, attività truffaldine e corruzione, si è staccato uno dei bilanci negativi peggiori per la sanità. Per risanare i conti chiudono interi ospedali e ambulatori. Probabile che ci sia, dal nostro punto di vista, una incapacità gestionale complessiva. Nella nostra regione le promesse mai mantenute della cura Storace, non hanno sanato il bilancio, Marrazzo ha poi mantenuto lo stesso trend e da quando è arrivata Renata Polverini siamo addirittura in una curva ascendente. Riscontriamo problemi di attesa non solo nell’area diagnostica ma anche in quella specialistica, nell’attesa per interventi chirurgici. La sanità laziale sicuramente soffre l’invecchiamento della popolazione e l’ enorme spesa pubblica per l’ assistenza di persone non residenti che domiciliano per lavoro nella regione ma non ritengo che i costi siano così superiori ti rispetto al resto d’Italia”.

    Sdegno e sconforto nella testimonianza arrivata all’Italia dei Diritti, ennesimo esempio della condizione in cui versa la sanità locale. Un esame diagnostico necessario andrebbe effettuato in tempi ragionevoli, compatibili con i diritti di chi si rivolge alle strutture pubbliche per essere assistito.

    “Il fatto è che siamo arrivati all’assurdo – prosegue Celardo – , a livelli da terzo mondo. In alcuni casi, da un esame al gomito si può scoprire l’insorgenza di un tumore osseo, basta un’ecografia pelvica per salvare la vita di una donna. Le attese per i controlli in maternità spesso hanno tempi maggiori della gravidanza stessa. Il fatto grave è che l’ assessore regionale si nasconde dietro sterili numeri quando nei fatti stanno operando un’azione di taglio nelle realtà del Lazio considerate rami secchi, in questo modo non fanno che gravare sui centri poli-specialistici di eccellenza dove abbiamo già lunghe attese. Mi domando – chiosa – quale sia la volontà della Polverini, ci viene il sospetto sia il trasferire tutto indiscriminatamente nelle mani del privato. Se tale è la politica della sua Giunta avrebbero dovuto dirlo in campagna elettorale, se questa è la prospettiva non possiamo che chiedere la sfiducia”.

  • Arriva l’October Cup 2010 !


    Da oltre 15 anni la ASD Marenostrum è vicina al Telefono Azzurro, una collaborazione fantastica per una sfida che si ripete con crescente successo. A Talamone, grazie al sostegno del CVT – Circolo della Vela Talamone – ed al supporto della Proloco, è stato possibile organizzare l’evento in una delle baie più belle d’Italia.
    Il programma è ormai consolidato e prevede, nella giornata del primo Sabato di ottobre, una regata seguita nella serata da un’elegante festa, dove puntualmente si radunano i regatanti e gli ospiti, per assistere alla premiazione e godere di un ottimo open bar con musica dal vivo.
    Va evidenziato che, questo evento è nato casualmente ma grazie alla sua fortunata formula è divenuto un grande successo, tanto da motivare gli organizzatori a farlo veicolo di quei valori positivi comuni a chi va per mare, promuovendo la solidarietà e destinando, da sempre, i proventi delle iscrizioni al TELEFONO AZZURRO che presenzia costantemente, col proprio direttivo, la manifestazione.
    Il clima della OCTOBER CUP è davvero indescrivibile …… la portata della festa, degli eventi collaterali, il premio PETRONIO (destinato all’equipaggio più elegante e rappresentativo) e tutte quelle novità che ogni anno vengono proposte, rendono la manifestazione unica nel suo genere.
    Partecipare alla OCTOBER CUP è facile e nel contempo esaltante poiché in nessun’altra manifestazione si può percepire l’aggregazione, la solidarietà e l’allegria che hanno fatto di questo evento un successo senza pari per i regatanti e per i sempre numerosi Sponsor.

    Per informazioni ed iscrizioni:
    ASD Marenostrum – Tel.: 338.8694.615 (Il Presidente Piero Piciucco)
    e-Mail: [email protected]

    Per informazioni commerciali e Sponsor:
    Studio Service di G.Bertollini – Tel. 335.8071.159 (Il Titolare Giancarlo Bertollini)
    e-Mail: [email protected]