Recentemente, Mina Gregori, storica dell’arte ed esperta del Caravaggio di fama mondiale, ha tenuto un’interessante conferenza sul Maestro lombardo, presso la rinomata galleria “Milano Art Gallery – Spazio Culturale” situata nel cuore di Milano. Tra i presenti, Gabriele Contini, innovativo artista milanese del panorama contemporaneo, noto per le sue performance estemporanee di impatto, dove il corpo viene messo in primo piano ed è coinvolto durante tutte le fasi della realizzazione delle sue eclettiche opere d’arte. Durante l’incontro della Gregori, appuntamento del Festival Artistico Letterario “Cultura Milano” ideato ed organizzato da Salvo Nugnes, direttore di Agenzia Promoter, Contini ha avuto l’occasione di conoscere e conversare con il celebre volto televisivo Andrea Pinketts (Mistero) ospite d’eccezione della storica galleria che accoglierà, prossimamente, un’originale personale di Contini, che avrà come parole chiave simbolismo, comunicatività e sacralità.
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Promoter Arte: proiezione del simbolismo nell’arte informale dell’artista milanese Gabriele Contini
Gabriele Contini, artista e performer milanese, dopo un iniziale esordio nell’ambito della poesia e della critica artistico letteraria, negli anni ’80 decide di cimentarsi con la pittura e l’arte visiva. Di notevole impatto le sue performance estemporanee nelle quali l’impeto e l’irruenza irrazionale dominano la coreografia rappresentativa creando grande pathos e suggestione emozionale per catturare lo sguardo e coinvolgere l’osservatore. È una pittura gestuale, una pittura d’azione, traslata da un gesto libero in cui il corpo viene posto in primo piano e viene coinvolto durante la realizzazione, con una tecnica esecutiva davvero inconsueta.
Contini spiega “L’esecuzione è affidata non soltanto alla gestualità del braccio, ma diventa una sorta di azione scenica globale, una scenografia di contorno dove l’arte si unisce in simbiotica armonia alla coreografica drammatizzazione corporale. L’uso contestuale di tecnicismo ed istintività creativa generano delle forme che rispecchiano pienamente l’atto fisico con cui vengono elaborate”.
Nelle performance di Contini c’è un’atmosfera di intenso misticismo e lo spettatore viene proiettato, quasi catapultato virtualmente nello spazio temporale dell’atto stesso di esecuzione dell’opera. Si genera un processo osmotico in cui si intrecciano l’istintività e l’informale frutto di un simultaneo lavoro mentale e manuale di straordinario effetto in cui l’artista è come un messaggero ispiratore che offre se stesso e le sue rappresentazioni come inno al culto e all’amore per l’arte.
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Promoter Arte: il linguaggio comunicativo nelle opere di Gabriele Contini
Gabriele Contini camaleontico artista e performer milanese del panorama contemporaneo si è distinto, nei suoi molti anni di carriera, per il sapiente utilizzo all’interno delle sue originali creazioni, di un linguaggio comunicativo verbale che è diventato una vera e propria connotazione distintiva del suo percorso evolutivo nel mondo dell’arte.
Le parole sono intese come metafore sociali che accorpate alle immagini in sinergica fusione vengono impresse nelle opere insieme alla matericità dei colori, alle sfumature cromatiche create dai giochi di luce e di chiaro scuro, lasciando emergere profondi messaggi che Contini esprime come se scaturissero dalla voce del suo ego più introspettivo trasformandosi in un urlo che squarciando la tela si diffonde prorompente per risvegliare la mente e il cuore dell’osservatore. Contini dice “è un modo per lasciar trapelare il moto dell’anima che mi guida, è una forma di denuncia accorata con valore etico morale che prende vita e si concretizza attraverso la materializzazione di parole e lettere concepite come metaforici simbolismi connessi alla sfera interiore e spirituale più intima. È come se scrivessi un immaginario diario di bordo in cui la tela rappresenta un foglio bianco da riempire e il pennello è lo strumento per imprimere queste forme d’arte verbali che assumono il significato di cornice ideologica e conferiscono un importante plus valore aggiuntivo all’interpretazione delle mie creazioni“.
Contini rifugge e detesta tutto ciò che impedisce apertura mentale e respiro dell’anima, dall’autoritarismo bigotto alla superficialità culturale, dal pressapochismo intellettuale al potere incondizionato e sfrenato dell’ossessione al dominio considerati come squallidi sinonimi di una pseudo normalità che la società persegue con ambizione come un effimero miraggio di appagamento esistenziale.
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PROMOTER ARTE: GABRIELE CONTINI E LA SUA ESPRESSIONE ARTISTICA DI ALLEGORICA SACRALITÀ
Gabriele Contini è un poliedrico esponente di spicco dell’espressione artistica contemporanea, con un percorso di ricerca e sperimentazione stilistica eterogeneo e di notevole interesse. Numerosi i suoi estimatori, incantati dall’originale allegoria religiosa insita nelle sue opere, con una rievocazione personalizzata e sui generis della dimensione del tema sacro assolutamente inedita e di sorprendente impatto visivo ed emozionale.
Molto significative le performance creative riguardanti il rapporto tra il gesto, il corpo e la simbologia sacrale ispirata al cristianesimo. Contini spiega “il corpo funge da strumento veicolare che trasporta virtualmente il destino e la sofferenza umana e nel contempo manifesta la volontà di superare e oltrepassare tale condizione per trovare rifugio in un atto ludico e giocoso da cui affiora il senso di relatività delle immagini riprodotte. L’elemento ludico-giocoso diventa quindi l’emblema simbolo dello scavalcamento di tale sofferenza“.
Attraverso queste suggestive rappresentazioni in chiave metaforica l’artista riesce a scavare e penetrare in profondità nei meccanismi rituali religiosi portando una prospettiva di interpretazione innovativa dove la commistione dei messaggi subliminali lascia trapelare appieno la sua eclettica personalità. C’è il desiderio di stimolare i fruitori a recepire ed accogliere un linguaggio corporale in cui apparenza ed essenza si coniugano in armonioso equilibrio, recuperando le antiche tradizioni sulla fede, rivisitandole e rendendole più attuali per riproporle come dono di cui fare prezioso tesoro. Contini ci offre nuove prospettive di riflessione sull’allegoria della vita nel cammino della religiosità.