Tag: crisi economica

  • Auto e crisi: in Italia veicoli sempre più vecchi e di minor valore

    La crisi morde e in Italia si guidano auto sempre più vecchie e di minor valore. Questa la sintesi dell’Osservatorio RC Auto condotto dal comparatore di assicurazioni Facile.it (http://www.facile.it) in collaborazione con Assicurazione.it (http://www.assicurazione.it) e relativo al parco auto circolante nel nostro Paese.

    L’indagine, i cui risultati completi sono consultabili a questo link: (http://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-italia.html#anzianita_media) è stata in grado di evidenziare come in appena dodici mesi (da settembre 2013 a settembre 2014) l’anzianità media delle auto che viaggiano sulle strade italiane sia cresciuta, passando da 8,27 ad 8,77 anni; il dato diventa ancora più rilevante se si confronta con quello diffuso a suo tempo dall’ACI che, nel 2007, prima della crisi economica, fissava in 7,5 anni l’età media dei veicoli italiani.

    Dove si guidano le auto più vecchie?

    La correlazione fra redditi ed età media del parco circolante si fa ancora più evidente quando si analizzano i dati in ottica regionale; è al Sud, dove gli stipendi sono inferiori, che si guidano le auto più vecchie.

    «Oggi mantenere un’auto costa – afferma Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it – ed è bene porre attenzione a tutte le voci di spesa che possono essere ridotte. Non si può scontare il bollo, ma per l’RC auto si possono trovare prezzi molto diversi. La crisi spinge a trovare modi per risparmiare, e ormai molti automobilisti confrontano i premi delle compagnie anche se la proposta di rinnovo della polizza ha un prezzo simile a quello pagato l’anno precedente, perché, comunque, informandosi è possibile risparmiare.».

    Se, come detto, mediamente le auto italiane hanno 8,77 anni, quelle della Sardegna sono molto più vecchie arrivando addirittura a 9,75 anni. Decisamente anziane anche le quattro ruote della Basilicata (9,63 anni) e quelle della Sicilia (9,51 anni). Hanno comunque superato i 9 anni i veicoli circolanti in Calabria (9,26 anni), Friuli Venezia Giulia (9,22) e Puglia (9,1).

    Guidano auto più giovani, ma sempre con 8 anni di vita o più, gli automobilisti della Toscana (8,0 anni), della Valle d’Aosta (8,08) e della Lombardia (8,26).

    Il valore medio dei veicoli circolanti

    Come la crisi economica abbia influito sulle caratteristiche delle auto circolanti in Italia è evidente anche puntando l’attenzione su un altro degli aspetti presi in esame dall’Osservatorio di www.facile.it e www.assicurazione.it: il valore medio dei veicoli circolanti.

    Anche in questo caso la flessione è notevole e se a settembre 2013 circolavano sulle nostre strade auto di valore pari, mediamente, a 9.026,27 euro, a settembre 2014 gli italiani sono al volante di veicoli che valgono decisamente meno: 7.487,39 euro, equivalenti ad una riduzione di 1.538,88 euro.

    Anche in questo caso è nel meridione che circolano le auto di valore inferiore ed è ancora la Sardegna a guidare la classifica, con appena 6.428,40 euro. Alle spalle della Sardegna si trova l’altra grande isola italiana, la Sicilia; qui il valore medio delle vetture circolanti è pari a 6.541,79 euro. Terza è la Calabria (6.761,94 euro) che precede la Campania, quarta con una media di 6.935,64 euro.

    Le automobili dal valore medio più elevato sono quelle immatricolate in Valle d’Aosta (8.715,74 euro), a seguire quelle inserite nei registri del Trentino Alto Adige (8.399,76 euro), del Veneto (8.222,01 euro) e della Lombardia (8.206,24 euro).

    Di seguito la tabella con i dati medi delle 20 regioni italiane:

    Età media auto (anni)

    Valore medio auto

    Abruzzo

    8,82

    7.638,31€

    Basilicata

    9,63

    7.217,57€

    Calabria

    9,26

    6.761,94€

    Campania

    8,82

    6.935,64€

    Emilia Romagna

    8,33

    7.855,01€

    Friuli Venezia Giulia

    9,22

    7.645,27€

    Lazio

    8,92

    7.097,37€

    Liguria

    8,56

    7.493,27€

    Lombardia

    8,26

    8.206,24€

    Marche

    8,69

    7.512,98€

    Molise

    8,99

    7.278,59€

    Piemonte

    8,58

    7.781,77€

    Puglia

    9,1

    7.082,72€

    Sardegna

    9,75

    6.428,40€

    Sicilia

    9,51

    6.541,79€

    Toscana

    8,00

    7.902,90€

    Trentino Alto Adige

    8,28

    8.399,76€

    Umbria

    8,88

    7. 737,45

    Valle d’Aosta

    8,08

    8.715,74€

    Veneto

    8,42

    8.222,01€

    Italia

    8,77

    7.487,39€

  • Italiani e controlli medici, più attenti al sangue che a occhi e denti

    Sarà per colpa della crisi economica che spinge a tagliare su tutti gli aspetti della propria vita, o sarà per colpa della paura di scoprire eventuali malattie, ma gli italiani evitano di controllare frequentemente occhi e denti, mentre risultano più attenti circa lo stato di salute del proprio sangue: questa è la sintesi dell’indagine condotta per Dottori.it (www.dottori.it) dall’Istituto di ricerca Demoskopea. Il portale che riunisce i medici specialisti italiani ha chiesto all’Istituto di intervistare un campione di 37mila cittadini tra 18 e 65 anni: l’obiettivo era capire che rapporto avessero gli italiani con i check up, indispensabili armi di prevenzione e monitoraggio di eventuali disturbi e patologie.

    Le risposte degli italiani parlano chiaro: sono le analisi del sangue quelle per cui vi è una maggiore attenzione. Vuoi perché è il medico di base a richiederle, vuoi perché sono uno strumento prezioso per intercettare eventuali malattie, ma oltre 4 italiani su 10 dichiarano di averle effettuate negli ultimi sei mesi (42,2%). Il 18%, di contro, ammette la propria disattenzione, affermando di non fare prelievi da oltre due anni. Nel dettaglio, sono i più giovani i più disattenti: tra i 18 e i 24 anni quest’ultima percentuale cresce drasticamente, arrivando al 28,8%.

    Sarà perché più costoso, o perché annoverato spesso tra gli incubi degli italiani alle prese con la salute, ma andare dal dentista sembra incutere più timore di un prelievo sanguigno: in questo caso scende la percentuale di chi dichiara di essersi controllato negli ultimi sei mesi (34,9%) e sale quella dei disattenti. Oltre un italiano su cinque (il 22,8% del campione censito) non effettua un controllo ai denti da più di due anni. In questo caso, le fasce d’età più disattente sono quelle che comprendono gli italiani tra i 25 e i 34 anni e quelle tra i 45 e i 54. Analizzando le differenze di sesso, quella che sorprende è la maggiore incuria dimostrata dalle donne, solitamente più attente alla sfera della salute: tra di loro la percentuale di chi non si controlla i denti da più di due anni sale al 25,4%, contro il 20% degli uomini.

    Ancora minore è l’attenzione che gli italiani sembrano mostrare nei confronti della propria vista: il 29,7% del campione censito non si controlla da più di due anni. Quasi un italiano su tre, quindi, mentre solo il 23,4% dichiara di aver effettuato un accertamento negli ultimi sei mesi. Gli occhi sembrano non essere un problema soprattutto per i più giovani: tra i 18 e i 24 anni la percentuale di chi non compie controlli da oltre due anni sale addirittura al 45,8%. Va meglio, invece, tra i cittadini di età compresa tra i 55 e i 65 anni, che nel 29,4% dei casi dichiarano di aver fatto un check-up alla vista negli ultimi sei mesi.

    Fin qui l’andamento a livello nazionale: ma cosa cambia lungo lo stivale? A livello generale, si scopre la particolare situazione della Liguria, che si trova sempre sul podio delle regioni più disattente ai controlli, anche se l’area geografica del Sud e delle Isole è quella mediamente con la performance peggiore. Tra le più virtuose, invece, L’Emilia Romagna, il Friuli-Venezia Giulia e il Lazio.

    «Sebbene le alte percentuali riscontrate denuncino la disattenzione di molti italiani, dovuta anche alla crisi economica che spinge a tagliare persino sui controlli – dichiara Vito Ciardo, General Manager di Dottori.it un segno in controtendenza che ci fa ben sperare per il futuro è la crescita del numero di chi consulta la rete per cercare un medico specialista presso cui fare prevenzione, che resta lo strumento principale con cui proteggersi dalle malattie.»

    «Grazie all’indagine realizzata per Dottori.it ha dichiarato Stefano Carlin, Amministratore Delegato di Demoskopea siamo stati in grado di evidenziare come l’attenzione alle tematiche della salute sia strettamente legata tanto all’età, quanto al titolo di studio, visto che a un grado di istruzione maggiore corrisponde una sensibilità più spiccata nei confronti del benessere del proprio corpo.»

  • Crisi economica: 7 fattori per sconfiggerla

    La crisi economica è qualcosa di sicuramente innegabile. Colui che dice che non esiste crisi e che basta essere ottimisti dice una bugia. Ci rendiamo conto tutti difatti che c’è un minor giro di affari. Tuttavia c’è anche chi utilizza la crisi come motivazione per giustificarsi. Insomma negare la realtà è sbagliato. Tuttavia fare vittimismo lo è altrettanto.

    Cosa fare quindi per vincere la crisi economica? E’ fondalmentale darsi da fare. Cercare nuove idee. Porsi degli scopi e tentare di raggiungerli. Però non riesci a farlo perchè hai paure e credenze errate dentro di te che ti bloccano. Per riuscire a superare questi paletti e convinzioni sbagliate scarica il report gratis: Risultati Economici

    Ecco in riferimento a ciò i 7 fattori per battere la crisi economica.

    * Migliorare l’autostima. Se nella tua mente non senti di essere degno, allora non crederai in te. L’autostima si forma particolarmente nella fanciullezza. E’ necessario lavorare sulla tua autostima per manifestare i risultati economici che desideri.

    * Incrementare l’ottimismo. Essere ottimisti non significa vedere il bicchiere mezzo pieno. Queste sono solo delle frasi fatte. Essere ottimisti vuol dire percepire profondamente nella tua mente che ce la farai. E sentire che qualsiasi ostacolo che incontrerai può essere superato.

    * Superare i blocchi sui soldi. Ci sono parecchie credenze sbagliate sul denaro che vengono trasmesse fin dall’infanzia. Il denaro è la causa di tutti i mali. I ricchi sono persone avide. E altri. Tali blocchi sui soldi impediscono di sentirsi a proprio agio nel guadagnare parecchi soldi.

    * Migliorare le capacità di vendita. Vendere è l’elemento numero uno del successo economico. La ricchezza arriva tramite la vendita. Per superare la crisi è perciò cruciale che tu migliori le tue capacità di venditore.

    * Vincere la paura del fallimento. La paura del fallimento è una delle difficoltà maggiori nel realizzare il tuo obiettivo economico. Ma perchè si ha paura di fallire? Perchè si hanno la paura delle conseguenze. E in particolar modo di non sentirti competente. E di non pensare che puoi riuscire.

    * Vincere il timore delle critiche. Quando esci dalla tua indolenza e inizi a cercare di rendere reale qualcosa di importante, inizi a crescere. E se cresci troppo qualcuno inizierà immancabilmente a tentare di "tagliare" la tua altezza.

    Tuttavia è il tuo diritto di sognare più in grande.

    Hai perciò la necessità di riuscire a gestire le critiche. Quando quello che fai funziona, le critiche arriveranno in maniera automatica.

    * Superare la paura del rifiuto. Nel lavoro, la paura di essere rifiutato si palesa nell’aver paura che il tuo prodotto non piaccia. O di non piacere ed essere accettato come persona ad un colloquio per un lavoro. Tuttavia è anche la paura di essere abbandonato dalle persone per te importanti nel momento in cui raggiungerai il successo. Riuscire ad imparare a gestire il tuo timore del rifiuto ti darà più energia per superare la crisi e realizzare risultati economici.

    Quelli elencati sono i 7 elementi fondamentali per superare la crisi economica. E’ necessario porsi un obiettivo importante. E lavorare su questi 7 elementi per spianare il percorso verso il successo. Per riuscire ad acquisire davvero queste doti, leggi il report gratuito: Raggiungere risultati economici

  • La crisi economica alimenta i compro oro

    compro oro firenze

    Il segnale di quanto sia profonda l’attuale crisi economica è ben rappresentato dalla moltiplicazione dei compro oro, un genere di attività che in tempi normali era assolutamente marginale tanto da essere sconosciuta alla maggioranza delle persone, purtroppo gli effetti devastanti della crisi economica ha riempito le città di attività compro oro molte delle quali sono state introdotte da gioiellieri che non riescano più a sopravvivere a causa del calo vertignoso subito nelle vendite dei gioielli, un tempo infatti erano gli stessi gioiellieri a provvedere al ritiro di vecchi gioielli che in molti casi venivano scontati sull’acquisto di nuovi gioielli d’oro. I prezzi offerti dai compro oro negli ultimi anni sono proporzionalmente aumentati, la loro grande diffusione ha dato vita ad una elevata concorrenza tra di loro che ha spinto gli operatori ad offrire prezzi più faorevoli a chi vuole vendere oro usato. Gli operatori che acquistano oro vecchio da privati sono tenuti a seguire precise regole, tra queste c’è l’obbligo di richiedere un documento d’identità valido dal quale prendere generalità che saranno trascritte nel registro di pubblica sicurezza insieme alla descrizione degli oggetti d’oro acquistati, la quantità espressa in grammi e la descrizione degli oggetti, oltra a ciò l’oro acquistato da privati non deve essere rivenduto prima di dieci giorni dalla data di acquisto, in questo modo le autorità potranno verificare la provenienza degli oggetti e scoprire eventuali oggetti rubati. Negli ultimi tempi molti compro oro sono saliti alla ribalta della cronaca accusati di essere attività sospettate di riciclaggio, in realtà bisogna tenere conto che a fronte di qualche caso particolare esistano un gran numero di queste attività, relegando così ad una piccola percentuale gli operatori che incorrano in sanzioni di vario genere, la situazione attuale è sicuramente molto più trasparente e la diffusione di questo genere di attività è da imputarsi dall’aumento del bisogno delle persone di ottenere contanti per necessità primarie oltre che dalla maggior convenienza di vendere il proprio oro vecchio che si è concretizzata negli ultimi anni grazie all’elevato aumento del valore dell’oro.

  • “Portafoglio vuoto e mani bucate. La crisi economica e il rapporto con il denaro ” di Pierpaolo Tommaso.

    12 marzo 2012 – I soldi non sono tutto nella vita… Quante volte ci è capitato di sentirci dire questa frase? E quante volte abbiamo provato a convincerci della sua veridicità? Quello con i soldi è un rapporto che per molte persone è particolarmente difficile da gestire, perché se è vero che i soldi non sono tutto è anche vero che il denaro aiuta e porta con sè tutta una serie di significati che hanno importanti risvolti sul piano personale e sociale. La disponibilità o meno di risorse economiche, l’essere “tirchi” o “spendaccioni”, soffrire di vere e proprie patologie legate al denaro sono tutte sfaccettature di modalità differenti di rapportarsi ai soldi. Il lavoro di Tommaso permetterà al lettore di esplorare tutte le dimensioni legate al denaro, dalla dipendenza ai consigli per la sua corretta gestione, proponendo un approfondimento sulla valenza del denaro in questo particolare momento di “crisi economica” e offrendo alcuni interessanti spunti per recuperare un sereno ed equilibrato rapporto con il proprio portafoglio.

    “Portafoglio vuoto e mani bucate” è l’ultimo arrivato tra i TERAPEUTA in TASCA, una collana di libri di auto-aiuto rivolta sia al pubblico sia allo specialista. I libri della collana si distinguono per il loro contenuto pratico, ma esaustivo. Sono rivolti a coloro che vogliono approfondire per curiosità o per necessità il funzionamento della nostra psiche ed il rapporto tra mente e corpo.

    Tra gli altri titoli della collana:

    • Pronto Soccorso Emotivo. Consigli e tecniche per gestire le emozioni intense.
    • Shopping, computer, pillole, ancora una e poi smetto! Come nascono le dipendenze e come possiamo farne a meno.
    • A cena con lo psicologo. Semplici consigli per controllare l’alimentazione.

    Le Edizioni Ferrari Sinibaldi sono specializzate in testi di psicologia, neurologia, medicina, psichiatria e delle scienze sociali e antropologiche.

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  • L’Industria della Moda si prepara ad un anno impegnativo

    Sembra impossibile ma la crisi economica, che vivrà il suo anno peggiore nel 2012, interesserà anche il mondo della moda. In un periodo infatti in cui ogni settore industriale prepara previsioni e calcoli sugli andamenti attesi del proprio business, l’ufficio studi della Camera della Moda ha fatto altrettanto e secondo il risultato dell’indagine, l’industria italiana della moda nel 2012 potrebbe chiudere il bilancio con una flessione addirittura del -5.2%.

    Un leggero calo era prevedibile, dato quelli molto più preoccupanti degli altri settori dell’industria, ma i dati registrati nel 2011, anno pur sempre difficile per il commercio, avevano fatto meglio sperare. Lo scorso anno infatti il settore aveva chiuso con uno straordinario + 5.5% ed un fatturato di 63.5 miliardi di Euro. Unica nota positiva è che il calo dell’industria della moda non subirà un tracollo così vertiginoso per quanto riguarda il settore export: il calo previsto è “solo” del -3.1%, che porterà il fatturato a 40.5 miliardi.

    Conti alla mano, questo arresto repentino della crescita del settore delle moda, provocherà molti disagi e difficoltà ai professionisti del settore ed a tutti quei settori dell’industria che, direttamente o indirettamente, lavorano per fornire i materiali, i tessuti e gli accessori alle grandi case di moda, come ad esempio le aziende di prodotti chimici per il trattamento delle pelli, le aziende che trattano i tessuti, i bottonifici e tutte quelle aziende che realizzano accessori per l’industria tessile, le calzature, l’ abbigliamento, pelle e pelletteria.

    Il tema della recessione è stato affrontato anche l’altro ieri durante l’incontro per la presentazione della settimana delle moda a Milano che si terrà da mercoledì 22 a martedì 28 Febbraio, a cui erano presenti anche il presidente della Camera della Moda Mario Boselli e Stefano Boeri, assessore alla Cultura e alla Moda. Come sostenuto dallo stesso Boselli «Le aziende del settore, in questo inizio 2012, sono più attrezzate per reagire alla crisi e sono anche più sicure della propria forza sui mercati internazionali. Molto più delicata è naturalmente la situazione delle piccole e medie aziende, parte importantissima del nostro sistema. Anche perché sono le più colpite dal credit crunch».

    Proprio per affrontare uniti il periodo di instabilità che l’industria delle moda si accinge e vivere, Boeri e Boselli hanno concordato sul fatto che sia necessaria una collaborazione fra Camera e Comune di Milano per rafforzare la figura di Milano come capitale italiana dell’alta moda. Proprio per questo la settimana della moda, nella quale la lavorazione cuoio si preannuncia protagonista delle creazioni di molti stilisti, quest’anno verrà ospitata, per la prima volta in assoluto ed a titolo completamente gratuito, in alcune sale del Castello Sforzesco, storico edificio di Milano.

    Da mercoledì quindi la città di Milano sarà invasa dal circo mediatico di operatori del settore, giornalisti internazionali, opinion leader, grandi buyer italiani e stranieri che arriveranno in città per ammirare le passerelle di circa 140 collezioni, realizzate ovviamente con materiali di prima qualità, lavorazioni di concia pelle esclusive ecc; proprio per preservare la buona riuscita e il carattere “esclusivo” dell’ evento, le sfilate non saranno mai, in nessuno dei sette giorni, aperte al pubblico- come invece avviene per gli eventi della settimana del Design ad aprile.

    Una nuova location quindi, un pubblico internazionale esclusivamente del settore ed il supporto del Comune di Milano, per presentare al mondo la moda milanese e l’eccellenza del made in Italy.

    Serena Rigato

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  • Incontro con l’economista Roberto Ruozi, 10 luglio,Villa San Carlo Borromeo, Senago (MI)

    Roberto Ruozi si conferma uno dei maggiori economisti europei nel suo ultimo libro “Intermezzo. Tre anni di crisi bancarie”

    in uscita per Spirali a luglio (pp. 508, euro 20)

    Sabato 10 luglio, alle 18,45 a Villa San Carlo Borromeo

    (piazza Borromeo 20, Senago-Milano)

    con la partecipazione dell’Autore e di

    Pierangelo Dacrema, Franco Iseppi, Nando Pagnoncelli,

    Mario Alberto Pedranzini e Osvaldo De Paolini

    Al di là dei disfattismi, con una lucida e precisa analisi delle responsabilità, nel suo ultimo libro “Intermezzo. Tre anni di crisi bancarie” (Spirali) Roberto Ruozi compie una traversata della crisi finanziaria degli ultimi tre anni, un “intermezzo” – ricorrendo a una metafora teatrale – nell’ambito della prassi bancaria.

    Nel 2007 qualcosa è intervenuto e di forza ha comportato un cambio nei comportamenti, nelle politiche e nelle pratiche bancarie.

    A fronte di una prossima normalizzazione dello scenario economico mondiale dopo tre anni dallo scoppio, Ruozi definisce la crisi finanziaria un intermezzo, un periodo di transito che nella sua dirompenza – e nella mitologia che ha generato – s’inserisce in un processo molto più ampio, “una tendenza allo sviluppo durevole e quasi certamente destinata a riprendere il suo cammino non appena essa sarà terminata, ciò che avverrà in tempi non lontani”. E questo vale anche per il ricorso all’intervento dello Stato nel mercato finanziario.

    Alla luce dell’esperienza maturata dal 2007 a oggi, anche il caso della Grecia è per l’autore la prova evidente di quanto non si sia tenuto conto della lezione degli anni precedenti. Le perplessità e gli indugi rispetto a un intervento tempestivo sono una reale corresponsabilità, poiché “di fronte a fenomeni come i fallimenti delle grandi banche e degli Stati, si deve intervenire con grande rapidità. Ci sono volute meno di ventiquattro ore per far decidere a tre Governi di stanziare più di 10 miliardi di euro per salvare Fortis. Si sono persi mesi per decidere il da farsi sulla Grecia”. Catastrofismo e panico generale, secondo Ruozi, hanno distolto amministratori e analisti dalla lucidità necessaria, lasciando spazio alla speculazione di reagire prontamente e portando in questo modo a una ulteriore nuova emergenza di liquidità.

    La fine della crisi, secondo Roberto Ruozi, comporterà la ripresa dell’autonomia degli Istituti di credito rispetto ai governi nazionali. Se “è evidente che la causa maggiore della crisi è stato il comportamento dei massimi dirigenti delle banche” vero è anche che “le probabilità che i nuovi venuti riescano a raggiungere gli obbiettivi che le loro banche e la comunità nel suo complesso hanno loro assegnato dipende dalla loro capacità e volontà di adottare comportamenti diversi da quelli di coloro che li hanno preceduti. In particolare, è indispensabile che essi ispirino le loro azioni a principi etici condivisi” scrive Ruozi nella nota iniziale.

    Una ventata di ottimismo pragmatico, che tiene conto di oltre cinquant’anni di esperienza diretta sul campo, è quanto Ruozi propone in questo nuovo volume, che segue e completa il precedente “Viaggio nel mercato finanziario con Dr Jekyll e Mr Hyde” (Spirali 2009), in cui veniva analizzato il primo anno di crisi, e le cui previsioni e analisi a due anni di distanza hanno trovato pieno compimento.

    L’autore però si spinge ancora oltre: racconta infatti gli scenari in ambito economico e bancario che si prospettano per i prossimi cinque anni. Se dunque il mercato finanziario oscilla tra posizioni euforiche e disforiche, come Dr Jekyll e Mr Hyde, la crisi è “intermezzo”, proprio come intervallo tra due atti, a spezzare una continuità, come nelle commedie shakespeariane: “ciò che è accaduto nel mondo bancario e finanziario negli ultimi tre anni e che durerà ancora un po’ è in effetti una commedia a tutti gli effetti e quel mondo è esattamente quello definito da William Shakespeare nel “Mercante di Venezia”, in cui viene presentato come ‘un grande palcoscenico in cui ciascuno recita la sua parte’. Su tale palcoscenico si sono esibiti […] attori di tutti i tipi per un pubblico vastissimo ed eterogeneo che non li ha applauditi decretando il fiasco della commedia”.

    Roberto Ruozi presenterà questo suo libro sabato 10 luglio alle 18,45 nella splendida cornice di Villa San Carlo Borromeo a Senago in occasione di un dibattito a cui interverranno anche Pierangelo Dacrema, docente all’Università della Calabria, Franco Iseppi del Touring Club Italiano, Nando Pagnoncelli, Presidente Ipsos, Mario Alberto Pedranzini, direttore generale della Banca Popolare di Sondrio, e che sarà moderato da Osvaldo De Paolini, direttore di “Milano Finanza”.

    Note sull’Autore

    Roberto Ruozi, dopo una carriera universitaria nel campo dell’economia bancaria (fra cui Politecnico di Milano, Sorbona di Parigi e, dal 1973, cattedra all’Università Bocconi), per sei anni è stato rettore della Bocconi. Svolge anche attività di consigliere di amministrazione di società e banche, nonché attività di consulenza aziendale in materia di valutazione di imprese. È stato presidente del Piccolo Teatro Città di Milano e dal 2001 del Touring Club Italiano. Si occupa intensamente di attività nell’ambito del servizio civile non profit e di diverse fondazioni, tra cui la Fondazione Verdi (la Casa di riposo per musicisti), e il Museo diocesano di Milano. Con Spirali ha pubblicato “Viaggio nel mercato finanziario con Dr. Jekyll e Mr Hyde” e “Il valore dell’impresa”.

    Info:

    Spirali

    [email protected]

    02-8054417

    www.spirali.com

  • Lavoro e Formazione al Top Management Forum di Milano

    Rende, 2 dicembre 2009 – Lavoro e Formazione partecipa al Top Management Forum che si apre oggi a Milano. L’evento, della durata di due giorni, verte sul tema: “Performance migliori e sostenibili. Sfide, strategie e strumenti per ripartire nel 2010” ed è promosso da Knowità. Insieme con i top manager delle maggiori imprese italiane ed estere, c’è dunque anche Antonio Andreoli, amministratore delegato di Lavoro e Formazione, azienda calabrese titolare del portale www.lavoroeformazione.it.

    Approfondire la conoscenza di nuove strategie e sistemi di management, dibattere sulle opportunità di sviluppare il business attraverso il nuovo marketing senza trascurare l’aspetto della “sostenibilità” dei risultati aziendali, presentare interessanti casi di successo, riunire le più autorevoli figure del mondo accademico, professionale e aziendale: questi alcuni tra gli obiettivi del Forum, che si propone di identificare sin da subito azioni concrete per prepararsi a cogliere tutte le opportunità e le sfide che offrirà il 2010, ottenendo risultati soddisfacenti nel breve termine, e per realizzare una strategia di lungo periodo che garantisca grandi e duraturi successi.

    Tutto ciò sarà approfondito grazie all’eccezionale testimonianza di Robert Kaplan, una delle più autorevoli voci sul panorama economico mondiale. Inoltre uno dei momenti di punta dell’iniziativa è la tavola rotonda con il Top Management, che coinvolge i massimi esponenti del modo istituzionale, aziendale e accademico per un confronto sulle maggiori criticità che caratterizzano lo scenario economico italiano. La riconosciuta esperienza e l’indiscussa autorevolezza di tali figure suggeriranno a manager e top manager le soluzioni da adottare per fronteggiare le sfide del nuovo anno.

  • Nastydiva abbassa i prezzi dei micro bikini!


    Nastydiva è un azienda italiana che produce e vende on line micro bikini, tessuti e stile completamente made in Italy!
    Per contrastare la crisi economica che ormai coinvolge tutti, Nastydiva abbassa i prezzi dei micro bikini per venire incontro alle esigenze di tutte quelle persone che non vogliono rinunciare alla qualità, alla moda e al made in Italy.
    I micro bikini Didi, Didi griffe, Didi seethrough, Eva, Eva griffe, Eva seethrough, Fiona, Fiona seethrough, Lulù, Lulù griffe, Lulù seethrough e Margot e i Classic Bikini Bettie e Shirely, sono ribassati di circa il 20%. Il loro nuovo prezzo è di euro 30,00 invece di euro 39,00.
    I micro bikini fashion come Avril, Britney, Dorothy, Geri, Grace, Jennifer, Jessica, Kate, Kelly, Maya, Naomi, Nicole, Pamela, Paris, Rose, Rubia, Shakira, Shania, Sharon Gold e Bronze e Victoria, nelle tre versioni Extreme, Micro e Minimal, sono ribassati di circa il 15%. Il loro nuovo prezzo è di euro 38,00 invece di euro 45,00.
    Infine la linea Classic Bikini Nastydiva nella quale sono presenti i fashion micro bikini con la mutadina Dolly un po’ più coprente, come Avril dolly, Bettie, Britney dolly, Dorothy dolly, Geri dolly, Jennifer dolly, Jessica dolly, Kate dolly, Lamù, Maya dolly, Naomi dolly, Pamela dolly, Paris dolly, Rose dolly, Rubia dolly, Shakira dolly, Shania dolly, Sharon Gold e Bronze dolly e Victoria dolly, sono ribassati di circa il 20%. Il loro nuovo prezzo è di euro 40,00 invece di euro 49,00.

    Nastydiva, made in Italy
    www.nastydiva.com
    [email protected]