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  • Servizi di pulizia e produzione agricola: le cooperative aiutano i lavoratori in tempi di crisi

    Disoccupazione al 10,2%, oltre 2,6 milioni di senza lavoro. Questi i dati rilasciati dall’Istat che all’inizio di questo mese ha pubblicato il rapporto sulla disoccupazione nel mese di aprile, che ha raggiunto livelli record non visti sin dal 2004.

    Con tale situazione economica, non è strano che alcuni gruppi di lavoratori come quelli del settore società di pulizie abbiano deciso di cercare una soluzione che, seppur più impegnativa, soprattutto all’inizio, potrebbe derivare in un posto di lavoro più stabile e redditizio.

    L’alternativa arriva dalla formula delle cooperative, associazioni di lavoratori che creano attività delle quali sono proprietari e dirigenti. Tutti i membri della cooperativa hanno quindi potere decisionale ed è questo in ultima istanza a determinare il successo o l’insuccesso di tali iniziative.

    La crisi, si sa, è fonte di nuove idee, e persone di tutti i settori, specie quelle disoccupate, si lanciano ora all’avventura di mettersi in proprio e dare il tutto per il tutto. Così hanno fatto anche le donne della Apple Eco Friendly Cleaning Cooperative, cinque dome messicane di New York che si sono incontrate in un’agenzia interinale e hanno deciso di creare la loro propria società di pulizie a domicilio. La proposta di valore, al di là della professionalità delle imprenditrici, è l’uso esclusivo di materiali per la pulizia eco sostenibili, creati con prodotti naturali e ideati nelle cucine delle cinque donne.

    Settori come l’agricoltura esperimentano da anni i benefici delle cooperative: migliori condizioni per i membri, condizioni più vantaggiose nelle negoziazioni con altre aziende e cooperative e un maggior potere e influenza nelle trattative su argomenti che impattano direttamente sul lavoro e il mercato dove si opera.

    In più le cooperative essendo nella sua forma più basica un’associazione dove ogni uno dei soci possiede una parte dell’attività, gli obiettivi tra i vari membri sono allineati: sia quale sia il ruolo di ogni uno dei proprietari-dipendenti di una cooperativa, l’interesse comune è sempre quello di fare crescere e consolidare la presenza ed il potere della cooperativa nel settore, facendo fronte comune e affrontando le difficoltà da dentro, da quelli che effettivamente realizzano i lavori e conoscono il loro mestiere meglio di nessun altro.

    La solidarietà, la democratizzazione del potere e l’autonomia di quelli che effettivamente fanno il lavoro sembra essere quindi, di nuovo, la strada a seguire almeno per molti di quelli che si trovano in situazioni precarie o di disoccupazione in questi tempi di crisi. Pulizia condomini, agricoltura, ma anche benessere e servizi alle imprese, tutti i settori possono decisamente beneficiare di nuove idee e della spinta di donne come le fondatrici della Apple Eco Friendly Cleaning Cooperative.

    A cura di Alba L
    Prima Posizione Srl – online brand reputation

  • Risparmiare nella spesa con i modelli di acquisto tradizionali

    In molti casi, l’impatto di questa retrazione ha derivato in un ritorno a pratiche del passato, alla ripresa di modelli di acquisto e consumo più tradizionali e sicuramente più sostenibili, come quelli che usavano le nostre nonne ai loro tempi.

    Un esempio chiaro di questi comportamenti sono gli acquisti di cibo direttamente dal produttore e quindi non attraverso supermercati o rivenditori ma proprio dalle persone che lo traggono della natura per metterlo a nostra disposizione. Siano verdure acquistate al mercato della piazza, funghi presi dai contadini ai confini con i boschi o dolci prima colazione non più avvolti in carta stridente negli scaffali ma ottenuti dal fornaio di tutta la vita.

    Il fenomeno che risulta di questa pratica è il chiamato Acquisto Km 0. Questo nome per fare riferimento al fatto di comprare il più vicino possibile ai luoghi di “raccolta” del cibo, siano essi gli orti che i porti di pescatori. Infatti, questo cibo fresco non passerà trattamenti di congelazione, trasporto e conservazione, per cui in più di essere meno costoso, sarà anche una alternativa più naturale sicuramente positiva per la nostra salute.

    Un’altra pratica che si è stesa con la volontà di risparmiare il più possibile è l’acquisto all’ingrosso di cibi ma anche di tanti altri articoli essenziali per la casa. Centri che fin’ora avevano tra la loro clientela esclusivamente proprietari di bar, ristoranti e alberghi si sono trovati da un giorno all’altro con grandi famiglie nei loro stabilimenti con l’intenzione di fare la spesa dei mesi seguenti e risparmiare considerevolmente rispetto all’abituale spesa di supermercato alla quale ci siamo abituati.

    Questo nuovo mercato che si è aperto a produttori, commercializzazione pane surgelato e tanti altri gli ha portati in molti casi a togliere una delle barriere che avevano limitato l’accesso di consumatori privati nei loro negozi: la necessità di essere in possesso di una partita iva.

    Molte cooperative hanno visto in questo cambio di mentalità che da priorità alla relazione qualità-prezzo e non alla praticità di comprare brioches surgelate, peperoni e sapone tutto velocemente in un solo posto, un’opportunità per farsi conoscere e crescere nelle loro proprie comunità. Infatti, molte in questo periodo hanno degli spacci aperti al pubblico con prezzi all’ingrosso e vendita al dettaglio.

    Altri mestieri non relazionati con le cooperative e la commercializzazione pane surgelato hanno anche registrato un aumento della loro attività in questo periodo. Officine, gommisti, calzolai e altri rivenditori specializzati nella vendita di oggetti usati e nella riparazione di articoli vari hanno visto come il modello “usa e getta” che si era imposto negli ultimi anni (anche motivato dai bassi prezzi di alcuni prodotti provenienti dall’estero) è mutato in una preoccupazione ogni giorno più grande per mantenere in uso le cose che possono ancora servire se sistemate con un piccolo intervento, per evitare il dover acquistarne di nuove.

    Modelli, questi imposti dalla crisi, dai quali dobbiamo imparare a servirci e che dovremmo mantenere anche quando questo difficile periodo economico sarà finito.

    Articolo a cura di Alba Lorente

    Prima Posizione srl – promozione pmi